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PANTANO LIBICO. LA CONFERENZA DI BERLINO NON RISOLVE I PROBLEMI – #TgByoblu 6

#TgByoblu 6 – Oggi parliamo della conferenza di Berlino sulla Libia, del caso Gregoretti, del nuovo rapporto Oxfam sull’aumento delle diseguaglianze e del misterioso virus comparso in Cina.

LIBIA NEL CAOS

La conferenza di Berlino si conclude di fatto con una mera dichiarazione di intenti

Dopo la cacciata e l’uccisione di Gheddafi la Libia non è diventata una moderna “democrazia liberale”, come vaneggiavano i globalisti, ma un pantano pericoloso e instabile dove a parlare sono le armi. Il debolissimo premier Fayez Al Serraj, sostenuto dai turchi di Erdogan, è nel mirino del generale Haftar, uomo forte di Bengasi che controlla gran parte del territorio grazie anche al sostegno esterno di Russia ed Emirati Arabi Uniti.

Proprio nel tentativo di evitare una sanguinosa escalation del conflitto, la UE a guida tedesca, nel pieno rispetto del suo stile ecumenico volto a stabilire in teoria il primato del diritto sulla forza, ha indetto una apposita conferenza.

A Berlino la padrona di casa Angela Merkel si è data molto da fare per mettere d’accordo i tanti convenuti in rappresentanza dei diversi Stati e organizzazioni sovranazionali.

La conferenza si è chiusa con l’approvazione di un meccanismo internazionale che ambisce a consolidare la tregua e ad interrompere il traffico d’armi.

La dichiarazione finale non porta però né la firma di Haftar né quella di Al Serraj, quest’ultimo molto critico con l’Europa in generale e con i francesi in particolare. Allo stato quindi la conferenza di Berlino rischia di apparire poco più che una mozione di intenti priva di effettiva efficacia.

SALVINI: PROCESSATEMI!

Ma la maggioranza già annuncia un rinvio della decisione a dopo le elezioni regionali in Calabria ed Emilia-Romagna

Il caso Gregoretti è sostanzialmente la fotocopia del precedente caso Diciotti, quando Salvini, allora ministro dell’interno, bloccò al largo della Sicilia una nave carica di migranti già pronta a sbarcare sulle coste nazionali: anche in quel caso il tribunale dei ministri di Catania chiese al governo l’autorizzazione a processare Salvini per sequestro di persona, ma i 5 Stelle, allora al governo insieme alla Lega, votarono contro e il processo saltò.

Oggi pomeriggio alle 17:00 i Senatori voteranno la prima decisione sul processo a Salvini per il caso Gregoretti, sempre avallato dal tribunale di Catania, ma in un quadro politico totalmente diverso dal primo: con molta probabilità infatti, la maggioranza farà di tutto per rinviare la decisione a dopo le elezioni regionali del 26 gennaio, temendo che il leader del Carroccio possa approfittare della situazione ed apparire, agli occhi dell’elettorato, come politicamente perseguitato dalla magistratura di sinistra, aumentando il suo già consistente consenso elettorale.

In effetti, a livello giuridico, Salvini rischia fino a 15 anni di carcere, e l’ultima cosa che vuole la maggioranza è trasformarlo in un martire prima delle elezioni regionali. D’altro canto però, non volendo di certo rinunciare alla possibilità di processarlo, l’eventualità più probabile sarà la scelta di astenersi in blocco dal voto, rinviando così l’effettiva decisione al 17 febbraio prossimo, molto dopo le delicate elezioni di Calabria ed Emilia Romagna.
Il diretto interessato, però, non perde l’occasione per una provocazione politica ed incita i suoi a votare a favore del processo. Capiremo presto se si tratta solo di una strumentalizzazione propagandistica.

IL RAPPORTO OXFAM DIPINGE UN QUADRO DRAMMATICO

Le differenze fra ricchi e poveri aumentano ancora e i giovani vivono nell’incubo della miseria

La pubblicazione dell’ultimo rapporto dell’Oxfam sulle disuguaglianze ci consegna la nitida fotografia di una situazione allarmante e in continuo peggioramento.

In italia l’1 per cento più ricco detiene quanto il 70 per cento della popolazione. Oltre il 30% per cento dei ragazzi guadagna meno di 800 euro lordi al mese mentre il 23 per cento versa in condizioni di povertà lavorativa.

Nel mondo 2153 persone vantano una ricchezza superiore a quella complessiva di 4.6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione.

La tendenza non è affatto al miglioramento e alla riduzione progressiva dell’ingiustizia sociale, anzi. In Italia nell’ultimo ventennio la ricchezza dei più facoltosi è salita del 7,6 per cento, mentre quella del 50 per cento dei più poveri si è ridotta del 36,5 per cento.

A pagare il prezzo più caro, spiega il rapporto, sono in particolare le nuove generazioni. L’ascensore sociale in Italia è fermo e chi nasce in un contesto disagiato in genere ci rimane nonostante i propri eventuali sforzi. Questi sono i frutti velenosi ed evidenti di decenni di liberismo sfrenato. E’ tempo che la politica ne prenda atto.

VIRUS IN CINA

La minaccia del virus 2019-nCov crea preoccupazione. Nella regione di Wuhan già 1723 casi

Un nuovo virus in Cina sta mettendo in allerta anche l’Europa e gli Stati Uniti.
Si tratta di un virus appartenente alla famiglia dei coronavirus, simile a quello della Sars e della Mers, individuato per la prima volta a fine dicembre nella regione di Wuhan. Ad oggi sono 3 i decessi per mano del virus e nel fine settimana le autorità sanitarie hanno identificato 136 nuovi casi di contagio anche in Corea del sud, Giappone e Thailandia. Febbre, raffreddore, mal di gola e tosse sono i sintomi di questa malattia. Il focolaio è stato individuato nel mercato del pesce e altri animali vivi di Wuhan. Al momento la trasmissione tra uomo e uomo non è ancora accertata, ma comunque si stanno prendendo precauzioni soprattutto in vista dei grandi spostamenti per il Capodanno cinese, che cade il 25 gennaio.

Rimane un interrogativo aperto riguardante la modalità di trasmissione, dato che non tutte le persone contagiate avevano frequentato lo stesso mercato.
Negli aeroporti degli Stati Uniti hanno iniziato ad effettuare lo screening ai passeggeri provenienti da quella regione e anche sugli aerei in partenza da Whuan viene controllata la temperatura corporea. Secondo il centro di controllo per le malattie infettive europeo, la diffusione del nuovo virus in Europa e in Italia è estremamente improbabile.

In attesa di avere informazioni più approfondite sul virus, l’Organizzazione mondiale della sanità si limita a diffondere i soliti consigli di buon senso: lavarsi le mani, coprirsi naso e bocca quando si tossisce, evitare il contatto stretto con persone che presentano sintomi influenzali e cuocere bene carne e uova. Speriamo basti.


Aiutaci a sostenere le spese di gennaio

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Grazie a voi abbiamo costruito il primo studio, a Milano. Ci vorrà un po’ di rodaggio, ma già da subito siamo operativi e iniziamo a trasmettere. Vogliamo costruire la nuova informazione: l’alternativa al mainstream, ma soprattutto una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti. E cambierà definitivamente le regole del gioco.

Adesso bisogna raccogliere la prossima sfida: dimostrare che siamo in grado di sostenere le spese vive, ogni mese. Ci sono 5 persone a Milano, 4 a Roma e alcune altre in telelavoro. Poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare e tanti conduttori liberi e intelligenti da coinvolgere nel progetto. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Byoblu costa solo 30 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Per continuare ad essere liberi e crescere, la nuova televisione dei cittadini essere sostenuta da te, e solo da te. Sei pronto a fare la tua parte? Sappiamo che non è facile, ma siamo centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. È venuto il tempo di dimostrare che il desiderio di cambiamento non è soltanto una parola, ma una volontà di ferro.

Abbiamo già fatto tanto. È un’impresa storica. Trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network. Nessuno ne parla. Questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi.

Che altro ti serve? Aiuta la nuova televisione dei cittadini a trasmettere anche questo novembre. Questa volta, la tua generosità sarà ricompensata.

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