Un milione di firme per i beni comuni di Stefano Rodotà – Ugo Mattei

Cosa sono i beni comuni? Perché vanno tutelati? Byoblu ne ha parlato con Ugo Mattei, giurista, docente e scrittore, che proprio sui beni comuni sta conducendo una battaglia molto importante, sulla quale negli ultimi giorni è nato un acceso dibattito perfino tra amici, come lo stesso giudice emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena di Attuare la Costituzione (qui la sua intevista con Mauro Scardovelli su Byoblu, riguardo all’iniziativa per i Beni Comuni di Ugo Mattei).

Può qualcuno essere proprietario della restante parte del pianeta e fregarsene di tutelarlo? Può, ad esempio, il proprietario di una villa sul mare inquinare, seppure sul suo terreno, e non sottostare, ad esempio, all’esigenza di non recar danno all’ambiente che è di tutti? Possono le infrastrutture e i beni considerati inalienabili essere venduti dalla collettività a soggetti privati? Senza l’approvazione di una legge specifica, oggi, i beni comuni sono di fatto a rischio?

Ugo Mattei vuole raccogliere un milione di firme per costringere il Parlamento a calendarizzare la discussione in aula sul testo uscito dalla Commissione Rodotà, ai tempi del referendum sull’acqua pubblica, perché lo ritiene per molti motivi appropriato, sia nei contenuti che per ragioni di opportunità politica.

Inoltre, associando una quota simbolica di un euro ad ogni firma, vorrebbe fondare un’Associazione la cui operatività si basi su Blockchain – sul modello una testa/un voto – e diventi il punto di riferimento per qualunque cittadino volesse intraprendere una battaglia per i beni comuni.

In questa intervista di Claudio Messora, Mattei vi spiegherà cosa si intende esattamente per beni comuni, come nacque la Commissione Rodotà e in che modo, dal confronto tra giuristi di alto livello e di estrazioni molto differenti, scaturì quel testo che oggi lui e Alberto Lucarelli vorrebbero venisse discusso e votato dal Parlamento.

Nei prossimi giorni sentiremo anche le ragioni di chi, pur condividendo la necessità di una legge a tutela dei beni comuni, critica il testo uscito dalla Commissione Rodotà e perché. La speranza resta tuttavia quella che gli intellettuali che si battono per difendere il nostro diritto a mantenere la proprietà e il controllo delle infrastrutture e dei servizi pubblici, così come chi rivendica il diritto a difendere i valori condivisi, la cultura e l’ambiente, possano unirsi nel nome del… bene comune.

3 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • 1. manderei il sig Mattei ad aspettare magari un 1/4 d’ora sotto il sole i figli senza aria condizionata…

    2. metterei tra i beni comuni i beni estrattivi. quindi le miniere, le trivellazioni dovrebbero essere statali.

    3. le grandi imprese multinazionali dovrebbero pagare le tasse nella nazione dove producono, vendono, esercitano. non in un paradiso fiscale dove hanno la sede sociale. Ma la proprietà è e deve restate privata.

  • Ugo Mattei non ha riferito correttamente il contenuto dell’art. 43 della Costituzione ( che recita testualmente: “A fini di utilità generale, la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio che abbiano carattere di preminente interesse generale”). Non è neppure corretto da un punto di vista storico, dire che l’art. 43 della Costituzione non è mai stato applicato. E’ vero soltanto che la legge non ha trasferito a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio che abbiano carattere di preminente interesse generale. La legge, ha infatti preferito riservarli originariamente o trasferirli mediante espropriazione, allo Stato o ad Enti pubblici (vedi energia e elettrica, telecomunicazioni, trasporti, ecc.). Ugo Mattei, dicesse quindi chiaramente che vogliono solo perseguire quest’ultimo obiettivo. D’altronde, moltissime associazioni sono state all’uopo create, in primis quella di Rodotà, quindi per interessi altrettanto economici, non diversi da quelli perseguiti dai vari privati a cui i nostri sciagurati politici della seconda repubblica hanno illegalmente regalato i nostri beni e servizi pubblici strategici che, in quanto demaniali sono indisponibili ed inalienabili. Ugo Mattei, invece di farsi promotore di esposti alla Procura nei confronti di chi ha regalato a privati, un patrimonio indisponibile ed inalienabile dello Stato Italiano, propone addirittura di abolire la categoria dei beni demaniali (di cui fanno parte tutti i beni menzionati – aria, acqua, fiumi, laghi, foreste ecc.- e che vorrebbe con la sua proposta di disegno d legge, inserire nella nuova categoria dei beni comuni), così fornendo appoggio e copertura “a posteriori” a precedenti azioni illegittime, utilizzando demagogicamente la via giuridica e l’azione popolare (il popolo cosa ci capisce? specie se viene trattato l’argomento in questo modo), nell’auspicio di essere ricompensati mediante assegnazioni di tali beni e dei conseguenti fondi dell’Unione Europea.

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi