VIVI SI DIVENTA – Simone Perotti

Lo sai, esattamente, a che punto della tua vita sei? Vivi si diventa. Questa intervista è la più potente delle apologie su quello che speravamo di essere, che ancora non siamo, ma che possiamo diventare fuori da questo labirinto.

Simone Perotti, scrittore e marinaio, vive vicino La Spezia. Nel 2008 ha pubblicato il celebre libro: “Adesso Basta – Lasciare il lavoro e cambiare vita” poi “Ufficio di scollocamento” e molti altri tra saggi e romanzi.

Byoblu lo ha intervistato a Roma, per provare a comprendere quale sia stata l’evoluzione di un uomo e la comprensione del mondo che lo circonda, dieci anni dopo aver scelto di cambiare vita dedicandosi alla conquista della libertà.

A Roma, lo ha raggiunto Eugenio Miccoli.

Di Simone Perotti, su Byoblu è apparso anche “Un uomo che cambia, cambia il mondo!”

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6 commenti

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  • Stupendo questo intervento, ma non credo sia per tutti. Solo chi ha almeno una picco la base economica su cui contare o una casa lo potrebbe fare, coraggio e una famiglia che lo sostiene. Però è sempre una possibilità che abbiamo.

  • Non sono d’accordo sul riferimento al sindaco di Riace, chi definisce una legge giusta o non giusta? Rischia di diventare tutto soggettivo, mentre secondo me il problema è proprio perché non si rispettano le leggi. E poi bisogna fare i conti con la realtà, possiamo scrivere un libro immersi nella natura ma poi lo dobbiamo presentare in città e fare ore di traffico per raggiungere la libreria. È tutta un’utopia, un bellissimo esercizio del pensiero ma certamente irrealizzabile.

  • non sono molto d’accordo. puoi ridurre l’impatto dei bisogni creati da altri ma non puoi esimerti al 100%. siccome oltre che a bisogni creano anche malattie o semplicemente queste arrivano per stili di vita o perché congenite, a meno che non sei in amazzonia e c’e lo sciamano di turno, devi poterti curare. le medicine sono uno dei primari sfoghi del concetto consumistico. costano troppo, scadono presto.
    e per il cibo siamo convinti di essere completamente sufficienti? e poi se sei minimamente un essere sociale non credi che possa avvenire un contagio tra conoscenti? tu sei contrario al consumismo ma esci con gente che per stare insieme non zappa il campo ma semplicemente va al bar. Li la tv è accesa… che fai? ci vai con le palline di cera nelle orecchie? ho un amico che per scelta ha deciso di salvaguardare il proprio onore e non scende a compromessi accettando lavori con salari da fame. Vive di piccoli lavoretti svolti in case di privati. Per andare da questi privati usa un’auto che gli è stata regalata. L’assicurazione gli è stata pagata e il bollo con tanti sacrifici se lo paga lui. l’auto ha necessità di cambiare le gomme, ma le gomme costano cosi si va avanti ad oltranza perchè si ha un budget di 5€ al giorno. poi però l’auto si ferma in sede autostradale. bisogna chiamare il carrattrezzi e bisogna pagare quello e la riparazione dell’auto: totale 400€ sostenibili per chi lavora, non sostenibili per chi fa una scelta del genere. quindi altri provvedono a saldare il debito, provvedono a vestirlo con i loro scarti, provvedono a farlo stare al caldo pagando loro le bollette e provvedono a nutrirlo facendolo accedere quasi gratuitamente alla loro tavola. per me questo si chiama essere mantenuti.

  • lui ha lavato barche. le barche che sono al porto sono beni pressochè superflui comprate da gente che prende un mucchio di soldi per essere stressata ed essere vittima o carnefice a seconda delle volte del sistema. lui ha lavato barche a metà prezzo mettendo in pericolo di esistenza coloro che invece con partita iva svolgono quel mestiere dovendo magari pagare dipendenti ecc. lui ha lavato barche per meno guadagnando solo per se stesso, senza magari versare tasse che servono per costruire quelle strade che lo conducano al porto anch’esso costruito con tasse locali.
    lui aveva 4 segretarie. quindi parte integrante di un sistema che lo remunerava moltissimo. magari era uno di quei dirigenti superpagati. o superconsulenti da una decina di migliaia di euro al mese. lui magari si é riempito le tasche e ha deciso di svoltare per prendersi cura di se stesso e del suo tempo libero. benissimo. lui é liberissimo di farlo. io non contesto questo. rilevo però una vista troppo concentrata sul proprio essere per potersi permettere proselitismo. vero che deve esserci una presa di coscienza rispetto alla cessione di dignità dell’uomo nei confronti del capitalismo ma altrettanto vero che il sentire parlare di queste cose fa bene al cuore ma lascia l’amaro in bocca perchè solo pochi, pochissimi se lo possono permettere.

  • Mi sembra solo una bella utopia. Se non lavori non mangi, non paghi le bollette e quindi vivi a freddo. Mi sembra che sia una discussione di chi abbia già una casa con tutto pagato e non abbia figli da mantenere. Ma se ti ammali che fai? Come te li procuri gli antibiotici? È solo una bella intervista sul niente.

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