ControRassegna Blu #5 – 08/05/2018 – Io vi troverò

Ecco la nuova puntata della Controrassegna Blu, la rassegna stampa di Byoblu: le notizie che i radar dell’informazione mainstream non rilevano. Solo su Byoblu.

BILANCIO UE: ARMI Sì, AGRICOLTURA NO

La UE ha presentato il suo progetto di bilancio 2021-2027, e anche solo osservando come vengono distribuiti gli stanziamenti, già si intuiscono le politiche future dell’Unione Europea. Politiche che, lo diciamo subito, non sembrano discostarsi per nulla da quelle perseguite finora.

Ad esempio scendono i fondi per il welfare, ovvero i disabili e le categorie deboli, e scendono anche quelli per l’agricoltura. Viceversa aumentano quasi del triplo le spese per l’immigrazione, e quelle amministrative, cioè la macchina burocratica di Bruxelles. Ma più di tutto, impressiona lo stanziamento per la Difesa: ben 13 miliardi di euro. Ancora non siamo ai livelli delle grandi superpotenze, ma è chiaro l’intento di procedere a passi da gigante verso il famoso e costoso esercito europeo, di cui sembra non si possa fare a meno.

E sempre a proposito del bilancio UE, si scopre anche qualche interessante fake news. Mentre i media scrivono che la Brexit costerà all’Unione 12,7 miliardi di euro, in realtà i miliardi sono poco più di 5: sembrano aver dimenticato tutti che il Regno Unito riceveva ogni anno fondi per 7 miliardi di euro. Perché questo errore di calcolo? Forse  è utile alla UE per giustificare gli aumenti di contribuzione richiesti agli Stati membri? E meno male che l’Europa è in prima fila contro le fake news

Fonti:

Documento UE 3 Maggio 2018 https://docs.google.com/viewer?docex=1&url=https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/budget-proposals-defence-may2018_en.pdf

Italia Oggi 4 Maggio 2018 https://www.italiaoggi.it/news/brexit-per-l-ue-mancano12-7-mld-ma-e-una-fake-news-2266200

IL SALENTO SOTTO ATTACCO PESTICIDI

Ricordate la bella notizia di due puntate fa, la messa al bando nell’UE dei dannosi pesticidi neonicotinoidi, in vigore dal 2019? Ebbene, per l’Italia si trasforma subito in cattiva notizia: il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha appena imposto a partire dal 2 maggio, per decreto, l’utilizzo a tappeto di pesticidi neonicotinoidi in tutto il Salento fino al mese di dicembre. Il motivo sarebbe un’improvvisa emergenza per la discussa Xylella degli ulivi, e di conseguenza i contadini salentini si ritrovano ora obbligati per legge ad irrorare l’intera zona di veleni, danneggiando anche le colture biologiche e l’apicultura. Un tale accanimento proprio dopo la messa al bando è davvero incomprensibile. Gli unici a festeggiare, al momento, sono i produttori dei pesticidi, ovvero la Bayer e la Syngenta. In Italia il loro business può continuare, fino allo stop del 2019.

Fonti:

Gazzetta del Mezzogiorno 6 Maggio 2018 http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1011002/veleni-contro-la-xylella-ma-quei-pesticidi-saranno-la-fine-dellapicoltura-salentina.html

AMAZON? NO GRAZIE, DICE BASSANO 

Questa invece è una buona notizia: arrivano anche nel nostro Paese i primi segnali di resistenza allo strapotere dei big player del web. Amazon si è sentita infatti rispondere un bel “no” da una cittadina di appena 2300 abitanti, Bassano Bresciano, dove il colosso era intenzionato ad aprire un nuovo polo logistico di ben 280mila metri quadri. Il sindaco ha risposto picche all’operazione perchè, come ha affermato, avrebbe avuto un impatto ambientale incontrollato e incontrollabile sul territorio, e la cittadina avrebbe dovuto sacrificare di colpo un decimo della campagna fertile che la circonda. Una bella responsabilità, in tempi di crisi, ma Bassano non si è fatta incantare neppure dalle consuete sirene occupazionali. Gli 80 posti di lavoro promessi, infatti, erano tutti precari e neppure destinati con certezza ai bassanesi. Una scelta coraggiosa insomma, e forse anche il sintomo della presa di coscienza di amministratori e cittadini su certe realtà, dove non è tutto oro quel che luccica.

Fonti:

Brescia Oggi 4 Maggio 2018 http://www.bresciaoggi.it/territori/bassa/bassano-rifiuta-il-polo-di-amazon-una-scelta-etica-1.6475620

RICONOSCIMENTO FACCIALE: SANNO CHI SEI, ANCHE AL SUPERMERCATO

E’ l’algoritmo del momento: improvvisamente si parla solo delle tecnologie di riconoscimento facciale. Si tratta, in pratica, di telecamere che usando certi parametri e collegandosi a un database, identificano con esattezza l’identità della persona che inquadrano. E questo può accadere ovunque. Ad esempio, il riconoscimento facciale è stato appena implementato nell’aeroporto di Singapore, mentre in Cina la tecnologia è ormai così sofisticata da consentire di trovare una persona in mezzo ad altri 60 mila individui, e persino i poliziotti  indossano occhiali per il riconoscimento facciale in tempo reale. Il sistema è ai confini della fantascienza, ci sta piovendo addosso del tutto inaspettato, ma pone problemi enormi di privacy e di sicurezza. Ad esempio, dove è conservata l’enorme mole di dati raccolti, che incrociano la nostra identità con tutti nostri movimenti, pagamenti e incontri durante la giornata? Chi potrà accedervi? Aziende di marketing, agenzie di informazioni, hackers? A cosa siamo esposti davvero? Intanto, il sistema avanza anche in Italia: a Cibus Parma, il 9 maggio, sarà presentato il riconoscimento facciale nei supermercati. Inquietante… e molto italiano.

WASHINGTON POST: LA FINLANDIA DISTRUTTA DALL’EURO

Questa volta i media nostrani non hanno riportato con la solita enfasi l’articolo del Washington Post di qualche giorno fa. Eppure il giornale è da sempre considerato molto autorevole, e la sua voce regolarmente rilanciata. Come mai? L’analisi, che ha fatto il giro della Rete, titola così: “La Finlandia ha fatto tutto bene, ma l’euro la sta rendendo definitivamente povera”. Forse stavolta il Washington Post risulta un po’ scomodo alla narrazione corrente. La Finlandia infatti, scrive il giornale, non ha corruzione, ha un debito pubblico basso, e non soffre di burocrazia. Malgrado ciò ha perso colpi, secondo il Fondo Monetario non si riprenderà più, e la colpa è della moneta unica. Certo, forse gli americani da parte loro non sono grandi sostenitori dell’euro. Ma comunque non si può dar torto al Washington Post, quando scrive così: “”Ci sono tre tipi di paesi che sono stati danneggiati dall’euro: quelli che hanno fatto tutto sbagliato, quelli che hanno fatto tutto giusto, e tutti gli altri.”

Fonti:

Washington Post 25 Aprile 2018 https://www.washingtonpost.com/amphtml/news/wonk/wp/2018/04/25/finland-has-done-everything-right-but-the-euro-is-still-making-it-permanently-poorer/

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