IL GIALLO DEL DISCORSO DI CONTE – ControRassegna Blu #10

Ecco la nuova puntata della Controrassegna Blu, la rassegna stampa di Byoblu: le notizie che i radar dell’informazione mainstream non rilevano. Solo su Byoblu.

CHI HA SCRITTO IL DISCORSO DI CONTE?

Il discorso di Giuseppe Conte sta facendo il giro della Rete e dei media. Ma c’è un giallo dietro le parole del premier incaricato: molti organi di stampa hanno riportato parole diverse rispetto a quelle pronunciate nella conferenza stampa al Quirinale.

Tutto comincia con l’ANSA, che esce con un virgolettato dal discorso: “L’Italia resterà sempre nella UE”. Ma queste parole Conte non le ha mai dette. In scia, tutti i giornali e i commentatori titolano che Conte ha fatto un discorso europeista, citandone altre frasi anch’esse mai pronunciate. Repubblica spiega, in tono un po’ compiaciuto, che Mattarella con la matita rossa e blu ha fatto le sue correzioni al discorso approntato da Conte, e ha inserito ad esempio le frasi “la necessità di garantire agli italiani sicurezza finanziaria e all’Italia la fiducia dei mercati” e anche “la necessità di rispettare i principi della Costituzione, compreso l’articolo 81 sui vincoli di bilancio”, addirittura virgolettandole. Ma anche queste sono state frasi mai pronunciate. La pietra tombale ce la mette Claudio Borghi in un tweet: “E’ fantastico leggere gli articoli che riferiscono di quello che Conte evidentemente avrebbe dovuto dire e non ha detto. E lo fanno come se lo avesse detto davvero!”.

Cosa è successo è chiaro: i giornalisti avevano in anteprima un testo diverso, molto più europeista, rispetto a quello poi effettivamente pronunciato. E questo ci ricorda il concetto di “Frame”. Sentiamo allora cosa ci ha detto uno dei massimi esperti di frame e manipolazione degli spin doctor: Marcello Foa, da noi interpellato.

 Se le indiscrezioni saranno confermate, ci troviamo di fronte a un chiaro tentativo da parte del Quirinale di imporre un frame che è contrario a quanto previsto dal contratto firmato da Lega e i 5 Stelle. E questo tentativo avviene usando, secondo me in maniera piuttosto arbitraria, un’istituzione quale il Quirinale e travisando quella che è una consuetudine ormai consolidata. Ovvero: quando ci sono dichiarazioni fa testo sempre e solo quanto viene pronunciato pubblicamente e non quanto viene diffuso in bozza qualche minuto prima dell’evento stesso.
Che cosa sia accaduto davvero dietro le quinte potrà chiarirlo solo lo stesso Conte, però è evidente che siamo di fronte a un esempio di frame imposto per accontentare i mercati, per accontentare gli europeisti e per obbligare il Governo a rimangiarsi quanto c’è scritto sul Contratto. E questo, chiaramente, esula dalle consuetudini di una buona e corretta comunicazione istituzionale.

Ma la domanda allora è: se quel testo non l’ha scritto Conte o le forze politiche che lo sostengono, allora… chi l’ha scritto? Fonti di altissimo livello riferiscono a Byoblu che le prime tre righe siano state scritte direttamente dal Quirinale, che avrebbe inoltre imposto tutta la prima parte. Beh, se le parti “europeiste”, che rassicurano “i mercati”, mai pronunciate da Conte, l’avesse scritte veramente il Quirinale, sarebbe gravissimo. Ma ci sarebbe anche una nota positiva: quella di un Presidente del Consiglio incaricato che esce dal colloquio con il Presidente della Repubblica e si rifiuta di leggere un discorso che evidentemente non condivide. Una nota di speranza per un futuro Governo più dalla parte del popolo, che da quella delle istituzioni che accolgono la Trilaterale.

NASCE IL GOVERNO ITALIANO, TRA GLI ATTACCHI INTERNAZIONALI

La buona notizia è: gli italiani hanno l’avvocato difensore. Così si è definito il premier incaricato Giuseppe Conte, appena uscito dal Quirinale. Abbiamo l’avvocato e ne sentivamo davvero un estremo bisogno: negli ultimi giorni gli attacchi e i moniti all’Italia dalle cancellerie europee hanno raggiunto e probabilmente superato il livello di guardia. La lista è impressionante, e dà molto da pensare. Bruxelles ci bacchetta sulla tenuta dei conti e sui migranti, da Parigi ci trattano dapprima come terroristi che minacciano l’Eurozona e poi, en passant, si permettono anche di sindacare sul curriculum del nostro premier. Dal Parlamento Europeo ci considerano bambini che “giocano col fuoco”, e persino il Granducato del Lussemburgo supplica Mattarella di non lasciar distruggere il lavoro UE al nuovo governo. Non poteva mancare il solito Juncker, che si è appena autonominato paladino dei diritti degli africani in Italia dopo aver ignorato per anni i diritti degli italiani. Queste pesantissime ingerenze hanno molto infastidito cittadini di tutti gli orientamenti politici, che hanno protestato a gran voce sui social, mentre il governo ancora in carica non ha ritenuto di proferire parola in proposito. Non che nessuno se lo aspettasse, peraltro.

Fonti:

La Stampa 15 maggio 2018

ANSA 21 maggio 2018

Il Giornale 21 maggio 2018

Affari Italiani 22 maggio 2018

ANSA 22 maggio 2018

ADNKronos 32 maggio 2018

TUTTE LE BUFALE SULLE PREROGATIVE DI MATTARELLA

Siamo abituati a pensare che si va a votare, e poi chi vince le elezioni governa. Ma è proprio così semplice? La nostra Costituzione, all’articolo 92, dice semplicemente: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri“. Poche parole dietro alle quali si nasconde un mondo… Un mondo in cui prosperano chimere e unicorni. Tutto è cominciato con le parole pronunciate da Mattarella su Einaudi:

Cercando sempre una leale sintonia con il Governo e con il Parlamento Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario.

Da lì in poi, si è scatenata una ridda di commenti inneggianti ai poteri del Quirinale. Forse col miraggio che questo governo venisse stoppato ancora prima di partire, c’è chi ha stiracchiato la Costituzione disquisendo di nomine, scelte, designazioni, e persino di “potere di veto”, neanche si trattasse della Casa Bianca.
Qualcuno è arrivato perfino a spingere Mattarella ad imporre la propria volontà, come ad esempio l’immarcescibile Giuliano Ferrara, che ha detto:

Se il Presidente della Repubblica rinuncia a questo potere, quindi non promette niente, diciamo, nelle discussioni che fa con i partiti, se non minaccia, se non usa la deterrenza, se non manovra per arrivare alla formazione di un Governo nell’interesse generale del Paese, ma che ci sta a fare? Che ci sta a fare il Presidente della Repubblica? Non serve! Questa Costituzione è stata praticamente stracciata!

Non sarà, insomma, che in presenza di una scomoda volontà popolare, la Costituzione vada stretta a qualcuno? In fin dei conti Jp Morgan l’aveva detto, che bisognava disfarsi delle costituzioni socialiste del sud Europa.

Per fare chiarezza, abbiamo chiesto direttamente a un avvocato esperto di diritto, Giuseppe Palma, e nientemeno che all’ex Presidente della Corte Costituzionale: Valerio Ònida.

Ecco cosa ci ha detto Palma:

Il Presidente del Consiglio si assume la responsabilità politica del Governo di fronte alle Camere, tant’è che ne chiede la fiducia. Non solo di fronte alle Camere, ma anche di fronte al Paese. Invece il Presidente della Repubblica è fuori da questo rapporto. Del resto l’articolo 90 della Costituzione parla chiaro: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti emessi nell’esercizio delle sue funzioni“. Per cui per quale motivo il Presidente del Consiglio dovrebbe assumersi la responsabilità politica del proprio Governo di fronte alle Camere sulla base di scelte effettuate, anche nell’ambito della nomina di Ministri, da parte del Presidente della Repubblica che non è responsabile in alcun modo, politicamente, di quel Governo né di fronte alle Camere, né di fronte al Paese?

Onida invece ci ha spiegato che:

La funzione di indirizzo politico del Paese non è demandata al Presidente della Repubblica, ma è demandata in Parlamento al Governo. Se c’è una maggioranza parlamentare, si forma una maggioranza parlamentare pronta a dare la fiducia a un Governo e il Presidente della Repubblica non può che dare l’incarico e poi nominare la persona che viene, in questo modo, precisamente indicata.

Domanda: Il Presidente della Repubblica si è rifatto al precedente di Einaudi…

Sì, certo! La nomina di Pella a Presidente del Consiglio. Ma quando in sede politica, in sede di Repubblica parlamentare non emergono degli orientamenti precisi e quindi non c’è una proposta precisa, non c’è un’accordo, beh: allora il Presidente della Repubblica può sollecitare la formazione del Governo, può fare una nomina. Però poi questo Presidente del Consiglio da lui nominato si deve presentare in Parlamento per chiedere la fiducia. Per i Ministri, la proposta dei Ministri spetta al Presidente del Consiglio che può esercitare una Moral Suasion. Non è che possa dire, però: «Il Ministro dell’economia lo scelgo io! Perché per me è meglio». Questo non è il ruolo del Presidente della Repubblica.

Insomma, sembra proprio che il Presidente della Repubblica non abbia tutte quelle prerogative che  gli attribuiscono certi “giornalisti”.

SHOPPING FRANCESE: STA FINALMENTE PER FINIRE?

I cugini francesi, tra un monito e l’altro al governo italiano, si dedicano serenamente allo shopping nel nostro Paese. Complice una politica che finora si è girata dall’altra parte, solo nel 2016 i francesi hanno acquisito 30 importanti aziende italiane: Telecom, Acea, Eridania, Galbani, Parmalat, Fendi, Bulgari, Edison, sono solo alcune delle nostre grandi industrie passate in mani francesi. Nel frattempo, negli ultimi anni oltre 30 mila aziende italiane hanno chiuso i battenti, con il record al Nord, e la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli insostenibili, ed è la piaga del Sud. Con questo andazzo, il tessuto delle piccole e medie imprese italiane potrebbe subire danni irreversibili, e potrebbe non essere più possibile tornare indietro. Il nuovo governo riuscirà a salvare la situazione e ad intervenire in extremis? Ci auguriamo di sì, e ci auguriamo che i nuovi ministri non si riducano a fare la fila per una medaglietta della Legion d’Honneur come hanno fatto tanti politici italiani… accontentàti con perline e specchietti, come i capotribu di una colonia.

Fonti

Sole24Ore 22 maggio 2018

Scenari Economici 23 marzo 2018

RECORD DI CORRUZIONE, VINCE LA GERMANIA

Italiani. Imbroglioni, furbetti, mazzettari, evasori, corrotti. Quante volte ci siamo sentiti accusare, bacchettare e rimproverare per queste nostre colpe, al punto da ritenerle una nostra esclusiva mondiale? Beh: non lo sono affatto. La corruzione alligna purtroppo in tutti i Paesi, e spesso i più corrotti sono quelli che i media ci dipingono come modelli inarrivabili di virtù. Ad esempio, la Germania. Gli inflessibili tedeschi vantano infatti un’economia sommersa che supera i 350 miliardi di euro, contro i 330 dell’Italia, e si calcola che il giro d’affari delle tangenti valga ben 270 miliardi di euro. Inoltre, gli amici teutonici (e austriaci) sono gli unici in Europa a non aver recepito le convenzioni anti-corruzione europee, e neppure quelle dell’ONU. Un bell’affare davvero, corredato dall’impunità. E per non farsi mancare niente, anche a Berlino hanno i loro Buzzi e Carminati che speculano sull’immigrazione: un giro fraudolento di mazzette ha infatti garantito lo status di “rifugiati” a migliaia di immigrati che non ne avevano diritto, e ora la Germania è costretta a rivedere tutti i permessi. Tutta Europa è paese allora, per citare un saggio proverbio italiano.

Fonti

RT 18 maggio 2018

WIKIPEDIA, CHI LA SCRIVE DAVVERO?

Philip Cross, negli ultimi 5 anni, ha scritto su Wikipedia tutti i giorni più di 30 post al giorno, per un totale di oltre 130 mila interventi nei suoi 14 anni di attività. Ma Chi è Philip Cross? E’ quello che si è chiesto un giornalista e storico inglese, che si è messo sulle tracce di uno degli editor più attivi del mondo. Lo diciamo subito: non è riuscito a scoprirlo. Altri attivisti hanno addirittura messo in palio denaro, per scoprire l’identità dello sfuggente Cross, ma senza risultato. L’aspetto più interessante, però, non è tanto la forsennata attività enciclopedica di Cross, ma gli oggetti del suo interesse. Lo zelante editor, infatti, è particolarmente dedito alla correzione e revisione di voci di Wikipedia riguardanti esponenti dell’informazione alternativa, come politici e giornalisti (tra i quali John Pilger), nonché alla redazione di voci particolarmente generose su altri personaggi connotati politicamente. Alle domande relative a Philip Cross, il fondatore di Wikipedia ha risposto in modo rude ed evasivo, alimentando il mistero. Un mistero che, alla fine, si può riassumere in due domande: chi scrive davvero Wikipedia? E quanti sono, nel mondo, i Philip Cross?

Fonti

Craig Murray Blog, 18 maggio 2018

BASTA PLASTICA USA E GETTA, CE LO CHIEDE L’EUROPA

Ogni tanto l’Europa chiede qualcosa a cui siamo molto felici di obbedire. Anzi,in questo caso viene quasi da esclamare “era ora!”. L’Unione Europea sta preparando una direttiva sulla “riduzione dell’inquinamento da plastica” che pone al primo posto la messa la bando di tutti i prodotti usa e getta, come piatti e posate. La direttiva prevede però anche regole che incidono sullo smaltimento degli imballaggi in plastica, sui tappi delle bottigliette che inquinano moltissimo, oltre a porre finalmente sul tavolo l’annoso problema delle bottiglie in PET che rappresentano da sempre uno dei rifiuti più diffusi. Negli ultimi 50 anni il mondo ha moltiplicato di venti volte il consumo di plastica, occorre quindi tagliare drasticamente questo genere di imballaggi, o presto in mare troveremo più plastica che pesci.

Fonti

ADNKronos 17 maggio 2018

6 commenti

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  • Appena insediato il governo bisogna abolire immediatamente il liberticida art. 278 del codice penale sul vilipendio al Capo dello Stato e poi mettere sotto impeachment Mattarella per i reiterati tentativi di ostacolare la nascita di un governo legittimamente eletto: https://youtu.be/5e1H3CXSE8U?t=321

  • Secondo me conte non doveva lasciare il ruolo assegnatogli ma con tale funzione chiamare in causa la corte costituzionale per farsi accettare il ministro da lui scelto per governare .rifiutare il mandato è grave perché da modo al governo del presidente di insinuarsi e ribaltare il volere del popolo.

  • è curioso come alcuni giallo-verdi (un po’ antisemiti), per cui i disastri italiani sono addebitabili solo alle elite giudaico-finanziarie-massoniche sovranazionali (Bildenberg, Moscovici, Soros, etc. etc.), vedano in Paolo Savona, ebreo e membro della Trilateral Commission, il salvatore e garante degli interessi e sovranità nazionale italiana

  • Ormai i media non sanno più cosa inventarsi! Ed è quasi divertente vedere come la stessa notizia sia riportata sui media mainstream e su quelli alternativi, i più veri. Il grado di distorsione della notizia indica, quanto sia stata manipolata, mentre la direzione della manipolazione indica qual è il messaggio che si vuol far passare. La forza dei media tradizionali si basa sulla constatazione che chi li segue, non va ad informarsi da altre parti, ma accetta la notizia preconfezionata. Mentre per chi è abituato ad informarsi usando altre fonti e verificando le fonti originali, la manipolazione risulta evidente dal confronto degli elementi con cui è venuto in contatto. Credo comunque che sempre più persone si stiano rendendo conto di questa manipolazione, quindi c’è speranza che molto presto l’informazione alternativa diventi quella dominante.

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