IL LABORATORIO PER LA DISTRUZIONE DELL’ITALIA – Barbara Pavarotti

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Circa 300.000 giovani lasciano l’Italia ogni anno. Uno ogni 5 minuti. Negli ultimi 12 anni sono partiti 2 milioni di italiani. Quasi una famiglia su tre ha un figlio all’estero o che pensa di andarci. Un giovane su due vorrebbe andarsene. L’Italia vorrebbe essere lasciata da quasi un terzo dei residenti. Secondo Confindustria questo esodo ci costa 14 miliardi all’anno di perdita di capitale umano. Dovrebbe essere la notizia di apertura di tutti i media, invece c’è solo silenzio e rassegnazione. Parlarne non fa comodo a nessuno. perché è la sconfitta del sistema Italia e mette sotto accusa tutte le politiche economiche fatte finora. Anzi, l’emorragia dei giovani italiani è raccontata come un fenomeno positivo, in nome della mobilità, della globalizzazione, della conoscenza.

Un tempo l’esilio era una condanna. Ora sono tutti esuli volontari. La campagna contro il posto fisso, per l’abbattimento dei salari, quella pro emigrazione giovanile, pro mobilità e pro flessibilità sono due facce delle stessa medaglia: distruggere l’esistente e impoverire l’Italia, privarla del futuro. Più si impoveriscono le Nazioni, più diventano facile preda di voraci quanto insaziabili appetiti. I Paesi, depauperati delle loro sostanze, vengono così regolarmente colonizzati e svenduti al miglior offerente. Sono decenni che assistiamo a questo gioco al massacro. Per Ida Magli, in Italia è nato un laboratorio per la distruzione, con la complicità del potere economico e politico, che opera per la disgregazione di ogni valore fondante, di ogni identità, per l’estensione di una povertà diffusa e per l’incanalamento della rabbia in una finta partecipazione democratica come quella sul web. Solo che, proprio sul web, il giochino gli è sfuggito un po’ di mano. Per questo l’Unione Europea sta massacrando i social network di multe, tasse e regole tese a svuotare la libertà di espressione: per piegarli affinché soffochino le voci dissenzienti che solo su Facebook, Youtube e Twitter ormai hanno la possibilità di farsi ascoltare.

Secondo l’Inail, in Italia mancano 4 milioni di posti di lavoro nella sanità, nell’istruzione, nella Difesa, nella Pubblica Amministrazione. Gli uffici pubblici lamentano scarsità di personale e chi ha un lavoro deve farsi carico (male) anche di quello che non c’è nessuno a svolgere. Nel privato, invece, le imprese si dichiarano tutte in overbooking, perché devono fare profitti con la minor spesa possibile.

Nel mentre, seguendo lo slogan diffuso sui media mainstream che recita “l’Italia fa schifo”, i giovani rinunciano a lottare qui e adesso, se ne vanno alla spicciolata, individualmente. Se ne vanno senza protestare, senza cercare di cambiare le cose. Sono impregnati di esterofilia e per di più questo è un Paese che gli offre solo uno stage sottopagato, mentre altrove le loro capacità vengono apprezzate.

Insomma, la narrazione vigente sul fenomeno dell’emigrazione giovanile italiana è una truffa. Se va bene è solo frutto di una strategia miope; se va male invece siamo di fronte a un obiettivo preciso: umiliare l’Italia, impoverirla e minarla alle radici, sgretolando i suoi punti di forza, dalle attività produttive ai valori intorno ai quali i cittadini si aggregano, fino alle famiglie. Dividere gli individui per renderli deboli e spogliarli di ogni avere e di ogni diritto.

Per Barbara Pavarotti, giornalista con anni di esperienza nelle redazioni Rai e Mediaset, bisogna invece “ricominciare a lottare, in Italia, per cambiare quella mentalità che ci vuole tutti esuli”. Per questo ha prodotto un video documentario, insieme alla Fondazione Paolo Cresci, intitolato “Italia addio, non tornerò”. Ascoltate il suo intervento, tratto dall’incontro per la presentazione del nuovo mensile “Sovranità Popolare, ripreso per voi dalle telecamere di Byoblu (video in cima all’articolo).

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La libertà è di tutti, perché tutti nascono liberi. Ma crescendo impariamo che perderla è facile: continuare ad essere liberi costa caro, in termini di fatica, perdite, volontà. A Byoblu ogni mese servono tante risorse per organizzare contenuti in grado di competere con i mezzi dei grandi media mainstream, sostenuti dai grandi magnate della finanza. Ognuno deve sacrificare qualcosa. Io sacrifico il mio tempo, la mia famiglia, una carriera, rinunciando a servire ideologie e partiti, perché tutti abbiano la possibilità di avere un media completamente libero su cui fare affidamento. Potersi fidare dell’onestà di chi vi racconta le cose significa avere la libertà di prendere le decisioni migliori.

Preservare la libertà significa combattere. Se anche tu sei disposto a sacrificare qualcosa, qui di seguito troverai un modo per combattere insieme a noi. Scegli il tuo grado. Per ora è simbolico, ma presto potresti essere chiamato a prestare la tua opera sul campo.

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Fabrizio Falaguasta

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Finalmente una informazione vera....Avanti Francesco

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Carlo

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Forza e coraggio

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Marco

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Francesco Forte ancora e ancora, grazie

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DANIELE CERA

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Forza ragazzi che l'informazione libera è preziosa come l'acqua che offrirete ai vostri ospiti!

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8 commenti

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  • Si tutto vero, ma i primi responsabili sono gli italiani che non tolgono di mezzo il sistema fatto di favori e conoscenze bisogna togliere potere ai dirigenti e capi operai e spostarli io non ho raccomandazioni e mi sono dovuto formare da solo e non posso fare il lavoro che dovrei fare negli ambienti pubblici manutenzioni finte pagate coi vostri soldi e divise fra dirigenti ladri e ditte di imbroglioni. Fate i controlli e ruotate i personaggi.

  • Dopo avere venduto e svenduto l’industria Italiana, a partire addirittura dal lontano 1980, ora tocca alle persone. Il piano di eliminare la forza italiana e’ perfettamente riuscita, ormai e’ tardi, nessuno vede avanti perche’ i politici degli ultimi 25 anni li ha coercizzati con il l’informazione pilotata.

  • Tutto vero. Io tornerei ma l’esperimento di cui e’ vittima l’italia si chiama ingegneria sociale. C’e bisogno di una guerra civile. In 60 anni nessuno ha mai tirato lo sciacquone. Per la prima volta in 40 anni ho un governo che mi piace e tornerei ma senza una guerra civile ed un reset totale del sistema, e’ impossibile. 75% di pressione fiscale, totale impossibilita’ di cominciare, qualsiasi cosa. Meno tasse? Io so cosa si dovrebbe fare, economicamente, ma non ve lo diro’…
    Gli italiani ovunque vanno prosperano, tranne che in italia.
    Domandatevi perche’…

  • Io sono un ragazzo di 24 anni e studio in Germania. Ne sarei grato se mi chiedesse perché studio in Germania.

  • Ho dimenticato una cosa. Dal 1860 al 2006 gli italiani emigrati sono stati 26 milioni. Le statistiche dicono che 1 su 4 ritorna. Si calcola che ci siano 250 milioni di italiani, in 3 generazioni in giro per il mondo. Per favore, fate qualcosa! Ho imparato tante cose e saprei come rimettere a posto il paes. Mi piacerebbe mettere le mie conoscenze al servizio del paese… Ma mi lasceranno?

  • Egregio Sig. Messora,

    BRAVISSIMA BARBARA PAVAROTTI, E’ STATO UN VERO PIACERE SENTIRLA !!!
    Ed appunto, proprio per questo vorrei chiederLe se cortesemente volesse invitare, tra i Suoi preziosissimi ospiti, anche Gabriele Sannino… E’ bravissimo e soprattutto… parla da VERO ESSERE UMANO, come tutti i Suoi ospiti {…tranne Ugo Mattei} !!!
    Grazie !!!

    https://www.youtube.com/watch?v=qkUq8wi_kdo

  • non ho parole sono veramente sconcertato , dopo aver ascoltato bene le parole
    Barbara Pavarotti e per l’appunto ho figli che lavorano all’estero :
    siamo e rimaniamo emeriti coglioni italiani

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