Il governo con più consensi dal 1987! – ControRassegna Blu #8

Ecco la nuova puntata della Controrassegna Blu, la rassegna stampa di Byoblu: le notizie che i radar dell’informazione mainstream non rilevano. Solo su Byoblu.

M5S-LEGA. IL PRIMO GOVERNO ELETTO DAI CITTADINI, DAL 1987

Incompetenti, incapaci, imbroglioni, incoscienti, irresponsabili. Persino “nuovi barbari”, come accusa il Financial Times. Questi sono solo alcuni degli appellativi rivolti ai leader di M5S e Lega, impegnati nella redazione di un contratto per unire il meglio delle proposte politiche di ciascuno e (provare a dare) dare un governo al Paese. Nella storia italiana, come ha asserito anche Paolo Mieli in diretta TV, non c’è mai stato un governo che avesse contro la stampa intera: è quindi davvero curioso che accada quando per la prima volta, da 31 anni, l’esecutivo avrà (potrà avere) la maggioranza uscita dalle urne. Non ci credete? Eppure è proprio così. E’ dal lontano 1987 che l’Italia non ha un governo che possa contare sul 50% dei voti dei cittadini: nel 1993 si cambiò la legge elettorale in senso maggioritario, e da allora mai più alcuna alleanza – tra premi di maggioranza incostituzionali, governi del Presidente e maggioranze puramente parlamentari – ha potuto vantare un consenso di maggioranza anche nei voti effettivi del Paese. Per la prima volta da 31 anni, oggi ritorna (potrebbe ritornare) la democrazia nel suo significato più vero. A tanti, come vediamo ogni giorno, non piace più… o forse hanno solo perso l’abitudine.

Fonti:

Espresso, 15 Maggio 2018

NUCLEARE IRAN. UN ACCORDO MAI FIRMATO DA NESSUNO

Mentre in Medio Oriente la tensione si fa altissima, ecco un’altra notizia che abbiamo scoperto: riguarda l’accordo sul nucleare iraniano. Un accordo che, e ciò è davvero incredibile, non è mai stato firmato da nessuno. A molti è infatti sfuggita l’audizione del novembre 2017 alla Commissione Affari Esteri alla Camera USA: parla Jack Sullivan, Consigliere Esteri di Obama. Ascoltiamolo. Sullivan a domanda risponde, più volte, che l’accordo con l’Iran non è stato firmato da nessuna delle parti: né gli USA, né l’Iran, né i Paesi europei coinvolti, e il motivo sarebbe “avere più flessibilità”: una parola che però non significa nulla di preciso. Anche in una lettera del 2015, rilanciata di recente dal New York Times, la segreteria del Dipartimento di Stato sostiene che l’Iran Deal non sia un trattato, né un accordo esecutivo, né un documento firmato. Cosa sarebbe allora, una stretta di mano? Per cosa stiamo rischiando una guerra mondiale? Tutta questa storia ha molto di oscuro, e probabilmente altre sorprese verranno alla luce in futuro.

Fonti:

Audizione Camera USA, Novembre 2017

Lettera Dipartimento di Stato, Novembre 2015

LA “PRIGIONIA” DI ASSANGE STA PER FINIRE?

Ultime notizie dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove Julian Assange, fondatore di Wikileaks, è rifugiato da ben 5 anni per sfuggire ai governi di mezzo mondo che vorrebbero catturare il responsabile degli “spifferi” più clamorosi della storia. Sembra che in questi giorni l’Ecuador stia trattando con USA e Gran Bretagna per consegnare Assange una volta per tutte. Julian sta per concludere la sua reclusione  nell’ambasciata, solo per cominciarne un’altra in qualche prigione? Così sembrerebbe, ma non è detto. Vero è che qualche settimana fa il Ministro della Giustizia USA ha dichiarato che “Arrestare Assange è una priorità”, ma è altresì da ricordare come Trump abbia elogiato wikileaks ben 5 volte durante la sua campagna elettorale. E guardate con quale slancio! Da molto tempo milioni di persone in tutto il mondo chiedono la libertà per Assange. In prima fila, gli elettori di Trump che lo adorano per i suoi “spifferi” su Hillary Clinton. Assange, allora, uscirà dall’ambasciata per vivere da libero cittadino negli Stati Uniti? Sarebbe bello, ma chissà: il mondo intero scotta, per un uomo così.

Fonti:

Daily Mail, 15 Maggio 2018

Business Insider, 13 Novembre 2017

LA SANITA’ ITALIANA HA TOCCATO IL FONDO, E SCAVA

Ricordate? Qualche puntata fa abbiamo raccontato del disastro in cui versa il servizio 118. Ma ora sembra che l’intero sistema della sanità italiana stia precipitando a livelli “indegni di un Paese civile”. L’allarme arriva dalla Conferenza delle Regioni, audita dalla Commissione speciale che sta lavorando sul Def. Il Presidente della Conferenza denuncia infatti che, per la prima volta, i Livelli Essenziali di Assistenza scendono dal 6,6 al 6,4% del PIL, sotto la soglia minima stabilita dall’OCSE che è pari al 6,5%. Proprio quell’OCSE che per anni, nella sua classifica mondiale, ha piazzato la sanità italiana nei tre primi posti del mondo. Dobbiamo aspettarci allora di precipitare fino a raggiungere in classifica i Paesi del Terzo Mondo, oppure i malati e il personale sanitario possono sperare di vedere finalmente la fine di tagli, chiusure e “razionalizzazioni”?

Fonti:

ANSA, 15 Maggio 2018

VENEZUELA: LA FABBRICA CHIUSA ASSEGNATA AGLI OPERAI

Comunque la pensiate sul Venezuela, la buona notizia che arriva dal Paese sudamericano merita di essere raccontata, perché rappresenta un segnale deciso contro il cinismo di certe multinazionali alimentari. La Kellogg’s, celebre industria che produce i cereali da colazione, come ormai accade spesso nell’era globalizzata ha deciso senza preavviso di chiudere il suo stabilimento. L’impianto, situato nella città di Maracay, era attivo da ben 56 anni, e la chiusura improvvisa ha lasciato per strada cinquecento lavoratori. Il Presidente Maduro, che si trova in un momento politico particolare a soli 4 giorni dalle elezioni, ha immediatamente dichiarato l’operazione “incostituzionale”, ha fatto riaprire la fabbrica e l’ha ufficialmente consegnata agli operai. Da questo momento i lavoratori la gestiscono in prima persona, e hanno già ripreso la produzione. Solo una risposta a cinquecento famiglie… o una buona idea per milioni di altre in tutto il mondo?

Fonti:

Repubblica, 16 Maggio 2018

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