Tra gli arredi da giaradino, come gatti al sole.

Non c’è niente da fare: siamo parte della natura. Quello è il nostro posto. Siamo fatti degli stessi elementi di cui sono fatti i fiumi, gli alberi, il terriccio, le nuvole e la pioggia. Stiamo bene quando un fuoco crepita e ne percepiamo il calore, quando l’acqua ruscella e ne percepiamo il caotico fragore, quando il canto degli uccelli attraversa l’aria frizzante di un mattino assolato e quando possiamo affondare le mani nella nuda terra e costruire oggetti e manufatti, magari usando ciotoli sottratti al loro destino di fiume, con le nocche delle dita rosse di eccitazione mentre sfidano la sfrontata temperatura dell’acqua che scorre.

Questo è ciò che intimamente siamo. Questo è ciò che entra in risonanza con la parte più profonda di noi stessi e produce felicità intrinseca. Come gatti al sole. Eppure, è quanto di più lontano dallo stile di vita che i ritmi frenetici e la contingenza post rivoluzione industriale ci costringe a sopportare. Per chi vive negli immensi termitai di cemento, come alveari che brulicano di celle, l’odore dell’erba appena tagliata è un privilegio raro che ci si può permettere giusto nei giorni di festa. Per il resto, l’odore meccanico e tumorale dei gas di scarico è il solo profumo che milioni di persone indossano ogni mattina, come una divisa da lavoro, mentre si dirigono al loro posto, dietro a una parete di plexigas che filtra un pallido sole annacquato dietro a una coltre di smog.

Poi ci sono loro, i pochi fortunati che possiedono un giardino, piccolo o grande che sia, ma anche un balcone o una terrazza fiorita, piccoli angoli di paradiso nei quali tornare a sentire il naturale connubio con la vita e con il creato. Posti a sedere nell’attesa che passi il treno della primavera, dove costruirsi uno spazio comodo e confortevole, arredato con quella speciale cura che si mette nelle cose che sentiamo essere al centro dei nostri bisogni, per i quali la bellezza non è mai abbastanza. Che siano i prodotti Love The Sign oppure oggetti fabbricati su misura, ritagliandosi ore di piacere in un piccolo laboratorio improvvisato, cimentandosi nell’arte del fai da te, poco importa: la sola cosa che conta è che siano strumenti grazie ai quali attraversare il muro dello spazio-tempo e ritrovarsi di nuovo a casa. Quella vera. Quella che è dentro ognuno di noi.

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