Perché la Rai non vuole trasmettere Sweet Democracy, con il Premio Nobel Dario Fo? Parla il regista, Michele Diomà

di Michele Diomà

Mi chiamo Michele Diomà e sono regista e produttore cinematografico. Nel 2015, in collaborazione con il producer Donald Ranvaud (4 nominations agli Oscar per City of God) sono riuscito a coinvolgere il Premio Nobel Dario Fo nel lungometraggio “Sweet Democracy“. Il film  venne selezionato in diversi festival internazionali, sia in Italia che all’estero.

Nell’autunno 2017, questo percorso mi portò alla prestigiosa New York University. L’evento ebbe un tale riscontro che ben presto entrai in contatto con il premio Oscar James Ivory. Un incontro che mi permise di realizzare il mio primo lungometraggio completamente prodotto a New York, al quale partecipò lo stesso Ivory.

Tornato a Roma, riproposi dunque (per l’ennesima volta) alla RAI “Sweet Democracy“, con Dario Fo, perché oggettivamente era stato riconosciuto un prodotto cinematografico valido, e non dalla critica italiana – spesso prezzolata -, ma negli USA, dove il cinema è una vera realtà industriale e sulle recensioni sussiste l’obbligo di esser corretti. Purtroppo toccai con mano l’ostilità della televisione pubblica a diffondere le ultime riprese del nostro Premio Nobel, e ancora oggi continuo a scontrarmi con un muro di gomma.

Ci sono, in merito, interrogazioni in commissione parlamentare di vigilanza RAI, funzionari di RAI Cinema e direttori di rete che fanno da scaricabarile… tutto pur di non mostrare al pubblico “Sweet Democracy“.

Ho provato e provo continuamente a darmi una spiegazione. Mi chiedo: cosa accadrebbe se negli Stati Uniti un network televisivo censurasse l’ultimo film con il Premio Nobel Bob Dylan? Beh, forse la gente scenderebbe nelle piazze!

In Italia invece continua ad esserci una cortina di ferro: “Sweet Democracy” non deve andare in onda. Non siamo pronti per avere la satira politica nelle nostre televisioni? Perché?

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6 commenti

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  • Se non ci si stacca da Hollywood e dall’oppressione yankee nel cinema, non ci sara’ possibilita’ di avere un cinema italiano che non parli solo delle vacanze di Natale di un gruppo di sfigati coi soldi e cazzate varie!

  • Scusi Mr. Antifascista 365 giorni l’anno.

    Non ho avuto la fortuna di vedere la sua pluripremiata opera ma non credo che la presenza di un Dario Fo basti di per se a farne un buono prodotto. Tutti gli artisti giustamente si innamorano della propria opera e vorrebbero vederla valorizzata ma il ‘regalarla’ ad un euro non é un motivo sufficiente per vedersela trasmettere su una TV di stato. Seguendo questa logica le reti pubbliche sarebbero intasate da DioSoloSa quanta merla.

    La RAI avrà pure dei problemi per carità ma non ci venga a dire che ‘non si sa che è la RAI’ che le ha risposto. La RAI è un azienda pubblica che funziona un po’ diversamente da una radio libera di quartiere. Gridare al fascismo perchè le avrebbero tappato la bocca sfiora veramente il ridicolo.

    Comunque visto I grandi successi che ha riscosso oltre l’atlantico sono sicuro che non troverà alcun problema a piazzare la sua opera ad un euro presso la FOX, Sky o Netflix.

    Cordiali Saluti
    Domenico Torre

  • Personalmente credo che molte delle cose dette da Diomà siano credibili in linea generale. Credo siano anche rivestite di un fondo di verità. Qua però il problema va contestualizzato. Il problema è se il film sia un bel film, se sia almeno “fatto bene” (qualità che come sottolineava Carmelo Bene, di per se non è neanche un valore), oppure il suo contrario, se sia “fatto male” tanto quanto i bellissimi film di Augusto Tretti (la citazione non è casuale, visto che De Michelis in una proiezione del suo film “Il Potere” al festival di Venezia gli disse chiaramente che dallo stato non avrebbe mai visto un finanziamento, scatenando la difesa di Fellini, Pasolini, etc…). Voi di ByoBlu lo dovreste aver visto, considerando il fatto che mandando questa intervista prendete una posizione a difesa del film. A me, personalmente, da quel poco (molto poco) che ho visto in rete non sembra presentabile, ne per direzione degli attori, ne per fotografia, ne per regia (scrittura, direzione del set, montaggio). Spero di sbagliarmi, di essermi fatto un’idea troppo frettolosa e spero di riuscire a vederlo presto per farmi un’idea più completa.

  • Vorrei tanto vederlo ma non trovo nessun link con google , se esiste una piattaforma dove si puo’ vedere in streaming vi prego di indicarla, grazie

  • Michele Dioma complementi e grazie per raccontare questa storia. Non posso credere ancora che ci sia una censura del genere ma credo la verità è tropo scomoda per chi purtroppo comanda. Che vergogna e solo spero possiamo vedere a presto l’ultimo lavoro di un grande uomo per la umanità: Diario Fo

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