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FRANCIA – MACRON, ECONOMIA E DISUGUAGLIANZE, AUTOSTRADE – BENETTON, RATZINGER – CELIBATO – #TGBYOBLU 1

#TGBYOBLU 1 – Oggi parliamo delle proteste in Francia contro Macron, di economia e disuguaglianze, della revoca delle concessioni ai Benetton, gestori della società Autostrade, e della polemica che vede coinvolto l’ex Papa Ratzinger sul celibato dei sacerdoti.

PROTESTE DI PIAZZA IN FRANCIA

Non si arresta la lotta di sindacati e cittadini contro la riforma neoliberista di Macron in caduta di consensi

Proteste così in Francia non se ne vedevano dal ’68: da Parigi a Marsiglia, da Tolosa a Lione, tutto il paese è sceso in piazza per protestare contro il punto più contestato del progetto di legge di Macron, che vorrebbe alzare l’età minima per andare in pensione da 62 a 64 anni.

I manifestanti ottengono il dietrofront del premier Philippe che dichiara: “Sono disposto a ritirare dal progetto di legge la misura…”, ma quasi tutti i sindacati, salvo il più moderato, vogliono il totale ritiro della riforma, che prevede, a fronte di 42 diversi regimi pensionistici, divisi per professione, l’accorpamento di questi in un solo sistema di calcolo a punti. Probabili quindi altri scioperi di scuole e tribunali, ma soprattutto del settore dei trasporti, che ha già paralizzato il paese per 38 giorni.

Nel frattempo la fiducia dei francesi nei confronti del premier Philippe cala al 27% e non va meglio quella nei confronti di Macron, che a gennaio perde altri 2 punti, arrivando al 25%. Sarà una seconda rivoluzione francese?

DISUGUAGLIANZA ESTREMA

Si allarga ancora la forbice economica fra ricchi e poveri, mettendo in discussione le basi stesse della democrazia

Cresce ancora il divario fra ricchi e poveri Lo certifica l’ultimo rapporto pubblicato dall’Eurostat che indica come in Italia il 20% della popolazione con i redditi più alti possa contare su entrate sei volte superiori rispetto ai cittadini che vivono una situazione di chiara difficoltà economica.

Questi dati confermano le analisi da tempo elaborate dall’economista premio nobel Joseph Stiglitz, che in libri come “Il Prezzo della disuguaglianza” mette in guardia dai rischi rappresentati da un modello che nega in radice il concetto  stesso di “giustizia sociale”. Il neoliberismo – dominante negli ultimi 30 anni – ha allargato notevolmente la forbice delle disuguaglianze, senza valorizzare per davvero il concetto di merito caro ai tecnocrati. Negli Stati Uniti, ad esempio – ma il discorso potrebbe valere anche per l’Europa –  le prospettive di un giovane figlio di una famiglia svantaggiata, che va bene a scuola, sono molto meno promettenti di quelle di un figlio di famiglia benestante che, però, trascura lo studio.

Meglio fare attenzione, quindi, perché alla lunga l’aumento inarrestabile delle disparità economiche finirà probabilmente con il mettere seriamente in discussione le basi della democrazia

AUTOSTRADE: REVOCA DELLE CONCESSIONI AI BENETTON

Finisce il mito delle privatizzazioni di Autostrade: lo Stato deve tornare protagonista nell’economia.

All’indomani del crollo del ponte Morandi a Genova, il 14 agosto del 2018, che provocò la morte di 43 persone, Di Maio – allora vicepremier del governo “gialloverde” – dichiarò risoluto: “chi non vuole la revoca dovrà passare sul mio cadavere”. È passato un anno e mezzo da allora e il ritiro delle concessioni alla società Autostrade dei Benetton rimane argomento di discussione politica.

Il braccio di ferro è ancora in corso e non è detto che la politica trovi davvero la forza di estromettere un colosso economico come quello rappresentato dai Benetton, nonostante gli oggettivi disastri provocati. L’acquisizione della società Autostrade da parte del gruppo Iri, tornata tristemente d’attualità, è stata l’operazione più lucrosa mai realizzata dalla cassaforte finanziaria della famiglia imprenditoriale di Ponzano Veneto. La privatizzazione di Autostrade, ossia il trasferimento di un monopolio naturale alle mani dei privati realizzato dalla maggioranza di centro-sinistra, porta su di sé il marchio di Romano Prodi,  Carlo Azeglio Ciampi, Mario Draghi e Massimo D’Alema. Il processo di privatizzazione maturò durante il primo governo Prodi, per poi proseguire e concludersi senza soluzione di continuità con il governo D’Alema, con Ciampi ministro del Tesoro di entrambi gli esecutivi, Draghi direttore generale e Gian Maria Gros-Pietro presidente dell’Iri.

Erano gli anni delle privatizzazioni selvagge che avrebbero dovuto rendere “più competitiva l’Italia”. A distanza di oltre venti anni, l’Italia non è affatto più competitiva. In compenso sono aumentati i costi ed è peggiorata la qualità dei servizi, fino al punto da mettere in discussione perfino l’incolumità degli automobilisti.

RATZINGER: “NON POSSO TACERE”

Il Papa emerito lancia un allarme in difesa del celibato dei sacerdoti

In ottobre il Sinodo dei vescovi dell’Amazzonia ha proposto l’ordinazione sacerdotale di uomini sposati per sopperire alla carenza di uomini del clero. Nei prossimi mesi papa Francesco prenderà una posizione nel merito con una “Esortazione Apostolica”. Contro questa ipotesi si scaglia però il Papa emerito Joseph Ratzinger che in un libro di prossima uscita titolato “Dal profondo del Cuore” – firmato  insieme al cardinale Sarah – spiega come il celibato dei preti rimanga indispensabile.

E’ urgente e necessario che tutti, vescovi, sacerdoti e laici, ritrovino uno sguardo di fede sulla chiesa e sul celibato sacerdotale che protegge il suo mistero“, dice Benedetto XVI. “Tale sguardo sarà il miglior baluardo contro lo spirito di divisione, contro lo spirito partitico, ma anche contro l’indifferenza e il relativismo dilagante”.


Aiutaci a sostenere le spese di gennaio

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Grazie a voi abbiamo costruito il primo studio, a Milano. Ci vorrà un po’ di rodaggio, ma già da subito siamo operativi e iniziamo a trasmettere. Vogliamo costruire la nuova informazione: l’alternativa al mainstream, ma soprattutto una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti. E cambierà definitivamente le regole del gioco.

Adesso bisogna raccogliere la prossima sfida: dimostrare che siamo in grado di sostenere le spese vive, ogni mese. Ci sono 5 persone a Milano, 4 a Roma e alcune altre in telelavoro. Poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare e tanti conduttori liberi e intelligenti da coinvolgere nel progetto. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Byoblu costa solo 30 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Per continuare ad essere liberi e crescere, la nuova televisione dei cittadini essere sostenuta da te, e solo da te. Sei pronto a fare la tua parte? Sappiamo che non è facile, ma siamo centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. È venuto il tempo di dimostrare che il desiderio di cambiamento non è soltanto una parola, ma una volontà di ferro.

Abbiamo già fatto tanto. È un’impresa storica. Trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network. Nessuno ne parla. Questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi.

Che altro ti serve? Aiuta la nuova televisione dei cittadini a trasmettere anche questo novembre. Questa volta, la tua generosità sarà ricompensata.

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Vi ringrazio di cuore per quello che fate e che il Signore vi benedica!
Appena vi è possibile mettete nelle informazioni che riportano tutti i programmi: il titolo delle varie interviste e la durata con l'orario di inizio e di fine, così sappiamo sempre cosa stiamo guardando e la durata di ciò che sta andando in onda. Grazie ancora! Donata

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Grazie Byoblu!

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Grazie per il vostro eccellente servizio.
Viva la libertà!

1 commento

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  • Ciao Claudo , Francesco e tutto lo staff 🙂
    Secondo tg in pillole meglio, ma la musica di sottofondo (la sigla?) secondo me va eliminata mentre parlate: a me fa l’effetto di un messaggio subliminale stressante, creatore di ansia …o cambiate musica di sottofondo (Pachelbel, Mozart, …scegliendo brani tranquilli, lenti) o meglio eliminarla.
    Sulla lettura delle notizie meglio la voce femminile: è pià calma, tu e Francesco siete più adrenalinici.
    Certo sono opnion ipersonali ….ma avete chiesto suggerimenti ed io vi ripeto i miei.
    Comunque meglio dell’esperimento pilota: la musica era più bassa e l’impressione generale è stata di un ascolto meno stressante/ansiogeno.
    Grazie sempre per il vs lavoro : voi e Pandora tv siete i miei canali d’informazione preferiti 🙂

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