ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO – ControRassegna Blu #11

Ecco la nuova edizione della Controrassegna Blu, la rassegna stampa di Byoblu: le notizie che i radar dell’informazione mainstream non rilevano. Solo su Byoblu.

COTTARELLI, L’UOMO CHE TRANQUILLIZZA GLI EUROCRATI

Mentre gli esponenti del MoVimento 5 Stelle e della Lega si affannavano a scrivere contratti, trovare quadre, proporre nomi per 85 giorni di seguito, qualcuno ha serenamente trascorso lo stesso tempo nei salotti televisivi. Il suo nome è Carlo Cottarelli, ed alla fine della passerella TV ha ottenuto l’inaspettato incarico di Presidente del Consiglio. Il suo principale, forse unico merito? Garantire che l’Italia non uscirà dall’euro, né soprattutto creerà alcun problema nelle sedi europee: il precedente tsunami Tsipras-Varoufakis del 2015 deve essere rimasto molto impresso agli eurocrati, che ora optano per risolvere il problema ancora prima che si presenti. Cottarelli sembra il candidato ideale: come ricorda Dimitri Deliolanes, è stato l’autorevole membro del gruppo FMI che ha preparato il piano di intervento proprio in Grecia nel 2010, e che ha portato quel disgraziato Paese a perdere ben 26 punti di PIL. Un fautore dell’austerity, un uomo dei mercati, che oggi non ha neppure bisogno di essere nominato senatore come il suo più simile predecessore, Mario Monti, per venire imposto al Paese. “Una scelta infantile”, così l’ha definita il professor Sapelli.
Fatto sta che questa “scelta infantile”, anche se non riceverà la fiducia del Parlamento e dovrà formare un governo “di affari correnti”, è deputata a rappresentare i nostri interessi in una impressionante serie di appuntamenti decisivi nelle prossime settimane: il vertice sulla Libia, il G7 in Canada, il Consiglio Europeo a fine giugno, il summit della Nato a luglio. E quindi la revisione del Trattato di Dublino sull’immigrazione, la questione dei dazi americani, le trattative sull’unione bancaria, e il bilancio europeo. Appuntamenti da far tremare i polsi a chiunque si prepari ad andare a sbattere i pugni sui famosi tavoli… cosa che Cottarelli, probabilmente, si guarderà bene dal fare. E’ stato scelto per questo.
“Abbiamo chiesto a Valerio Malvezzi cosa ne pensa”.

DEUTSCHE BANK IN CADUTA LIBERA, MA STAVOLTA NON DOVREMO SALVARLA NOI

In Germania si disquisisce su quanto gli italiani siano fannulloni, scrocconi e mendicanti ingrati, e poi ci si complimenta per le recenti scelte del Presidente che risultano evidentemente gradite. I media riportano diffusamente tutto ciò, ma si astengono dal raccontare dell’elefante nella stanza tutto tedesco: ovvero, quello che sta succedendo a Deutsche Bank. Da gennaio le azioni di una delle più grandi banche d’Europa hanno perso circa il 32% del loro valore, con una perdita netta di 512 milioni. E mentre tutti guardano il dito dello spread, il titolo tedesco alla Borsa di Francoforte continua a perdere, arrivando quasi a dimezzare il suo valore rispetto ad un anno fa: oggi, come fa notare Iceberg Finanza, l’enorme istituto tedesco è ridotto alla stessa capitalizzazione di Twitter. La banca ha inoltre appena comunicato il taglio di oltre 7mila posti di lavoro in tutto il mondo, e non è la prima volta negli ultimi mesi che annuncia tagli al personale. Insomma, sembra proprio che Deutsche Bank sia “a rischio fallimento” molto più della tanto vituperata Italia. Nel frattempo, poi, Donald Trump annuncia dazi in arrivo sulle auto di produzione europea, ovvero tedesca. Ma questa è tutta un’altra storia… o forse no?

BUS ATAC A FUOCO: ORA LA PROCURA SOSPETTA IL SABOTAGGIO

Tg e giornali ne hanno parlato a oltranza: qualche settimana fa, nel giro di poche ore, tre autobus romani si sono incendiati in tre zone diverse della Capitale. Ed è stato un fiorire di accuse al sindaco Raggi, all’Amministrazione capitolina, e soprattutto all’Atac, di cui si è invocata da più parti la sospirata privatizzazione che finalmente dovrebbe porre fine a una così scriteriata gestione. Qualcuno sui social, subito deriso come complottista, aveva osato ipotizzare che tanti incendi contemporanei potessero avere un’origine dolosa: ma ora sembra che la Procura stia proprio seguendo tale pista. Gli inquirenti sospettano infatti che dietro tanti roghi esista una regìa precisa, così come dietro la scarsa manutenzione dei mezzi, e fin dal 2016. Qualcuno, insomma, sta cercando di mettere in ginocchio Atac, proprio mentre si decide la partita del concordato preventivo. Semplici dipendenti scontenti? Oppure… la longa manu di aspiranti privatizzatori? Vari filoni di indagine faranno luce su quanto sta accadendo all’Atac, patrimonio dei cittadini romani.

BENI STABILI DAL 1904, ORA E’ FRANCESE

Sta diventando una dolorosa rubrica fissa, quelle delle cessioni dei beni italiani a aziende straniere. L’ultima acquisizione è ancora una volta francese, e riguarda una società che per colmo dell’ironia si chiama Beni Stabili. Beni Stabili è stata fondata nel lontano 1904, ed opera a Roma nel settore immobiliare. Alla fine del 2017 aveva riportato un utile netto di 87 milioni di euro, quindi non è una vittima della crisi: eppure malgrado ciò (o forse proprio per questo), il Consiglio di Amministrazione ha approvato pochi giorni fa un’operazione di fusione per incorporazione della società a Foncière des Régions. Fonciere des Regions appartiene per il 30% all’italiano Leonardo del Vecchio, ma è comunque una società francese con base a Parigi e che opera globalmente. Ora è proprietaria, insieme al Credit Agricole, di Beni Stabili. I beni italiani, a quanto pare, tanto stabili non sono più.

FACEBOOK VUOLE LE TUE FOTO “SEXY”. PER “PROTEGGERTI”

Consegnare ai big player della Rete tutti i nostri dati personali, con il pretesto “della nostra sicurezza” contro fantomatici hackers sempre in agguato, è diventata un’abitudine sulla quale neanche più ci soffermiamo a riflettere. Con un noncurante click, approviamo che app sconosciute abbiano accesso alle nostre rubriche, messaggi, conversazioni, fotografie. Ma Facebook, sempre con il nobile obiettivo di tutelarci, stavolta ha raggiunto vette inarrivabili di sfacciataggine: si propone come custode unico delle nostre personali… foto sexy. Temete il “revenge porn”, ovvero che il vostro ex pubblichi in Rete i selfie dei vostri momenti intimi? Niente paura, ha appena proposto Zuckeberg: caricate tutto su Facebook con apposito tag, e sarà proprio il Grande Fratello globale a controllare che nessun altro pubblichi la stessa immagine. Chissà se qualcuno si sentirà di più, o di meno, al sicuro, con questo metodo che consegna definitivamente a un big player ogni nostro più intimo segreto. Verrebbe da rispondere a Zuck: cosa succede, se il solito fantomatico hacker dovesse un giorno riuscire a forzare i vostri server?

2 commenti

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  • Il cosiddetto “Presidente” ci ha trattato da mentecatti se ricambiassimo la cortesia, che dite, sarebbe vilipendio? E noi? Non siamo stati vilipesi?

  • Proprio ora che FDI si è detto disponibile ad appoggiare il governo giallo-verde, Salvini non ne vuol più sapere e ha detto che non ostacolerà un “governo d’emergenza” in vista delle elezioni.
    Dopo aver lasciato da solo come un fesso Di Maio con l’impeachment, “l’arrabbiato” Salvini si prepara a governare col “riabilitato”.

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