Teoria Gender: esiste? Elisabetta Frezza

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Cos’è la Teoria Gender, che spesso si sente nominare in rete? Esiste davvero una “Teoria Gender”, o è solo un nome dato alle nostre paure? Oggi lo chiediamo alla giurista e studiosa Elisabetta Frezza, che sulla Teoria Gender ha una sua… teoria! Una teoria che attraversa soprattutto l’universo della scuola, dell’educazione, la genitorialità, la famiglia, l’omosessualismo (che è differente dall’omosessualità), chiaramente l’identità di genere ma anche molto, molto altro.

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La libertà è di tutti, perché tutti nascono liberi. Ma crescendo impariamo che perderla è facile: continuare ad essere liberi costa caro, in termini di fatica, perdite, volontà. A Byoblu ogni mese servono tante risorse per organizzare contenuti in grado di competere con i mezzi dei grandi media mainstream, sostenuti dai grandi magnate della finanza. Ognuno deve sacrificare qualcosa. Io sacrifico il mio tempo, la mia famiglia, una carriera, rinunciando a servire ideologie e partiti, perché tutti abbiano la possibilità di avere un media completamente libero su cui fare affidamento. Potersi fidare dell’onestà di chi vi racconta le cose significa avere la libertà di prendere le decisioni migliori.

Preservare la libertà significa combattere. Se anche tu sei disposto a sacrificare qualcosa, qui di seguito troverai un modo per combattere insieme a noi. Scegli il tuo grado. Per ora è simbolico, ma presto potresti essere chiamato a prestare la tua opera sul campo.

Grazie, dunque, per essere un volontario per la difesa della libertà di tutti, e non un mercenario per la tutela degli interessi di pochi.

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Anch'io sostengo l'informazione indipendente... È questo, per me, il punto di partenza per la svolta... La gente DEVE sapere e poter decidere liberamente, senza manipolazioni di alcun genere

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continuate cosi.

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Ciao Claudio e buon lavoro, mi piacerebbe un'intervista con un esperto di telefonia e conseguenze negative su bambini e ragazzi a livello neurologico e sociale.
Grazie

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Apprezzo molto il vostro lavoro
Ciao Claudio e a tutti i collaboratori
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alessandro prosperi

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Grazie per il lavoro che fai! Video fantastici

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Domenico De Maria

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Augusto Massaro

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Auguri e continuate a dare contenuti di qualità!


P.S. ho letto il libro di Ratto su i Rothschild, senza togliere nulla all'autore e alla verità dell'informazione contenuta, ma è una vera cagata!

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Roberto Recordare

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Ciao

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Un servizio da incentivare

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14 commenti

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  • Sono omosessuale e ho fatto tutto “da solo”: si È omosessuali, non lo si DIVENTA!
    Ridicolo chi cerca di coniare omosessuali (magari con rilascio di attestato di “sana e robusta costituzione finocchia”?), PERICOLOSO chi, come Frezza, vede batterie di allevamento e riproduzione di omosessuali.
    L’uomo si abitua a tutto se somministrato a piccole dosi (la finestra di Overton): come la religione? Che ne dice la cattolica integralista Frezza? Oppure quello religioso è un istinto “naturale”?
    Invito Frezza a uscire con coraggio allo scoperto per dichiarare il proprio disgusto per l’omosessualità e la propria omofobìa e ByoBlu a continuare nell’attività di contro-informazione (ottimamente condotta) senza prestarsi a operazioni di smaccato intento discriminatorio: considero lo spazio concesso a Frezza (senza contraddittorio) uno “scivolone” – discernere tra autonomia di pensiero e orientamento dello stesso (forse che Frezza non è agitata da volontà di orientare tutti all’ eterosessualità, per applicare l’etichetta di “anormali” a coloro che, come chi scrive, testardamente non vogliono (o non possono?) seguire la strada maestra?) è importante per un’agenzia culturale come la vostra.

    • Non credo che la Frezza, perlomeno non in questa intervista, parli di naturalità o meno dell’omosessualità. Parla invece di omosessualismo come ideologia cavalcata ad arte per forzare gli schemi e sciogliere gli anelli di resistenza sociale che tradizionalmente si identificano con la famiglia, al fine di ottenere un indistinto mare di individui isolati, mobili, consumatori da spostare come merci e da orientare come batterie di elementi isolati in balia di forze alle quali non sono più in grado di opporsi. Invito a non polarizzare tutto sulla sessualità e sui diritti ad essa connessi. Per quanto mi riguarda tali diritti sono inalienabili e devono essere non solo garantiti ma sostenuti, così come il diritto a non essere discriminati. Quella della Frezza, nella cornice di questa intervista, è una critica sociale portata su livelli diversi.
      Ciò detto, se mi indicate chi può avere la levature di argomentazioni che contraddistingue le esigenze dei frequentatori del blog, per incardinare la discussione su binari complementari, lo invitiamo con piacere.

      • Mi perdoni sig. Messora, ho visto che ha cancellato il mio commento, e pazienza. Forse ero stato troppo sarcastico. Ma le assicuro che avrei tutta la levatura argomentativa necessaria (insegno all’università) per ribattere alla Frezza su questo blog. Se avrà tempo e voglia di farlo.

        • Non ho cancellato niente, mi creda. WordPress e i suoi plugin hanno un meccanismo di moderazione automatico. Forse il suo commento è finito lì

    • Il vero pericolo è il silente e strisciante fanatismo con cui si manipolano certi argomenti.E con il quale si vorrebbe silenziare ogni dissenso come avviene in tutti i maggiori canali informativi.In televisione,nelle librerie,nelle edicole,nei cinema è impedito che opinioni come quelle della Dottoressa Frezza siano liberamente espresse.Come invece ha DIRITTO e DOVERE di fare.E come invece noi cittadini abbiamo DIRITTO e DOVERE di ascoltare per conoscere meglio l’argomento quando questo non venga debitamente trattato.
      Se si parla di ” coraggio” perchè allora non si denuncia la cristianofobia ?

      Grazie a Byoblu adesso c’è una possibilità in più per conoscere un aspetto mai affrontato di un tema delicatissimo.

  • gender

    L’avvocato Frezza (e qui già non vorrei essere irrispettoso della femminilità dell’avvocato, che però l’avvocato stesso mi chiederebbe di non trasformare in avvocata, anche se esiste il termine “avvocata” solo in alcune preghiere cattoliche) è una persona ammirevole per la chiarezza diamantina che contraddistingue la sua esposizione.
    Come insegnante [ (maschio; se no non si capisce) in pensione e con molti anni di servizio “sulle spalle”] non posso che condividere a pieno quanto sostenuto sulla “natura” (e non uso il termine “funzione”) manipolatoria della “scuola” in senso antropologico, appunto, ancor prima che amministrativo.
    “Fare scuola” è in qualche misura “manipolare”, se vi piace di più plasmare, ma la sostanza non cambia.

    L’unico metodo che non manipolerebbe (se non attuato ad arte) sarebbe “l’esempio silenzioso”, ma sarebbe una slow-school e “non c’è tempo” bisogna sfornare “patenti per lavorare”, se ci riesci.
    Ma qui sconfiniamo in categorie di altri pianeti.

    La “signora” però, { e qui cerco di restituire alla relatrice quella femminilità che le avevo sottratto usando la categoria che definisce la sua professione “avvocato”, ahimè di genere grammaticale maschile, ma che però le aveva conferito quella autorevolezza che ora, dato l’ambito, vien un po’ meno con il termine “signora”. D’altra parte se si fosse trattato di un avvocato [ e a questo punto devo specificare: MASCHIO (mi si scusi il maiuscoletto ma non è per sancire una superiorità “del” genere, ma per porre l’attenzione “sul” genere) ] non avrei dovuto specificare}

    data la giovanissima età (complimento con più gradita valenza per una donna-femmina che per un uomo-maschio, ma non in generale) non ricorda che l’ultima riforma scolastica che poi venne meticolosamente (pena, pene penali) osservata dagli insegnanti dal (1926~) era di stampo “fascista”.
    La sua peggiore caratteristica (tipica dell’antidemocraticità insita nella caratteristica fascista) era la sua estrema rigidezza in tutti i suoi risvolti: programmi, strutturazione delle discipline, contenuti dei libri di testo scuole e classi per sesso, attenzione all’ammaestramento e non all’educazione (ex-duco: mettere in evidenza le migliori attitudini di “quel” soggetto e svilupparne al meglio la sua “unicità”).
    Una scuola sostanzialmente fascista e “omologante” (se ce ne fosse bisogno , lo dice in soatanza molto bene Pietro Ratto in Byoblu).
    Di riforme-riforma non ne abbiamo più viste, non ne siamo capaci.

    Se andiamo ad analizzare altre “scuole” e prendiamo per esempio quella scuola che viene in gergo popolare chiamata ancora “dottrina” (le scuole degli oratori) non dobbiamo scandalizzarci se sono costituite proprio per “indottrinare” (senza polemica).

    D’altra parte non possiamo sostenere, per quanto eventualmente cattolici praticanti, che le strutture religiose non abbiamo “manipolato” per migliaia di anni le società piegandole più a logiche di potere che di sincero quanto antropologicamente_necessario afflato spirituale.
    Se poi ci avventurarssimo nei risvolti dottrinali legati all’aspetto più ampiamente correlato al genere, ci sarebbe da scrivere un trattato: dalla caccia alle streghe, alle papesse alla castrazione dei cantori, e mi fermo qui.

    Una ulteriore osservazione, estremamente significativa, per chi la vuole veramente analizzare, riguarda il punto dell’intervista in cui, anche la relatrice ( che in termini di preparazione multidisciplinare e capacità oratoria “non scherza”) esemplifica come l’ingegneria sia cosa da maschi.
    Credo che pochi ascoltatori abbiamo sinceramente sentito lo stridore in loro stessi tra l’illogicità dell’assunto [spero sapientemente provocatorio della signora Frezza (sarà il cognome “da signorina” o del marito che ha cancellato il suo? ) ] e il proprio pregiudizio interno rispetto allo stereotipo dell’ingegnere, che lo convalidava.

    Un ultima osservazione riguarda la lacuna, presente a mio avviso nell’intervista, di una minima analisi o quanto meno un minimo cenno all’omosessualità quale incontrovertibile dato biologico spontaneo e sociale.
    Tradotto: nell’intervista non si parla mai di omosessualità, correttamente dal punto di vista logico del taglio che ha voluto dare l’intervistatore (maschio?) e l’intervistato (mi si scusi il maschile, ma il termine è usato come “categoria”), ma criticabile a mio avviso dal punto di vista dell’analisi della realtà anche storica.

    Cioè nell’intervista è evidenziato il subdolo e deprecabile tentativo di influenzare sessualmente i giovani, ma non si fa alcun cenno all’esistenza di una rispettabile omosessualità (sia maschile che femminile) da quando esiste probabilmente il genere umano.
    “Natura non fecit saltus” anche nella determinazione complessiva del comportamento sessuale che, come chiunque sa, non è ristretto alla semplice analisi anatomica.
    Ciò è vero proprio in quanto la relatrice ammette la possibile deprecabile manipolazione sessuale attraverso lo strumento culturale.

    Voglio specificare ancora meglio il mio pensiero proprio a favore della tesi sostenuta nell’intervista.
    Riconoscere l’incontrovertibile libertà a sviluppare una propria “naturale” sessualità, anche omosessuale (aggiungo io, tirandomi però addosso le critiche di una largo arco sociale che la relatrice e il blogger mi sembra vogliano evitare), non giustifica la manipolazione sessuale del giovane, come non giustificava la manipolazione “machista/sessuale” dei giovani maschi fascisti, hai quali si imponevano stereotipi da petti villosi, mandibole da prognatismo e caratteristiche di “lunghezza e rigidità”,ahimè evocate anche da alcuni nostri politici contemporanei per definire i loro programmi politici.

    Attenzione poi a definire la categoria “realtà incontrovertibile”, perché sappiamo già dalla filosofia greca che la cosa è tutt’altro che scontata se non si volesse confondere la “realtà” con la “nostra realtà”, altrimenti il processo violento della propaganda si perpetuerebbe in noi stessi che vorremmo combatterla.
    Per l’argomento in questione, non voglio ripetermi dicendo che la sessualità non va scambiata, a mio avviso, con la semplicistica anatomia degli organi sessuali (realtà incontrivertibile), ma con un fatto anche culturale (meno incontrovertibile) che deve essere essere rispettato e non manipolato per altri fini come proprio qui si paventa ammettendo ovviamente l’efficacia della componente appunto culturale sullo sviluppo sessuale: la scuola.

    Si tenga poi conto che, contrariamente ad una stereotipata analisi semplicistica, persone anagraficamente e amministrativamente definite nel loro genere(?) possono mostrare, a seconda delle circostanze, comportamenti variamente omosessuali; questo dovremmo notarlo anche in noi stessi se non siamo auto-omofobici compulsivi, senza necessariamente parlare di omosessualità in senso comune.

    Vengo ad una proposta concreta:
    La sessualità va rispettata non insegnata, è il fiore più delicato della vista di ciascuno di noi perché è quello meno razionale.
    Lasciamola volare senza rinchiuderla nella gabbia violenta di QUALSIASI categoria.
    Gli Stati, le Chiese, i Mercati non vogliono questo, DA SEMPRE !

    Ciao.

    p.s.: In questo ahimè lungo commento ho voluto anche “giocare” con i generi grammaticali per esprimere quanto sia variabile, multiforme e opporrunamente personalissima la loro percezione che è interpretazione letteraria di ciò che ciascuno percepisce intimamente.

  • Quando c’ era la tratta degli schiavi in America la prima cosa che facevano era separare le famiglie, gli uomini stavo con gli uomini e le donne con le donne, gli concedevano solo di riprodursi. Anche in quel frangente la prima cosa era disgregare il loro primo tassello sociale.

  • Bellissima intervista.Grazie del coraggio Sig Messora.
    La vera chiave per comprendere il nostro tempo sono proprio i così detti ” diritti civili”.
    La loro genesi ed i loro obbiettivi.
    La Dottoressa Frezza ha espresso benissimo concetti che sono ormai inavvicinabili in un qualsiasi dibattito televisivo.E questo alla faccia di quelli che anche in questa bacheca pretendono di avere sempre un contraddittorio pronto a coprire le affermazioni altrui ( quando non sono condivise ).
    Spero si possano avere altri approfondimenti.
    Grazie

  • La breccia di contro-Porta Pia sono le c..ate sui “minori trans” e l’utero in affitto rivendicati dagli LGBT. L’attacco è contro il femminismo e persino l’emancipazione delle donne, a partire dalla caricatura che fa del femminismo radicale (informatevi su cosa sono le sue battaglie di prima mano, contro lo sfruttamento sessuale degli uomini sulle donne nella prostituzione, contro il machismo e la violenza maschile contro le donne, che per Frezza è “piagnisteo” – vedi il catalogo di Vanda epublishing, vedi i lavori di Patrizia Romito sulla violenza maschile contro le donne, vedi chi da sinistra si contrappone alla compravendita di neonati).
    Nessuno vede la luna: tutti difendono gli omosessuali ma non si tratta di loro e di battaglie indifendibili, come quella della pedofilia – peraltro non rivendicata dagli LGBT (la differenza che fa parlando di omosessualisti significa tutti quelli di noi che non si nascondono come in passato facevano gay e lesbiche), si tratta di ripristinare dio patria e famiglia, con a capo il maschio virile. Davvero byoblu fa proprie queste battaglie?
    Piccola nota: il cannibalismo non è stato sdoganato, mi pare. Esempio sbagliato.
    Grande nota: che male fa una rappresentazione equilibrata dei ruoli sociali tra uomini e donne?
    Il contesto che Frezza non commenta è il capitalismo e la misoginia imperante. Che ci sia qualche donna in posizioni di comando non significa che non viviamo nel patriarcato, che esercita e trasmette culturalmente misoginia. Così come il fatto che una donna intelligente sia credente nel fondamentalismo cattolico non significa che il cattolicesimo non sia una religione maschilista, a partire dalla facoltà di creare attribuita al maschile.
    Dopodiché sono d’accordo sul fatto che “identità di genere” non significhi nulla e che i minori vadano lasciati in pace e lontani da endocrinologi e psicologi se non hanno una cosiddetta identità di genere patriarcalmente corretta. Ma ci sono solo i fondamentalisti cattolici a sostenerlo. Fino al minuto 11 non mi rendevo nemmeno contro di quanto profondamente reazionario sia il discorso di Frezza: per i primi minuti risulta largamente condivisibile. Poi appare l’ultracorpo vandeano.

  • Da semplice “ascoltatore” vorrei lasciare due commenti.
    Il primo: in generale, si parla sempre di essere o non essere omosessuali. Si o no. Bianco o nero. Dove stanno i bisex allora? Perché esistono? Perché, secondo me, in ogni persona ci sono una parte etero e una omo, che si rapportano. Diciamo lottano. Nel bisex sono piuttosto in equilibrio. È in questo contesto che sono importanti alcune riflessioni della Frezza, secondo la quale la manipolazione oggigiorno spinge, perdonatemi, l’indeciso verso l’omosessualità. E magari non fa il contario.
    Il secondo: a riguardo della tendenza all’estremizzazione sessuale della società odierna e futura, da ascoltare Gianna, di Rino Gaetano, uno che è stato ucciso per i messaggi acutissimi che mandava attraverso la sua semplice musica.
    Che ne pensi Claudio?

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