Perchè Byoblu non pubblica il tuo video

Claudio Messora - Byoblu

Lo confesso. Sto diventando Zen. È una buona notizia: significa che sono in piena metamorfosi. Obiettivo: trasformarmi nell’eletto, nell’elevato, nel saggio, nel guru maximo. Manca poco, come una pagnotta nel forno. Ogni tanto mi faccio una ecografia per vedere se la lievitazione del mio io è al punto giusto.

Un primo segnale di questa palingenesi si può ravvisare nel fatto che io abbia mandato a quel paese le televisioni. Non mi invitano dieci volte al giorno come Fusaro – sia ben inteso – ma spesse volte lo hanno fatto. E ripetutamente, da Mediaset alla Rai (curiosamente mai La7, se non “La Gabbia” di Paragone: sarà per via di Mentana?). L’ultima volta che ho ceduto è stato a “Stasera Italia”. Dopodiché ho preso la decisione di rifiutare tutti gli inviti, e ho mantenuto l’impegno. Perché? C’è più di un motivo. Il primo è che sono profondamente a disagio. In rete chiacchieriamo, approfondiamo, svisceriamo, non guardiamo l’orologio. La televisione invece è l’apoteosi della superficialità: devi riassumere la Divina Commedia in trenta secondi e come se non bastasse ti interrompono anche. In più, devi essere contrattualmente in disaccordo anche se non lo sei. Lo richiedono gli ospiti, lo richiede il copione, lo richiede la casella dove sei collocato e che sei chiamato a ricoprire, in rappresentanza di uno schema, di un’ideologia, di un pensiero, di un movimento di opinione o politico. Ho abbastanza esperienza per potervi testimoniare di gente che ti attacca furiosamente quando si accende la lampadina rossa sulla telecamera che lo inquadra, e poi ti stringe la mano sorridente quando la regia commuta il segnale e la linea passa finalmente al programma successivo. È un immenso teatrino dove ogni giorno va in scena una colossale finzione, quando va bene totalmente improduttiva, quando va male finalizzata a creare una rappresentazione della realtà parziale e coerente con la visione utile ai padroni del vapore.

Quindi un giorno mi sono detto: “se ti senti a disagio, non ci andare”. Magia: vivo molto meglio così. Amo il mio blog. Amo le persone che invito, amo i vostri commenti, amo l’idea di poter costruire insieme a voi un dibattito pubblico parallelo e indipendente, con personaggi diversi, temi diversi o trattati da un’angolazione diversa, con una filosofia diversa e così via. Non ho bisogno della televisione e non ne avete bisogno neppure voi. Se vogliamo costruire un futuro alternativo, bisogna riprogettare tutto per intero. Ci vorrà il tempo che ci vorrà. Del resto, ci hanno messo tanto anche quelli che hanno costruito questo modello di società spersonalizzante e basato sulla vacuità dell’effimero. Anche noi abbiamo tempo.  E, in fin dei conti, abbiamo figli: continueranno loro.

Il secondo segnale è l’estraniazione dalle critiche del contingente. Byoblu esiste dal 2007. Ero un uomo molto diverso, allora. E soprattutto, questa dimensione sociale era tutta nuova. Non parliamo poi della politica. In poco più di dieci anni ho attraversato  tutta la catena dell’informazione. Tutta quella che a noi sia permesso scalare, perlomeno. Da blogger a opinionista televisivo, a responsabile della Comunicazione di un Movimento politico al Parlamento Italiano, con codazzo di trenta telecamere che ti costringono a passo d’uomo per strada (non mi sono fatto mancare niente) a Head of Communication al Parlamento Europeo che prepara l’avvento di un nuovo gruppo politico europeo, fino a vittima sacrificale di alcuni individui senza scrupoli che gridavano “nuovo” ma solo per mettere una nuova skin al “vecchio” (e che poi si sarebbe visto in seguito che fine avrebbero fatto). Non ho  mai ceduto alle sirene dei talk show che volevano il sangue, ma ho continuato a lavorare a testa bassa, ripetendomi come Rocky che “non fa male, non fa male“. Infine, non senza una buona dose di incredulità ho assistito al momento in cui molti, tra i personaggi che su Byoblu avevano preso forma e vita, sono arrivati alfine a ricoprire cariche apicali nelle istituzioni e nell’informazione pubblica. E oggi sto provando ad aprire una nuova televisione, inizialmente via web, che suoni un’altra musica rispetto a quella dell’informazione mainstream.

Insomma, credo di averne viste abbastanza da sapere ormai quali siano le cose del mondo per cui vale la pena prendersela, e quali invece siano quelle da gestire con un sorriso. Le prime, vi garantisco, sono molto poche. Tra le seconde rientrano invece tutta quella serie di critiche, insinuazioni, illazioni, aggressioni, offese che derivano semplicemente dal fatto di avere avuto un discreto successo. La constatazione alla base di tutto è la seguente: non esiste nessuno, nel mondo, in tutta la storia dell’umanità, che abbia conquistato il cuore di tutti. Perfino coloro che hanno governato l’Italia con ampio consenso, in un passato remoto o in quello più recente, sono finiti male: a testa in giù oppure meno cruentemente in tribunale. Non parliamo poi di un signore che oggi va per la maggiore, ma che duemila anni fa è stato fatto fuori insieme a due ladroni. Chiaramente lungi da me l’identificarmi con tutti costoro, sia a livello dei contenuti del loro agire sia a livello di notorietà (il mio “io” lievita, sì, ma non così tanto), tuttavia mi sembra chiaro che se perfino loro, nonostante le folle che hanno saputo convincere, hanno avuto un seguito forse anche maggiore di quelli che oggi, ai tempi dei social, si definiscono “haters” (odiatori), chi sono io per dolermi delle cattiverie a me indirizzate? Evidentemente, se non sono una mia prerogativa, sono strutturali alla crescita. In poche parole: se in tanti sentono il bisogno di parlare (anche male) di Byoblu, è perché Byoblu ha successo.

Tra tutte le tipologie di critica a me indirizzate, però, ce n’è una cui il mio nuovo lato zen ha imparato a reagire bonariamente, anche laddove (quasi sempre) espressa con l’immancabile allusione acclusa. Questo genere di critiche trova il suo fondamento nel fatto che, di pari passo con la crescita della notorietà del blog, crescono anche coloro che per vari motivi se ne sentono esclusi.

È successo recentemente con un collaboratore stretto di Marco Mori (con cui – il Mori – paradossalmente sono in ottimi rapporti): com’è possibile che Byoblu non pubblichi un’intervista a Marco dal… 2018 (eh sì, da quest’anno)? Sicuramente è perché Messora è servo del Governo. Anche il Fronte Sovranista Italiano me ne ha dette dietro di tutti i colori perché l’intervista a Stefano D’Andrea tardava ad essere pubblicata: poi comparve finalmente su Byoblu, anche se dopo qualche mese, e le acque si calmarono. I sostenitori di Casapound, dal canto loro, si rammaricano spesso di essere molto trascurati (sempre perché Messora è al soldo del Governo), ed è inutile rammentare che sempre quest’anno Byoblu abbia pubblicato un loro convegno, interamente a spese sue (curiosamente, anche quello aveva Marco Mori come ospite),  o che abbia rilanciato interventi televisivi di Casapound (eccoli su Sky, e anche qui con Marco Mori in prima linea). Poi ci sono quelli che dalle opposizioni urlano che sei fazioso perché non gli dai mai spazio. Quando invece gli dai spazio (qui l’intervista a De Magistris e quella al candidato alla segreteria del PD Dario Corallo), sono allora gli altri a dire che finalmente è chiaro a tutti per chi lavora segretamente il Messora, dato che “supporta l’ala grillina che vuole allearsi con il PD“. I comunisti si lamentano, ma solo fino a quando non esce l’intervista a Marco Rizzo, e poi quando lavori per costruire un doppio confronto tra lui e Casapound, Rizzo vuole approvare il video prima che vada in onda ma, a lavoro concluso, svanisce nel nulla senza concedere l’autorizzazione alla pubblicazione (tempo e lavoro buttati via, per un confronto che non vedrete mai). Per il Movimento Cinque Stelle io sono da guardare con sospetto. E non fa niente che abbia intervistato il loro senatore Nicola Morra, il loro ministro dell’ambiente  Sergio Costa, che abbia mandato proprio a loro le 25 mila firme contro la direttiva sul Copyright a Bruxelles: non sono affidabile perché a suo tempo ho criticato gli incontri per me inopportuni di Di Maio durante la campagna elettorale. Anche per i leghisti sono da guardare con sospetto, perché ero grillino (fa niente che su Byoblu lanciai Bagnai, Borghi e Foa proprio quando ero grillino), e inoltre magari adesso i loro fan si saranno risentiti perché ho criticato l’esito della manovra finanziaria (per lo stesso motivo, invece, agli occhi di altri questo mi rende “l’unico giornalista libero in Italia“. Beninteso: fino a quando non criticherò anche loro). Potrei continuare ma non ho ancora pranzato né cenato, ed è sabato anche per me.

L’ultima delle rimostranze per “i video che non pubblico” arriva da Matteo Simonetti, l’autore di un libro sul Conte Kalergi che intervistai tre anni fa in 360p (cioè alla risoluzione massima che appena evacuato da Bruxelles potevo permettermi) e che mi è costato il cartellino giallo da Enrico Mentana, in una delle sue trasmissioni dove fa i processi senza gli imputati. Matteo mi ha mandato un video un mesetto fa, e poi evidentemente deve avermi scritto un po’ di volte, per email, senza avere ricevuto risposta (ma è in buona compagnia, ultimamente). Così ieri sera, colto dallo sconforto, ha deciso unilateralmente che non restava che una spiegazione: “la [mia] vicinanza di Foa consiglia di non parlare più di certe tematiche“. Per qualcuno tra i commenti sarei addirittura un “criptosionista” (devo ricordarmi di metterlo sul bigliettino da visita), per altri “un leccaculo servo dei banchieri” e “ingegnere del consenso” che vende i suoi servizi prima facendo diventare il Movimento 5 Stelle primo partito nazionale, poi facendo diventare la Lega quello che è oggi (questo, oltre al bigliettino da visita, dovrei metterlo assolutamente anche nel CV, ma poi mi direbbero che sono sovraqualificato per qualunque altro lavoro).

MatteoSimonetti su Facebook contro ByobluA dire il vero, la prima versione del testo terminava con “Che pena ‘sti pennivendoli“. Poi deve avere deciso che “pennivendoli” era più querelabile di “voltafaccia” e ha modificato il testo (che resta nella history delle modifiche di Facebook).

Mi aspetto che a breve mi scrivano altre venti persone almeno (una stima per difetto) per lamentare la mancata pubblicazione di un video che mi hanno mandato, facendo un elenco dovizioso dei padroni di cui sarei servo (a proposito: tra i video non ancora pubblicati c’è anche quello di una conferenza di Marcello Foa. Sembra una barzelletta ma è così!).

La migliore risposta per Matteo mi sembrava smettere di fare le cose che stavo facendo e pubblicargli il video (eccolo qui: “Kalergi, pedina del mondialismo?“). Non tanto per lui, quanto per il fatto che Mentana mi ha scritto che era a corto di materiale per Open, la sua nuova esperienza editoriale, e così gli diamo modo di riempire il palinsesto. Mi aspetto adesso che anche i miei padroni mi scrivano, per dirmi che visto che nell’ultimo anno ho pubblicato Mori, Casapound, Matteo Simonetti, i Comunisti, il Pd, De Magistris e così via, l’assegno con il bonus di fine anno, avendo contravvenuto alle loro chiare indicazioni, non lo vedrò mai.

La realtà, che non interessa a nessuno perché meno affascinante, è che come sapete Byoblu non è un’azienda, non è una televisione, non ha studi: le mie interviste le conducevo in uno spazio di due metri quadrati a casa mia, ricavati dalla stanza dei miei bambini; poi ci sono dei ragazzi che generosamente si sono offerti di dare una mano a Roma, ma non esiste una struttura e non c’è una sede, quindi tutto si fa quando si può e soprattuto da casa, motivo per cui, ad esempio, non sempre i video che vengono pubblicati sul canale Youtube riescono ad essere messi anche su questo blog: di frequente non c’è nessuno che ha le capacità e il tempo di scrivere i post.

Da circa un paio di mesi ho affittato un posto dove avrò più spazio e potrò realizzare anche dei veri e propri confronti (tu chiamali talk show, se vuoi). Finalmente! Prima non li facevo perché nei miei due metri quadrati, oltre a me e all’intervistato, non c’era spazio per nessun altro (il primo e unico Web Talk infatti è costato 2 mila euro, tra i viaggi, il noleggio degli spazi, delle attrezzature e delle risorse). Tuttavia, dovendo fare tutto da solo (l’avreste creduto mai?) ho dovuto prima smantellare il mio vecchio spazio (ed ecco perché i più attenti avranno notato che non conduco più interviste da mesi) e poi lentamente iniziare a trasferire tutto, cavo dopo cavo, vite dopo vite, cercando di acquistare tutto il materiale che serve, badando a ordini e spedizioni, progettando, cercando soluzioni economiche ma funzionali, mediando tra quello che vorrei e quello che posso avere, per darvi anche nel 2019 quel servizio che in tanti apprezzano ma addirittura di più e oltre: un Byoblu che vi offra finalmente l’inizio di una alternativa allo spazio militarizzato delle televisioni. E tutto questo lo sto facendo grazie a voi, sia chiaro.

La situazione attuale, dunque, è che il vecchio spazio è stato dismesso e in quello nuovo è tutto ancora da realizzare: ho appena attaccato una connessione volante a internet e collegato finalmente un pc. Quindi mi scuso con tutti quelli che sono in coda ad aspettare, e mi scuso – non avendo un’assistente che mi cura le comunicazioni – con tutti quelli che mi hanno scritto ma le loro email si sono accatastate le une sulle altre, come sedimenti di un’intera era geologica. Spesso non riesco neppure a leggerle. Altre volte vedo le anteprime, magari a fine giornata, ma – perdonatemi – sono talmente stanco che non ce la faccio a rispondere. Prima o poi lo farò (ma se fossi in voi mi scriverei di nuovo).

Byoblu ha raggiunto dimensioni tali per cui, a livello organizzativo, non è più gestibile da una persona sola. Per questo deve trasformarsi: deve evolvere. E lo deve fare soprattutto per voi, per soddisfare la vostra sete crescente di informazioni, di video, di articoli, di notiziari, di protagonisti e di pluralismo. Non ci sono alternative!

Cosa c’entra tutto questo con la mia fase zen, con cui ho aperto l’articolo? C’entra nella misura in cui una volta mi sarei infastidito di fronte ad esternazioni pubbliche come quella di Matteo. Ora le prendo per quello che sono: il dispiacere che molti provano e manifestano nel non avere parte nel grande, immenso spettacolo di Byoblu. Se tutti vogliono esserci, è perchè Byoblu piace a tutti. E questo non mi infastidisce, anzi: mi rende orgoglioso, perché rappresenta una delle più grandi soddisfazioni che la vita mi ha concesso, dopo i miei bambini e mia moglie (questo l’ho dovuto scrivere perché lei, sì, è la mia vera padrona, e se non la mettevo eran guai).

Tenete duro: presto ci sarà spazio per tutti.

20 commenti

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  • Preg. mo Claudio mi permetto:
    non solo ti seguo ma nel mio piccolo, appena posso, dono al tuo blog qualcosa.
    Ti dò del tu.
    Quello che dici è Sacro-Santo o S-A-C-R-O-S-A-N-T-O!
    So che tutto quello che è tv (dal film al talk-show) è finto. La tv è davvero uno strumento oppiaceo che purtroppo è sfuggito di mano, e non per colpa sua. Del mezzo, perché a suo tempo dev’essere stata, la tv, una vera rivoluzione galileiana. Da non credere.
    Chi cerca, come te e lo sottoscrivo, di sperimentare, con la rete, nuove forme di comunicazione avrà sempre vita dura, sarà sempre preso di mira anche per una scorreggia venuta male. Il bello di Utopia (democrazia) è che dovrebbe essere aperta: aperta ai pensieri “in linea”, aperta ai pensieri contrari. La politica dovrebbe essere riflessione. So che non succederà mai. Non è mai successo, visto dove siamo ora in questo momento storico.
    Continuerò a foraggiare il sito Byoblu perché mi piace, semplicemente per questo

  • Claudio non farci preoccupare! Mangia qualcosa! Se no rischi di avvitarti un dito 😁 A parte gli scherzi Simonetti probabilmente pensa di scrollarsi di dosso le critiche ma purtroppo puoi pubblicare mille video di spiegazioni che comunque
    troverai i professionisti della contestazione che gireranno la frittata sempre a loro favore. Onore al nuovo Claudio Zen un abbraccio 😉

  • Dio che bella persona sei. Grazie per aver scelto di essere te stesso; che le tue iniziative possano ispirare un sempre maggior numero di persone! Solo così il cambiamento vero arriverà. Buon Anno!

  • Claudio, il pennivendolo era una cazzata e anche nei commenti me l’ho rimangiato prima di cambiarlo. Me ne scuso, mai pensato fosse per intetessi economici. Però capiscimi… 2 mesi di mail… In alcune ti chiedevo anche spiegazioni… In un momento in cui me ne vedo contro di tutti i colori ( https://m.youtube.com/watch?v=rRWILIRkAKE&t=54s ) perdere anche questo appoggio senza una spiegazione mi ha indispettito e non poco. Per carità, il sito è il tuo, ci mancherebbe, ma a me non capita di comportarmi così e non credo di essere meno impegnato di te. Da parte mia ti chiedo scusa per la parola fuori posto. Da te vorrei lo stesso. Amici come prima?

    • Però Dott. Simonetti, a me fa paura il fatto che ci si butti subito a pugni chiusi e denti stretti in un post su facebook….voi dovreste essere gli intellettuali del nostro tempo e di sicuro ciò che non dovreste insegnare sono proprio questi post, quasi puramente d’istinto, e verbalmente violenti, che portano le persone a sconclusionati Vaffa da una parte e dall’altra….spero le serva da lezione. E lo dico senza malizia e con la più umile delle umiltà. 🙂

  • Da grande conduttore a vero condottiero. Fai bene a cogliere nei disappunti l’amarezza di sentirsi fuori da qualcosa per cui vale la pena spendersi. È segno di maturità e di consapevolezza del ruolo di condottiero che hai costruito in tanti anni con innovazione e coerenza. Comprendo pure chi ripone eccessive aspettative sulle fatiche altrui e un po’ le giustifico. Nel senso che dopo la costruzione del ponte tutti vorrebbero attraversarlo. Ma come si fa? Se tutti vi salgono il ponte crolla. Alla stessa maniera, se tutti pretendiamo che Byoblu si manifesti come organo di informazione di parte, Byoblu si snatura, crolla. Mentre l’amarezza di Simonetti, mal espressa, la colgo come sfogo sofferto di chi ci rimane male per un silenzio protratto, le insinuazioni di altri soggetti, per me, indicano una diffusa mentalità militante per cui o fagociti o sfrutti o ingiuri, senza apertura alcuna alla possibilità di ringraziare per il poco o molto spazio goduto, come se tutto fosse dovuto. Vai Claudio, continua a trascendere 😉

  • Grande Claudio, leggo “un po di sconforto” in questo lungo e commovente post ma l’ Orgoglio (quello sano non quello del chi ce l’ha più lungo) è più grande! Bravo! Continua sempre così e sappi che chiunque Tu intervisti sarò sempre a leggerTi ed a interrogarmi. Ohommmm…

      • Mi viene un dubbio: non é per caso che nel confronto Rizzo-Di Stefano emergessero (per Rizzo) troppi punti in comune?…
        Non per niente io avevo dato un voto ad entrambi…Comunque mi piacerebbe molto che uscisse questo confronto..

  • In un passaggio di questo articolo c’è scritto che Claudio Messora ha deciso di non andare in televisione perché improduttivo se non dannoso. Ma siamo sicuri che sia la scelta migliore? Vediamo. Cosa accomuna gli utenti di questo sito? La convinzione che quel che viene raccontato dagli organi d’informazione ritenuti “ufficiali” non sia sufficiente o non sia del tutto veritiero. Far venire questo dubbio e dare una visione alternativa è lo scopo fondamentale di byoblu; ma proprio per questo, per quanto apparentemente paradossale, avendo scelto consapevolmente di ascoltarlo ha poi meno importanza che lo si ascolti.
    L’approfondimento, certamente essenziale, è una diretta conseguenza del dubbio stesso.
    In televisione non si ascolta Claudio Messora in particolare, ma si segue un dibattito, un tema. È molto probabile che le idee di molti ascoltatori e le informazioni che lui comunica siano in fortissimo contrasto, che questi non lo ascolterebbero mai un lungo monolgo, ma in quell’occasione riescano a tollerare le sue “strane” opinioni accanto a quelle dei loro “eroi” convenzionali, magari ponendosi infine qualche domanda, il che sarebbe una vittoria per byoblu stesso.
    Per Claudio Messora, vedo la televisione come lo strumento per raggiungere un pubblico diverso, esattamente il pubblico al quale è più importante per lui parlare.
    La comunicazione è una materia di studi e ricerca, spero non si perdano delle opportunità senza averne considerato proprio tutti gli aspetti, per quanto queste possano comportare purtroppo dei sacrifici.

  • Grazie Claudio per il tempo che dai a Byoblu che e’ diventato per me e per molti un appuntamento continuo nella giornata. Grazie per il tuo voler condividere questa crescita personale ma anche professionale Complimenti tutti meritati. Un augurio di un 2019 al’insegna della parola Salute, che racchiude tutto il cerchio della Vita , dal significato proprio della parola, alla Salute della Comunicazione. Quella Sana e Vera che ho sperimentato negli anni su Byoblu. Buon Anno Claudio a te , Famiglia e Collaboratori . GSetzu

  • Buonasera sig. Messora ,
    da questo articolo emerge la sua necessità di avere una nuova “impostazione” per il crescente lavoro che dovrà affrontare . Non ha mai pensato di crearsi una “organizzazione” che la possa proteggere e che le faciliti Il raggiungimento dei suoi obiettivi ? Le auguro di trovare una persona onesta e competente in questa materia ; sicuramente tra le persone che collaborano con Byoblu troverà qualche d’uno disposto ad aiutarla in queste valutazioni. Mi piace molto il suo blog e mi piace come propone l’informazione . Buon lavoro e cordiali saluti con stima PT (dimenticavo , auguri per il nuovo anno in cui non mancherà il mio sostegno).

    • caro Paolo: è proprio quello che sto cercando di fare. Trasformare Byoblu in una organizzazione in grado di dare veramente una rappresentazione alternativa dei fatti, giocandosela con i grandi media. Il 2019 in questo senso dovrebbe portare grandi novità che non mancherò di segnalarvi. Grazie per il suo sostegno.

  • non fare mai del bene a qualcuno di cui non sei in grado poi di accettare l’ingratitudine … grazie per tutto quello che fai claudio

  • Non sono molto esperta in informatica ma vi seguo sempre e solo voi.Il resto dell’informazione è in busta paga ed è impossibile superare due minuti .
    VOGLIONO INFLUENZARE IL NOSTRO CERVELLO E QUESTO NON SARÀ MAI. Grazie a voi e un augurio sincero: non cambiate.

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