TUTTO QUELLO CHE NON SAI SUL JEFTA, l’accordo commerciale Europa-Giappone che stiamo firmando.

Il Ministro dello Sviluppo economico Luigi di Maio ha dato il via libera del Governo italiano alla firma del Jefta, l’accordo di partenariato economico fra Europa e Giappone, siglato dalla Commissione EU nel 2017, il più grande mai sottoscritto dall’Unione se si pensa che arriverà a coprire un volume commerciale pari a circa il doppio del CETA (qui l’approfondimento sul CETA realizzato da Byoblu).

Si è svolto a Roma, il 17 luglio alla Camera dei Deputati, il confronto fra parlamentari e associazioni “Accordo commerciale Europa-Giappone? No, grazie!”, evento promosso dal comitato Stop-TTIP con l’intento di promuovere il dialogo e una corretta informazione su un trattato di libero scambio che purtroppo, come altri ben noti, è rimasto segreto almeno fino al “furto” del documento compiuto da Greenpeace.

Byoblu ha effettuato le riprese di quell’evento e oggi ve le presenta: si parla di controlli e tutele sotto attacco, di OGM e sicurezza alimentare, della mancata trasparenza con cui vengono prese certe decisioni e del rischio democratico sempre in agguato nei trattati internazionali e nei meccanismi di risoluzione delle controversie.

2 commenti

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  • Trovo questo flusso di voci molto piacevole e ricco di buon senso, ed è un’ ottima base di spunto per ulteriori riflessioni.
    Dal mio punto di vista, un problema fondamentale sta nella scarsa visibilità a livello mediatico che hanno queste riprese, e in sè le tematiche trattate in una maniera più approfondita.
    Perchè in televisione non posso sentire interventi di questa qualità?
    Perchè la classe dirigente preferisce esprimersi, esporsi alla propria base elettorale in maniera spiccia e coincisa, tralasciando ampiamente le complessità che stanno alle fondamento dell’ intricatissima macchina politica, che poi è anche macchina sociale ed economica.
    Vorrei che questi confronti possano essere più facilmente fruibili, sia per il numero di volte in cui vengono compiuti, poichè quando il mondo corre, la vigilanza deve essere più attiva che mai, e soprattutto ci deve essere la capacità della classe dirigente e intellettuale, di saper rielaborare questi dialoghi, rendendoli alla portata del cittadino senza laurea, senza però mistificarne il significato, o strumentalizzandoli per ricevere consenso o generare dissenso.
    La grande retorica che si sviluppa attorno a questa giungla va sfoltita, coscienza e senso critico sono due elementi imprescindibili per la presenza di una vera democrazia.
    E’ proprio questo il ruolo storico della sinistra, ed è ora che la sinistra torni a compiere il proprio dovere. La sinistra deve tornare in contatto con il cittadino, lo ha fatto attraverso l’ istruzione, lo ha fatto con i sindacati, ma quando ha cercato di assumere le dimensioni di apparato statale si è sempre sfaldata rovinosamente.
    Perchè?
    E’ proprio perchè la sinistra non può essere un partito di massa, la sinistra aderisce alle peculiarità dell’ identità rappresenta, e cercando di aumentare di dimensioni, finisce per scontrarsi a causa della quantità maggiore di compromessi all’ interno del gruppo per la coesistenza di diverse sfumature.
    Ed è per questo che quando sento parlare di PD, di “Centro”-sinistra, di sinistra moderata, mi viene sempre da sorridere.
    La sinistra, se scende a compromessi, diventa destra automaticamente, perchè compie un atto di disonestà intellettuale.
    Per finire, quando la sinistra vera comincerà a sporcarsi di più le mani nell’ opera di riapproprio della coscienza collettiva, potremo assistere al cambiamento.
    Quando cominciamo a sporcarci le mani?
    PS: Ovviamente, in una democrazia pienamente efficente, è necessario che esista al tempo stesso una destra, vera anch’ essa, che sappia porsi da antagonista in modo costruttivo.
    Grazie per l’ attenzione

  • Il mio sogno :
    organizzare un convegno nella terraferma veneziana con la missione di fare il punto della situazione. Siamo un villaggio da pochi anni (ho visto internet per la prima volta nel 1996)
    e dal 2012 ho scoperto, sbattendoci il naso ( due interventi chirurgici molto dolorosi) che
    praticamente questa realtà non assomiglia per niente a quello che mi hanno detto TUTTI.
    Oggi so di essere un topolino in un laboratorio comandato da Menghele e gli altri topolini
    non sanno che siamo in un laboratorio da vivisezione all’interno di un campo di concentramento dove muoiono milioni di “topolini” per piacere hai padroni di questo pianeta.
    Caro Claudio che fare ? ci buttiamo tutti da una rupe o ci immoliamo perché speriamo di essere immortali? …almeno così dice Roberto Vecchioni in una sua canzone in cui parlando con dio egli afferma che con l’invenzione dell’anima ci ha risparmiato l’errore fatto con i dinosauri?
    Attendo tue. Ti prego ho avuto come maestro Gino Bartali, non mi rattrista sapere che è tutto da rifare dammi piuttosto un’idea di cosa posso fare.

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