MACRON: “RIPULIRE INTERNET”. ANCORA SOTTO ATTACCO LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE #TgByoblu 4

#TgByoblu 4 – Oggi parliamo dell’attacco di Macron alla libertà di informazione, dell’espulsione di Paragone dal Movimento 5 Stelle, del caso dell’istituto scolastico romano di via trionfale e delle dimissioni del governo russo.

MACRON: “RIPULIRE INTERNET”

Ancora sotto attacco la libertà d’informazione ed espressione

“Distruggeremo Google e Facebook con regole e tasse”. Queste le minacce di Soros del 2018 alla libera informazione, che ora Macron sembra voler concretizzare in tutta Europa, invocando giornalisti pagati dallo stato che garantiscano una presunta neutralità delle notizie diffuse.

Il testo del progetto di legge dice che, in particolare durante il periodo elettorale, un partito o un candidato che si sente attaccato dal web può, tramite un giudice, ordinare la sospensione del sito incriminato “con qualsiasi metodo di comunicazione elettronica fino alla fine delle operazioni di voto”.

Macron attacca anche i social media, apostrofando i liberi cittadini come “simil-giornalisti” e aggiungendo che “se chiunque per strada può improvvisarsi giornalista con il suo telefonino… allora non ci sarà più alcun giornalista”: ciò fa sospettare la volontà di intimorire i giornalisti con l’ipotesi della potenziale perdita della loro figura professionale, da un lato, e dall’altro quella di cercare di mettere in contrapposizione giornalisti e cittadini comuni, che invece sono spesso fianco a fianco durante le manifestazioni di piazza; inoltre in questo modo il governo potrebbe contrastare e zittire anche post, immagini e video di persone comuni che testimoniano in prima persona ciò che accade intorno a loro, come avvenuto molte volte negli ultimi mesi durante le proteste in Francia, oltre a far arrestare, come già successo, giornalisti indipendenti che scendono in piazza insieme ai cittadini per documentare le proteste.

In buona sostanza i burattinai stanno tentando di imbavagliare ogni tipo di informazione “non ufficiale”: ci riusciranno?

PARAGONE VA ALLA GUERRA

Sono pronto a fare causa al Movimento 5 Stelle perchè voglio essere reintegrato

L’espulsione di Paragone dal Movimento 5 Stelle continua a tenere banco.

Il capo politico dei grillini, Luigi Di Maio, ha spiegato che Paragone è stato espulso perché non ha rispettato il regolamento che impone di votare la fiducia.

Piccata la replica del giornalista ora prestato alla politica: “Di Maio mente, nel regolamento c’è scritto che la fiducia va votata ogni qual volta risulti necessaria e in questo caso il mio voto non lo era affatto. Sono pronto a fare causa ai grillini e sono certo di vincerla”, continua Paragone, “…per ora ho fatto appello al collegio dei garanti perché desidero rientrare nel M5S. Al gruppo misto mi sento emarginato…”.

Chi pensava che Paragone e Di Battista potessero organizzare nell’immediato qualcosa insieme è rimasto deluso, considerata la scelta del Dibba di schierarsi risolutamente al fianco di Di Maio. Paragone però l’ha presa con filosofia: “Con Alessandro restiamo amici, capisco la sua posizione…mica è stato espluso lui”.

SCUOLA E CLASSI SOCIALI

Un istituto scolastico a Roma divide i propri studenti in base al rango socio-economico

Un istituto scolastico romano ha diviso per categorie i propri studenti in base al rango socio economico.

L’aumento delle disuguaglianze sociali, tipico di una società neoliberista, finisce quindi per contagiare pesantemente anche il mondo della scuola. Nessuno nega che la scuola italiana viva una fase di regressione, dovuta anche alle politiche lassiste e dei buoni sentimenti imposte da politici condizionati dal pensiero globalista. Ma la risposta a questa situazione non può essere un ritorno a politiche ottocentesche basate sul censo.

Il vero dramma è che la scuola italiana non seleziona più in base al merito e all’impegno. L’ascensore sociale è fermo e difficilmente chi nasce in un contesto disagiato riesce adesso con le proprie forze a migliorare la propria condizione socio economica. Anche per questo i migliori sono costretti ad emigrare e l’Italia resta ostaggio dei più ricchi e dei mediocri.

PUTIN LICENZIA IL LIBERALE MEDVEDEV

Cambiano gli equilibri di potere in Russia e si indebolisce l’ala filoccidentale

Putin annuncia di voler cambiare la Costituzione e sottoporre la modifica a referendum. Subito dopo il premier in carica Medvedev decide di dimettersi insieme a tutto il suo governo.

Molti osservatori ritengono che questa mossa sia funzionale al desiderio di Putin di ritagliare per sé un ruolo di potere anche all’indomani della scadenza del suo ultimo mandato presidenziale che scadrà nel 2024.

Al posto di Medvedev, appartenente all’ala liberale e filoatlantica del potere russo, è stato nominato Mikhail Mishustin, fino ad oggi responsabile del servizio fiscale federale.

Nel merito Putin ha proposto il rafforzamento del ruolo di Parlamento e governo.

Putin intende inoltre accompagnare una inversione di tendenza in economia, abbandonando le politiche restrittive care anche ai liberali russi alla Medvedev per garantire forti sussidi alle famiglie che faranno più figli: “nascono pochi bimbi e il successo storico della Russia dipenderà anche da quanti saremo”, ha spiegato il Presidente.

La carriera politica di Medvedev, noto anche per avere sponsorizzato in patria una riforma delle pensioni in stile Monti/Fornero, finisce di fatto qui. Più che i russi lo rimpiangeranno semmai i soliti think tank globalisti nemici dell’idea stessa di welfare state.


Aiutaci a sostenere le spese di gennaio

€3.780 of €30.000 raised

Grazie a voi abbiamo costruito il primo studio, a Milano. Ci vorrà un po’ di rodaggio, ma già da subito siamo operativi e iniziamo a trasmettere. Vogliamo costruire la nuova informazione: l’alternativa al mainstream, ma soprattutto una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti. E cambierà definitivamente le regole del gioco.

Adesso bisogna raccogliere la prossima sfida: dimostrare che siamo in grado di sostenere le spese vive, ogni mese. Ci sono 5 persone a Milano, 4 a Roma e alcune altre in telelavoro. Poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare e tanti conduttori liberi e intelligenti da coinvolgere nel progetto. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Byoblu costa solo 30 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Per continuare ad essere liberi e crescere, la nuova televisione dei cittadini essere sostenuta da te, e solo da te. Sei pronto a fare la tua parte? Sappiamo che non è facile, ma siamo centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. È venuto il tempo di dimostrare che il desiderio di cambiamento non è soltanto una parola, ma una volontà di ferro.

Abbiamo già fatto tanto. È un’impresa storica. Trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network. Nessuno ne parla. Questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi.

Che altro ti serve? Aiuta la nuova televisione dei cittadini a trasmettere anche questo novembre. Questa volta, la tua generosità sarà ricompensata.

Grazie!
Claudio Messora

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Bravi! Continuate così!

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Il mio piccolo contributo da Londra.

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Grazie, continuate così

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Grazie per il vostro appassionato lavoro.

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Buon lavoro Claudio!
Saluti da Dublino,
Alberto

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