Vi racconto una storia che forse vi aiuterà in questa notte buia. Sedetevi qui con me, intorno al fuoco.

storie intorno al fuoco

L’aria fresca di settembre entra dalle finestre aperte. Un temporale indeciso pioviggina qua e là sul fogliame degli alberelli davanti al balcone. Il rombo sordo di qualche timido tuono invoglia a godersi le ombre che i lampioni proiettano tutto intorno, mentre il crepuscolo lentamente cede il passo all’oscurità, e un bimbo piange in lontananza. Ci sono solitudini estremamente piacevoli, cullati dal ticchettio delle gocce d’acqua che picchiettano sulle foglie. Sarebbe il momento perfetto per non pensare a niente: stare lì, semplicemente, come una farfalla nascosta sotto a un filo d’erba, godersi l’eternità di un attimo che non ha inizio e non ha fine.

E invece no: devo proprio accendere il computer e raccontarvi una storia.

Forse il peggiore ribaltone della storia della Repubblica Italiana si è appena consumato. Un avvocato sconosciuto ai più fino all’anno scorso, Giuseppe Conte, dopo avere finto di essere al servizio dei partiti che lo avevano chiamato, d’improvviso ha gettato la maschera, rivelando quali erano i contenuti di tutto quel confabulare conviviale che intratteneva ora con la Merkel, ora con Macron… Si stava preparando a prendere il potere. O meglio, a gestirlo in conto terzi. Si stava apprestando a mettere quella sua faccia vecchia e nuova, all’apparenza innocua e gentile, al servizio delle élite antidemocratiche che rispondono ai grandi detentori di capitali e ai magnate multimiliardari, quelli che giocano con i popoli e con i confini come i ragazzini tirano i dadi a Risiko. Come il più freddo e cinico dei sicari, stava solo attendendo il momento migliore per disfarsi dei suoi ingombranti e indesiderati coinquilini. invisi all’Europa.

Quando Mario Monti, nel 2011, prese il potere dopo la destituzione del governo Berlusconi, l’ultimo a godere – nel bene e nel male – di un consenso popolare, nessuno fiatò. Tranne quei pochi che come me, nella caverna di Platone, non guardavano le ombre proiettate sul muro. La maggior parte di noi non era preparata, era stordita da termini che non comprendeva, come “spread“, e spaventata dai titoli dei giornaloni come “Fate presto!“. In pochi pensavano davvero che un Presidente della Repubblica potesse aver preparato da mesi la cacciata del popolo dal Parlamento (che è la nostra casa), come ha raccontato bene il giornalista economico Alan Friedman.

Quell’inesperienza ci costò cara: pareggio di bilancio, esodati, Fiscal Compact, Mes… Tutti abbiamo pagato, spesso con la vita, il prezzo di quella fiducia mal riposta, di quella fatale ingenuità, di quell’assegno in bianco consegnato ai gabinetti ministeriali e agli oscuri funzionari delle istituzioni. Poi, lentamente, abbiamo iniziato a capire. Quando, nel 2013, il Movimento 5 Stelle prese quasi 9 milioni di voti, ma Giorgio Napolitano (che pur di inattivare il ritorno della volontà popolare si fece eleggere per la seconda volta di seguito, in maniera contraria a qualunque prassi costituzionale) chiamò, una mattina qualunque, il Popolo delle Libertà e il Partito Democratico al Quirinale, escludendo Vito Crimi e Roberta Lombardi, per consegnare al paese un Governo delle “larghe intese” (cioè dei cattivi che si coalizzano per neutralizzare i buoni), escludendo 9 milioni di persone da qualunque incarico istituzionale, iniziammo finalmente a capire. Eravamo ancora increduli, certo, con gli occhi tutti stropicciati, come chi li riapre dopo un lungo sonno, ma la consapevolezza era una luce che stava lentamente tornando. Il susseguirsi poi a Palazzo Chigi di Enrico Letta, di Matteo Renzi, di Paolo Gentiloni… di esecutivi cioè decisi tutti a Bruxelles e mai nelle urne, portò a termine il risveglio.

Così, appena ci fu concesso di tornare a votare, questa volta ci sembrò di non sbagliare mandando a Roma quei partiti e quei movimenti che a noi sembrava potessero meglio rappresentare il nostro disperato bisogno di riscossa. Come un naufrago si illumina di speranza quando gli pare di scorgere all’orizzonte finalmente la terra, così sollevammo il capo in direzione di piazza Montecitorio (e anche di viale Mazzini), pronti a riconoscere i segnali di un’inversione di rotta della politica, che tornasse finalmente ad occuparsi di noi, i molti, i deboli, e non degli interessi di loro, i pochi, i forti.

Non ci volle però tanto perché ci rendessimo conto che anche questa flebile speranza era destinata a ridimensionarsi. Il Governo naufragò, da un lato soffocato da un contratto di una tale certosina minuziosità da manifestare una evidente, innegabile sfiducia a monte tra le due componenti populiste, dall’altro ostruito dal Cavallo di Troia che il cosiddetto “Partito del Quirinale” aveva scientemente infiltrato nelle cariche ministeriali, a cominciare da quel Tria che non era certo espressione di chi aveva vinto le elezioni, ma al contrario di chi le aveva perse, e tuttavia conservava sorprendentemente intatto lo stesso potere. Non è forse questa la più chiara delle rappresentazioni plastiche di quello che si intende per Deep State?

E come nel 2011, anzi forse peggio, ci siamo resi conto che tutto era già pronto, se è vero come è vero che prima ancora del giuramento di un nuovo Governo realizzato a tempo record in soli due giorni (tra incarico a Conte per un mandato esplorativo e insedimento), le cancellerie già prendevano accordi per preparare l’ascesa a Bruxelles del presidente del Partito Democratico, Paolo Gentiloni. Impossibile una tale celerità senza che tutto fosse già stato scritto da tempo.

Così, quel disagio che in noi serpeggiava ormai da anni, quella insostenibile sensazione di contare poco, addirittura niente, ha finito con il tramutarsi in una certezza sempre più indiscutibile. E quel famoso detto attribuito a Mark Twain, “se votare servisse a qualcosa non ce lo lascerebbero fare“, è passato dall’essere una citazione distratta, da snocciolare sui social per fare conversazione (un po’ come “eh, signora mia, non ci sono più le mezze stagioni“), al rappresentare una convinzione profonda, quasi fosse il primo degli articoli di una anti-Costituzione che governa l’epoca della post-democrazia.

A distanza di 8 anni dal giorno in cui Mario Monti si insediò nel palazzo dove risiede il Governo, oggi non siamo più gli sprovveduti che eravamo allora, e lo dimostra il momento dell’arrivo di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, oggi, che ha ricevuto un’accoglienza seconda solo al giorno del lancio delle monetine a Bettino Craxi. Se sulla piattaforma Rousseau un apparente 80% avrebbe votato a favore di un Governo Conte Bis, non si può dire lo stesso degli italiani, che su tutti i social, ma soprattutto oggi all’ingresso del Palazzo, lo hanno accolto al grido di “Buffone! Buffone!” ed “Elezioni subito!“. Qui sotto il video che lo testimonia.

Forse pensate che questo possa essere ben poca cosa, rispetto al male che ci viene inflitto. Pensate cioè forse che non serva a niente. E allora vi racconto la storia che volevo raccontarvi all’inizio.

C’era un tempo in cui dentro a quei palazzi lavoravo anche io. Mi avevano chiesto di curare la comunicazione di un MoVimento che prometteva di restituire la sovranità ai cittadini, facendoli entrare nelle istituzioni. Avevo accettato, perché ci credevo e perché volevo guardarci dentro, a quella scatoletta di tonno.

Ero a Montecitorio anche quel 20 aprile 2013, seduto a una scrivania con le finestre aperte, quando il Partito Democratico si rifiutò di votare Rodotà come nuovo Presidente della Repubblica, e senza la minima vergogna fece rieleggere per un secondo mandato Giorgio Napolitano. Quel Movimento 5 Stelle, il “mio” Movimento, disse senza mezzi termini che si trattava di un golpe. Sul blog di Grillo uscì un post. Diceva: “Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. È in atto un colpo di Stato. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. È necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper, sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese“.

Grillo non venne mai, sconsigliato sulla strada per Roma da una telefonata della Digos, che temeva morti e feriti. Ma nonostante la manifestazione fosse stata annullata, molti cittadini – non tanti, forse qualche migliaio – iniziarono ad affluire lo stesso tutti intorno a Montecitorio.

Dovete sapere che quella piazza sembra grande, ma non lo è poi così tanto, e soprattutto è circondata da palazzi che si affacciano su strette viuzze, quelle che percorrono i parlamentari, ma anche i ministri e i funzionari, quando entrano ed escono dai loro uffici.

Ero alla mia scrivania, dicevo, quando dalle finestre aperte iniziò a percepirsi qualcosa che non era il consueto brusio del traffico e del vociare dei passanti. Era qualcosa di diverso, di inaspettato. Come un rombo sordo, un boato latente, il lamento di un gigante distante, o l’eco della rabbia di eserciti lontani che avanzavano inesorabili.

Un’occhiata fuori dalle strette finestrelle del palazzo dei gruppi parlamentari e fu immediatamente chiaro di cosa si trattasse: un fiume di persone che, viste tutte insieme, perdevano i tratti distintivi dell’individualità e acquisivano quelli di un nuovo organismo forte, inarrestabile e minaccioso, una unica e indistinta unità che stava riempiendo ogni piazza ed ogni strada, e confluiva intorno alla Camera e a Palazzo Chigi, circondandoli da ogni lato. E più persone arrivavano, e più sembravano un letto di lava che si spostava lento ma che prendeva ineluttabilmente il controllo di ogni cosa.

Lo ricordo ancora, quel suono.. l’urlo di un mostro ferito, cento stadi che levano i loro cori al cielo, ma chiusi in una piccola stanza. O meglio, tutto intorno, che pare che possano entrare da un momento all’altro. Noi eravamo quelli buoni, ma al cospetto di quella forza della natura.. il popolo!, chiunque avrebbe avuto paura. Ricordo di averne avuta. Una paura mescolata al rispetto per ciò che è più grande di te e di fronte al quale ti puoi solo inchinare.

E se quello era lo stato d’animo di chi quell’adunanza l’aveva invocata, potete immaginare quale e quanto potesse essere il terrore di chi rappresentava il nemico, l’obiettivo di quella immensa folla che assediava il Palazzo. Capii in un istante come doveva essersi sentita Maria Antonietta quando la furia di sua Maestà il Popolo si riversò su di lei. Noi no, ma vidi spocchiosi e insolenti, arroganti quanto importanti personaggi di prim’ordine del dibattito politico nazionale, le prime file dei partiti, defilarsi da uscite secondarie, poco note, come detenuti alla disperata ricerca di una strada per evadere. Ricordo Gasparri (l’uomo che non si faceva scrupolo di usare gestualità e termini sconci e irrispettosi per riferirsi ai suoi avversari e ai cittadini che li sostenevano) uscire dalla porta principale, paralizzarsi e tornare indietro con la segreta speranza di non essere stato riconosciuto, per poi tentare la sortita da un’uscita secondaria, scortato dalla polizia. Ricordo tutti sull’attenti, dalla grande stampa sempre prona ai poteri forti, alle alte cariche istituzionali che improvvisamente invitavano alla distensione e tentavano improbabili mediazioni.

Ricordo la decisione di uscire, insieme a Vito Crimi, per tentare di parlare alle persone e scongiurare un’ulteriore degenerazione della protesta. Attraversammo la soglia dell’ingresso della Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio, ed io personalmente non ero certo di cosa sarebbe accaduto, perché quando si scatenano forze primordiali – e il popolo che scende compatto in piazza lo è – il rischio che diventi impossibile contenerle esiste sempre. Ma lì accadde il miracolo. Una di quelle scene che vedi solo nei film, quando all’improvviso il mondo che prima ti era ostile e minaccioso compie una trasformazione inattesa e inizia a prendere le tue parti, al termine di una lunga ed estenuante lotta per il bene e per la verità.

Quando ci vide uscire da quella porta, la folla iniziò ad applaudire. E insieme agli applausi iniziarono i cori di incoraggiamento, i tributi di riconoscenza e poi, quando ci avvicinammo increduli, le strette di mano dietro alle transenne, le pacche sulle spalle, le foto, gli sfoghi festanti di chi riconosceva davanti a sé qualcuno che stava lottando in difesa dei suoi diritti. Era un trionfo, un grande, immenso abbraccio del gigante venuto da lontano, o apparso all’improvviso come qualcuno che è sempre stato lì, e ovunque, immanente, mimetizzato nelle statue, nelle strade, nelle case e nelle cose che rappresentano i beni pubblici, emerso all’improvviso come un performer che esce da un quadro vivo, come se il mondo avesse svelato la sua forma umana e si fosse fatto carne, cuore, sangue.

Cosa significa, tutto questo? Cosa sto tentando di dirvi?

Sto tentando di mettervi coraggio. Vi posso garantire che ogni volta che pensate che i vostri diritti siano stati calpestati, non dovete rassegnarvi come se in fondo non ci fosse più nulla da fare, trovandovi di fronte a un potere troppo grande e troppo forte per voi. É vero, si tratta di un grande potere. Ma ricordate: nessun potere è mai abbastanza grande da non temere il popolo su cui viene esercitato, e quando lo schiaccia è solo perché il popolo rinuncia alla sua facoltà di sollevarsi, sancita dai principi eterni, costitutivi e inalienabili della democrazia stessa, che affermano che quando il popolo non si sente più rappresentato dal potere che lo amministra, e ritiene che non vi sia più nessun altro modo “costituito” per sostituire questo potere, ovvero per rientrare in possesso dei suoi diritti e della sua piena sovranità, allora la rivoluzione è un atto legittimo. Non lo affermo io, ma viene insegnato nelle prime lezioni universitarie del corso di Diritto Pubblico della Facoltà di Scienze Politiche.

Ma c’è di più: senza bisogno di arrivare alla rivoluzione, basterebbe che in piazza il popolo scendesse più di frequente. Basterebbe che circondasse pacificamente i palazzi del potere, perché questo potere poi necessariamente si sciolga come neve al sole, o quanto meno torni sui propri passi e faccia concessioni che diversamente considereremmo impossibili. I grandi predatori possono ghermire le loro prede solo perché il branco, non credendo nelle proprie possibilità, nella propria sconfinata forza che deriva dal muoversi all’unisono, una sola mente, un solo cuore, li teme e si limita a scappare, disperdendosi, isolandosi e facendo così il loro gioco: nessun leone attaccherebbe mai una mandria inferocita che lo carica. Nessuno. Allo stesso modo, se il popolo fosse consapevole della sua grandezza, della sua forza, della sua potenza, l’unica cosa che avrebbe da temere sarebbe se stesso.

Quando pensate di essere stati traditi, quando pensate che per l’ennesima volta vi stanno rubando i vostri diritti, andate a Roma, circondate i palazzi e riprendeteveli. Non ci sarà bisogno di nessuna violenza, né tantomeno dovrete usarla. Dovrete solo farvi vedere, come il papà guarda il figlio con le mani nella marmellata e il figlio rimette il barattolino a posto. Basterà guardarli dritti negli occhi, in tanti. E ve li ridaranno.

p.s. nel frattempo, mentre scrivevo, il temporale oltre al balcone si è fatto molto più intenso. Adesso i tuoni forti, rimbombano ovunque e la pioggia è sferzante


La nuova televisione è quasi pronta. Aiutaci a fare l’ultimo miglio!

€42.481 of €40.000 raised

Byoblu è pronto per fare il salto. Stiamo costruendo la nuova informazione: l’alternativa al mainstream. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti. E cambierà definitivamente le regole del gioco.

Per continuare ad essere libera dovrà essere sostenuta da te, e solo da te. Sei pronto a fare la tua parte? In cambio, sarai protagonista dell’informazione che verrà.

Dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo entro l’autunno. Sappiamo che non è facile, ma siamo centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. È venuto il tempo di dimostrare che il desiderio di cambiamento non è soltanto una parola, ma una volontà di ferro.

Grazie!
Claudio Messora

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Termini

Totale Donazione: €15,00 One Time

Anonymous User

Anonimo

€50,00 22 November 2019
Anonymous User

Anonimo

€20,00 22 November 2019
Anonymous User

Anonimo

€10,00 22 November 2019
Anonymous User

Anonimo

€15,00 22 November 2019
Anonymous User

Anonimo

€10,00 21 November 2019
AS

Andrea Salvetti

€100,00 21 November 2019
Anonymous User

Anonimo

€30,00 21 November 2019
AF

Alfio Finocchiaro

€10,00 21 November 2019
LM

Luca Maddalena

€15,00 21 November 2019

Tenete duro...

MR

Marco Ramello

€15,00 21 November 2019

Grazie per il grande contributo che date all'informazione!

Anonymous User

Anonimo

€30,00 21 November 2019
k

kikkedhu

€15,00 21 November 2019
AM

Aurora Mucci

€50,00 21 November 2019

Grazie per quello che fate!

BS

Bassanio Saorin

€15,00 21 November 2019
Anonymous User

Anonimo

€15,00 21 November 2019
MD

Manlio Dorigo

€15,00 21 November 2019
MP

MATTEO PESENTI

€9,99 21 November 2019

Avanti così!

Anonymous User

Anonimo

€5,00 21 November 2019
Н.

Никола ...

€15,00 21 November 2019

Saluti dai Balcani!!

Anonymous User

Anonimo

€15,00 21 November 2019

 

 

18 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Bravo
    Non tutti si commuoveranno
    Non tutti si fanno coinvolgere
    Non tutti credono nei diritti
    Per essere sicuri di averla ancora, la libertà, possiamo solo tentare di esercitarla. Speriamo di riuscirci in molti.
    Grazie per questi tuoi pensieri ispiranti.

  • Straordinario riassunto, siamo arrivati ad un passo e li, forse, con quella telefonata della DIGOS, è iniziata la fine del movimento. Un calcio di rigore che non si è voluto nemmeno tirare. Adesso fai il salto di qualità e racconta chi è il vero artefice della fine del movimento, che in meno di due anni ha massacrato l’ideale è il sogno di quei 9 milioni di cittadini. Per dovere di cronaca.
    In alto i cuori e viva canali di informazione come Bioblu.

  • Grazie, Claudio, per queste stupende parole e per aver condivso con tutti noi quei tuoi momenti.
    Questo pezzo può davvero essere fonte di ispirazione per molte persone. Di sicuro per me lo è!

  • Caro Claudio…
    Come mai, uno attento come te … fa nomi e cognomi di quasi tutti i protagonisti di questa storiella.., ma ometti di dire che I TRADITORI sono stati i LEGHISTI in questa storiella (tanto questi lo hanno sempre fatto, questi il tradimento ce l’ hanno nel DNA dai tempi del berluska prima nel 1994 e poi ancora nel 2011 e oghi con il m5s ) ma con a capo (non piu Bossi) ma il famoso Felpamerda capitan Salvini …
    Vedi , le puttanate della lega, per fare fuori il governo giallo verde erano evidenti dal primo ricatto dopo la “prima manina sporca” scoperta , a inizio legislatura sul Decreto Fiscale (ottobre 2018) …
    Sono traditori… e di quelli peggiori … i piu subdoli…
    Forse Conte non sarà uno stinco di santo… ma che tu ometta il nome di quei farabutti dei ministri e sottosegretari della Lega … promotori e firmatari della mozione di sfiducia a questo governo (poi ritirata dopo aver capito la minchiata fatta, resciuscitando addirittura gli zombie del PD) … NO caro Claudio…
    NON È DA GIORNALISMO CORRETTO.
    O diciamo tutto … o niente…
    Se Conte , fosse colui che descrivi tu …. allora chi lo ha LIBERATO aprendo il cavallo di troia , sono i tuoi “amici” (lo posso dire con tranquillita) I signori Borghi, Bagnai, Rinaldi … ed il loro Capitan Findus Felpamerda…con un semplice atto presentato in parlamento “la sfiducia”.
    Tonyspierre

    • lo ometto perché 1) la mia è una storia che affonda le sue radici in un passato remoto, quindi il focus è molto più alto rispetto a quello più micro che stai usando tu 2) perché non ha importanza come sia caduto il Governo: quello che conta adesso è che al Governo c’è il Pd, e che la maggior parte degli italiani (sondaggi anche sul Corriere) non lo vogliono e si sentono traditi. 3) Salvini (di cui nulla mi interessa) può ascriversi al massimo la responsabilità di avere fatto cadere un Governo che non stava più concludendo nulla, affondando tra i No, ma la responsabilità di avere riportato in vita il PD, scegliendo di tradire se stessi anziché andare al voto in pieno spirito grillino, ce l’ha il M5S. I ragionamenti come quelli che fai tu sono pari a quelli che in fondo giustificano gli stupri perché “le ragazze se la sono cercata”: le ragazze possono fare quello che vogliono, ma niente giustifica il comportamento di un uomo che usa violenza. Allo stesso modo Salvini potrà anche avere la responsabilità di aver fatto cadere un Governo, ma niente giustifica il M5S per avere riesumato un partito sepolto dagli italiani e avergli consegnato i ministeri chiave del paese. E non lo dice solo Messora: vai a cercarti ad esempio i tweet degli europarlamentari M5S Corrao e Pedicini, per capire un po’ che aria si respira.

      Infine, caro Tonyspierre, te lo dico col cuore: esci per favore dalla curva sud, librati in alto e ricomincia a guardare il tuo paese volando libero come un uccello. E come te dobbiamo farlo tutti. Qui non ci sono leghisti che difendono Salvini e neppure il punto è sentirsi leghisti o grillini, e tantomeno gettare fango su M5S per partito preso. Qui bisogna ricominciare a guardare le cose da una prospettiva diversa, abbandonare le divisioni e chiedersi a che punto è il nostro Paese e se davvero le nostre scelte siano state giuste o no. Non sei stanco di alzare la mano sui tuoi fratelli in nome di una appartenenza ideologica, accusarli di essere traditori e sentirti dalla parte del bene? Non immagini che lo stesso possono fare gli altri, e magari avere come te le loro buone ragioni? E se lo immagini, perché non fare un passo in più e comprendere che forse il modo in cui stiamo affrontando il momento storico non conduce da nessuna parte?

      Questo posto è trasversale, inclusivo, parla a tutti e a me per primo. Non mi interessa (e non cito, peraltro) nulla della Lega, e neppure mi pare cito il M5S per criticarlo, anzi narro le gesta dei suoi esordi, quando si volava alto.
      Quindi se il tuo unico commento è “ma Salvini ha traditooooh”, te lo dico senza nessuna polemica e nella speranza che tu rifletta: sei fuori strada.

      • Condivido pienamente il contenuto e lo spirito di questa tua replica. Ho condiviso il tuo splendido articolo con un po’ di gente: spero che i semi in esso contenuti trovino terreno fertile. Un abbraccio virtuale da Roma.

  • Ciao Claudio

    Sai se ci sono smentite ufficiali ai messaggi di apprezzamento per il governo PD/Renzi e le sue riforme?

    Renzi e gli sms di Conte: “Mi ricordo di quando ci scriveva tutto contento…”
    Matteo Renzi rivela: “Conte ci mandava i messaggini tutto contento e entusiasta delle riforme che facevamo”
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/renzi-e-sms-conte-mi-ricordo-quando-ci-scriveva-tutto-1615521.html?fbclid=IwAR3X8YpAvagjNv-UdryIIOzZxKhebJCFDXRn6UlxRuocmBepJ44Pdcyxm5c

    se fosse vero, sarebbe abbastanza inquietante che il premier, voluto due volte dal M5S, apprezzasse quelle politiche che il M5S ha sempre schifato e combattuto,

  • Grazie. Leggere questo stamani mi è stato d’ispirazione per questa poesia:

    Non si secchi d’ingiustizia
    la tua gola.
    Lascia che il calore ribolla,
    e giù nel profondo,
    che la rabbia sia.
    Osservala distaccato
    mentre oltre le porte
    del tempo e dello spazio
    si proietta in raggi:
    ineffabili sincronicità,
    che come fili d’erba mossi dal vento
    scatteranno la combinazione d’onda impetuosa
    che giù scorgerai,
    lungo la riva del fiume.

  • E perché hai mollato tutto, hai lasciato il movimento, dove si è sciolta la tua tenacia? Non è forse dall’interno che si cambiano le cose? D’accordo una informazione libera, ma che ce ne facciamo di chi protesta solamente, ma non prende in mano il timone?

    • Ti deve essere sfuggito qualche passaggio: non me ne sono “andato”, sono stato “cacciato” dai deputati europei a Bruxelles, quelli stessi che poco dopo tentavano l’alleanza con l’Alde. Io non era un eletto. Ero formalmente un dipendente. Non avevo nessuna possibilità di restare.

  • Se è per questo ci si sarebbe dovuti sentire traditi già nel maggio 2018, con l’accordo M5S-Lega.
    Ma allora tutti tacquero.
    Oggi si grida che il volere del popolo è stato calpestato.
    Ma vi ricordo che questa alleanza di governo è forse più espressione democratica di quello precedente.
    Alle elezioni di marzo 2018 infatti il M5S fu primo partito, poi venne il PD, e solo al terzo posto arrivò la Lega.

    • Non è così. Il Pd e il M5S sono stati puniti severamente da quel momento in poi e hanno perso TUTTE le elezioni amministrative e quelle europee. Questo significa che un Governo M5S-Pd, oggi, non ha nessun consenso popolare, e il consenso popolare (misurato attraverso i voti, non attraverso i sondaggi) è un requisito fondamentale espresso anche dai padri costituenti affinché il Presidente della Repubblica possa valutare lo scioglimento delle camere. E’ stato detto e spiegato molte volte. Guardati la Maratone Byoblu sul voto su Rousseau. E’ lunga ma almeno ti chiarisci alcuni punti.

  • Se pensiamo che in Francia neanche i gilets gialli, nonostante il casino fatto, hanno smosso così poco, figuriamoci noi: certo, stiamo proprio indietro….

  • Ciao Claudio
    Nella narrazione manca un attore fondamentale che è Matteo Salvini che ha indossato i panni del rappresentante del popolo e che aveva raggiunto il vertice della politica. Aveva in mano ruolo e consenso e che me ha fatto? Non voglio puntare il dito perché erreri ne commettiamo tutti ma poteva essere protagonista e attore del cambiamento, ha chiesto pieni poteri e si ritrova con un pugno di mosche. Cosa succederà ora non lo so ma siamo qui anche grazie alle scelte della Lega.
    Come sempre speriamo in bene.
    Simona

  • Grazie Claudio, il tuo messaggio mi sembra simile ma quello che sempre ci dà anche Maria Giovanna Maglie sulla sua striscia “Magliestrette”. Condivido.

    Tutti in piazza Monte Citorio con la bandiera tricolore per difendere il diritto di tutti a RICONOSCERSI NEL GOVERNO VOTATO DAGLI ITALIANI e non in quello voluto dai palazzi.

    https://www.facebook.com/giancarlo.belli.98/posts/2225127397613129?__xts__%5B0%5D=68.ARDYMGvok6b_3QMqdqFubLLtRVfXURU7umgMrAYifP-Rm8qd-Fwwx09yZjYBHfpk_xQ14etrkyPtEaebKsFMY4HISa9FN7bAHHYo-7faiI_rgW1vtVGougoV5yu8vfpp3p8N7fAi7ShQaqO11-yVc0xbBpwEwHor3IYeFkkxWz7C5K2VhA730hEcEKVq_HJsIguxOtDeU67urpB46OVc5wD7wnwds72GkIzxfdLqeM75BWDiJZB3d9hVqKsGZfUEBp_QJifURfZGLhl5qIUg1neDuiKUTEbjDJszufbERfdJjT8XP1hwaZ9z4aQ3NOPoSHcnULJOqQKlFxS2COTcfk-iZcjqM6FX&__tn__=-R

Top