SVEGLIATEVI, STATE DORMENDO! Ugo Mattei alla Cavallerizza Reale

Ugo Mattei alla Cavallerizza Reale di Torino, il 18 aprile 2018, racconta la storia del Movimento per i Beni Comuni, che vinse il referendum contro le privatizzazioni selvagge dei servizi pubblici, così come la storia della reazione del neoliberismo, che dal 2011 in poi ha iniziato a mostrare i muscoli.

Negli anni ’90, il pensiero unico ebbe 10 anni di stabilizzazione che misero fuori legge qualunque pensiero alternativo. Poi ci fu un segnale di vita: 27 milioni di persone, nel giugno 2011, votarono contro le privatizzioni forzate dei servizi pubblici locali, che avevano un valore enorme (circa 250 miliardi di euro). Il movimento per i beni comuni voleva immaginare di organizzare una società complessa come la nostra, attraverso delle istituzioni di partecipazioni e di condivisione, che non facessero del motivo del profitto l’unica ragione per la quale le persone si relazionano l’una con l’altra. Questo era l’orizzonte di quella grande partita, perché una società che privatizza l’acqua e i servizi pubblici è una società palesemente ingiusta, che mette i servizi fondamentali nella mani di chi può permettersi di pagarle. Era dunque una questione di giustizia sociale innanzi tutto.

Poi, sempre nello stesso anno, Berlusconi venne cacciato e venne sostituito con Mario Monti, il podestà forestiero. Da quel momento in avanti in italia si è andati sempre sistematicamente contro la volontà popolare, ovunque e comunque espressa. Non abbiamo più avuto in questo paese uno straccio di rispondenza tra i tentativi di manifestazione della volontà del popolo e i governi che lo hanno guidato. E siccome di anni ne sono passati ormai sette, stiamo parlando non più soltanto di un’emergenza democratica, ma di uno strutturale diniego della rappresentanza nel nostro Paese. In altre parole, le persone votano in un certo modo, ma l’esito politico è sempre contrario all’espressione di voto. Questa fase storica rappresenta una sospensione della democrazia che è totalmente inaccettabile, e necessita di una risposta chiara. Manca totalmente la buona fede da parte delle istituzioni costituite di farsi carico delle indicazioni che provengono dal popolo sovrano. Questo si chiama tradimento della Costituzione.

Il voto di 40 giorni fa ha riprodotto esattamente la sconfitta di quel blocco di potere neoliberale che già era stato sconfitto nel 2011, cioè l’asse Partito Democratico – Forza Italia. In sostanza, quell’asse di potere che ha ereditato attraverso Renzi la linea dell’austerità, proveniente dalle istituzioni internazionali, è stato di nuovo sonoramente sconfitto. Eppure, mentre in Francia si scende in piazza, si bloccano i treni e il popolo fa sentire la sua voce, nel nostro Paese sembra che sia totalmente normale che quaranta giorni dopo il voto il Presidente della Repubblica incarichi una signora del Senato espressione di un partito che è stato stracciato da queste elezioni e che è stato sempre, sistematicamente, espressione di una linea di potere contraria al popolo.

È necessario dunque, secondo Ugo Mattei e Alberto Lucarelli, convocare un’assemblea e rimettere i beni comuni al centro, rivendicando il fatto che in questi anni i beni comuni hanno cercato di essere un’alternativa di sistema percorribile, democratica, condivisa, assolutamente sofisticata che ha visto emergere dei pezzi di società desiderosi di impegnarsi politicamente e che vengono invece sistematicamente marginalizzati a tutti i livelli della rappresentanza politica.

3 commenti

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  • Tutto vero, ma non credo che chiamarlo “regime tecno-fascista” sia del tutto corretto. Potrebbe benissimo chiamarsi “tecno-comunista”, visto che i regimi estremi di (proclamata) destra o (proclamata) sinistra, hanno sempre predicato la loro diversa fede, ma hanno razzolato allo stesso modo.
    E se posso aggiungere, i regimi comunisti hanno fatto di gran lunga più morti degli altri, quindi si meritano una stigma peggiore.

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