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5 STELLE CADENTI. CONTINUA LA FUGA DAL PARTITO DEI PARLAMENTARI GRILLINI – #TgByoblu 8

#TgByoblu 8 – Oggi parliamo delle annunciate dimissioni del leader dei Cinque Stelle Luigi di Maio, degli esiti del Forum di Davos, dei retroscena sull’omicidio Khashoggi e della dipartita del grande filosofo Emanuele Severino.

CINQUE STELLE CADENTI

Il leader Di Maio annuncia le dimissioni e la crisi del movimento si fa sempre più profonda

Da bibitaro del San Paolo a vicepresidente della Camera prima, a ministro del Lavoro, vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri dopo. Una carriera lampo, quella di Luigi Di Maio, che nel 2017 diventa anche capo politico e socio fondatore del Movimento 5 Stelle, insieme a Davide Casaleggio, nel nuovo atto costitutivo stilato dopo la morte di Gianroberto Casaleggio, il vero ed unico ideologo del Movimento. Un Luigi Di Maio che, nel settembre del 2017, prende in mano il timone politico della creatura di Grillo e Casaleggio, in seguito ad elezioni primarie da più parti definite una vera e propria farsa. E come altro definirle, se pensiamo che oltre a Di Maio, che all’epoca era già vicepresidente della Camera, tra i candidati avversari figuravano nomi di spicco come Cicchetti, Frallicciardi, Ispirato, Novi, Piseddu, Zordan e la notissima – si fa per dire – senatrice Elena Fattori, addirittura una delle parlamentari che in seguito sarebbero fuoriuscite dal Movimento.

E così, con ben 30 mila voti su oltre 140 mila iscritti aventi diritto, Di Maio inizia la sua parabola politica. Una parabola che nel tempo lo ha portato a sfatare uno per uno tutti i miti e i tabù sui quali il Movimento Cinque Stelle di Gianroberto Casaleggio aveva costruito la sua credibilità politica. Come dimenticare infatti che dalla trasparenza delle riunioni in streaming e dall’avversione ai gruppi di pressione privati, Di Maio è passato alle riunioni personali, a porte chiuse, con le lobby. Come dimenticare che dalla critica spietata dell’alta finanza speculativa che scrive le sorti dei popoli, Di Maio è passato agli appelli su Facebook ai mercati finanziari. Come dimenticare che dall’avversione contro le élite sovranazionali che orchestrano i destini delle democrazie, Di Maio è passato ai pranzi all’Ispi, insieme ai dirigenti della Commissione Trilaterale. Come dimenticare, ancora, che dalla denuncia degli istituti bancari che non immettevano liquidità nell’economia reale, Di Maio è passato a lusingare le banche a Londra, promettendo procedure di pignoramento più veloci. Come dimenticare, infine, che nonostante il chiaro indirizzo del fondatore, Gianroberto Casaleggio, rispetto alla possibilità di stringere alleanze politiche, ma soprattutto di farlo con il Partito Democratico (in una famosa intervista, Casaleggio padre disse che se il Movimento 5 Stelle si fosse alleato con il PD, egli stesso sarebbe uscito dal Movimento), …come dimenticare – dicevamo – che Di Maio si è alleato proprio con il nemico storico numero uno del Movimento 5 Stelle, bersaglio fin dalle origini di un Beppe Grillo che, per sbertucciarlo, si candidava (poi respinto) alle primarie del Pd. Anche se, a dire il vero, l’alleanza del Movimento 5 Stelle con il PD Luigi Di Maio pare averla subita, da quel Beppe Grillo che inspiegabilmente, per ragioni che giacciono sepolte nella sua coscienza, nell’agosto del 2019 ha spinto il Movimento che aveva fondato con Casaleggio contro un muro.
Un muro che ha segnato la pesante sconfitta elettorale di tutte le elezioni, amministrative o regionali, dopo quelle trionfali delle politiche 2018, e che ha portato il Movimento 5 Stelle a dimezzare i suoi voti. E non è un caso che Di Maio si voglia dimettere proprio alla vigilia del prossimo turno elettorale in Emilia Romagna e in Calabria, come ad anticipare una resa che avrebbe comunque posto fine alla sua carriera di capo politico di un movimento in caduta verticale.

Sentiamo cosa ne pensa Paolo Becchi, che del Movimento 5 Stelle delle origini, quello che prendeva 9 milioni di voti non andando in televisione e denunciando le lobby, le élite, le banche, era considerato dalla stampa una sorta di ideologo.

Paolo Becchi: “Alla morte di Gianroberto Casaleggio Di Maio fu la persona più astuta, più intelligente e capì immediatamente che poteva prendersi in mano il Movimento con l’aiuto del figlio di Gianroberto. Poco prima della sua morte i rapporti tra Casaleggio e Grillo non erano buoni e così nacque l’associazione Rosseau: ebbene, a farla breve, Di Maio e Davide Casaleggio si sono presi il Movimento. Ecco, siamo alla fine di questa esperienza. Oggi Rosseau è criticato da tutti, sicuramente il suo potere sarà contenuto nel futuro, ridimensionato e la stessa cosa sta avvenendo per Di Maio. Tutto questo da che cosa nasce? Nasce da quest’estate. Noi non sappiamo bene quali motivi politici e personali abbiano spinto Grillo, contro Di Maio, a volere questo governo che oggi abbiamo col PD. Un governo col PD snatura il Movimento Cinque Stelle: non facciamo di Di Maio il capro espiatorio di responsabilità che sono molto più in alto, di responsabilità che sono di Beppe Grillo, che ha tradito il Movimento”.

Insomma, la fine dell’esperienza politica di Di Maio, secondo Paolo Becchi. Eppure, nonostante quella che appare come un’evidenza, i retroscena parlano di una strategia ben calibrata. Addirittura, in questo scenario accreditato da fonti autorevoli sentite da Byoblu, un Luigi Di Maio macchiavellico, con le sue dimissioni, mirerebbe a stanare i dissidenti per poi strangolarli a mani nude, ripresentandosi così nelle vesti di salvatore del Movimento ai prossimi Stati Generali. Sembra fantascienza. Ma si sa… in politica, dai tempi di Bruto, tutto è possibile.

di Claudio Messora

BASTA PROFETI DI SVENTURA

Trump smonta la narrazione catastrofica di Greta

Donald Trump rimane fedele al suo personaggio ed anche a Davos, di fronte al padronato globale, ha tenuto il punto sulle questioni che più gli stanno a cuore senza farsi troppo intenerire dalla contemporanea presenza al forum della giovane attivista svedese Greta Thunberg: “Gli ambientalisti sono profeti di sventura” ha sentenziato il Presidente degli Stati Uniti d’America “e bisogna rigettare le loro previsioni apocalittiche”.

Sistemata Greta, Trump ha passato quindi in rapida rassegna tutti i successi che Gli Usa avrebbero raggiunto sotto la sua guida: “Il sogno americano è tornato, ed è più grande, migliore e più forte di sempre. Siamo nel mezzo di un boom economico che il mondo non ha mai visto prima e la disoccupazione è ai minimi storici” ha precisato il Presidente.

Invitando infine gli europei a seguirne l’esempio: “I leader del Vecchio Continente devono puntare sull’abbassamento delle tasse, la cancellazione delle regole e puntare sull’indipendenza energetica che possono raggiungere solo collaborando con noi. Mi auguro scelgano la via dell’accordo e non quello dello scontro” ha chiosato.

Nel frattempo, a proposito di scontri, negli Stati Uniti d’America divampano le polemiche intorno alla richiesta di impeachment del presidente. Lì sì che, Greta o non Greta, si respira un clima politicamente avvelenato e irrespirabile.

di Francesco Toscano

OMBRE SULL’OMICIDIO DI KHASHOGGI

Il cellulare di Jeff Bezos hackerato dall’Arabia Saudita cinque mesi prima del suo assassinio

Un anno fa il giornalista Jamal Kashoggi entrava nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul per ritirare alcuni documenti, ma da quell’edificio, Kashoggi, non è mai più uscito.

Era il 2 ottobre 2018.  Nei mesi successivi, le circostanze relative al suo assassinio sono emerse in modo frammentato assumendo i contorni di un macabro complotto a danno del giornalista. Nei suoi articoli, pubblicati anche nel giornale americano The Washington Post, Kashoggi era fortemente critico nei confronti del regime saudita e del principe ereditario Mohamed Bin Salman, per questo da tempo aveva abbandonato il suo Paese di origine perché divenuto uomo scomodo al governo di Riad.

Il caso adesso torna alla ribalta con un nuovo colpo di scena. In un’inchiesta del Guardian si scopre che il telefono di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario del The Washington Post, sarebbe stato hackerato dal principe ereditario saudita, Bin Salman. Lo spionaggio sarebbe avvenuto cinque mesi prima dell’omicidio del giornalista, collaboratore del quotidiano americano e il furto dei dati sarebbe stato compiuto tramite un virus nascosto in un video Whatsapp. E il possibile collegamento fra la morte del giornalista e l’hacheraggio del telefono del suo datore di lavoro prende sempre più piede.

Intanto la sua morte è stata catalogata come un’operazione canaglia e alcune persone sono state condannate in un processo a porte chiuse per violazione dei diritti umani.

di Virginia Camerieri

ADDIO AD EMANUELE SEVERINO

Il filosofo dell’anti-nichilismo occidentale avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 26 febbraio

Il grande pensatore si è spento a Brescia, la sua città natale, venerdì scorso e l’annuncio della sua dipartita è stato dato, come da sue volontà, senza clamore e solo dopo lo svolgimento dei funerali, come a voler confermare il fulcro del suo pensiero: “Avvicinarsi alla morte” diceva “è avvicinarsi alla gioia… non ci attende la reincarnazione o la resurrezione, ma qualcosa di infinitamente di più”.

Severino è stato senz’altro uno dei più grandi teologi dell’anti-nichilismo moderno: definisce “follia estrema” il pensiero occidentale, anche del cristianesimo, la cui convinzione è che tutte le cose escono dal nulla e vi fanno ritorno, e il suo libro “Ritornare a Parmenide” provocò un tale scalpore da costargli, nel 1969, il proclama ecclesiastico che dichiarò le sue idee incompatibili col cristianesimo, costringendolo ad abbandonare l’Università Cattolica di Milano per trasferirsi a Venezia, dove proseguì con successo la sua carriera, diventando anche coofondatore della facoltà di Lettere e Filosofia. La sua produzione letteraria divenne copiosa e molti dei suoi testi furono tradotti in diverse lingue, ma Severino non cambiò mai la radicalità del suo pensiero, mettendo in discussione i fondamenti stessi della nostra società.

Fu davvero l’ultimo dei greci, incarnando soprattutto il pensiero di Parmenide, e la sua importanza fu riconosciuta, fra gli altri, anche da Heidegger. Si dedicò con passione e fino alla fine al suo vero ed unico obbiettivo: la ricerca della verità, al di là di ogni moda e a costo di risultare eretico e scandaloso.
Per lui ogni cosa è ed è sempre stata eterna, non possiamo quindi che salutarlo con un sorridente: arrivederci Maestro!

di Caterina Rappoccio


Aiutaci a sostenere le spese di gennaio

€7.721 of €30.000 raised

Grazie a voi abbiamo costruito il primo studio, a Milano. Ci vorrà un po’ di rodaggio, ma già da subito siamo operativi e iniziamo a trasmettere. Vogliamo costruire la nuova informazione: l’alternativa al mainstream, ma soprattutto una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti. E cambierà definitivamente le regole del gioco.

Adesso bisogna raccogliere la prossima sfida: dimostrare che siamo in grado di sostenere le spese vive, ogni mese. Ci sono 5 persone a Milano, 4 a Roma e alcune altre in telelavoro. Poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare e tanti conduttori liberi e intelligenti da coinvolgere nel progetto. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Byoblu costa solo 30 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Per continuare ad essere liberi e crescere, la nuova televisione dei cittadini essere sostenuta da te, e solo da te. Sei pronto a fare la tua parte? Sappiamo che non è facile, ma siamo centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. È venuto il tempo di dimostrare che il desiderio di cambiamento non è soltanto una parola, ma una volontà di ferro.

Abbiamo già fatto tanto. È un’impresa storica. Trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network. Nessuno ne parla. Questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi.

Che altro ti serve? Aiuta la nuova televisione dei cittadini a trasmettere anche questo novembre. Questa volta, la tua generosità sarà ricompensata.

Grazie!
Claudio Messora

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Grazie a Voi per il lavoro che fate. Resistere Resistere Resistere e Libertà di opinione qiesta è Democrazia. Grazie

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Grazie

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Grazie per il Vostro lavoro....speriamo in studi fatti da ricercatori indipendenti validi per comprovare/evitare vaccinazioni covid dannose....

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Avanti così.

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