LE ARMI PARTIVANO DA SIENA? – Franco Fracassi

Le ultime piste sul caso Rossi e Monte dei Paschi di Siena partono dal traffico di escort e arrivano fino alla guerra in Siria. Franco Fracassi, scrittore, saggista, documentarista e giornalista, sostiene che dietro alla morte del capo ufficio comunicazione del Monte dei Paschi di Siena ci possa essere molto altro. Teorie supportate a suo dire da prove e fatti, che Fracassi ha raccolto nel suo ultimo libro “Morte dei Paschi”.

——-

Bentrovati su Byoblu.com, oggi ci è venuto a trovare Franco Fracassi, scrittore, saggista, documentarista, giornalista, si è occupato recentemente del Monte dei Paschi di Siena scrivendo un libro intitolato “Morte dei Paschi”.

David Rossi, oltre a essere ufficialmente il responsabile dell’ufficio comunicazione dei Monte dei Paschi di Siena che si occupa della pubblicità e dei rapporti con i giornalisti, in realtà faceva altro e aveva un rapporto molto stretto con il Presidente di Monte dei Paschi di Siena, Mussari, colui che ha gettato nel disastro e fatto esplodere la banca. Rossi è morto perché è volato da un palazzo, la magistratura sostiene che lui si sia suicidato e per ben due volte ha archiviato il caso, ma appare evidente a tutti che non sia così perché ci sono prove sia indiziarie che reali che Rossi non si sia suicidato. il problema è: come è morto?

Molte le evoluzioni ultimamente su questo caso, in particolare all’opinione pubblica è noto il servizio delle Iene che riguarda questo traffico di escort, serate particolari a cui partecipavano alti dirigenti senesi e della banca in questione, però non c’è realmente un collegamento con il caso Rossi: ci vuoi spiegare meglio cosa sta succedendo?

Ultimamente stanno uscendo fuori molti servizi che, almeno nell’incipit, collegano la morte di David Rossi con una sorta di “festini” e un giro di escort maschili che venivano frequentati dai dirigenti dei Monte dei Paschi di Siena e in generale dal mondo benestante di Siena, politici anche non senesi e a quanto pare anche Mussari e Rossi (anche se nessuno lo ha mai detto direttamente: si diceva o si sospettava). Il problema è che questi servizi hanno fatto luce su qualcosa di scabroso e sicuramente che tira molto dal punto di vista televisivo, però non è un reato; è brutto finire sui giornali e in televisione per una cosa del genere e  credo che nessuno ci voglia finire, però è un po’ complicato uccidere una persona così in vista, nella maniera in cui è avvenuta, facendo sparire tutti i filmati dal computer e della banca e coinvolgendo magistrati. E’ stato messo in moto un meccanismo enorme per una cosa così quando, al tempo stesso, (e qui, sì che esistono dei collegamenti) Rossi faceva altro, oltre che occuparsi di giornalisti e pubblicità.

Rossi era la persona che procurava i contratti di grandi commerci tra vari soggetti nel mondo, per esempio grandi partite di merci di enorme valore oppure transazioni come quella dell’acquisto del Milan dai cinesi per 750 milioni di euro, per le quali c’è bisogno di una banca che garantisca la transazione. Rossi faceva anche questo e il problema è che il Monte dei Paschi, oltre a fare queste transazioni normali in giro per il mondo, è una delle banche che si occupano delle transazioni di acquisto e vendita di armi: si chiamano banche armate, il Monte dei Paschi di Siena non è l’unica e ce ne sono altre. Vendere e acquistare armi è lecito: l’Italia è uno dei maggiori produttori ed esportatori di armi, ma non è per nulla lecito farlo quando tu vendi armi a Paesi che sono in guerra.

O destabilizzati.

Sì, perché è vietato vendere armi a Paesi in guerra. Il problema è che è lì che si fanno i soldi veri e il Monte dei Paschi è una delle banche che, in questi ultimi sette anni, ha garantito l’acquisto e la vendita di armi a tutte le parti in conflitto in Siria: la guerra civile siriana, senza la presenza del Monte dei Paschi, sarebbe diversa. Forse, se decidesse tra una settimana di smettere di erogare e di garantire, magari tra un mese dovrebbero prendersi a clavate per combattersi, perché non avrebbero più i soldi per acquistare le pallottole e le munizioni per spararsi. E’ fondamentale questo continuo rifornimento di denaro e quindi di munizioni per poter combattere perché le armi si comprano una volta sola mentre le munizioni vanno comprate in continuazione: una volta che sono finite, non puoi più sparare.

Rossi era coinvolto perché era quello che aveva procacciato questo affare. Rossi era un uomo che ogni settimana riceveva una valigetta da una persona, che gliela portava nel  suo ufficio, e con questa valigetta affittava una macchina sotto falso nome per correre a centinaia di chilometri verso nord, passava il confine svizzero, andava a Lugano e depositava il contenuto della valigetta (soldi) nella banca di Lugano: questa cosa si chiama riciclaggio ed è quello che lui faceva.

Come fai a sapere queste cose?

Perché è il mio mestiere: io faccio il giornalista d’inchiesta quindi queste cose le ho scoperte, ci sono le prove e  ci sono i testimoni.

I magistrati stanno prendendo in considerazione questi elementi?

No.

Come mai?

E’ proprio lì il problema! Per chi riciclava questi soldi? Secondo gli inquirenti (però non c’è nessuna comunicazione ufficiale) quasi certamente si tratta di personaggi della Ndrangheta e quindi riciclava i soldi della Ndrangheta, il più grande trafficante di droga al mondo che ha il monopolio assoluto di tutti i traffici di droga in Europa. Rossi, un banchiere, aveva un ufficio al Ministero dell’Interno dove sono gli uffici dei dirigenti, dei prefetti e del SISDE, i Servizi Segreti: lascio a voi pensare a quale delle tre categorie potesse appartenere David Rossi.  Un personaggio del genere, che ha a che fare con trafficanti di droga, ricicla denaro, forse è un agente dei servizi, ma quali? Per chi lavora esattamente? Tralasciando il resto nel quale era coinvolto, un giorno scrive un’email al suo capo nella quale c’è scritto: “Non ce la faccio più, adesso vado dai magistrati e gli racconto tutto”. Due giorni dopo muore.

Dove bisogna andare a cercare? Tra gli escort? Chi potrebbe aver ucciso Rossi? Qualcuno che aveva paura di essere scoperto di essere andato con qualche ragazzetto oppure la Ndrangheta, la CIA, l’ISIS? Ci mettiamo in mezzo di tutto!  I magistrati, a causa di un black out dell’intero sistema, non hanno potuto vedere i filmati di chi entrava e usciva dalla banca, di chi si spostava nei piani o all’interno dei corridoi, di chi è entrato e uscito dalla camera di Rossi e di quello che è successo all’esterno, perché sono spariti tutti. Eppure io credo che molti degli italiani abbiano visto il filmato, che hanno mostrato le Iene, in cui si vede Rossi cadere e si vedono le sue ultime decine di minuti di agonia. Il problema è: se c’è stato un black out, come fa ad esistere quel filmato e da dove è uscito fuori, visto che erano passati due anni dalla morte di Rossi nel 2013? Chi lo ha tirato fuori? Quel filmato è stato pubblicato per la prima volta da un sito internet del giornale New York Post, non il Corriere di Siena o La Nazione! I lettori del New York Post (e il New York Post) non hanno alcun interesse per un video di una persona che si butta da una balcone a Siena, a meno che non sia importante la provenienza di un filmato del genere: è stata la CIA a dare al New York Post quel filmato.

Lo hanno detto ufficialmente loro?

Sì, è stata la CIA  a tirare fuori il filmato della morte di David Rossi e questo vuol dire che ha degli interessi in questa storia. In una vicenda nella quale ci sono dei soggetti internazionali di altissimo livello (e per la maggior parte sono anche massoni in una città massone) e succede una cosa così strana, io penso che siano state messe pressioni sulla magistratura senese per non indagare, perché c’è la magistratura di Genova che sta indagando sulla magistratura senese, mettendola sotto accusa: l’accusa formale è di aver depistato le indagini e fatto sparire le prove.

Hai citato la Siria e il fatto che probabilmente se oggi c’è ancora un conflitto è anche grazie all’occidente, poi possiamo parlare di Monte dei Paschi di Siena o delle aziende produttrici di armi italiane o europee, ma comunque proviene da noi occidentali. Tu cosa ne pensi di quello che sta succedendo lì?

Io penso che in questo momento Trump, Macron e  la May abbiano bisogno di quei bombardamenti; Trump è in enorme difficoltà in patria perché da quando è stato eletto gli stanno, a torto o ragione, facendo la guerra tutti: ha contro l’FBI, la CIA,  gran parte del congresso e della politica americana, ha contro i media e perfino ha contro il procuratore speciale scelto da lui stesso, Mueller: capo dell’FBI all’epoca dell’11/09, legato al potere della famiglia Bush e della Clinton (che Trump ha scalzato) e ora Mueller sta cercando di fargliela pagare, scatenando una caccia durissima contro di lui. Ogni mese che passa, un ipotetico impeachment si avvicina. Trump ha bisogno di affrancarsi dalla Russia e da Putin e ha bisogno che si parli d’altro per evitare che diventi un’ossessione di un Paese contro di lui.

Macron ha dei seri problemi in casa: dopo essere stato eletto con più che percentuali bulgare al primo turno, perché ha preso il 23-24%, però, grazie al meccanismo del secondo turno, ha messo in parlamento oltre il 70% dei deputati, quindi potrebbe cambiare la Costituzione o fare qualsiasi cosa e ha un potere illimitato. Ma, nonostante questo, ha perso una buona parte del consenso che aveva l’anno scorso, è un mese che la Francia è attraversata da scioperi di ogni tipo, gli si stanno rivoltando contro tutti perché alla fine Macron si è rivelato essere come il nostro Monti: ha la stessa formazione politica, la stessa formazione ideologica, culturale ed economica; è l’uomo che ha introdotto, quando era Ministro del precedente Governo, il Jobs Act francese e quindi rappresenta quel mondo al quale, forse, i francesi si erano dimenticati che appartenesse, visto che ora un Paese intero gli si sta rivoltando contro. In questi casi, quindi, è molto utile spostare l’attenzione altrove, su un nuovo nemico.

Poi anche la May è in estrema difficoltà, perché la Brexit non sta andando come pensava andasse: il Partito Laburista le sta facendo una seria opposizione dentro casa perché all’interno del suo stesso partito ha dei personaggi che gli stanno facendo la guerra, che sono molto più estremisti di lei e che vorrebbero scalzarla in qualche modo. Cosa ci fa capire questa vicenda? Che un personaggio come Assad, che prima dell’ultimo evento, stava riconquistando i favori di parte dell’opinione pubblica perché è l’uomo argine dell’ISIS, ovviamente l’occidente continua a parlare male di lui ma, in fin dei conti, si rende conto che forse può essere un interlocutore. Mentre sta riconquistando militarmente una parte del Paese e lo sta ristabilizzando (per quanto si possa ristabilizzare un paese così devastato come la Siria), Assad dovrebbe, senza aver nessun vantaggio strategico-militare di alcun tipo, sterminare parte della popolazione usando le armi chimiche invece che, se proprio doveva fare qualcosa, mandargli i carrarmati, senza suscitare la protesta di nessuno.

Dall’altra parte c’è l’opposizione siriana che è in grossa difficoltà: Trump ha detto che se ne vuole andare dalla Siria e quindi non non ha più l’appoggio principale, ovvero gli Stati Uniti; i russi li stanno bombardando pesantemente; non ha più l’appoggio dell’ISIS, che era parte di quella coalizione, è stato fatto fuori e viene prevaricato perfino dai Curdi. Fra tutti i gruppi di potere che appoggiano l’opposizione siriana ricordo che la parte essenziale è Al Qaida, che dovrebbe essere il male assoluto (Osama Bin Laden per farvi capire di cosa si sta parlando), ma che adesso fa parte dei buoni. Tutti questi soggetti che sono, invece, ora in enorme difficoltà avrebbero (uso il condizionale perché non li sto accusando) tutto da guadagnare se si rimescolano le carte: che Assad sia di nuovo il cattivone di turno, che si bombardino le sue posizioni militari indebolendole per ritardare l’avanzata, che si che si cerchi di estromettere o diminuire l’influenza russa nell’area, eccetera eccetera eccetera.

Al di là di delle dei caschi bianchi, delle armi chimiche, noi ci siamo già passati una volta con la storia delle armi di distruzione di massa ed è stata la barzelletta del secolo in Iraq; peraltro sono gli stessi soggetti che ci stanno propinando esattamente la stessa cosa, Stati Uniti e Regno Unito: se vi ricordate la prima volta era Bush e Blair, adesso sono Trump e la May, ma sempre quei due Paesi sono! Gli ispettori avevano detto che Assad non aveva più le armi perché gli erano state tolte tutte; gli esperti sostengono che la traccia di un’arma chimica rimane, anche se stoccata, nell’area e si può identificare facilmente anche a distanza di tempo, per cui è facilissimo stabilire se Assad abbia o no queste armi: quello che è certo è che non ce le ha più, ma non si sa se i ribelli (che hanno contatti con Paesi che hanno quelle armi) possano averle perché nessuno li ha mai controllati.

La prima volta che c’è stato un attacco con le armi chimiche, Obama stava per fare la guerra e Kerry (l’allora Ministro degli Esteri e pacifista) l’ha bloccato; ci sono state le ispezioni ed è stato redatto un rapporto che diceva che l’attacco chimico era stato fatto dall’opposizione, facendo passare Assad come colpevole. Nel secondo attacco nessuno ha verificato nulla: non si sa se sia mai stato fatto, ci sono in giro dei filmati, ma, come sappiamo, nel 2018 è possibile ricreare un olocausto atomico dentro una cameretta. Non sto dicendo che deve essere per forza così, ma c’è questa possibilità. Nel 2018 i controlli devono essere rigorosi perché la scienza ci permette di fare cose che, anche solo 20 anni fa, erano impensabili e di mistificare la realtà in maniera assurda e impensabile. E anche quella volta c’erano i caschi bianchi sui quali c’è molto raccontare, perché è emerso che erano la macchina di propaganda principale dell’opposizione siriana: ci sono immagini in cui si vede un ragazzo gravemente ferito che viene portato via e dopo pochi minuti lo stesso ragazzo che, con il casco in testa, porta via a sua volta altre persone.

Chi ha frequentato determinati ambienti conosce anche molto bene le esercitazioni che vengono fatte in questo modo: io ad esempio faccio parte di una squadra, mi metto per terra facendo il malato e la volta dopo io faccio il soccorritore tu mentre qualcuno riprende e poi quel video chissà che fine fa.

Esattamente, i caschi bianchi sono questo: i caschi bianchi sono macchine di propaganda perché se è vero che noi viviamo nel mondo del consenso dove l’informazione è l’arma più potente che ci sia, se è vero che le guerre sono il luogo dove si esprime al meglio la propaganda, è a maggior ragione vero che la guerra in Siria è uno dei principali laboratori della propaganda del presente e del futuro, cioè di quella vera, quella che non sembra propaganda. Avete presente il cartone animato Willy il coyote e Beep Beep? Secondo me noi ci troviamo in quel cartone animato dove Willy il coyote fa di tutto per catturare Beep Beep, usando ogni volta una strategia differente (missili terra-aria, trappoloni, si mette i razzi nel sedere, fa di tutto) per finire, però, sempre per cadere nel burrone ogni santa volta!

Noi viviamo in un sistema, stiamo cercando di uscire da una crisi profondissima, una crisi economica, politica, anche internazionale e geopolitica e ognuno propone e tenta ricette differenti, ma sempre all’interno del stesso cartone: una volta usiamo i razzi sotto i piedi,un’altra volta il trappolone, un’altra volta il masso che dobbiamo lanciare e ogni volta finiamo sempre nel burrone! Io credo che sia ora di uscire da questo cartone animato!

2 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • […] In attesa della prossima bufala su bombardamenti con armi chimiche, silenzio assoluto dei media main stream su quello che sta accadendo in Siria. Eppure, di notizie interessanti ce ne sarebbero tante. Ad esempio: la sbalorditiva tregua che, da cinque mesi, sta regnando tra le ingenti forze statunitensi-francesi e i miliziani dell’ISIS; o la scoperta di innumerevoli arsenali dell’ISIS tutti riforniti dagli USA; o la fornitura di armi ai “ribelli siriani” che sarebbe dietro al “suicidio” del manager di Monte dei Paschi di Siena, David Rossi… […]

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi