Verso un mondo multipolare: il gioco dei giochi nell’era Trump – Pierluigi Fagan

Verso un mondo multipolare: il gioco dei giochi nell’era Trump” è il libro in cui Pierluigi Fagan, studioso della complessità, prende in analisi i mutamenti geopolitici, militari, energetici, ambientali, demografici, culturali, religiosi, economici e finanziari della nostra era e il mutato grado di interdipendenza tra i paesi. Un mondo che è passato in poco più di un secolo dall’ospitare un miliardo e mezzo di persone ad ospitarne sette miliardi. Tra venti o trent’anni saremo 10 miliardi. Veniamo da un sistema bipolare (Usa – Russia, nell’epoca della guerra fredda), cui è seguito un periodo monopolare, dominato esclusivamente dagli Stati Uniti d’America. Il mondo, dalla fine del diciannovesimo secolo ad oggi (la fase in cui è stato più interconnesso), ha vissuto ordini caratterizzati o da un unico polo dominante, oppure da due poli. Adesso i giocatori seduti al tavolo di gioco aumenteranno: giochi militari, giochi di guerra, proxy wars, conflitti come quello tra gli Stati Uniti e la Cina, conflitti culturali e religiosi.  Come governare tutto questo, nel momento in cui la globalizzazione segna il passo? 

Un’analisi interessante, cui potete essere introdotti nella lunga intervista di Pierluigi Fagan a Claudio Messora (qui il video) per non fermarsi alla semplificazione dei demagoghi e imparare a governare i processi che presto potrebbero portare la Cina in vetta al potere economico-politico, seguita dagli Stati Uniti e dall’India, con attori di seconda fascia importanti come Sud Corea, Pakistan, Iran, Egitto, Nigeria, Sud Africa, Brasile… Un gioco molto più complicato rispetto al passato, al quale si aggiungono miliardi di giovani africani che si misureranno con poche centinaia di milioni di europei. E’ l’era della complessità: è il gioco dei giochi, nell’era Trump.

Presto sarà disponibile la trascrizione dell’intervista. Se vuoi partecipare all’attività di trascrizione o vuoi segnalarti come traduttore, vai al modulo contatti e scegli “Contribuisci con il tuo lavoro” dal primo menu a tendina: https://www.byoblu.com/contatti

8 commenti

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  • Altro che fettina di carne una volta la settimana.
    L’italiano medio mangia carne/pesce, uova e latticini ogni giorno e nemmeno se ne accorge.
    Stiamo lontani anni luce dalla dieta mediterranea.

  • Grazie Claudio.
    Anche oggi sei riuscito a sorprendermi, entusiasmarmi e arricchire con la conoscenza oltrechè delle tematiche espresse nel video anche di un volto a me sconosciuto. L’aspetto storico-filosofico di FAGAN mi ha colpito (ho avuto oggi modo di leggere l’ultimo suo post nel blog da te segnalato a fine video) sia perchè ha una visione di idee pressochè identica alla mia ma soprattutto perchè tocca anche molti argomenti dei quali ero all’oscuro.
    Per quanto concerne l’esplicazione delle argomentazioni del video non c’è niente da discutere. Sono lapalissiane verità cui però poca gente presta attenzione.
    Indubbiamente uno tra i tuoi video migliori !

  • Eccellente, Claudio. Grazie ancora. Solo un’osservazione a proposito di quello che dice Fagan – che in Italia manca coscienza (o conoscenza, che dir si voglia) dell’interconnettivita’ dei problemi in questione, cioe’ che oggi si chiama conoscenza olistica: io ho fatto l’universita’ in Italia, e poi ho studiato anche all’estero, dove tuttora vivo e lavoro (insegno in ambito universitario), e ritengo che la forza del nostro sistema educativo e’ (forse dovrei dire era – e’ tanto che non vivo in Italia) proprio la visione d’insieme, per esempio il fatto che si studiava filosofia, latino (e greco) al liceo insieme a materie come fisica, chimica o matematica (ho fatto lo scientifico), mentre trovo che e’ all’estero, dove c’e’ molta piu’ specializzazione, che mancano gli strumenti per connettere le diverse discipline. E’ possibile che la scuola italiana sia peggiorata tanto negli anni; e’ anche possibile che siamo indietro nella ricerca scientifica, pero’ la mia sensazione e’ che avremmo di base una cultura classica che si presta molto di piu’ ad una concezione olistica della realta’ mentre la specializzazione pertiene di piu’ al mondo anglosassone.

    PS: scusate il mio italiano, non sono piu’ abituata a discutere concetti complessi nella mia lingua :-).

  • Pierluigi Fagan, sono contento di averti riscoperto un uomo drasticamente cambiato, un uomo semi-nuovo!
    Se solo tu e Giulietto Chiesa mi aveste dato retta 7 anni fa in Alternativa, (su Euro, Europa e …. Hayek!!!) avremmo evitato toni aspri nelle mail e magari oggi la vostra associazione avrebbe continuato ad avere un senso.
    Comunque, sono contento che l’amico Claudio Messora ti abbia intervistato, anche se a mio avviso in questa pillola a te dedicata ci sono richiami pericolosi a teorie decresciste, al paradigma della scarsità e della sovrapopolazione.
    Noto soprattutto che spesso si sottovaluta l’importanza dell’aspetto economico nella tua teoria dei giochi, che non è uno dei tanti, ma quello determinante per capire i rapporti di forza anche in chiave geopolitica.

    Per quanto riguarda al peso ininfluente dell’Italia fuori l’Europa, del bisogno di confederarci per forza con qualcuno, dell’impossibilità dell’Italia di competere con il mondo con la liretta, della responsabilità del fronte euroscettico/brexit/Trump per l’implosione del sistema EUROcratico, beh… qui si tratta di post-verità direbbero i più mestieranti di noi, (inesattezze invece le chiamo io) perchè frutto di tue elugubrazioni personali non supportate empiricamente.

    Non vorrei dunque che il tuo lavoro di autorevisionismo non sia obbligato dai fatti, o peggio, ricordando il tuo antico rispetto per Hayeck, sia un tentativo inconsapevolmente gattopardesco di riproporre in altra salsa medicine neoliberiste già ampiamente scadute. (cfr Emiliano Brancaccio)
    Spero proprio di no, per cui mi riprometto di invitarti quando organizzeremo qualche altro evento al fine di confrontarci più dettagliatamente e concretamente, per non sprecare ulteriori 7 anni.

    • Anche a me aveva suscitato qualche perplessita’ il paradigma della scarsita’. Pero’ siccome non ho competenza in questo campo (il poco che so mi viene da un’infarinatura di filosofia orientale – pratico yoga e meditazione), avevo sorvolato.

      Grazie per avere evidenziato la contraddizione.

    • Ciao Francisco, mi pare che Fagan dica che non è un problema la sovrappopolazione in sé, né la scarsità in sé, quanto la gestione politico/geopolitico/economico/finanziario/culturale necessaria per garantirle. E su questo, non vedo come non si possa concordare.
      Poi lui teorizza la debolezza del concetto di sovranità applicato ai singoli stati, ma questa è la sua legittima opinione, ed è la ricchezza del dibattito pubblico che con il blog non ho mai paura di agevolare ed incentivare.

      • Ciao Claudio, premettendo che l’ho ascoltato una sola volta, sul discorso della sovrappopolazione non prendo punte, sulla scarsità non aggiungo altro perchè non esiste quindi il problema non si pone, sono d’accordo che il vero dilemma sia la gestione politica di tutto l’insieme ma tocca vedere l’alternativa proposta.
        Comunque, l’importante è la voglia di confrontarsi al fine di conoscere e migliorare per raggiungere un obiettivo utile per tutti, e siccome con Pierluigi ci siamo sentiti privatamente e abbiamo chiarito la situazione, approfitto di questa risposta per scusarmi dei toni provocatori che assume in alcune parti il mio commento. Un saluto a tutti

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