QUANTO TEMPO DURERÀ LA TERRA? L’impronta ecologica dell’Uomo.

Quanto tempo durerà la terra? Ve lo siete mai chiesto? Forse non ci abbiamo mai riflettuto chiaramente, ma in fondo ci pensiamo spesso, quando preferiamo i mezzi pubblici perchè inquinano di meno, o quando compriamo un prodotto piuttosto che un altro perchè più ecologico, tutto per non ingigantire la nostra impronta ecologica. No, non quella che lasci sulla spiaggia quand… forse è meglio cominciare col capire cos’è l’impronta ecologica.

Cos’è l’impronta ecologica

É un indicatore complesso utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. Nello specifico quanti ettari di terra e di mare servono per rigenerare le risorse consumate? Oppure lo si può misurare da un punto di vista energetico, considerando quanta CO2 si immette e quindi quanta foresta è necessaria per riassorbirla. Al momento, per mantenere i nostri consumi annui, ci servirebbero più di un pianeta e mezzo. Un po’ tantino. E questo indicatore è solo parziale, perchè si basa principalmente sulle emissioni di CO2, senza tener conto di altri rifiuti come ad esempio quelli radioattivi.

Byoblu aveva già intervistato nove anni fa Mathis Wackernagel, ambasciatore del “Global Footprint Network”. Era il 4 dicembre del 2010, ma sembra ci sia ancora tanta strada da fare.

Ad ogni modo, l’importanza di questo indicatore complesso è data dall’approccio, che ribalta l’impostazione di quelli che l’hanno preceduto. In passato ci si domandava quante persone potessero vivere sostenibilmente su un dato territorio. Invece l’Impronta Ecologica si domanda quanto territorio è necessario per sostenere una data popolazione (secondo il suo stile di vita e le sue abitudini di consumo). Il principale vantaggio di questa impostazione è che ogni valore, che sia energetico o relativo al consumo delle risorse, viene tradotto in termini di spazio, rendendo così immediatamente comprensibile l’impatto di una popolazione sul nostro pianeta.

Come funziona l’impronta ecologica

Come funziona? Ad esempio, se vogliamo calcolare l’impronta ecologica di una casa, per prima cosa dovremo considerare il terreno che occupa, aggiungendo le infrastrutture che collegano la casa al resto del mondo. Poi dovremo considerare di cosa è fatta è la casa, quindi da dove vengono le materie prime e cosa serve per lavorarle, aggiungendo il trasporto e le sue relative emissioni di gas inquinanti. A questo punto consideriamo la superficie necessaria per procurare alla casa calore, acqua, energia elettrica… Io ve l’avevo detto che è complesso!

Tutto questo viene per fortuna ordinato in categorie, che sono: terra per l’energia; terre agricole; pascoli; foreste; superficie edificata; mare…

Altro esempio: per produrre un chilo di pane sono necessari 24 metri quadrati di terreno agricolo (per coltivare il grano) e 31 metri quadrati di terreno “energetico” per i concimi, i pesticidi, i macchinari usati per la coltivazione, la lavorazione ed il trasporto. Quindi l’impronta ecologica di un kg di pane è la somma di tutte le superfici necessarie per la sua produzione. La nostra impronta invece consiste nella somma di quella della casa, del pane, del cellulare, del divano, dei vestiti, dell’energia che state usando per guardare… questo video… eccetera eccetera.

Qual è l’impronta ecologica dell’essere umano sul pianeta Terra

Ricapitolando, insomma, adesso avete un’idea di come si calcola la nostra impronta ecologica o quella del nostro condominio, del nostro comune, dello Stato e del Mondo intero. Purtroppo, come vi dicevo prima, il nostro consumo annuo di risorse è maggiore di quello che la Terra è in grado di rigenerare nello stesso periodo di tempo. E ridurre l’impronta ecologica non è affatto semplice: la popolazione mondiale cresce sempre di più, le tecnologie aumentano, i terreni coltivabili diminuiscono, ettari ed ettari di boschi vengono distrutti ogni anno, i mari sono sempre più inquinati e le temperature sono in aumento. Insomma, non è certo la situazione ideale.

Vi do un paio di dati, giusto per capirci (non vi spaventate!): nel 1961 bastava il 73% del pianeta per soddisfare i nostri bisogni. Nel 1970 (solo 9 anni dopo) avevamo bisogno di un pianeta intero. La crescita non ha fatto altro che continuare. Così, nel 2000 serviva quasi un pianeta e mezzo, per arrivare ai giorni nostri, in cui ci serve circa il 170% di quello che la Terra ci può dare.

Calcola la tua impronta ecologica

Ma allora, cosa possiamo fare, noi, per cercare di ridurre il problema? Intanto possiamo consumare in modo più critico e sostenibile, cominciando evitando di acquistare prodotti dei quali non abbiamo realmente bisogno. Possiamo preferire la bicicletta o i mezzi pubblici rispetto alla macchina, evitare gli sprechi soprattutto alimentari, e poi dovremmo rivedere completamente i criteri di produzione e consumo dei beni, alimentari e non.
Si lo so, sono tante cose difficili da cambiare tutte in una volta sola. Facciamo così: proviamo a prendere un impegno tra noi pochi intimi. Io e voi!

In descrizione trovate alcuni siti che tramite un questionario calcolano la vostra impronta ecologica, scrivetela nei commenti e scrivete una cosa del vostro stile di vita che volete cambiare. Non so, tipo: “ho deciso che prenderò più spesso i mezzi”, oppure “non compro più frutta e verdura che non siano biologici”, o magari “prima di comprare qualcosa di nuovo vedo se posso prenderlo usato”… Insomma, scegliete voi in cosa mettervi alla prova. Io mi impegno a comprare meno prodotti confezionati in involucri di plastica! Tosta questa! Ma non impossibile. Sentite qua…

In Olanda la catena olandese di supermercati Ekoplaza ha abolito la plastica e offre 680 prodotti confezionati in vetro, cartone e altri materiali biodegradabili: biofilm di origine vegetale che si decompongono nel giro di tre mesi. Perché lo ha fatto? Perché, come dice Sian Sutherland, co-fondatrice di A Plastic Planet:

Non c’è assolutamente alcuna logica nel confezionare qualcosa di così effimero come il cibo in qualcosa di indistruttibile come la plastica.

E indovinate un po’? il suo fatturato è aumentato vertiginosamente. Hey, supermercati italiani, se non per il nostro futuro, fatelo almeno per… i soldi! E se invece avete a cuore il vostro futuro su questo pianeta, scoprite cos’è l’apocalisse della plastica.

Fonti per il video sull’impronta ecologica

Cos’è l’impronta ecologica

Calcolo dell’impronta ecologica

La libertà è gratis, ma costa sempre cara

€10.901 of €10.000 raised

La libertà è di tutti, perché tutti nascono liberi. Ma crescendo impariamo che perderla è facile: continuare ad essere liberi costa caro, in termini di fatica, perdite, volontà… Ognuno deve sacrificare qualcosa. Io sacrifico il mio tempo, la mia famiglia, una carriera, rinunciando a servire ideologie e partiti, perché tutti abbiano la possibilità di avere un media completamente libero su cui fare affidamento. Potersi fidare dell’onestà di chi vi racconta le cose significa avere la libertà di prendere le decisioni migliori.

Se anche tu sei disposto a sacrificare qualcosa, qui di seguito troverai un modo. È uno dei tanti, ma, se te lo puoi permettere, è certamente tra i più efficaci.

Grazie, dunque, per la volontà che saprai dimostrare nella difesa della libertà di tutti.

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Termini

Totale Donazione: €10,00

Anonymous User

Anonimo

€10,00 29 July 2019
FB

FRANCESCO BACCARI

€20,00 28 June 2019
DM

DAVIDE MAZZOLA

€10,00 5 June 2019

Piccolo contributo per una giusta causa.
Ps:continuate a parlare di vaccini e se possibile di ambiente, energie rinnovabili, risparmio… Read more

Piccolo contributo per una giusta causa.
Ps:continuate a parlare di vaccini e se possibile di ambiente, energie rinnovabili, risparmio energetico.
A proposito di ambiente potreste fare una ricerca sulle motivazioni che hanno portato alla scomparsa delle coltivazioni di canapa a partire dal xix secolo ad oggi e della continua demonizzazione e proibizione dei suoi derivati.
Grazie.

GM

Giorgio Misuri

€5,00 26 May 2019

Ogni comunità umana si divide sempre in due filoni:
(a) Onesti, altruisti, desiderosi del benessere di tutti...
(b) altri che si… Read more

Ogni comunità umana si divide sempre in due filoni:
(a) Onesti, altruisti, desiderosi del benessere di tutti...
(b) altri che si riempiono di questi bei propositi a fini di potere
C'è dunque un comunismo di tipo (a) e uno di tipo (b)
un fascismo di tipo (a) e uno di tipo (b)
una democrazia di tipo (a) e uno di tipo (b)
Fai un esame di coscienza, sei di tipo (a) o uno di tipo (b)?

gm

germana mamone

€10,00 6 May 2019

Grande Claudio

Anonymous User

Anonimo

€10,00 30 April 2019
C

Chiara

€5,00 16 April 2019

Grazie!

MC

Michele Crudo

€10,00 2 April 2019

Grazie per il vostri lavoro!

Anonymous User

Anonimo

€10,00 25 March 2019
Anonymous User

Anonimo

€10,00 25 March 2019
Anonymous User

Anonimo

€5,00 25 March 2019
Anonymous User

Anonimo

€10,00 22 March 2019

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi