ControRassegna Blu #1 – I bot sono finti, ma i poveri sono veri!

Ecco la nuova puntata della Controrassegna Blu, la rassegna stampa di Byoblu: le notizie che i radar dell’informazione mainstream non rilevano. Solo su Byoblu.

ATTACCO CHIMICO IN SIRIA: NUOVE RIVELAZIONI.

Dalla Siria continuano ad arrivare approfondimenti giornalistici sull’attacco chimico del 7 marzo scorso, e sul quale ancora non sono arrivate prove definitive e convincenti da parte di nessuno dei governi coinvolti nel bombardamento che ne è seguito. Dopo il reportage di Robert Fisk di qualche giorno fa, che ha destato tanto clamore, è ora la volta della TV RT Arabic. La TV russa è riuscita ad intervistare uno dei bambini le cui immagini riprese dai Caschi Bianchi, durante l’attacco, avevano fatto il giro del mondo. Il piccolo e suo padre hanno testimoniato che non c’è stato alcun attacco, ma si è trattato solo di scene di panico in seguito ad un falso allarme diffuso tra le persone che si trovavano in ospedale.

Oltre ai giornalisti russi, poi, anche l’autorevole corrispondente dalla Siria della TV tedesca nazionale ZDF ha dichiarato senza mezzi termini che l’attacco con il gas è stato molto probabilmente una messa in scena, e che di questo sono convinti moltissimi cittadini di Duma.
Se non l’avete fatto, intanto, guardatevi il breve reportage da Damasco di Alessandra Mulas, per byoblu.com: potrete vedere quel che resta del centro scientifico che è stato bombardato sabato 14, e ascoltare le parole di chi ci lavorava.
Non ci vuole molto a dare voce anche ai cittadini siriani. Eppure, le loro, sono parole che nessuno vi fa mai ascoltare.

Fonti:
Reportage di Robert Fisk (estratto in italiano)
https://www.byoblu.com/2018/04/17/il-clamoroso-reportage-di-robert-fisk-dalla-siria-non-era-gas-era-polvere/

RT Arabic del 20 Aprile 2018
https://www.youtube.com/watch?v=yaZRZo9FGQI

TV Tedesca ZDF del 20 Aprile 2018
https://www.youtube.com/watch?v=TNUfP1emL4U

NEL REGNO UNITO E’ CACCIA AI BOT RUSSI, CON QUALCHE BUFALA.

Intanto continua sulla stampa inglese la caccia alle streghe verso i cosiddetti “bot” russi, che con la loro attività sui social influenzerebbero le opinioni dei cittadini. Ma nella foga della denuncia, alcuni grandi media sono incappati in qualche bufala. La prima riguarda una utente di Twitter molto seguita e impegnata contro i ribelli siriani, che è stata definita dall’autorevole quotidiano Guardian un “robot”. Partisangirl, questo il nome della giovane, è allora uscita allo scoperto e ha twittato a Wikileaks un divertente video in cui annuncia al mondo “Ebbene sì, sono un robot” e rivela poi di essere in realtà una giornalista. Il secondo utente di Twitter, Ian, accusato nientemeno che dal governo di Sua Maestà di essere un troll emanazione del Cremlino, si è rivelato poi come un innocuo pensionato inglese. Twittava contro la guerra e la globalizzazione, e si è ritrovato intervistato da Skynews.

Fonti:
The Guardian del 19 Aprile 2018
https://www.theguardian.com/world/2018/apr/19/russia-fake-news-salisbury-poisoning-twitter-bots-uk

Video Twitter del 21 Aprile 2018
https://twitter.com/Partisangirl/status/987508295484125185

Intervista SkyNews del 20 Aprile 2018
https://www.youtube.com/watch?v=00eJTLJGlmQ

QUALITÀ DEL CIBO E MADE IN ITALY DI NUOVO A RISCHIO?

Brutte notizie per la qualità della nostra alimentazione in arrivo dall’Unione Europea. Qualche giorno fa è stato votato Il nuovo Regolamento sull’agricoltura biologica e sull’etichettatura dei prodotti biologici, che non prevede più la regola dei “residui zero”, ovvero l’assoluta assenza di pesticidi sui prodotti biologici. L’Italia potrà mantenere questa regola, ma non potrà impedire sul mercato italiano l’invasione di prodotti con tracce di pesticidi che arrivano da altri Stati europei. Ma non basta: è stato anche approvato il nuovo regolamento sull’etichettatura degli alimenti, che lascia ampio spazio al cosiddetto “italian sounding”. Potranno così continuare ad essere venduti all’estero prodotti che simulano pregiate produzioni italiane, come il “Parmesan” tedesco, perché nelle etichette non c’è obbligo di indicare il Paese di provenienza. Un vero danno al Made in Italy. E quasi tutti gli Stati hanno votato a favore… inclusa l’Italia.

Fonte:
Il Sole24Ore del 16 Aprile 2018
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-04-16/la-ue-approva-l-etichetta-origine-e-mette-rischio-norme-italiane-195619.shtml?uuid=AESNKWZE

L’ITALIA PERDE PEZZI: LE CARTIERE DI FABRIANO DIVENTANO AMERICANE.

Anche oggi, puntuale, arriva la notizia sull’Italia che perde pezzi. E anche stavolta si tratta di un’istituzione che è nel cuore di tutti gli italiani: le Cartiere di Fabriano. Controllate dal gruppo Fedrigoni, sono state acquistate dal fondo statunitense Bain Capital per 600 milioni di euro. Le Cartiere hanno 130 anni di storia, e come tanti altri marchi rappresentativi del nostro Paese sono finite in mani straniere. La carta su cui disegnavamo nei banchi di scuola, quella dei maestri cartai marchigiani, è oggi diventata definitivamente a stelle e strisce.

Fonte: La Stampa del 17 Aprile 2018
http://www.lastampa.it/2018/04/17/economia/la-carta-di-fabriano-diventa-a-stelle-e-strisce-fedrigoni-cede-al-fondo-statunitense-bain-capital-ckJ4J2E9sInBJ5KSBRpRvN/pagina.html

I NUOVI POVERI? PERSONE CHE HANNO UN LAVORO.

Per finire, una di quelle statistiche che i media tendono a non raccontare troppo. Secondo una  ricerca del centro studi Unimpresa, sono oggi 9,3 milioni gli italiani a rischio di povertà, in aumento dal 2016. E non si tratta solo di disoccupati: è infatti amplissima l’area di disagio tra le fasce degli occupati precari, si tratta di circa 6 milioni e mezzo di persone che pur avendo un’occupazione a termine, a progetto, o part time, non ce la fanno a vivere dignitosamente. Secondo Unimpresa, quindi, è il deterioramento del mercato del lavoro il vero responsabile di questa drammatica situazione. Ma, aggiungono gli analisti, anche le agevolazioni del Jobs Act che hanno favorito forme di lavoro non stabili, precarie, che hanno esteso nei fatti il bacino di chi si ritrova a rischio povertà. Insomma in Italia, oggi, non basta più avere un lavoro per non essere… “poveri”. Verrebbe da dire… “Poveri lavoratori”!

Fonte: ADNKronos del 22 Aprile 2018
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/04/22/povera-italia-fabbrica-precari_ysXyTgVZihP8hEIOjcQpvM.html?refresh_ce

1 commento

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  • Perdonate l’osservazione, ma “mass media” è latino pertanto NON si pronuncia “midia” all’anglosassone (brutta abitudine che si sente anche nelle televisioni).
    Per il resto complimenti vivissimi, ancor meglio della puntata #0.

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