SCHIAVI DELLA MONETA BIANCA: Come la Francia la fa… franca!

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Il colonialismo occidentale non è mai finito; oggi non ha bisogno di essere portato avanti con armi, occupazione militare e oppressione della popolazione. È sufficiente limitare la sovranità politico-monetaria. Come? Attraverso il controllo della moneta.

È quanto ci rivelano la giornalista francese Fanny Pigeaud e l’economista senegalese Ndongo Samba Sylla nel loro libro “L’arma segreta della Francia in Africa. Una storia del franco CFA” (Fazi editore), alla cui presentazione romana non poteva mancare Byoblu. A discuterne insieme agli autori, Thomas Fazi e Alessandro di Battista.

Con un parallelismo inusuale e dai risvolti inquietanti, Fazi ha sottolineato le analogie tra zona del Franco CFA ed Eurozona: esse rappresentano le due uniche aree al mondo in cui gli Stati coinvolti, formalmente sovrani, non hanno di fatto alcun controllo sulla moneta in circolazione. Sono, pertanto, privi di sovranità monetaria. Perché, come mostrano gli autori del libro, non vi è nulla di più politico del governo della moneta.

E se è vero che l’Africa continua ancor oggi a essere terreno di conquista ed espropriazione di ricchezza da parte di Stati e multinazionali occidentali, Francia in primis, è altrettanto vero che è fortemente ipocrita e insostenibile l’appello ad aiutarli “a casa loro”. Di fronte a tanta arroganza – ci ricorda Di Battista -, l’unico modo per gli europei di aiutare gli africani “a casa loro” sarebbe quello di andarsene “da casa loro”, di lasciare finalmente l’Africa agli africani, garantendogli il sacrosanto diritto di prosperare in casa propria.

Ma in che modo oggi la Francia persegue l’esproprio predatorio delle risorse nelle ex-colonie?

Ricostruendo la genealogia del Franco CFA, Ndongo Samba Sylla elenca i cinque fattori fondamentali che avrebbero avvantaggiato la Francia dal dopoguerra ad oggi, a discapito dell’Africa che permane in una condizione di sottosviluppo e dipendenza.

  1. Innanzitutto, la Francia può acquistare beni e servizi all’interno dell’area attraverso la propria moneta.
  2. In secondo luogo, può disporre delle riserve monetarie dei Paesi dell’area del Franco CFA (che usa per pagare il proprio debito).
  3. Inoltre, i Paesi dell’area rappresentano un importante sbocco commerciale per la delocalizzazione delle imprese francesi.
  4. La Francia può avvantaggiarsi dalla libertà di movimento dei capitali in tutta l’area.
  5. Infine, attraverso la presenza di rappresentanti francesi nelle Banche Centrali del Franco CFA, alla Francia viene garantito un controllo politico totale sugli strumenti monetari.

Di fatto, la compresenza di questi fattori ha garantito alla Francia di risanare il proprio debito, dopo l’esplosione della crisi del debito sovrano. Tutte cose queste di cui difficilmente sentiremo parlare nei media mainstream.

Come ci spiega Fanny Pigeaud, la questione della dipendenza delle ex-colonie francesi attraverso il Franco CFA viene omessa e occultata, quando non manipolata, dai media francesi. Giornalisti, economisti e politologi ci raccontano costantemente di quanto il Franco CFA rappresenti un’occasione di sviluppo dei Paesi africani. Tutti tacciono sulla verità.

Durante i processi di decolonizzazione, in cambio dell’indipendenza formale, la Francia impose ai Paesi africani di sottoscrivere accordi di cooperazione che avrebbero limitato la sovranità sostanziale, consentendo alla Francia di continuare ad esercitare un controllo politico, economico e monetario su quei territori.  Persino i capi di Stato possono essere destituiti, se non godono del beneplacito della Francia: è il caso del colpo di Stato in Togo nel 1963 e dell’assassinio del suo Presidente Sylvanus Olympio.

Oggi, nonostante la stabilizzazione politica dei Paesi post-coloniali, esiste una mobilitazione molto forte contro il Franco CFA, ignorata dalla stragrande maggioranza dei mass media francesi ed europei. Cresce, giorno dopo giorno, tra i popoli delle Nazioni dell’area, l’opposizione al neo-colonialismo del Franco CFA e la rivendicazione di sovranità monetaria, economica e politica: vale a dire l’inviolabile libertà di poter disporre delle proprie risorse produttive, di poter stampare e mettere in circolazione una propria moneta senza diktat monetari esterni e, infine, di poter pianificare e perseguire autonomamente il proprio sviluppo. Come, del resto, si addice a un Paese sovrano.

Combatti con noi, a maggio!

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La libertà è di tutti, perché tutti nascono liberi. Ma crescendo impariamo che perderla è facile: continuare ad essere liberi costa caro, in termini di fatica, perdite, volontà. A Byoblu ogni mese servono tante risorse per organizzare contenuti in grado di competere con i mezzi dei grandi media mainstream, sostenuti dai grandi magnate della finanza. Ognuno deve sacrificare qualcosa. Io sacrifico il mio tempo, la mia famiglia, una carriera, rinunciando a servire ideologie e partiti, perché tutti abbiano la possibilità di avere un media completamente libero su cui fare affidamento. Potersi fidare dell’onestà di chi vi racconta le cose significa avere la libertà di prendere le decisioni migliori.

Preservare la libertà significa combattere. Se anche tu sei disposto a sacrificare qualcosa, qui di seguito troverai un modo per combattere insieme a noi. Scegli il tuo grado. Per ora è simbolico, ma presto potresti essere chiamato a prestare la tua opera sul campo.

Grazie, dunque, per essere un volontario per la difesa della libertà di tutti, e non un mercenario per la tutela degli interessi di pochi.

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Un piccolo contributo al crollo dell'UE, dell'euro e del neoliberismo. Grazie per ciò che fate.

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Un caro saluto da Mario Draghi.

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Alberto Camozza

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bisogna credere in una informazione libera alternativa.....complimenti

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Ivan molineris

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Concentratevi sui confronti. Tipo ring

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Marcos

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Rocco Trigiante

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Anonimo

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2 commenti

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  • Ciao, sinceramente non capisco perché esiste una diversità tra le colonie francesi costrette ad usare una moneta straniera, il franco CFA e noi costretti ad usare un’altra moneta straniera: l’euro.
    Siamo soggiogati, ricattati e sfuttati esattamente come loro.
    Sarebbe bene cominciare a fare questo paragone.

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