Rose killer e acqua avvelenata – ControRassegna Blu #7

Ecco la nuova puntata della Controrassegna Blu, la rassegna stampa di Byoblu: le notizie che i radar dell’informazione mainstream non rilevano. Solo su Byoblu.

FACEBOOK SPIA TUTTI, E IN USA FANNO CAUSA

Ha causato un enorme risonanza e scandalo in tutto il mondo la rivelazione di qualche settimana fa: Facebook scarica e conserva sui propri server tutti i dati che ci riguardano. Le nostre conversazioni telefoniche, messaggi privati, indirizzi, numeri di telefono, persino la durata della conversazione: nulla sfugge al Grande Fratello globale di Mark Zuckerberg, e ai suoi enormi data center.

Così, un avvocato della California ha presentato denuncia in tribunale, sostenendo come tali pratiche vìolino almeno tre leggi californiane. La sua richiesta è un risarcimento da 5 milioni di dollari, con l’auspicio però che da tale denuncia possa nascere una class action in tutti gli Stati Uniti con il coinvolgimento di migliaia di utenti. Per Facebook si prospetterebbero allora risarcimenti di centinaia di milioni di dollari, e molto probabilmente anche la bancarotta.

In Italia, intanto, anche il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha fatto dichiarazioni di fuoco contro lo strapotere di Facebook, ma ha poi concluso il suo discorso così: “E’ necessario assicurarsi che la democrazia europea non sia inquinata da notizie che provengono da molti paesi”. Un punto di vista non certo rispettoso della libertà di informazione… ovvero, quando la toppa è peggiore del buco.

Fonti:

The Guardian, 11 Maggio 2018

Primacomunicazione, 11 Maggio 2018

I PROBLEMI DEI CITTADINI EUROPEI? MEGLIO TACERE

La compagnia di sondaggi è autorevole, il committente è addirittura la UE, ma il risultato non deve essere molto piaciuto, dato che nessun giornale ne ha parlato. YouGov è uno dei più importanti istituti di sondaggi politici del mondo, e per conto della conferenza State of The Union svoltasi a Firenze nei giorni scorsi ha condotto una ricerca tra i cittadini di 11 Paesi europei, chiedendo quale fossero, secondo loro, i problemi più urgenti nell’Unione Europea. Ebbene: per i cittadini di 10 Paesi su 11, al primo posto c’è la questione immigrazione, seguita dal terrorismo. Invece la crisi economica si piazza al terzo posto, mentre la disoccupazione solo al quarto, esclusa la Spagna che è il Paese che se ne preoccupa di più. Ancora più sconcertanti le differenze tra Nord e Sud Europa: i cittadini del Nord preferiscono occuparsi più del proprio Paese che dell’insieme dell’Unione, e ritengono meno importante l’aiuto reciproco rispetto ai Paesi del Sud, per i quali è invece un valore. Il sondaggio, costato chissà quanto, non è stato riportato dai media, come accade sempre per le informazioni scomode. Questa, ad esempio, ci dice che ce n’è di strada da fare per una vera unione europea… qualora sia ancora la strada giusta da perseguire.

Fonti:

YouGov, 11 Maggio 2018

AFRICA: CROLLA LA DIGA DELLA MULTINAZIONALE

“Il giardino fiorito d’Europa”, così qualcuno romanticamente ha definito il Kenya. Ma nella produzione di fiori nel Paese africano c’è davvero poco di romantico. I lavoratori del settore floricultura, ben centomila, sono trattati come schiavi, esposti a pesticidi che portano alla cecità, compensati con salari irrisori. Ma oltre ai diritti umani le grandi multinazionali florovivaistiche, che gestiscono tutto il business, calpestano anche l’ambiente, consumano acqua e devastano il territorio. E costruiscono dighe per le riserve d’acqua dovunque occorra loro. Una di queste dighe, costruita nell’azienda di una compagnia olandese, qualche giorno fa è crollata travolgendo due villaggi, una scuola, le linee elettriche, e soprattutto uccidendo ben 47 persone. Sembra che la diga non avesse neppure i permessi di costruzione, e alle domande degli inquirenti il responsabile ha risposto “Ma quali permessi, era una diga vecchia”. Intanto, su una rosa prodotta in Africa per pochi cents, e pagata da noi in Europa ben 5 euro, l’agroindustria fa margini enormi. Non sono solo i diamanti, ad essere sporchi di sangue.

Fonti:

Reuters, 10 Maggio 2018

Reuters, 11 Maggio 2018

250 PESTICIDI NELLE ACQUE ITALIANE

L’ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha presentato il suo rapporto annuale sull’inquinamento delle acque. I risultati non sono certo confortanti: il 67% delle acque superficiali italiane conterrebbe pesticidi. Sono ben 259 le sostanze diverse: erbicidi, fungicidi, insetticidi, i tristemente famosi neonicotinoidi; ma a farla da padrone è ancora una volta il velenoso glifosato. Nel 24% dei casi, i pesticidi superano i valori limite fissati dalla legge, e la maggior presenza è stata riscontrata nella pianura padano-veneta. Oltre il 90% dei punti delle acque superficiali in Friuli Venezia Giulia, in Piemonte, Veneto e nella provincia di Bolzano, oltre l’80% dei punti di rilevamento in Emilia Romagna e Toscana, e il 70% in Lombardia e a Trento. C’è da stare più tranquilli al Sud? Probabilmente no: purtroppo, i dati sono pochi e imprecisi, per la mancanza di punti di rilevamento.

Fonti:

SkyNews24, 11 Maggio 2018

LA SPOCCHIA DI RIOTTA, CHE IGNORA LA COSTITUZIONE

Ha fatto il giro della Rete la figuraccia del giornalista Gianni Riotta durante la trasmissione Agorà dell’11 maggio. La discussione verteva sull’ormai onnipresente argomento del sovranismo: il prof. Antonio Rinaldi, docente di economia politica ed ex direttore generale alla Consob, faceva osservare che l’articolo 1 della Costituzione italiana stabilisce la sovranità popolare. Gianni Riotta interveniva prontamente deridendolo, e proclamando che anche uno studente di liceo sa che l’art.1 recita “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, evidentemente dimenticando tutta la seconda parte, che precisa appunto “la sovranità appartiene al popolo”. Ecco come commenta l’accaduto Antonio Rinaldi, raggiunto da Byoblu. L’atteggiamento di supponenza di Riotta mentre afferma tali corbellerie non viene perdonato dalla Rete, che lo seppellisce sotto una valanga di tweet impietosi. I più gentili gli consigliano di tornare a scuola, invece di sottoporsi a queste figuracce pur di attaccare il temutissimo “sovranismo” che si nasconde persino nella Costituzione italiana.

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