#TgByoblu 10 – IL DITTATORE POTENZIALE (SECONDO SOROS)

#TgByoblu 10 – Oggi parliamo delle pesanti dichiarazioni di Soros su Salvini e del suo appoggio al movimento delle sardine, del “piano” di Trump sulla pace fra Israele e Palestina, del rischio di privatizzazione della sanità pubblica e dei messaggi del boss Graviano nel corso del processo “Ndrangheta stragista”.

IL DITTATORE POTENZIALE (SECONDO SOROS)

Soros definisce Salvini un potenziale dittatore schierandosi apertamente con le sardine: siamo sicuri che in realtà non siano dei piranha?

Se si potevano coltivare gli ultimi dubbi sui legami internazionali e globalisti del Movimento delle Sardine, ci pensa George Soros in persona a dissiparli.
Ieri, durante la tradizionale cena finale del forum di Davos ha dichiarato apertamente: “In Italia le sardine sono più degli squali e sono destinate a vincere”, definendo il nazionalismo come “grande nemico delle società aperte” e aggiunge inoltre: “Sono giunto a questa conclusione quando ho saputo di questo movimento spontaneo di giovani che si sono rivoltati contro Matteo Salvini, potenziale dittatore italiano. Questo mi porta a concludere che oggi i giovani possono aver trovato un modo di confrontarsi con la dittatura nazionalista”.

Che dire: è incredibile da qual pulpito possa giungere la predica. Soros che definisce Salvini un dittatore ricorda proprio il bue che dà del cornuto all’asino, e questo endorsement di Soros nei confronti delle sardine a due giorni dalle elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria dà da pensare…
Siamo davvero sicuri che le sardine non siano, in realtà, dei piranha?

di Caterina Rappoccio

MEDIO ORIENTE

Svelato il piano di Trump per la pace fra Israele e Palestina: fissato incontro alla Casa Bianca con Netanyahu e Gantz

“Gli israeliani vogliono la pace per il Medio oriente, i palestinesi anche, è un accordo difficile, ma io amo fare accordi”. Donald Trump, di ritorno negli Stati Uniti da Davos ha svelato con queste parole, di avere un piano di pace per il Medio Oriente.
Martedì 28 gennaio il presidente americano incontrerà alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo rivale politico, il leader dell’opposizione Benny Gantz per discutere i particolari del piano.
All’incontro non sono stati invitati invece i rappresentanti dell’altra parte in conflitto, i palestinesi, che ritengono l’amministrazione americana troppo schierata. Ma per Trump il progetto di pace è un’occasione unica che alla fine sarà accolta positivamente da entrambe le parti. Il piano porrebbe come precondizione ai palestinesi per la creazione di uno stato della Palestina, la demilitarizzazione di Gaza, il disarmo di Hamas e il riconoscimento di Israele come Stato ebraico con capitale Gerusalemme.
Ed è stato il genero del presidente americano, Jared Kushner a rivelare i contenuti economici della proposta: si parla di 50 miliardi di finanziamenti per la Palestina. L’accordo arriva in un momento delicato per i due presidenti. Al Congresso americano si dibatte sull’impeachment di Trump, mentre il parlamento israeliano, proprio nel giorno in cui il presidente Netanyahu sarà a Washington, deciderà sull’immunità del Premier per le accuse di corruzione e tangenti.

di Virginia Camerieri

PRIVATIZZAZIONE DELLA SANITÀ

Anche ad Alessandria il Pronto Soccorso finisce nelle mani dei privati

La privatizzazione della Sanità, sul modello americano, sembra farsi strada anche in Italia. Ce lo aveva già annunciato Debora Billi qualche mese fa in un servizio per il Tg di Byoblu.
A Milano dal 2009 è infatti possibile recarsi nei pronto soccorso privati al costo di 100 euro. Idea poi sviluppata anche in alcune città dell’Emilia Romagna, della Puglia e del Veneto.
Ora è la volta di Alessandria. L’assessore della regione Piemonte, Luigi Icardi, dà il via libera alla privatizzazione che sarà limitata alla trattazione delle specialità seguite nelle cliniche (ad esempio Cardiologia, Ortopedia o Tramautologia). Icardi afferma che il pubblico da solo non può farcela. “Pubblico e privato” – dice – “non sono in competizione, ma devono collaborare”.

Se il nostro sistema sanitario, per quanto riguarda la preparazione e la qualità del personale, può fare invidia a tutto il mondo, anni di continui tagli alla Sanità hanno reso meno efficiente un sistema che merita di essere potenziato e non smantellato. Infatti le difficoltà del pubblico, alimentate dalla continua retorica dei soldi che mancano, finiscono sempre per far comodo ai grandi imprenditori privati, che non vedono l’ora di garantirsi lauti profitti.
È tempo di tornare allo spirito della nostra Costituzione che prevede una Sanità gratuita per tutti.

di Mariachiara Stella

PARLA IL BOSS GRAVIANO

“Alcuni imprenditori milanesi volevano le stragi”

Il biennio ’92-’93 ha cambiato in profondità gli equilibri di potere italiani. Mentre Craxi, simbolo della prima Repubblica, cadeva sotto i colpi dell’inchiesta Mani Pulite, nel 1992 la mafia alzava il tiro e colpiva i giudici Falcone e Borsellino. L’anno successivo le bombe si spostavano in continente, a Firenze, Roma e Milano.

Quella stagione è rimasta avvolta da una coltre di mistero. E a distanza di quasi trent’anni si inseguono ancora i soliti mandanti “a volto coperto”. Nessuno crede più infatti che i corleonesi di Riina abbiano pianificato in autonomia e solitudine quella orribile mattanza.

Uno squarcio di luce potrebbe venire dalle risultanze dell’inchiesta “Ndrangheta stragista” condotta dal Pm della DDA di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo. Ieri l’imputato Graviano ha risposto in Aula alle domande del Pm lanciando chiari avvertimenti contro bersagli facilmente riconoscibili: “C’erano degli imprenditori di Milano che non volevano che le bombe si fermassero”, ha detto minaccioso. Nel frattempo la procura di Messina continua ad indagare sul colossale depistaggio messo in piedi dal prefetto Arnaldo La Barbera all’indomani della strage di via D’Amelio.

La sensazione diffusa è che fino a quando non verrà fatta piena luce l’Italia rimarrà vittima e ostaggio di indicibili ricatti incrociati.

di Francesco Toscano


Aiutaci a sostenere le spese di gennaio

€7.864 of €30.000 raised

Grazie a voi abbiamo costruito il primo studio, a Milano. Ci vorrà un po’ di rodaggio, ma già da subito siamo operativi e iniziamo a trasmettere. Vogliamo costruire la nuova informazione: l’alternativa al mainstream, ma soprattutto una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti. E cambierà definitivamente le regole del gioco.

Adesso bisogna raccogliere la prossima sfida: dimostrare che siamo in grado di sostenere le spese vive, ogni mese. Ci sono 5 persone a Milano, 4 a Roma e alcune altre in telelavoro. Poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare e tanti conduttori liberi e intelligenti da coinvolgere nel progetto. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Byoblu costa solo 30 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Per continuare ad essere liberi e crescere, la nuova televisione dei cittadini essere sostenuta da te, e solo da te. Sei pronto a fare la tua parte? Sappiamo che non è facile, ma siamo centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. È venuto il tempo di dimostrare che il desiderio di cambiamento non è soltanto una parola, ma una volontà di ferro.

Abbiamo già fatto tanto. È un’impresa storica. Trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network. Nessuno ne parla. Questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi.

Che altro ti serve? Aiuta la nuova televisione dei cittadini a trasmettere anche questo novembre. Questa volta, la tua generosità sarà ricompensata.

Grazie!
Claudio Messora

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Grazie per mantenere vivo il senso critico e per l'impegno a contrastare il pensiero unico. Attenzione che il mainstream vuole insinuarsi nell'informazione ragionata con canali apparentemente antisistema come Mappamundi (Limes-Repubblica)

mr

massimo rosso

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Forza che cè la fate!!

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Grazie per il vostro lavoro

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Grazie

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Un piccolo contributo per un grande progetto. Spero in futuro in una puntata sul dialogo interreligioso...

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In bocca al lupo. Vi ascolto sempre

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