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Primo maggio: abbiamo fatto la Festa al Lavoro. Lo speciale Byoblu con i ragazzi della Sapienza

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Primo maggio, festa del lavoro. Ma dov’è la festa? Cosa si festeggia? Il mondo del lavoro è stato sgretolato, precarizzato, in nome della flessibilità e del massimo profitto al minor costo possibile. Una giornata libera dalla scuola, dall’ufficio, dalle incombenze giornaliere basta a rendere omaggio all’impegno e alla dedizione delle persone?

Sotto l’egida del “fondamentalissimo” articolo 36 della nostra Costituzione (quello che recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa“), dopo tante lotte e tanti scioperi che permisero ai cittadini di conquistare pensioni, ferie e malattia pagate, di comprarsi una casa e mettere via qualche risparmio, siamo tornati indietro e senza nemmeno rendercene conto!

I dati sulla disoccupazione giovanile sono allarmanti e, allo stesso tempo, in Italia mancano 4 milioni di posti di lavoro. Come è possibile?

Byoblu, in questo primo maggio, ha voluto chiedere ai futuri lavoratori, gli studenti dell’Università “La Sapienza” di Roma, quali prospettive hanno sul loro futuro, quali sogni o speranze, e se immaginano il loro futuro in Italia o all’estero. Insomma, perché studiano?

Con la consapevolezza che le responsabilità non sono dei giovani, ma di chi li ha preceduti: generazioni che hanno dormito troppo a lungo, fidandosi di tutto quanto veniva loro propinato. E che, quindi, anziché cambiare il mondo, come si voleva un tempo, l’hanno ridotto un inferno dove i giovani e non, senza lavoro, sono – metaforicamente parlando – dei condannati a morte. Perché senza un lavoro che ti permette di vivere non solo si viola continuamente la Costituzione, ma c’è il nulla.

Per Byoblu, servizio di Barbara Pavarotti e Francesco Merolli.

Combatti con noi, a maggio!

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La libertà è di tutti, perché tutti nascono liberi. Ma crescendo impariamo che perderla è facile: continuare ad essere liberi costa caro, in termini di fatica, perdite, volontà. A Byoblu ogni mese servono tante risorse per organizzare contenuti in grado di competere con i mezzi dei grandi media mainstream, sostenuti dai grandi magnate della finanza. Ognuno deve sacrificare qualcosa. Io sacrifico il mio tempo, la mia famiglia, una carriera, rinunciando a servire ideologie e partiti, perché tutti abbiano la possibilità di avere un media completamente libero su cui fare affidamento. Potersi fidare dell’onestà di chi vi racconta le cose significa avere la libertà di prendere le decisioni migliori.

Preservare la libertà significa combattere. Se anche tu sei disposto a sacrificare qualcosa, qui di seguito troverai un modo per combattere insieme a noi. Scegli il tuo grado. Per ora è simbolico, ma presto potresti essere chiamato a prestare la tua opera sul campo.

Grazie, dunque, per essere un volontario per la difesa della libertà di tutti, e non un mercenario per la tutela degli interessi di pochi.

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GM

Giovanni Mastroianni

€15,00 28 Maggio 2020
L

Laura

€15,00 28 Maggio 2020
S

Sbrando

€5,00 28 Maggio 2020
RB

Rosario Baldi

€10,00 28 Maggio 2020

Siete come l'ora d'aria per dei reclusi. Noi siamo quelli che "" sto presepe che ci stanno preparando NON CI PIACE""
Avanti così non vi fermate.

Utente anonimo

Anonimo

€150,00 28 Maggio 2020
AM

Anna Maurantonio

€5,00 28 Maggio 2020
DP

Daniele Puddu

€50,00 28 Maggio 2020

L'informazione libera è il primo fondamentale passo verso la libertà ed un mondo migliore. Avanti!

Utente anonimo

Anonimo

€15,00 28 Maggio 2020
LG

Luigi Fernando Gentile

€15,00 28 Maggio 2020

Nella speranza di un cambiamento positivo della nostra società.
Lontano dalle lobby e dalle massonerie.
Buon lavoro a tutti voi,
luigi.

FP

Fabio Pellegrino

€50,00 28 Maggio 2020

La conoscenza rende libere di poter scegliere con criterio, l'informazione libera è conoscenza.
Forza non mollate!!!

Utente anonimo

Anonimo

€10,00 28 Maggio 2020
RG

Rodolfo Grandesso

€15,00 28 Maggio 2020

SEMPRE SPÈRIAMO IN UNA SANA RIVOLUZIONE!

SS

Salvio Serpe

€10,00 28 Maggio 2020

Grazie di cuore e buon lavoro a tutti !

AN

Alessandro Nodari

€15,00 28 Maggio 2020
Utente anonimo

Anonimo

€15,00 28 Maggio 2020
Utente anonimo

Anonimo

€20,00 28 Maggio 2020
MD

Michele Dal Molin

€10,00 28 Maggio 2020

Sempre avanti!!

L

Luca

€5,00 28 Maggio 2020

Io ci credo, liberi sempre.

Utente anonimo

Anonimo

€15,00 28 Maggio 2020
Utente anonimo

Anonimo

€10,00 28 Maggio 2020

3 commenti

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  • Molto interessanti queste interviste.
    Sull’argomento lavoro vi segnalo “Lavorare gratis, lavorare tutti” del sociologo Domenico De Masi, che tra le tante soluzioni alla disoccupazione propone l’abolizione del numero chiuso alle università.

  • Finche non saremo in grado di essere rivoluzione, e per rivoluzione intendo innanzi tutto rivoluzionare se stessi, non ci sara un cambiamento sociale significativo. La societa è fatta di tanti “noi stessi”; se abbastanza “noi stessi” cambiano se stessi in un nuvo se stessi, allora tutto cambia.
    Oggi dovremmo tutti “camminare insieme” per un nuovo mondo, ma non abbiamo lo spirito di questo; siamo tanti individui divisi, non abbiamo piu nemmeno unita famigliare o di amicizia. Le unita famigliari e di amicizia o di relazione amorosa, autentiche e belle, diminuiscono; è aumentato nel mondo UN INDIVIDUALISMO ISOLATO, collegato dalla rete sulla base di relazioni sociali che non sono basate su un effettiva solidarietà, ma da bisogni emotivi. Tutti sono i propri individualistici bisogni emotivi e si cerca di realizzare la soddisfazione di quei bisogni emotivi attraverso internet o attraverso social media che mettono in relazione persone perche possano realizzare la soddisfazione di quei bisogni.

    Ma quanto siamo disposti ad aiutarci veramente? A me sembra che siamo chiusi nei nostri bisogni emotivi o egolatrici in cerca di noi stessi e della risoluzione dei nostri drammi. Si utilizza la rete o le “amicizie” per questo, ma vedo pochissima solidarieta o spirito della condivisione basata sul rispetto e su intenti a cambiare la societa. Vedo persone, alcuni molto giovani, che “condividono” con la logica del “branco”, aiutarsi e fare gruppo per soddisfare i propri bisogni o per vivere le proprie egolatrie, magari attraverso la rete.
    Amicizie vere, basate sulla solidarieta o su uno spirito di rivoluzione di se stessi o della società, non ne vedo molte. Ci vorrebbero gruppi sociali che condividono lo spirito della libertà o lo spirito della consapevolezza, pronti a unirsi per una rivoluzione sociale che poi è una rivoluzione anche individuale; ne vedo quasi zero nella nostra società sia nei giovani che negli adulti. Nei giovani vedi gruppi tipo “branco”, per la soddisfazione dei propri bisogni emotivi o di sopravvivenza, negli adulti nemmeno quello…………
    Alcuni pochi stanno veramente rivoluzionando se stessi, soli o in gruppi di pochi, e c’é un po di evoluzione di consapevolezza perchè siamo piu esposti all’informazione ma in compenso è nato un forte individualismo egolatrico che ci isola e ci autofrega…………. L’individualismo non va negato ma non dovrebbe essere egolatrico. Siamo UNO, individui, ma anche TUTTO…………

  • mlv cmt bb
    In tema di primo maggio e di disoccupazione, è strano che non solo giovani ma anche adulti e di cultura superiore non puntino l’indice contro le leggi bancarie che, come in Italia, legittimarono l’antica truffa, un tempo severamente punita, del credito bancario di moneta falsamente fiduciaria perché non coperta al 100% da moneta legale ?; leggi causa d’inflazione, del conseguente aumento dei prezzi, della riduzione del potere d’acquisto, della domanda, della produzione, dell’occupazione, etc. No, perché neanche i corsi accademici toccano il tema che è alla base della dominante geopolitica configurazione. Allora non ci resta che avviare biglietti cartacei, di emissione preferibilmente comunale, correttivi della moneta legale perché ad essa nominalmente parificati ma inconvertibili, liberamente negoziabili, validi per le tasse comunali, emessi e ritirabili per mantenere l’inflazione locale entro i limiti localmente democraticamente votati. Il resto è politichese o quacquaraquà.
    [mlv lu25mg20 18e09]

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