Il Movimento è morto. Viva il Movimento!

C’era una volta il Movimento 5 Stelle. Fatto di cittadini che prendevano decisioni tutti insieme, dopo avere scartato migliaia di scelte alternative, valutate attentamente una per una. Tutte le decisioni, non solamente alcune. La televisione era considerata complice del sistema e artefice del decadimento civico e culturale. I sondaggi erano l’antitesi della buona politica, perché la democrazia diretta, da cui le proposte politiche nascono, è già il migliore sondaggio che si possa sperare di avere. La demagogia ripugnava tutti. I protagonismi erano il Peccato originale, da cui era necessario pentirsi e da sublimare nella retorica del portavoce. Per l’esattezza: “cittadino portavoce” (e che i conduttori non si sbagliassero). Tutto era trasmesso in streaming. Due mandati erano “due legislature” (e non dieci anni). Le cariche interne ruotavano ogni tre mesi, tutte, così nessuno avrebbe potuto impadronirsi di una poltrona e diventare inamovibile. Tanto un portavoce era solo un segnaposto della volontà degli attivisti certificati: era sostituibile. Le riunioni a porte chiuse erano un’eresia blasfema, perché contrarie alla trasparenza e perché per definizione ponevano nelle mani di pochi il potere di elaborare strategie nascoste, che viceversa dovevano restare competenza dei molti. Democrazia diretta e strategie di palazzo sono infatti incompatibili a priori. Il titolo di “onorevole” era una macchia indelebile da cancellare con lunghi pellegrinaggi nei MeetUp di origine. Il capo politico non esisteva ancora: non lo era neppure Beppe Grillo. Il capo politico era la base. Nacque solo in seguito, con l’esigenza di depositare il simbolo elettorale e uno statuto ad hoc per le elezioni politiche. C’erano due garanti, lungimiranti fondatori, che tenevano a freno le derive individualistiche di ragazzi catapultati all’improvviso nelle stanze del potere senza i necessari anticorpi, omaggiati e riveriti dai media e dalle associazioni di interessi. I garanti tenevano il timone dritto per preservare l’obiettivo iniziale: ovvero che tutte le decisioni venissero prese in rete e che venisse capovolta la piramide di potere, quella che sempre finisce per trasformare un eletto in uno spocchioso despota arrogante e presuntuoso, convinto di appartenere ad un Olimpo dal quale tutto “può” senza niente avere a “dare”, neppure il rispetto del programma elettorale.

Erano i tempi in cui Casaleggio rimetteva alla rete ogni decisione, e la rete talvolta votava perfino contro a quello che avrebbe voluto lui, come nel caso della depenalizzazione del reato di clandestinità. Il rispetto degli attivisti era non solo formale, ma sostanziale, e questo si traduceva in referendum online dagli esiti mai scontati e presentati con completezza di informazione. Anche perché gli attivisti di una volta, quelli che si erano scorticati la pelle delle mani nel corso di interminabili banchetti al freddo e al gelo, non avrebbero mai e poi mai accettato niente di meno. Erano i tempi in cui Grillo girava senza scorta per le strade di Roma, perché lui poteva permetterselo e se ne vantava (e non erano ancora i tempi in cui invece, addirittura nell’area di una manifestazione di partito, quindi tra i suoi stessi fan, il candidato appena eletto ha bisogno di girare circondato dalla security). Erano i tempi in cui il Movimento 5 Stelle provava a declinare in politica il suo retroterra antieuropeista e sovranista, antielitario e fieramente populista (come rivendicato dallo stesso Gianroberto Casaleggio). Erano i tempi in cui tanti ragazzi volenterosi, ma incapaci di esprimere un autentico anticonformismo comunicativo, restavano sempre a bocca aperta quando il genio comunicativo di Casaleggio stravolgeva ogni aspettativa e ribaltava la prospettiva, uscendo da strade battute e ormai logore per tracciare una rotta che sorprendeva tutti, una provocazione che tutti si trovavano all’improvviso incaricati di gestire, e Dio solo sa se avrebbero preferito di gran lunga adattarsi, loro malgrado, a quel potere che avrebbero invece dovuto combattere, fino a estinguersi nei motivi démodé della tapezzeria delle aule. Erano, quelli, i tempi in cui Beppe Grillo scendeva a Roma chiamando il popolo in piazza Montecitorio, e i politici scappavano dal palazzo come topi in fuga, mentre le acque si facevano agitate e rombavano minacciose, facendo tremare i muri delle aule (io ero dentro a quelle aule. Non avete idea della paura che fa, anche se noi eravamo i buoni, e quando uscimmo dalla porta la piazza esplose in un boato. Fa tanta paura lo stesso, credetemi. È il potere naturale del popolo. Per referenze, chiedere a Maria Antonietta). Erano i tempi in cui il Movimento 5 Stelle era diverso da tutte le altre forze del sistema e nessuno si sarebbe sognato di stringere un patto politico con garganella Bersani, figuriamoci con il peggio degli europeisti banchieri, artefici dell’austerity come l’Alde, in cui i 5 Stelle Europa volevano confluire sotto la sapiente guida di europarlamentari stimati da Mario Monti e ormai dimentichi della logica dei portavoce, ma sempre più calati nei panni del perfetto manovratore di palazzo.

Quei tempi sono finiti. Li abbiamo rimpianti. Li abbiamo voluti indietro. Abbiamo tentato di spiegare perché dovevano continuare ad esistere, esattamente in quella forma voluta da Casaleggio, l’unica in grado di staccare una garanzia assoluta sul trasferimento efficace del potere nelle mani del popolo, laddove tutte le rivoluzioni, storicamente, non fanno altro sostituire una classe dirigente con un’altra, talvolta perfino peggiore.

Oggi il Movimento 5 Stelle è un partito. Si comporta da partito. Ha i riti di un partito. Accentra il potere, come un partito. Ha i suoi servi, i suoi yes-men, i suoi adoratori, i suoi fan, la sua terminologia, i suoi giornalisti, come un partito. Ha perfino il culto della personalità del capo, esattamente come un partito (vedere la lunga presa diretta su Di Maio che entra nell’area delle kermesse di Rimini e, live su Facebook, stringe mani per un quarto d’ora buono, scortato dalla sicurezza, come un Berlusconi o un Renzi qualunque). La spinta di rottura, la narrazione dirompente, la creazione di un linguaggio differente, motivante, sferzante, con i suoi neologismi dissacranti, la componente di attivismo disinteressato e un po’ ingenuo, l’esaltazione dell’uguaglianza, quella impagabile fucina culturale che il blog di Grillo aveva saputo esprimere nella gestione Casaleggio Sr, richiamando intorno a sé ogni giorno intellettuali anticonvenzionali che rappresentavano visioni diverse e inascoltate sulla società, sulle tematiche ambientali, sul futuro, mentre gli altri – i partiti – non avevano che piccole vetrine di propaganda in rete, dove gli dei di un Olimpo demagogico e goebbelsiano ogni giorno parlavano esclusivamente a se stessi, ai loro segretari, ai loro portaborse e ai pochi iscritti con tessera che avevano il fegato di ascoltarli (vedere oggi cosa è diventato il blog di Grillo per accertarsi della metamorfosi in organo di mera propaganda). Tutto questo non esiste più. Il Movimento 5 Stelle ha compiuto la metamorfosi. Dal bozzolo è uscito un leader (termine che un tempo avrebbe procurato inguaribili allergie e insopportabili pruriti). Questo leader ha vinto primarie senza rivali, con risultati bulgari, che in ossequio all’era dei reality show hanno tuttavia beneficiato di una suspence artificiale, con tanto di musica da nomination del Grande Fratello. Questo nonostante il fatto che i vertici avessero deciso che l’erede doveva essere Di Maio già da diverso tempo, e che quindi la cosa più ragionevole da fare (e più onesta) sarebbe stata per il garante prendersi la responsabilità di proporre Di Maio e sottoporre il suo nome a una ratifica referendaria sul blog, da parte degli attivisti. I quali avrebbero certamente confermato, consegnando a Di Maio una legittimità politica che adesso, con una vittoria ottenuta senza rivali, appare meno forte, soprattutto internamente al Movimento stesso.

Tuttavia, tutto questo ce lo siamo detto. Ce lo siamo ridetto e poi stradetto. I primi “grillini”, quelli che ci avevano creduto quando tutti gli altri li prendevano in giro, e che avevano combattuto contro qualunque pregiudizio perché erano autenticamente affascinati, ammaliati dalla purezza cristallina di un’idea coraggiosa e sfrontata, ed erano riusciti a coinvolgere con il loro prorompente e disinteressato entusiasmo ben 9 milioni di elettori che nulla sapevano dei Cinque Stelle e che invece di tutta questa mirabolante costruzione avevano interiorizzato solo un grande, immenso vaffanculo.. beh, questi eroi che (loro sì) hanno cambiato il quadro politico di un intero Paese, hanno provato a raccontare, a chi è venuto dopo, tutte le cose che ho ricordato sopra. Alcuni sono stati espulsi, altri hanno continuato la loro battaglia da dentro. Ma questo è un Paese che arriva da Mussolini (prima) e da vent’anni di Berlusconi (poi). Quest’ultimo è colui che considerava gli elettori come ragazzini con il quoziente intellettivo di uno studente della terza media (parole sue). È un paese che dà 9 milioni di voti a un movimento che non fa alleanze, e poi non capisce perché non le faccia, tanto che, con la complicità di una classe politica debole (che evidentemente Casaleggio non l’aveva né capito né studiato) lo trasforma, attraverso la servitù volontaria dell’asservimento ai sondaggi, in una nuova democrazia cristiana a vocazione maggioritaria, per cui governare non è più il mezzo ma il fine (come il tessssoro del Gollum), che parla con tutti, che tranquillizza tutti, che distribuisce rassicurazioni a tutti, senza capire (o capendolo benissimo) che se vai al governo con il voto di tutti, poi non ti sarà più possibile fare niente, perché tutti chiederanno la loro fetta di torta, e non potrai rifiutarti di consegnargliela, altrimenti se ti va bene torni semplicemente a casa, e se ti va meno bene non ci torni proprio.

Alla fine di questa metamorfosi, come che sia, abbiamo dunque un Partito. Un partito primo nelle intenzioni di voto. Un partito leaderistico, che è nato pescando nelle ideologie di sinistra, così come nel serbatoio di elettori delusi a destra, ma che ora, abbandonato e rinnegato – a destra – quel pazzo di Farage che pure ha portato il Regno Unito alla brexit, e sfatato il mito dell’accoglienza tout court di immigrati e rifugiati – a sinistra -, si è riposizionato con nonchalance al centro, lontano dagli estremi e in corsa per Palazzo Chigi con il beneplacito della Chiesa, del potere transazionale della Trilaterale (Monti, Napolitano & Co), delle lobby, dell’establishment americano in cui il Cinque Stelle è di casa, dei circoli europeisti di Bruxelles, della finanza internazionale e dei mercati, cui Di Maio si è appellato personalmente.

Abbiamo un partito che però non ha segreterie, non ha strutture dirigenziali (per espressa volontà di Casaleggio, ma quando questo vincolo fu ideato il Movimento 5 Stelle era ancora, per l’appunto, un “Movimento”), non ha correnti e neppure regole e tempi certi per sostituire il capo politico (che può decidere di candidature ed espulsioni, mentre non è chiaro come gli altri facciano a decidere di lui). Un partito così è un ibrido che, venuto meno non solo Gianroberto Casaleggio ma adesso anche Beppe Grillo, non si sa bene come prenda le sue decisioni politiche di primo livello, quelle cui gli attivisti della seconda ora hanno felicemente abdicato perché “non si può mica decidere tutto in rete, dai!“. È, insomma, un partito dove tutti sono d’accordo perché gli altri per definizione sono già stati espulsi, dove molti di quelli che avevano remore e hanno pensato per lungo tempo di esternarle ora sorridono sul palco dietro a Luigi che abbraccia Beppe, come se fossero tutti una grande famiglia da Mulino Bianco priva di attriti e di screzi (che non si sa mai poi non vengano rieletti) e dove i dissidenti che hanno ancora un ruolo troppo importante per essere cacciati via vengono bonariamente definiti “romantici” e non salgono sul palco della più importante manifestazione nazionale (come se Buffon non giocasse la finale pur senza essere infortunato, mentre al suo posto scendesse in campo la riserva e tutti lo trovassero più che normale). La Costituzione dice che i partiti sono associazioni dove i cittadini concorrono con metodo democratico alla politica nazionale, ma qui onestamente è difficile scorgere qualcosa di democratico, laddove per democrazia si intenda la facoltà di dissentire. E del resto, a nulla vale votare in rete quando non si ha facoltà di decidere “su cosa” votare. Per intenderci, poi il risultato sono primarie che assomigliano più a un sorteggio di Champions dove in un girone da una parte c’è la Juventus e dall’altra tre squadrette dell’oratorio (e tutti i bianconeri a fingersi preoccupati per la partita contro i cresimandi della parrocchia della divina misericordia). Ma nessuna squadra blasonata si iscrivebbe mai a un torneo se tutti sanno che le designazioni sono truccate.

Ora, però, detto questo, è necessario mettere un punto a queste interminabili considerazioni di merito e di metodo. Non solo sono discorsi che a quanto pare ormai interessano una parte molto residuale degli elettori del Movimento, ma una volta che questi punti siano stati sufficientemente elaborati, bisogna anche comprendere che tale cambiamento è ormai irreversibile, che il Movimento si è trasformato nel Partito Cinque Stelle, che questo partito ha un nuovo capo politico, che è comunque il primo partito nelle intenzioni di voto e che per quanto la situazione possa essere fonte di rimpianto per alcuni, di certo non ci troviamo di fronte a una forza politica peggiore del Pd, di Forza Italia, della Lega e di tanti altri soggetti che da lungo tempo (un tempo a dire il vero molto superiore) calcano il palcoscenico istituzionale. Perlomeno, questo nuovo partito non ha ancora avuto modo di fare i danni che i vecchi partiti hanno certamente e incontestabilmente apportato al tessuto sociale, produttivo ed economico del Paese, dunque lo si può ritenere responsabile di non avere soddisfatto lo slancio ideale di chi viene oggi accusato di essere un inguaribile utopista, e forse di non avere permesso, a chi si sarebbe volentieri organizzato in una forza politica più concretamente devoluta alla realizzazione di un programma di rottura, di portare a termine un obiettivo politico alternativo, ma non lo si può accusare di essere responsabile delle privatizzazioni, delle liberalizzazioni, delle cessioni di sovranità, della sottomissione ai mercati, della distruzione del tessuto produttivo, della domanda interna, della ratifica del Pareggio di Bilancio, del Fiscal Compact, del Mes e di tutte le disgrazie che il Movimento Cinque Stelle a trazione Di Maio ha fino adesso invero dimostrato di non avere compreso e alle quali non sembra intenzionato a porre rimedio.

Oggi è nato un nuovo Partito, sulle ceneri del movimento politico che lo ha preceduto. Lo giudicherò per le scelte che farà. Così come giudicherò l’operato di Luigi Di Maio. Quello che non farò più è ricordare com’era, il Movimento Cinque Stelle, quali erano i suoi principi, i suoi valori, il suo metodo e in cosa credevano le persone che l’hanno portato, dal 2009 al 2013, fino in Parlamento, convincendo proprio con la loro “rigida intransigenza” 9 milioni di persone. Quello è un ricordo che resterà nel mio cuore, così come l’uomo che l’ha creato.

Il Movimento 5 Stelle è morto. Viva il Movimento 5 Stelle!

84 commenti

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  • Mah Claudio… davvero non so come andrà a finire. Come hai ben spiegato tu, oggi abbiamo assistito alla nascita di un nuovo partito. Un partito concepito come movimento. L’unica mia paura è di trovarci come premier un Macron italiano.

  • se il movimento è morto votiamo tutti la coalizione di destra (berlusconi-salvini-meloni) o di nuovo su renzi ……sono confuso….è come darsi una picconata in testa ….di punta o di taglio ….

  • quella raccontata è una delle versioni possibili; ma a mio parere è versione poco credibile. Troppi fatti la contraddicono. Rimasi nell’astensionismo dal 1995 al 2013. Cominciai a simpatizzare 5stelle nel 2011. Precedentemente neppure avrei potuto immaginare che Grillo avrebbe potuto poi fondare un movimento politico di successo, che non fosse uno dei tanti soliti aborti – del tipo “zero virgola”. Nel 2011 erano anni e anni che della ‘politica’ oramai me ne fregavo totalmente – se mi avessero chiesto di “Casaleggio” avrei pensato ad un formaggio. Perché cominciai a simpatizzare? L’unica vera e ‘valida’ ragione, sempre e solamente fu: perché tutti i mass media dimostravano di detestarli e denigrarli e diffamarli, mentre al contempo Grillo e i 5stelle rispondevano, a destra e a manca, con dei bellissimi “Vaffan….”. In pratica, portarono all’incasso l’odio che molti italiani avevano con il tempo accumulato … come se, sotto sotto, già l’Italia del 2011 fosse un vulcano.

    Per farla breve, tutti i miei conti oggi tornano soltanto sulla base di un’unica sola ipotesi, che oltretutto oggi a me pare perfino verosimile: un’altra ulteriore squallidissima primavera colorata (fin dall’inizio – fin da quando venne preparata ed allestita)

    in fin dei conti, altro non sarebbe che un’ulteriore ripetuta conferma della validità della metafora dei ladri di Pisa

    sarebbe stata infine un’operazione inutile? Non credo: certamente oggi l’Italia non è un vulcano (l’operazione di castrazione pare avere funzionato)

    • a me l’anonimato proprio non piace. Il mio convincimento politico più fondamentale: contro il Grande Fratello funzionare solamente può la rinuncia ad ogni anonimato e ad partecipazione a logge (ad ogni qualsiasi tipo di “segrete stanze”). Credevo il mio commento (quello che ora sto ‘commentando’) sarebbe risultato firmato con mio nome e mio cognome (gino sighicelli), e non invece con la login che un giorno scelsi – neppure ora ricordo quando e dove

  • Il M5S è una forza giovane e in evoluzione, per questo i cambiamenti sono continui e devono esserlo, fino a trovare un nucleo di idee che soddisfano tutti. La stabilizzazione in Partito se davvero è avvenuta, non la vedo tanto male perché come cittadino elettore devo sapere a chi mi affido, se il mio partito è europeista o antieuropeista, a favore di immigrazioni di massa o contrario se si vuole immettere nella globalizzazione o vorrà cercare di cambiare. Certe idee di fondo non possono fluttuare giornalmente con un voto online anche se questa forma di consultazione è importante perché è la più diretta. É questo il limite che percepisco. Un insieme di principi certi su cui contare sempre anche se non sono tutti quelli che vorrei. Sappiamo bene che il partitismo è stata una forma di degenerazione del potere ma la democrazia rappresentativa deve avere solide fondamenta anche se deve imparare ad usare i nuovi mezzi di comunicazione ed espressione.

  • Per fortuna il movimento è vivo ed è la prima forza politica italiana. Il leader m’interessa poco, l’importante è il programma che è decisamente buono, basta informarsi… Viva il movimento, unica speranza per questo paese rovinato dai maledetti pidioti e soci.

    • il programma? a che serve un programma, nel partito delle piroette? c’è un solo punto del programma che fu che non venne poi contraddetto – nei fatti?

      Che tutto cambi, affinché nulla possa mai cambiare – pare essere la vera ‘anima’ di questa pagliacciata

  • Davvero un articolo eccezionale!
    E con un certo sforzo per superare la mia tipica frustrazione da sostenitore del movimento da prima della sua nascita… devo dire che esprime in maniera magistrale quello che è anche il mio punto di vista!

  • Io invece lo ricorderò com’èra e continuerò a sbattergli in faccia la verità, ovvero, che si sono venduti gli ideali ed una rivoluzione culturale in atto, per 4 spiccioli e qualche selfie.

  • Perfettamente d’accordo, analisi lucidissima dii quello che il M5S era ed e’ diventato. Purtroppo non e’ piu’ una forza di rottura, ma uno dei tanti modi in cui l’ establishment cerca di riciclarsi e continuare a fregarci. Apriamo gli occhi e cerchiamo/creiamo nuovi movimenti veramente sovranisti e Antieuropeisti, non c’e’ alternativa

  • Al contrario delle critiche esposte, invece io sono contento del cambiamento. Finalmente il M5S sta maturando!
    Stanno finendo le illusioni e sta incominciando a guardare la realtà.
    Magari tutto l’astio che c’è nella critica sopra esposta da Claudio M., deriva da una brutta esperienza personale che ha avuto con la gestione Europea della comunicazione; e gli dò ragione! Se fossi stato io al suo posto non sarei stato meno critico; ma preferisco scindere le due cose.
    Proprio l’immaturità del M5S aveva portato a quella situazione; penso che oggi sarebbe andata diversamente.
    Claudio dimentica il passato e costruiamo il futuro!
    Saluti da un iscritto al M5S, da cui in passato si era cancellato e poi riiscritto sperando in un cambiamento che adesso sta avvenendo.
    Pensiamo positivo!

  • iERI stavo a Rimini e sono uno dei primi iscritti al m5s .. dire che Di Maio e’ un berlusconi qualunque e’ una bestemmia ..ha salutato tutti gli amici conosciuti in 10 in giro per l’ italia ha salutato tutti quelli che non ha mai visto e’ entrato in mezzo a migliaia di persone come fosse una persona normale .. e’ giusto che fosse circondato da 4 o 5 securyti che poi erano gli stessi che lavoravano all’ evento non so nemmeno se fossero volontari , che gli facesse spazio ma non tanto per le persone ma dai fanatici giornalisti …Qualcosa e’cambiato e cambiera’ ancora hai ragione non lo si nega ma senza dimenticare ne i principi e ne le radici del m5s, un esempio ti ricordi quando dicevamo mai andare in tv??.. se vogliamo andare al governo e vincere avendo tutti contro qualcosa andava cambiata anche per strategia se no con il cazzo che oggi il m5s governava Roma Torino Livorno ecc.ecc. ..W IL MOVIMENTO W L’ ONESTA’ !

  • Ottimo articolo, come solo chi conosce bene il movimento possa scrivere. Ora abbiamo un terzo partito con un buon programma. Speriamo non facciano troppi danni e lo dico seguendo il movimento dalla sua costituzione e non ritrovandomici più.

  • Va bene, non lo possiamo giudicare, perché non ha ancora fatto niente… Ha solo preso in giro le persone che lo hanno sostenuto inizialmente. Ha sfruttato il loro lavoro e il loro sostegno per poi tradire i valori con cui aveva creato il consenso.
    Ha in realtà evidentemente usato fin dall’inizio un’abile strategia di propaganda e marketing per creare una nuova formazione politica che conta nel panorama politico, e c’è riuscito. Cosa conta se nessuno capisce quale sia in realtà il programma politico proposto, che verrà deciso a porte chiuse da qualcuno, l’importante è che sia un nuovo partito che non ha ancora governato.

  • È esattamente così.
    Il 23 Settembre è morto un sogno meraviglioso. Rimane un partito che per ora, pare “meno peggio” degli altri. Stiamo a vedere che combinerà.. Che tristezza però..

  • Hai scritto col cuore le stesse cose che anch’io ho scritto più volte nei mesi scorsi. Io però arrivo a una conclusione diversa: il M5S sarà anche privo di responsabilità sulla politica del passato, ma è responsabile di avere ucciso l’idea di una alternativa vera e profonda ad essa; e se si parte dal principio di non voler essere alternativi ma in continuità con le forme della politica del passato, di avere un capo e una dirigenza e una strategia mirata esclusivamente alla propaganda e al consenso per la conquista del potere, e perdipiù il capo e la dirigenza e la strategia sono persino più mediocri di quelle degli altri partiti, allora si diventa semplicemente invotabili come e più degli altri partiti.

  • Mi sono reso conto che il movimento duro e puro dei primi tempi era si l’ideale di come dovrebbe essere la politica, ma nella realtà italiana non attuabile del tutto, almeno non nell’immediato.
    Inizialmente sono rimasto deluso, ma poi ho capito che se vai in un posto dove si tirano merda l’uno con l’altro qualche schizzo addosso ti deva andare a finire, e allora capisci che se vuoi restare candido come un giglio devi restare fuori dal parlamento a fare solo la raccolta firme con i banchetti al freddo, al gelo o sotto il sole a 40 gradi e delegare qualche politico che porti avanti queste battaglie…seeeeeee!
    Claudio, hai fatto una analisi intelligente ma un po inquinata dal livore che ognuno al tuo posto avrebbe serbato,ma resti comunque un grande.

  • L’articolo dice molte cose da me condivise. Io le avevo anche predette.Io sono una dei più vecchi grillini, mi sono iscritto nel 2005 quando nacque il fenomeno Grillo col suo blog. Io ho fatto attivismo vero, per le strade e rischiai di prenderl pure. Grillo nel 2010 a Rimini lo sottolineò. “I meetup sono meetup e il movimento 5 stelle è il movimento 5 stelle”. Inizialmente voleva separare queste forze ma col tempo tutto divenne una sola cosa come prospettai io. Io ero contrario alla politicizzazione dell’attivismo. Sapevo che, dalla nascita del movimento, i meetup sarebbero morti. Non avrebbero più avuto la funzione di controllori e bastonatori del potere perchè, raggiunto il potere, avrebbero dovuto bastonare se stessi ed era impossibile. Adesso abbiamo una forza che da attivista si è trasformata in partito, acquisendo sempre più i pregi ma anche i difetti di un partito. Tutto non si può decidere in streaming perchè non si può combattere il cerbero (partiti politici) con la fionda. E’stata una soluzione triste e sofferta ma col tempo si sono adeguati per combattere il male con le armi del male. Col tempo hanno anche assunto i difetti dei partiti, attaccare l’avversario sempre e comunque. Le decisioni sofferte di Grillo, di intervenire, espellere, sono state necessarie, perchè non si poteva lasciare ad approfittatori della prima ora di salire sul carro e fare quello che gli pareva. Il m5s è Grillo, mi sono avvicinato a questa forza solo perchè c’era Grillo ed è impensabile che tutto vada nella direzione più adeguata senza Grillo. Mi fido solo di lui, nel momento in cui non avrò più fiducia in lui uscirò dal M5S. Non ci sono alternative alla deriva del nostro Paese (per adesso)

  • L’ingresso in Parlamento ha fatto solo in modo che quei semi ancora immaturi sbocciassero. E non parlo di semi che condividevano gli ideali del meetup dei lontani anni 2006-2009 ma parlo di quelli che ci si sono infilati perché era un’opportunità ma che in fondo preferivano la struttura di partito. Troppo pochi i puri riusciti ad entrare con le parlamentarie. Quindi non c’è stata resistenza alle derive che si sono iniziate a vedere fin da subito e non c’è stata la libertà di discutere chiaramente su alcuni primi allontanamenti. Condivido tutto l’articolo tranne il fatto che io sposto l’attenzione più indietro e forse perché lo guardo dal punto di vista della regione Campania (che come vedi pare sia una regione decisiva…).
    Sono 4 anni che osservo e purtroppo tutto quello che mi aspettavo sta accadendo e sto attendendo di vedere altre cose (sia chiaro, io spero di non aver ragione). Stay tuned…

    • Si dice (forse una volta) che la “politica” è l’Arte del possible: una mazzetta a me, all’amico e questa pure per te opposizione del re. Possibile? Ma si ragiona con il cuore o altro distretto anatomico? Si sta su la Terra, Italia espressione geografica non men che altre, o si vive su Orione?
      Ultimo più che ancora delle “siciliariate” qualcuno ricorda la Cassimatis, che il tribunale le da pure ragion: vero geometra Giuseppe Grillo?
      Di Majo è un Candidate Manchurian, come Macron: ci vuole tanto? Il Nulla al potere, è dire che gli slogan d’anta volevano l’immaginazione a l potere: chi l’avrebbe amai detto.
      Un uomo “normale” Gigino Di Majo e di un Movimento “normale” (che non sale su i tetti come più la Lega con il cappio in Parlamento, certe affinità elettive) che come tanti ha una fidanzata “normale” e via normalizzando. Un uomo manco ad una dimensione, il Nulla elevato a potenza il Gigino ridens.
      Il tempo galantuomo è, anche perché dopo i grilliformi (esaurita ogni immaginazione) è da impallidire: Auschwitz-Birkenau,Treblinka, Chełmno, Bełżec, Sobibór, Majdanek…e non siamo alla “fine” della Storia dott. Francis Fukuyama by 9/11?

  • Eh ne sa qualcosa il Messora. E poi basterebbe quello strano soggettone di Freccero: Ipse Dixit. Non solo ma Aldo Gianulli, pro Movimento un tanto a giro vita, il prof Bechis, l’Emerito Imposimato…
    E, quindi, di grazia quale meraviglia delle sorti magnifiche e progressive del Movimento, che si può ben scrivere 5 Stall: giù dalle “stelle”, diciamo costellazione di Orione?
    Evidentemente qualcuno scambia lucciole per lanterne: anzi, doveva già insospettire i viaggi di Gigino/Di Majo ridens (per adesso), a Londra. E lì si va da buon cameriere (postulato che non abbisogna di nessunissima spiegazione, logica) a prendere ordini by City of London and from Wall Street. E poi non ci era già stato un “lupo mannaro” sempre nella capitale della perfida e sulfurea Albione/Londra: vero geometra Giuseppe Grillo?
    Si certo poi un drink a Villa Taverna (sede Ambasciata Usa e getta) non si nega, né è possibile, altrimenti le Ur Lodge che ci stanno a fare: vero Venerabile Gioele Magaldi?
    Infine Gigino/Di Majo ridens a Cernobbio in quel di Como, amena località lacustre, e con tanta gente che conta: letteralmente.
    Gigino/Di Majo ridens a dire, fra risa sganciate del Kapitale presente in sala, che Lui (ancora un altro di Ventennio memoriale) “farà guerra agli sprechi della spesa pubblica”: sanità, scuola…in linea perfetta dal sottile Giuliano Amato (sul panfilo Britannia sempre di sua maestà britannica, che alcune menti fervide vogliono essere come di quei racconti fantastici, forse, un mutante a squame). E poi Monti senatore fatto “frienn’ e magnenn’” (all’uopo) da quel mattacchione di re Giorgio Primo Napolitano ancora vivente e regnante ché quello attuale è marionetta, e pupo siciliano. E l’Opus Dei a nome Letta nipote, no? E il Ridens fiorentino, che non ha ancora capito che deve andarsene: altro che macchiette stupradores Carabinieri, Arma che guarda caso indagava su la sua “famiglia”, chi riesce a collegare i fatti, e ben altro di quelle due finte-vere Femen stuprate in Mondovisione dai Caramba a reti omologate&unificate. Per palati fini. Quindi lo sfratto dei “poteri” al Fiorentino ché il tempo è passato e serve un volto nuovo: gli anni si abbassano, prima i quarantenni ora i trentenni e più per Gigino. E di sto passo a ritroso come gambero, sempre a scendere sino alle fasce, per poi dire guagliò: è fermata.

    Adesso Gigino e il Movimento mostreranno le fauci travestite da candido manto d’agnello, e con mandato della “rete” di tanti click clip, dopo le passerelle televisive,e intervistine da Lillina Gruber (ex Bildeberg) che uno dice: più in pectore di così.
    Poi il Movimento (a salve) si presenta pure alle elezioni Duemiladiciotto (i deputati/senatori arrotondano la fine legislatura) e da pecorelle in movimento, più quei che strada facendo s’attaccheranno al tram, si sa mai, si abbevereranno al lavacro delle elezioni che non servono a niente e leggete Macron (un sodale Rothschild & Co, beneamato da un Attali blasé) della “rappresentanza” popolare.
    Una volta c’era proprio un Ministero di nero italiota, nientemeno chiamato: Mi-incul-pop. Il Tempo sempre galantuomo è.

  • Storicamente movimenti del genere hanno due possibilità:

    – in breve tempo cercano di sovvertire il potere, occupando piazze, bloccando il paese e comportandosi appunto da movimento di rottura

    – si integrano e tutto finisce in niente

    Chiaro cosa sia successo.

    Ottimo articolo.

    • condivido il tuo commento, breve e efficace.
      anche secondo me non servono poi tante parole per spiegare la parabola del m5s..
      tuttavia devo dire che non poteva andare come nella prima ipotesi, semplicemente perché il m5s non è altro che una di quelle rivoluzioni colorate made in america che abbiamo già visto nascere crescere e morire e che sono state create e usate per scopi ben precisi, ma con la sola differenza che chi l’ha creata sapeva bene che, con l’italia, non era necessario fomentare gente che andasse a morire in piazza.. insomma sarà una rivoluzioncina coloratina, che durerà al massimo il tempo di uno o due scandali sulla gestione ‘via web’ del movimento. dopodiché chi di dovere darà l’imput di riorganizzare una nuova DC.
      immaginare che il m5s, partito-web, non sia controllato, monitorato e al caso diretto ogni secondo dal di la dell’atlantico è da ingenui, da gente che non conosce le potenzialità della ‘rete’.. già.. la ‘rete’…

      spero di sbagliarmi ma non credo proprio..
      tanto i commenti rimangono.

      • E non a caso verrebbe da fare radiografia esatta dell’elettorato grilliforme. Ma sia come sia “rifare” la DC è fuori dall’ordine della Ur Lodge capomastro dei 5 Stelle, e non solo.
        A lor signori tutt’altro che incappucciati, li abbiamo vicino e “lottano” insieme a…noi con il pensiero, e manco quello, interessa null’altro che tirarla per le lunghe: tanto o una brace nucleare, un terremoto via Haarp (interessante al riguardo Terramuta di Gianni Lanes, e fresco fresco Vaccini Dominio Assoluto) un Hurricane qui o lì, pure in mezzo alle montagne (!) e il giochino continua. O secessioni alla salsa Catalogna. E terra terra poi più subdolo, una “papa” nero di nome e de facto, che con le sue “Amoris laetitia” spalanca per altre vie (marciare divisi colpire uniti) l’Armaggedon finale. Senza se e senza ma. Il Movimento & Di Majo una variante del gioco che si potrebbe arrestare, hic et nunc, con l’abbolire la Proprietà Privata, cui nessuno parla manco Messora. Il Male supremo e assoluto, questo sì, lo stupro primigenio. Certo campa cavallo…

        Ps. Fine trasmissione che stiamo da stamattina alle prime luci a “tasteggiare”…se poi si mette il “correttore” automatico ne vien fuori altro che famigerate traduzioni di Google memoria. Buona nottata e pure a Gigino Di Majo, e chissà che ninnananna gli canta la sua metà: agente del Mossad?

  • Mi sembra molto simile al “turiamoci il naso” di montanelliana memoria.
    Ma credo sia molto meglio votare per chi, almeno a parole, manifesta molta più coerenza su alcuni argomenti fondamentali, e giudicare dopo sulla loro affidabilità.
    Per esperienza, chi già prima dimostra di essere poco coerente sulle proprie posizioni, non fa mai quello per cui li si vota. Ed è proprio il caso del m5s.

  • Preoccupazioni comprensibili e in gran parte condivisibili (come preoccupazioni), ma penso anche premature. Noi tutti continuiamo a giudicare col metro della vecchia politica dell’inganno.
    Io penso che il pensiero non si sia spostato. Contro il potere economico dominante e vicinanza agli interessi del popolo.
    Ancora non ci sono cambiamenti.
    Siamo sempre lì a prevedere tradimenti
    Seguiamo o interveniamo senza preconcetti vecchi

    • Pre-concetti no, ma pre-cedenti storici sì: Lega dixit. L’idea giovanile che il Mondo è quello “corrente” o forse appena “pensato” sullo smartphone, è l’Inganno con la maiuscola. “Chi controlla il passato controlla il futuro” e nel mentre pure il presente, alla Di Majo ridens in Luna di miele; poi quando comincerà a scarseggiare (Macron docet) tra i tanti laudatores chi avrà mai il coraggio? Tutti con il capo chino, in fila come prammatica, e con lo stacchetto della regia alla Truman Show per cos’altro?
      Nel l’immediato il Pensiero Unico (unico hamburger, unico motore di ricerca, unico vaccino etc.) di Stampa&Regime, si segnala AD 2017 l’odierna tragicomica di Rainews24 (pure lì tutti ragazzini) in “diretta” e manco fossimo alle elezioni (2018) e Di Majo vincente la Coppa del Nonno: dalla serie come ti costruisco il Candidate Manchurian. Il resto è fuffa di chi (ostinato) scambia lucciole per lanterne.

  • Scusi Messora, ma d’altronde lei insiste ancora a star dietro a questi dei 5Stelle, eppure già da tempo ormai si è visto il loro vero volto e con il decreto Lorenzin è stato evidentissimo! Sarebbe stato meglio se tutta la sua attenzione e le sue energie le avesse rivolte al Generale Pappalardo…e la mia non è ironia !!! Almeno Il Generale Pappalardo ci è andato davvero a Roma…

    https://www.youtube.com/watch?v=Sdg4cReGiJs

      • Si tratta solo di finta-opposizione: il governo è stato imposto, non eletto dagli italiani e quelli dei 5stelle vanno in Parlamento come se nulla fosse, mica è normale…Se il movimento facesse vera opposizione ci sarebbe poco da discuter di leggi…e prenderebbero in mano la situazione, magari con l’aiuto di tutto il popolo…in realtà, il movimento è stato creato per catalizzare il dissenso degli italiani e disperdere senza eccessi le forze contrarie…

        • Esattamente. Tuttavia se si continua con questi commenti non se ne esce. La deimos-grazia è un fatto “territoriale”. Bisogna (re)imparare a coagularsi, e basta poco: dieci viri nel senso letterale del termine che più di fondare una altra pagina Facebook (sempre consigliabile ma condizione non sufficiente) si aggreghino con tenacia, e incontrino altre realtà in carne ed ossa e cuore per fare “numero”. A nessuno viene in mente perché gli eroici NoTav resistono da tanto tempo: cos’è la testardaggine dei montanari o dell’altro che sfugge ai socioantropodeché lacchè a salottifico tipo Lilli siliconata?

  • E proprio in ragione di com’è nato il Movimento 5 Stelle, che quello attuale ne è solo una brutta copia e il tradimento di tutti i bei principi e le belle cose con i quali Grillo ha attirato a se la prima cerchia di sostenitori, quelli che non salivano sul carro del vincitore o di un partito dato dai sondaggi al 30% per interesse, ma per convinzione.

  • Il M5S non potrebbe sopravvivere nel suo stadio embrionale di come era appena nato, così come un neonato non sopravviverebbe se non crescesse e diventasse adulto.
    Questo M5S, ora più maturo, è comunque diverso dai partiti corrotti che rappresentano affaristi, lobby e criminali.

    Le catene del malaffare con cui i partiti hanno legato l’Italia in tutti questi decenni sono ancora ben salde. Una dimostrazione lampante è il monocolore che esprime l’informazione… Un cartello anti 5* così compatto si ottiene solo con una rete di P2isti ben infiltrata e salda. Non lo dico perché sono un complottista, ma perché non ci sono spiegazioni “naturali” diverse.

    Parlare al passato quando tutto è ancora da fare non è assolutamente la cosa migliore da fare.
    Io voglio il M5S al governo, questo M5S con il programma che ci siamo dati. Non ci sono alternative

  • Spiace dover constatare il fatto che da movimento i 5 stelle si siano trasformati in partito.
    Se siamo pratici, constatiamo che il metodo di governo del partito, (movimento) non è più quello originale, e perciò non possiamo più capire dove effettivamente si andrà.

    Alcuni pensano che si stà andando ancora verso la direzione giusta ossia verso la politica di ridistribuzione della ricchezza e verso la deconcentrazione del sistema politico ed economico ridando fiato alla massa al fine di far ripartire una politica più equa e condivisa di ridistribuzione della ricchezza prodotta.

    Altri invece vedono una chiara volontà dei 5 stelle di sostituire qualche vecchio partito di rappresentanza popolare in crisi di potere al fine di cercare di dare speranza a tutte quelle persone che vorrebbero cambiare le cose, ma poi senza però effettivamente cambiare niente.

    Quindi cosa fare: scegliere di votare il meno peggio sperando che sia meglio che votare il consueto e conosciuto o addirittura non votare?

    Vedremo presto nei prossimi mesi di avvicinamento alle elezioni in che modo effettivamente il partito si muoverà, ora è ancora presto per prendere delle posizioni fisse, sopratutto visto la totale mancanza in ambito politico di alternative valide, se non la Lega che però deve a mio avviso ancora ricostruirsi una seria credibilità, dato che per il momento è ancora ferma alla propaganda.

    • E del bacio di Di Majo all’ampolla del sangue (sciolto fiiii meno male va) di San Gennaro? E’ passato quasi come un lampo (elettronico) su RaiMediaSettete. E sì dopo le terga a Cernobbio del Di Majo l’ossequio a Vaticano Spa, no?
      “Il Mondo è governato da segni e simboli e non da leggi e frasi”. Movimento dalle stelle alle stalle: sic transit gloria mundi.

  • Partire dal presupposto che “prima” era tutto bello e puro e “dopo” si è stati traditi è, dal mio punto di vista, sbagliato.
    Queste fasi che il Movimento, ormai partito, sta attraversando sono più che normali.
    Condivido in pieno l’analisi di Messora sul fatto che adesso i vertici del Movimento devono dare conto a 9 milioni di persone, di conseguenza tutto cambia, ma non ci trovo niente di ingiusto o immorale, in quanto parliamo di una evoluzione di un soggetto politico nato si da pochi e integerrimi attivisti, ma adesso è tutta un’altra cosa.
    Altro aspetto: un conto è protestare e fare proposte di leggi popolari, ben diverso è governare.
    Ammesso che i pentastellati abbiano davvero l’intenzione di porsi come alternativa di governo, è chiaro che tutto deve cambiare.
    Stare al Governo significa, anche, mettere le mani nel fango e avere a che fare con questioni scottanti, che esulano dal concetto di purezza e verginità.
    Ogni Governo si trova, volente o nolente, a gestire situazioi che non si possono nè prevedere nè controllarre. Un Governo ha contatti con tutti: terroristi, mafiosi, mercanti d’armi,organizzazioni che per anni hanno fatto il “lavoro sporco” dello Stato (vedi la Camorra nella Terra dei Fuochi e la ‘ndrangheta con le navi dei veleni).
    Quindi, prima di porsi come alternativa al vertice di una Nazione come l’Italia, implicata e coinvolta in mille affari e questioni internazionali, bisogna dare garazie di continuità. E’ inevitabile se si vuole andare al potere, altrimenti si rimane forza d’opposizione e si mantiene il consenso con la protesta e l’ostruzionismo.
    Un esempio potrebbe essere la questione dell’ENI in Nigeria e i suoi contatti con i guerriglieri che massacrano interi villaggi, da movimento di protesta è chiaro che la questione viene trattata come esempio di ingiustizia e malaffare, ma, per ipotesi, se ci si ritrova al governo,bisogna trattare con i guerriglieri, parlare, averci in qualche modo a che fare,perchè se si agisse come movimento puro e giusto, l’ENI verrebbe fatta ritirare, perdendo miliardi di introiti e rendere impossibile qualsiasi iniziativa economica o di welfare. E’ solo un esempio, pura teoria, ma il principio è questo.
    Quindi smettetela di fari i verginelli, perchè governare non significa solo fare bei progetti per il sociale e rendere tutti felici, ma vuol dire, scusatemi la volgarità, manipolare merda e apparire come un cioccolattaio.

    • Ho capito bene, sintetizzando, secondo te è stato tutto un “inganno” uno spot pubblicitario per far venire la acquolina in bocca a chi aveva voglia di un po’ di legalità in questo paese, per poi salire al potere (sempre che ci si riesca) ed è sempre questione di tempo ed i compromessi diventeranno il nuovo vangelo della politica pentastellata, allora tanto valeva non essere mai nati e non aver mai pronunciato parole come intransigenza onestà o legalità ed io penso, tornando al tuo esempio che se non si vuole che l’Eni perda mercato (danaro) e per tenersi in piedi debba diventare “amica ” dei guerriglieri Nigeriani tramite la TRATTATIVA del ns. benamato Capo del governo (portatore non più sano di verginità politica), allora w la mafia e w la TRATTATIVA !!! Mi spieghi dove stà il cambiamento? Il tuo ragionamento riabilita soltanto 70 anni o forse più di malapolitica e di vecchia politica Italiana e scusa il francesismo, ma la merda la puoi maneggiare senza diventare necessariamente tu stesso merda (Falcone ; Borsellino & C. non penso ne sarebbero entusiasti). Altrimenti e solo questione di tempo …. di processi decompositivi che si innescano prima o poi, inevitabilmente … per la ragion di Stato Denaro! Rimarremmo sempre e soltanto esportatori di non democrazia e la ns. carta costituzionale all’estero risulterà sempre illegibile, ma il sangue dei massacrati villaggi sarà pur valso almeno a qualcosa…. al ns. Welfare anche detto: benessere alla faccia dei poveracci!!! uno vale merda!!! e ricordati che il cioccolattaio puzzerà sempre di merda anche se sembrerà un cioccolattaio.

  • Perfettamente d’accordo con te Claudio. Il movimento è morto. Viva il partito M5S perché forse è l’unico che si può ancora votare (spero). Il movimento è stata un’esperienza unica e bellissima perché davvero non eravamo un partito. Per molti di noi far parte del movimento era abbracciare uno stile di vita. Forse il momento più “alto” è stata la campagna elettorale del 2013 quando si respirava nell’aria il cambiamento e la possibilità di ribaltare tutto (ti ricordi Dario Fo in Piazza Duomo…?). Ma forse si eravamo dei romantici utopisti. Grazie a Beppe che 12 anni fa mi ha fatto venire la voglia di aprire un meetup.

  • Una domanda : quando Casaleggio padre andò in parlamento e fece una scenata affinchè i deputati revocassero la loro libera scelta di un portavoce fra loro democraticamente designato , e impose la Loquenzi , e i deputati abbassarono le orecchie e ubbidirono al non-deputato (quindi privo di titolo ,,, roba da attentato alla libertà di un organo costituzionale quale è la Camera) … dicevo … quando Casaleggio padre intervenne così pesantemente sulle prerogative dei rappresentanti del popolo (viva la costituzione !) … allora la “cosa” era Movimento o Partito ?

  • A mio avviso, i pentastellati hanno due problemi.
    Il primo è la mancanza di una classe dirigente numerosa e competente;
    il secondo è che non si sa quale ideologia di riferimento abbiano i suoi singoli aderenti.
    Il primo è serio perché saper comandare o fare valutazioni politiche lungimiranti, tranne rare eccezione, richiede una visione ampia e approfondita dei fatti che non si impara in breve tempo (a volte non si impara mai) a meno di volersi accontentare di discorsi di politica da bar spacciando inconsciamente per proprie le analisi lette sul quotidiano di turno o emanate da Grillo.
    A mio avviso bisogna necessariamente individuare e coinvolgere le migliori intelligenze della comunità nazionale o locale. Un governo di persone competenti che abbiano mostrato nella loro vita privata cosa sono stati capaci di fare, oggettivamente offre maggiori garanzie di chi fino ad oggi non ha combinato nulla e nonostante ciò si candida governare una città o la nazione.
    Questo modo di fare non é democrazia “dal basso”? Si! È vero, ma quando si deve essere operati io non vorrei che il chirurgo mettesse ai voti cosa deve fare facendo votare gli infermieri di sala.
    Tra l’latro senza selezioni ragionate sulle competenze c’è il rischio di fare incetta di ignoranti “onesti” dell’ultima ora che verrebbero chiamati ad occupare posizioni di responsabilità senza avere la necessaria apertura mentale.
    Peri trovare le migliori intelligenze basta cercarle tra i primari di ospedale, i professori di università, i migliori professionisti, i più affermati commercianti o imprenditori i dirigenti di azienda i capiufficio o i capireparto, purché siano persone che godono di ampia stima di chi li conosce di persona.
    Convincerli e selezionarli è altra cosa (per ora a livello locale sarebbe già sufficiente individuarli per cercare di responsabilizzarli coinvolgendoli)
    Per il secondo punto, visto che i pentastellati non hanno una precisa collocazione nell’arco costituzionale, basterebbe rendere nota la ideologa o almeno l’area politica di riferimento del singolo candidato in modo tale che chi vota sappia quale sarà il suo orientamento ideologico per le tematiche non previste nel programma che spesso prescindono dalle non vincolanti “consultazioni” in rete.

    • finiranno con l’essere solo i rappresentanti onesti di un popolo di compromessi e parassiti privilegiati.. ad alla fine anche dei negri.
      Sara’ un boccone molto amaro per Beppe, il quale e’ l’unico che ci ha rimesso.

  • Ortodossi o no, devo dare ragione al vecchio Biscione ( quanto l’ho odiato ).
    È verissimo, molti degli elettori hanno il quoziente intellettuale di uno studente della terza media,
    Ahahahahaha noooooo, mi tocca anche dargli ragioneee, non lo avrei mai pensato!
    Tant’è….provare per credere, entra in una discussione qualunque del movimento sui social e vieni lapidato se ti permetti di criticare.
    Auguri a noi!

  • “Oggi è nato un nuovo Partito, sulle ceneri del movimento politico che lo ha preceduto. Lo giudicherò per le scelte che farà. Così come giudicherò l’operato di Luigi Di Maio. Quello che non farò più è ricordare com’era, il Movimento Cinque Stelle, quali erano i suoi principi, i suoi valori, il suo metodo e in cosa credevano le persone che l’hanno portato, dal 2009 al 2013, fino in Parlamento, convincendo proprio con la loro “rigida intransigenza” 9 milioni di persone. Quello è un ricordo che resterà nel mio cuore, così come l’uomo che l’ha creato”
    TRA LE POCHE COSE IN CUI SONO IN DISACCORDO, SU QUESTA SPERO DI RIMANERE IN DISACCORDO

    • Questo quando si scambia il Matrix per realtà, si sta sui “social” che di sociale non ha manco il nome: e poi sai che grande scelta: mi piace o Non mi piace con le emoticon a complemento. E si sta incollati al telefonino, immaginando che un demiurgo ex Machina risolva con il panierino quotidiano. Pensavate di essere la Generazione 2.0 che non deve impugnare le “armi” per se stessi e mica per il “sole” massonico dell’avvenire: ahh sii? Illusi. Un’altro generale russo morto pro mano yankee, e sionista, e vaaai con la Terza e ultima Guerra Mondiale, così non ci preoccuperemo più: mai più! Consigli per gli acquisti…

      Ps. il Mammoth è troppo grande per essere ucciso solo soletto, e così che poi è nata la “società” quando più di un umanoide per il tempo….e non c’era Movimento 5 Stelle, parlamenti, mazzette e mazzettine, e manco massoneria: di centro di rito scozzese annaffiato e rettificato al whiskey e tronfi Magaldi “progressista” un tot a pagina nell’attesa della seconda, terza parte…!

  • E già da un po che il movimento sta cambiando, a me personalmente non piacciono le etichette appiccicate alle persone e cerco di giudicare le idee indipendente di chi le espone, capisco che per l’italiano tante volte è difficile giudicare con obbiettività, e per questo che il movimento sta subendo una involuzione, si va più verso le persone e meno verso le idee, che Di Maio porti avanti le idee del movimento come qualsiasi portavoce mi sta bene, se invece pensa di portare le sue e ci riesce allora possiamo dire veramente che il movimento è finito. Io personalmente sono pessimista anche se la tecnologia apre molte strade verso le aggregazione delle idee e forse più avanti il cambiamento arriverà, forse nella forma che adesso non è prevedibile.

    • Buone idee o programmi se non c’é anche una vasta classe politica rinsaldata su valori etici e deontologici comuni,che sappia individuare e mettere in pratica la linea politica concordata, varando provvedimenti coordinati ed efficaci non servono a molto, anzi si corre il rischio di dare il comando ad una classe di onesti “incapaci” o di opportunisti dell’ultima ora con conseguenze devastanti.
      In questo caso paradossalmente è meglio un incapace farabutto.
      Non vorrei che l’Italia cadesse dalla padella nella brace.

      • Io penso che lei scambia l’ effetto con la causa e viceversa, mi spiego meglio, non penso che se un paese cambia e perchè questo dipenda dalla classe politica, il paese cambia perchè cambiano le persone, poi sono le persone che scelgono una classe politica da portare avanti per il cambiamento.
        L’italia cade nella brace se gli italiani sono incapaci di reagire ( informarsi, pensare, valutare scegliere).

        • In effetti le potrebbe anche avere ragione (é nato prima l’uovo o la gallina?), ma gli effetti (= cambiamenti sociali) si determinano anche dalle leggi che la lungimiranza della classe politica al governo é in grado di elaborare e tramutare in leggi. Senza il “motore” etico ed intellettuale di una classe politica eticamente e culturalmente sensibile e preparata si potrebbero promuovere leggi “sbagliate” che potrebbero determinare regressioni nel costume e produrre cambiamenti sociali poco lungimiranti.
          Sono solo illazioni e probabilmente delle preoccupazioni infondate. Speriamo che invece i pentastellati sappiano coinvolgere le intellettualità più avanzate della nostra società, che pure ci sono (sebbene ben nascoste nei lor posti di lavoro), magari facendo ameno di qualche loro “rappresentante” dell’ultima ora.

    • La falsa libertà spacciata dal Stampa&Regime tout court (che prendono origine da unica centrale mondiale guarda caso i soliti sionisti brava gente) è quella che ognuno fa quel che vuole.
      Strano perché il Signor G alias Giorgio gabbar da Milano, sconosciuto alla Generazione 2.0 semplicemente cantava: “Libertà è partecipazione” alla Res Publica, la cosiddetta deimos-crazia. A salve ovviamente. Sicché il buon Di Majo è un pupo nelle mani dei pupari creato in fotocopia al Candidate Manchurian Macron by Attali. ottimo frammassone luciferino al punto giusto.
      E il francese con qualche turbe psichica se la sua “comare” è de facto sua madre: Di Majo tiene ‘na bella guagliona con “cimici”.
      Di Majo un prodotto, letteralmente, e basta approfondire per la Rete, che comporta ore ed ore e mica un Mi piace o Non mi piace, costruito dalla intelligence (N)euroatalntica: Cia-Mossad-M16. Agenzie che hanno interesse allo status quo, ergo potere, ergo disoccupazione etc etc etc. Ora siccome dagli e dagli la ‘gente murmerea, e metti che fa “veramente” la rivoluzione, più che altro a salve come le Brigate Rosse d’antan, il Mercatp (N)euroatlantico deve pure inventarsi qualcosa di “popolare” e fermare la piazza tracimante,
      Ma se tutto è uno sproloquio ci si fermi alle ultime di Di Majo a Cernobbio: siamo in “guerra” Ipse dixit, e già questa parolina avessi voglia a dirne da manuale psichiatrico!
      Siamo in guerra e sia: ma contro chi buon Di Majo? Contro la spesa pubblica: ahhh ecco. Pensioni, sanità, scuola disoccupazione, hai capito il finto tonto Di Majo ridens con chi sta?
      Ma niente di nuovo e Tomasi da Lampedusa (ieri ed oggi!) se la ride ancora, infatti il M5Stelle è il Movimento 3.0, ante 2.0 la Legga tra Bossi e Salvini scegliere non saprei. E 1.0? Il “movimento” di Di Pietro ex sbirro, quello di Mani Pulite e del “partito” Italia dei Valori (eliminato perché superato dal marketing, o se si vuole un M5 Stelle antelitteram visto i buoni rapporti Di Pietro-Grillo. Il togato Di Pietro e Pool Mani Pulite (e anima venduta) che poi abbatté la Prima repubblica, che inaugurò il Britannia naviglio e distruzione dell’Italia: Giuliano Amato, dottor sottile dell’amico Bettino Craxi, Ciampi della trattativa e quasi colpo di Stato Mafia-Stato, ma non solo lui, poi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni figlio non quello delle liste civiche e molti altri ancora ivi il Capobanda Mario Draghi tanto per dire di alcuni, per chi ha il senso degli accadimenti.
      M5Stelle, e di Majo già a scaldar muscoli, di “popolo” e chi ricorda più la buffonata del tetto del Parlamento? Gli emuli leghisti più rustici il cappio in diretta televisiva dagli scranni parlamentari.
      M5Stelle con buoni contatti con Villa Taverna (Di Pietro potrebbe essere più esaustivo al riguardo) Ambasciata Usa dove pure un certo geometra Giuseppe Grillo & Associati andò un giorno a prendere drink, con un bigliettino di ordini da eseguire: i politici tutti per definizione sono i camerieri del Potere. Romanzata o meno: sic stantibus rebus.

      “Tutti i giorni alle 4,30 del pomeriggio, al quarto piano di un grattacielo sulla 43esima strada di Manhattan, si incontrano una ventina dei migliori giornalisti al mondo. Quelli che decidono l’agenda delle notizie che domineranno il dibattito culturale e politico a livello globale nei giorni seguenti. Si tratta del Page One Meeting del New York Times. Accanto ai caporedattori delle principali sezioni.”

      http://www.fotoinfo.net/libri/250/photography-after-frank

  • Claudio,calma,è l evoluzione del movimento, se andiamo al governo ,serriamo i ranghi, restiamo uniti,adesso siamo pronti,la trasformazione è inevitabile, non vuol dire in peggio, quando sei in mezzo si lupi,devi capirne le tecniche di caccia per sopravvive e magari diventare alfa.
    Ragazzi avanti cosí

    • “Serriamo i ranghi e al mio segnale scatenate l’Inferno” Ma questi di generazione 2.0 grilliformi a perdere tempo incollati agli smartphone, sono fuori dalla Storia, e, ostinati, scambiano il Matrix per “realtà”: pillola blue eh! Andiamo al “governo” poi vediamo: raggi permettendo? A salve, a salve. Qui l’unico che vi riesce a ragionare (fa parte del gioco M5Stelle) forse è l’altro napoletano: Fico che sembra Gian Maria Volonte e Lee Van Cliff al duello finale: “Quando finisce la musica raccogli la pistola e cerca di sparare, cerca!”. Ma siamo alle schermaglie rituali,
      Certo s’accomodino i M5Stelle, come no: Macron docet. Plastica e fuffa. Movimento che a Cernobbio Di Majo giovane raggiante e de facto già Primo ministro con o senza elezioni della “ggente” che va ancora a votare, da pecora; e non si ripeterà mai abbastanza, che la Quinta colonna M5Stelle ha come obiettivo, guerra ha detto il ridente Di Majo, la spesa pubblica: contro il popolo che li vota! Eccezionale! E come Monti (Bildeberg), Letta (Opus Dei) Renzi (in cerca) inframezzato da re Giorgio primo; a ritroso Dalemma (che chiamava dott Cofferati il Segretario CGIL che portò un milione di lavoratori a San Giovanni in Roma: San Giovanni, che fischiano le orecchie ai frammassoni. E Giuliano Amato dal panfilo britannia, Di Pietro, Cgil-Cisl-Uil. Ai giovani adesso nati, ossia generazione 2.0 che fa all’ignoranza un vanto da mettere al bavero, e condividere su Facebook (pillola blu), fu la Cisl di Pierre Carniti (sotto lo sguardo del “compagno” Benito Craxi, a prendere ordini da Regan e via così) l’affossatore dei cosiddetti lavoratori: cancellazione della Scala mobile. Diapason, la di tutto ciò che ne è venuto e deve ancora: se c’è tempo, sì perché in Siria, che ci riguarda come genere umano, gli Yankee & Sionisti hanno ucciso un altro generale russo, vincitori della guerra che avrebbe consegnato ad Is – Ra – El il Medioriente a tribale assembramento, e su cui scenario aspettiamo con ansia trepidante cosa ne pensa il cameriere Di Majo e suoi Sionisiti a complemento. Guerra contro la Russia se non si fosse capito: Armageddon per chi conosce le Scritture. E la logica guerrafondaia dell’Occidente-giudaico-cristiano-greco-romano e frammassone in quell’iIghilterra dell’Anno Domini 1717: numerologia non a caso.

  • Ciao Claudio,
    come sempre trovo la tua esposizione dei fatti più che corretta, direi assolutamente impeccabile.
    E’ da molto che evito commenti o altro ma, come forse avrai capito da quelli che ho espresso diversi mesi or sono, il mio attaccamento al (ex) Movimento è andato via via scemando man mano che vedevo aumentare la metamorfosi dello stesso in partito.
    E’ quindi da tempo che seguo (come tu stesso hai intenzione di fare con la svolta del M5S di questi giorni) i cambiamenti di atteggiamento della “direzione” verso la “base” e devo dire che questa involuzione politica (almeno per me) era tutt’altro che inaspettata.
    Come te continuerò a seguire quello che risulta essere (almeno per ora) il minore dei mali politici che abbiamo in Italia ma se devo dirla tutta sono alquanto pessimista sul breve (e ancor di più sul lungo) periodo.
    Una mia nota personale:
    Pur essendo tutt’altra cosa, la parabola del movimento mi sembra assai simile a quella della 1a Lega (Bossi-Miglio) dove, finchè c’era la buonanima di Gianfranco Miglio (ideologo) le idee erano assai innovative, politicamente corrette ed il dialogo con la base,
    anche se solo al nord, era serrato (persino con le uscite del signor “c’e l’abbiamo duro !” Umberto). Dopo l’allontanamento del “profesur” (in parte da lui stesso voluto in quanto il Bossi stava trasformando il “movimento della lega” in un ennesimo partito “da carreghin”) la politica ed i media hanno sdoganato / legittimato la Lega a sedersi al tavolo dei partiti di 1a classe (dopodichè di secessione e di lotta alla “partitocrazia romana” nella lega non se nè più sentito parlare….) .
    L’unione col Berlusconi ha poi definitivamente esaurito quella che era la spinta dal basso.
    Ad oggi la base della lega è tranquillamente equiparabile alle altre esistenti in Italia.

    Ebbene, dalla morte di Gianroberto Casaleggio, non riesco a fare a meno di avere un senso continuo di dejavù e questo, ahimè, mi induce ad essere moolto pessimista sul M5S futuro.

    Speriamo bene ……

  • Claudio per favore …..abbiamo tutti contro non ti ci mettere anche tu a intorbidire le menti già mal ridotte dalla imponente campagna che i partiti stanno mettendo in atto per distruggere il movimento, non ti mettere anche tu ad imbastire teorie dubitatorie (denigratorie) non completamente reali anche se apparentemente sospettose.
    Il movimento non sarà mai un partito perché la sua espansione e dovuta solo ed unicamente alla consapevolezza dei votanti che i partiti sono in totale decadenza sia per il superamento delle ideologie che per la loro indecenza corruttiva .
    Guarda invece cosa stanno tramando i partiti con il rosatello o come diavolo si chiama che vogliono introdurre per togliere di mezzo il movimento, quello e un vero scandaloso sopruso contro la democrazia , contro la costituzione e contro il popolo italiano, un vero e proprio colpo di stato, un alto tradimento, un complotto ed una istigazione ad una guerra civile.
    DOBBIAMO IMPEDIRLO
    Per favore scrivi gridando, denunciando e condannando questi atteggiamenti fascisti e antidemocratici che intendono porre in atto, aiutaci come hai sempre fatto e lascia cadere ogni personale risentimento nei confronti di qualcuno che squalificano la tua elevata capacita intellettuale.

  • Complimenti, Claudio, sono riflessioni assolutamente condivisibili.
    Non ho mai conosciuto Casaleggio sr, quindi non ne posso parlare. Ho avuto modo di conoscere la Olivetti, e tramite i loro prodotti, i colleghi che ci lavoravano. Gente in gamba, negli anni 70 e 80. Poi il tumore dell’economia, della Democrazia, della Civiltà, del Progresso, la finanza, se n’è impadronita. E come sia finita lo sanno tutti, o meglio, i pochi rimasti in vita che l’hanno vissuta, i giovani purtroppo no, come i diritti nel lavoro, la democrazia, la libertà. Parole sconosciute alle nuove leve, come la Resistenza.
    Potrei aggiungere alle tue riflessioni, che, se si vuole manifestare un dissenso (preventivo o consuntivo) sul metodo, sui contenuti, sulla candidatura (nomination), si è costretti a scrivere sul tuo blog.
    Mi sento derubato. Questa volta non economicamente, politicamente, o legislativamente, ma dei sogni (alla mia età riesco ancora a sognare!), della speranza che il movimento cambiasse le regole del gioco, che l’uomo tornasse al centro della politica, che le decisioni tornassero ad essere democratiche.
    Sono oggettivamente deluso dalla deriva “partitaria” che il movimento sta percorrendo. Dirò più esplicitamente che considero Di Maio il Renzi del m5s. La sua opera di demolizione è già in atto, il suo movimento comincia ad essere mainstream. Ecco, vedi, mi esprimo già con “il suo …”, non riesco a considerare più il m5s come una cosa “anche” mia, anche quando su alcuni argomenti, sono finito minoranza.
    Beppe, hai confuso un affetto filiale con la politica, la condivisione è un’altra cosa. Avresti condiviso la tua donna con le decine di migliaia di uomini del movimento? Certo che no, è una cosa privata, giusto, come il tuo affetto, la tua stima, per il “simpatico, bello, figlioletto” Di Maio. Perché vuoi imporre a tutti noi una persona che ti piace? Ci permetti di dissentire? No? e allora votatelo, nel salotto di casa tua.

    • io in olivetti ci lavorai; quando però era oramai già marcia (anni ’90). Cominciò a marcire subito dopo la morte di Adriano. in russia conobbi un tipo di torino mio coetaneo che ci lavorò negli anni in cui a condurla arrivò la belissario. mi raccontò che le mostrarono il prototipo di una inkJet (molto in anticipo rispetto ai primi prototipi giapponesi). il prototipo era colorato dell’arancione che tipicamente viene usato nella prototipazione. l’unico commento della belissario fu “che colore orrendo”. credo che tale commento sia più che sufficiete, in relazione alla descrizione del baratro che si spalancò davanti all’Olivetti, in conseguenza della morte di Adriano

      • Olivetti eh. Lettera 32. e Olivetti M24 “ibm compatibile”. Dava fastidio agli yankee, tant’è che Carlo De Benedetti (quello che avrebbe preso la tessera numero uno del partito Dalema&Veltroni, finiti vivadio e non il fratello senatore Pci-Pds-Pd) e per altro il “compagno” Prodi, tolsero di mezzo un’eccellenza italiana: lacché (n)euroatlantici che, tuttavia, si lecca un’altra inchiappetta da Catalogna, ma è cosa a parte. Olivetti che rima con italia, oramai espressione geografica.

  • L’ultima cosa di cui c’era bisogno era di un’altro partito inteso come aggregazione di gente senza lavoro che grazie alla nuova organizzazione non è più disoccupata e percepisce uno stipendio finanziato dall’immenso Bilancio Pubblico Italiano finanziato dalle tasse ed imposte riscosse coattivamente.
    Tutta gente che camperà dei soldi elargiti dalla Macchina Finanziaria Statale alla quale finiranno ad affezionarsi.
    Gli elettori sono solo utili idioti necessari alla rappresentazione teatrale del modello di partecipazione popolare denominato democrazia.

  • Tutto ciò che si vuole MA, vogliamo bene ad un Movimento fatto di cittadini, di tante anime diverse, ancora credibile, a differenza di tutti gli altri (lega inclusa), che non ha mai governato, con un programma condiviso e già pubblico, che rappresenta l’unica alternativa e l’ultima speranza per gli Italiani, di superare questa fase storica in mano ai mafiosi, agli inciuci, ai traditori, ai voltagabbana, ai ladri, ai corrotti, agli opportunisti e a chi non ha considerazione alcune del popolo italiano! Tuttora “sovrano”. Ripeto, fino a prova contraria, rimane l’unica forza politica credibile, nonostante errori e difetti. Poi, lì fuori, ci sono tante altre persone o gruppi di persone intelligenti, oneste, di buona volontà ma slegate, il cui contributo ideale si perde nel contesto politico reale, persone che mi auguro vogliamo dare una mano a costruire un’Italia migliore. Anche solo con una bella X in cabina elettorale.
    Ritengo che senza il Movimento 5 Stelle, oggi l’Italia sarebbe molto peggio di quel che è.

      • Mi sa che sia tu a non aver capito (fazioso oltre che grullo) ma non importa, quando i nodi dovessero arrivare al pettine (non lo spero) te ne accorgerai, ma sarà tardi.

      • Grilliforme forse è meglio dire. Sia come sia c’è un che di patologico (sotto traccia forse) nell’essere attaccato alle immagini: una volta il santino bianco e poi nero ventennale di nuovo biancofiore poi ancora rosso, difficile da scrollarseli: facciamo un buon lavoro (il correttore dava malore che non è malvagio e ci vorrebbe un lettino psicoqualcosa pure per lui) noi fotografi tout court. Immagini in una società di immagini e quando queste sopravanzo il contenuto divenendone nessuno parla!
        Ben detto Di Majo: siamo l’ultima risorsa. Infatti gli euroatlantici che han costruito il Movimento (prima ancora Lega e Italia dei Valori in ordine di ultima sceneggiata) non hanno altro jolly, a meno di non ripetere: Los Angeles Londra Parigi Nizza e Berlino…un po’ ripetitivi, finisce che la “ggente” si scoccia e son c…aroselli amari per l’industria dei consigli per gli acquisti.
        Il film è finito e la scena altro non è che quinta teatrale, e non fa manco ride: vero geometra Giuseppe Grillo & Assocati?
        Ma futurreggiamo poi mica troppo: duemiladiciotto votazioni e astensione in crescita: panico. Il buon Sergio, via re Giorgio primo Trilatera etc, annaspando chiama il Draghi Mario, che si sa è un drago nell’aggiustare le cose. Forse a salve. Gli affidano un governicchio balneare di “salute pubblica”. Siam tutti a corte (chi?) vuoi vedere che il Movimento gli vota la “non sfiducia” di Berlinguer memoria?
        Il Tempo Galantuomo è: sempre e i nodi (scorsoio?) vengono alla pettinassi che è peggio di un aratro, per chi intende.

        Ps. Roma la Staligrado a rovescio dei grilliformi con l’insulsa madonnina Raggi: dove saran mai i cerchioni? E le testudo legionarie di Grillo e compari?

  • Le strutture sono indispensabili a qualsiasi organizzazione, movimento, aggregazione anche per avere un metro meritocratico e negare questo vuol dire mettere la testa sotto la sabbia. Le strutture sono dei semplici contenitori e non possono essere colpevoli del loro contenuto. Aver negato la necessità di una strutturazione è uno dei limiti che che il movimento si è imposto e paga e pagherà sempre più. Altre imposizioni le considero sane, logiche e buone, altre non lo sono e ne causano fragilità e eccessiva permeabilità a cattive abitudini che da sempre abbiamo criticato. Siamo ancora in tempo per rimediare ma la strada è certamente sempre più in salita, più tardi riusciremo a creare una discussione ampia e per quanto possibile democratica più difficile sarà correggere la rotta.

    • Mi ero ritrovato a parlare con i Cinque Stelle in una Pizzeria loro sede: vabbene Hitler era di stanza in birreria…E osservavo che un conto è la “stanza dei bottoni “con sua grammatica e sintassi istituzionale diciamo così che è quella che è. Altra cosa la cosiddetta “base” non omologatile a quella. E allora? Appena si sente odore di Potere la seconda si allinea per poi venire distrutta inesorabilmente: Italia dei Valori Lega Nord ma lo stesso ascaro Bettino Craxi Psi e la volpe Giulio Dc della prima Repubblica. Certo al netto, appunto, dei favori resi dai “movimenti” nati e cresciuti in laboratorio. E perché mai vi si dovrebbe sottrarre e proprio il M5Stelle? La dabbenaggine della “ggente” avrà a breve il suo salutare (?!) exit strategy out Matrix. Per palati sopraffini ben s’intende.

      Surveillez la monnaie : La BCE nous annonce des faillites bancaires à venir!
      https://leblogalupus.com/2017/10/11/surveillez-la-monnaie-la-bce-nous-annonce-des-faillites-bancaires-a-venir/

  • Le domande sorgono spontanea. Chi ha eletto o dato lo scettro di re a Davide Casaleggio? Il fatto che fosse figlio di Gianroberto, fa di lui un “guru” per eredità? E come mai non fa altro che parlare di futuro, di tecnologia etc? Non è che questo potrebbe diventare conflitto di interesse, visto il ruolo che svolge per tale partito? (non movimento, non più, ormai è partito vero e proprio). Perchè DI Maio non ci parla dei bilderberg e perchè Beppe faceva raccogliere firme per uscire dall’euro e lui, Di Maio, ha detto che le cose ora sono diverse? Forse non ci sono più suicidi o gente disperata, per colpa di quella maledetta moneta unica e di chi la sostiene?

  • Il Movimento Cinque Stelle è morto: viva il Movimento 5 Stelle!
    C’era un tempo in cui un gruppo di persone, profondamente motivate da una Volontà, non semplice voglia, di Vivere nella Verità, hanno ritenuto importante divenire parte attiva di una società che sempre più aveva e ha come Valori principi assi distanti dalla Verità e dalla Libertà. Queste donne e uomini di buona Volontà hanno riconosciuto come guida un “Giullare” che aveva mostrato nel corso della sua Vita coraggio e un pizzico di sana pazzia. Mossi da questa precisa Volontà e con amorevole fede (fiducia), hanno riconosciuto, anche inconsapevolmente, l’importanza e la simbologia di cinque (non 5) valori che erano concentrati, o meglio dire celati, in quei Valori che hanno inteso riconoscere nella forma di Cinque Stelle color oro, di egual misura, orizzontalmente poste in segno di equità e uguaglianza, che come alcune stelle del firmamento venivano chiamate per nome (a differenza del passato oggi agli astri celesti viene data una sigla numerica) come “la Stella dell’acqua” simbolo dell’Acqua, “la stella della mobilità” simbolo dell’Aria, la “stella della connettività” simbolo del Fuoco, la “stella dell’ambiente” simbolo della Terra, la “Stella dello sviluppo” simbolo dell’Uomo o chissà forse della sua Resurrezione. Come non celebrare l’importanza simbolica di questi cinque Valori (non 5 valori) se non riconoscendo il giorno 4 Ottobre quale giorno di Natale della creatura, piena di vita e Movimento, che era venuta alla luce, il cui il verbo del suo inno, il Cantico delle Creature di Francesco, conosciuto anche come “il giullare di Dio” , salutava sorella Acqua, fratello Vento, fratello Foco, sorella Madre Terra e infine, ma non ultima, sorella Morte corporale. Riconoscere nel Cerchio il Fratello Sole e nel bianco del cerchio Sorella Luna oggi sarebbe d’ausilio a comprendere il senso delle cose.
    Ma ciò non è più possibile. Più volte nel corso dell’esperienza comune ho cercato di indicare, a coloro che sono stati compagni di questo viaggio, una scelta di direzione ma inutilmente: oggi come allora, la mia voce è stata un suono incomprensibile. Quando i cuori sono chiusi è la mente che parla!
    Hanno ragione coloro che affermano che quel tempo è ormai passato, ma con esso se n’è andato anche il simbolico significato di V che in cuor mio era Verità (altra cosa è l’onesta) e Vita, tradotto invece più populisticamente in vittoria, vaffa e … vendetta (una V che rovesciata diviene A, l’iniziale di “Advengers”, i mitici vendicatori, tanto amati quanto poco… conosciuti). E come dimenticare Uno VALE UNO… ahimè anche in questo caso ho “ingenuamente” creduto che Uno non fosse 1 e Vale non avevesse per significato “conta”, significato più appropriato per un numero ma non per valore scritto maiuscolo. La democrazia dei numeri, della maggioranza popolare, probabilmente non era il messaggio voluto da questo finto strumento democratico. “Uno” avrebbe potuto significare “Infinito” e sarebbe comunque stato un Valore di cui anche un animo democratico avrebbe potuto sentire. D’altronde, se la memoria non mi inganna, Casaleggio, padre, prima del Movimento coordinò e guidò la diffusione mediatica di un partito che si chiamava l’Italia dei …. VALORI
    Valori che, non solo idealmente, sentivo vicini e che, in quel tempo e in quello spazio, mi hanno fatto vibrare il cuore e la mente. Per questo, per quel che mi riguarda il Movimento Cinque Stelle è morto: che ora viva il Movimento 5 Stelle!

  • E’ finito esattamente cosi’ , come avevi previsto. Un bel ‘fuoco fatuo’ .
    Che tristezza! … E il Potere continua a mietere vittime.

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