IL FRONTE SOVRANISTA ITALIANO, raccontato da Stefano D’Andrea, presidente FSI

Cos’è il Fronte Sovranista Italiano (FSI)? Da quali premesse parte, cosa vuole ottenere e quale è la sua strategia? È vero che i partiti sono sovrastrutture inutili? Servono formazione e gavetta, in politica? Cos’è il sovranismo in Italia? L’italia è uno stato sovrano? O non è ormai neppure più uno Stato, e forse neppure una regione, ma un semplice mercato governato da un consiglio di amministrazione che ha sede a Bruxelles? Il Governo Lega M5S può definirsi sovranista? È giusto che chi lo ha votato possa e debba ora criticarlo?

Stefano D’Andrea, presidente del Fronte Sovranista Italiano (FSI), racconta il lungo cammino che dall’associazione “Riconquistare la Sovranità” ha portato alla fondazione di un partito che ha intenzione di candidarsi a tutte le elezioni amministrative italiane, e che è sicuro, un giorno, di governare.

4 commenti

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  • Essere contro l’Unione Europea e contro l’euro non significa dover essere per forza socialisti. Il socialismo si basa su un’economia di Stato, è contro l’imprenditoria privata e contro la proprietà privata, la storia di questi ultimi 100 anni indica che questa è la strada sbagliata. Nessun sistema socialista ha mai migliorato le condizioni di vita dei cittadini. Quello che va cambiato è questo “liberismo” che è una distorsione del sistema liberale. Quello che va eliminata è la concorrenza salariale tra stati, quello che va cambiato è il ruolo della Banca d’Italia che deve tornare ad essere di proprietà dello Stato e acquirente di ultima istanza nelle aste di titoli di stato. Quella che va cambiata è la pressione fiscale che non lascia spazio al risparmio, agli investimenti e ai consumi. L’Italia ha bisogno di tutto fuorché di un nuovo partito socialista.

    • Sono d’accordo con lei, si parla ancora di partiti, al centro di ogni politica ci deve essere l’uomo nella sua totalità, non un partito come soluzione di problemi, ci servono persone che pensino al bene comune.

  • Per colpa di una classe politica di quel periodo e senza il consenso del popolo ci hanno messi in una gabbia. Solo PCI votò contro quella ratifica in Parlamento. Ma quel Parlamento non corrispondeva al volere del Popolo. E dovemmo pagare 16milioni a famiglia per farci parte. Praticamente oggi confermiamo la fine della Repubblica. Se ne esce solo se esce prima qualcuno tipo la Francia. Ancora una volta noi non ne siamo capaci. Del resto se non fosse stato per Napoleone non so se avremmo annesso il Ducato di Milano e La Venezia Giulia. La storia parla chiaro. Anche ai nostri giorni dovevamo risolvere la guerra dei Balcani e poi dovettero intervenire alle loro condizioni gli americani.

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