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#TgByoblu 12 – SCONTRI A PARIGI: I POMPIERI METTONO LE PIAZZE A FERRO E FUOCO

#TgByoblu 12 – Oggi parliamo delle proteste dei pompieri in Francia, della spaccatura della maggioranza sulla riforma della Giustizia, delle dichiarazioni di Prodi sui salari dei lavoratori italiani e dell’oscuro incidente aereo in Afghanistan.

PROTESTE DEI POMPIERI FRANCESI

Alcune migliaia di vigili del fuoco chiedono migliori condizioni di lavoro. Scontri con la polizia che ha risposto con idranti e lacrimogeni.

Alcuni con il volto coperto dalla maschera di Joker, altri con quella di “V per Vendetta” o della serie tv “La casa di carta”. Tutti con la divisa da pompieri. Così ieri sono scesi in piazza i vigili del fuoco francesi proclamando una giornata di sciopero contro le riforme del governo Macron. I sindacati hanno organizzato la protesta a Parigi per chiedere migliori condizioni lavorative, aumento del personale e delle buste paga in relazione al rischio del lavoro.

Le deviazioni del corteo arrivato a Place de la Republique, hanno scatenato gli scontri con la polizia che ha reagito utilizzando idranti e gas lacrimogeni.

Le richieste dei sindacati sono state in parte accolte dal Ministro dell’Interno Christophe Castaner. Secondo l’accordo, il governo si impegnerà ad aumentare “l’indennità fuoco”, ferma al 19% del salario-base dagli anni Novanta e che dall’estate prossima arriverà al 25%. Inoltre l’età pensionabile dovrebbe restare ferma a 57 anni, invece che aumentare fino a 62.

Durante la manifestazione due pompieri, in segno dimostrativo, si sono dati fuoco, subito soccorsi dai loro colleghi. A fine giornata si contano due arresti e decine di feriti. Il lavoro riprenderà normalmente dal primo di febbraio.

di Mariachiara Stella

LITE SULLA PRESCRIZIONE

In Parlamento la maggioranza si spacca sul DDL Costa e chiede l’abolizione della Riforma Bonafede.

La riforma della Giustizia approvata dal primo Governo Conte su iniziativa del Movimento 5 Stelle ha impresso all’ordinamento italiano una svolta decisamente “giustizialista”. Dal 1° gennaio del 2020 infatti il nostro ordinamento prevede adesso il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado.

Ora però in Parlamento le carte si sono rimescolate, e la maggioranza si è spaccata sul DDL Costa che chiede l’abolizione della Riforma Bonafede. La prescrizione è un istituto giuridico posto a garanzia del cittadino che impedisce allo Stato di infliggere una pena nel caso in cui, dalla commissione del fatto, sia passato un preciso lasso di tempo che varia a seconda della gravità dell’ipotesi delittuosa contestata.

Il Presidente delle Camere Penali Gian Domenico Caiazza parla non a caso di “legge sciagurata” che trasforma in teoria tutti i cittadini in ipotetici imputati a vita. I grillini hanno però fatto di questa riforma una bandiera, forse nella convinzione – espressa recentemente proprio dal ministro Bonafede – che gli “innocenti non finiscono mai in carcere”.

Sul punto Gramsci e Tortora – e prima di loro anche il sommo Socrate – avrebbero avuto probabilmente qualcosa da obiettare.

di Francesco Toscano

COSTO DEL LAVORO IN ITALIA

Il Professor Romano Prodi avverte: “Presto i nostri lavoratori costeranno come quelli cinesi”.

La distanza che divide l’Italia dagli altri Paesi Europei si fa sempre più ampia in fatto di remunerazione. Lo status economico dei lavoratori italiani secondo il professor Romano Prodi, si sta avvicinando sempre più a quello dei cinesi. Se un tempo, infatti, il costo del lavoro nel nostro Paese era 40 volte il costo orario del lavoro di Pechino, ora è solo 2,5, quasi 3 volte quello della Cina. Vedremo come andrà a finire.

di Virginia Camerieri

GIALLO IN AFGHANISTAN

Il mistero sul velivolo caduto si infittisce: ancora nessuna notizia sul numero delle vittime.

L’altro ieri, 27 gennaio 2020, un aereo è precipitato nella provincia di Ghazni, in Afghanistan, in un territorio controllato dai talebani, e sin dalle prime ore le notizie a riguardo si sono accavallate in modo parecchio contraddittorio. I talebani rivendicano l’abbattimento del velivolo che, secondo loro, apparteneva alle forze militari americane e dichiarando che “a bordo vi erano alti ufficiali della Cia oltre all’equipaggio” senza però specificare le modalità dell’abbattimento.

D’altro canto il Pentagono, benché confermi l’incidente del bombardiere americano, nega altresì la rivendicazione dei talebani affermando che “non ci sono indicazioni che l’incidente sia stato causato da un fuoco nemico”. Entrambe le parti aggiungono che non ci sono sopravvissuti allo schianto, ma senza precisare il numero delle vittime.

Un’altra notizia che infittisce il mistero, anche se non confermata, riguarda la possibile presenza, a bordo dell’aereo, dell’ufficiale della Cia Micheal D’Andrea, ritenuto la mente dell’uccisione del generale Soleimani.
Da ieri la zona è stata occupata dai funzionari americani per il recupero dei corpi e l’analisi dei resti e Nasir Ahmad Faqiri, capo del consiglio provinciale di Ghazni, ha dichiarato che “…le forze aeree straniere sono entrate nel luogo dell’incidente e hanno portato fuori due corpi”.
Questo, finora, è praticamente tutto ciò che si sa riguardo a questo misterioso incidente, ma viste le pesanti implicazioni strategico-militari che lo riguardano, non è affatto detto che emergano altre chiarificazioni sull’accaduto, soprattutto dai canali ufficiali, che sembra non abbiano alcuna intenzione di occuparsi della faccenda…

di Caterina Rappoccio


Aiutaci a sostenere le spese di gennaio

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Grazie a voi abbiamo costruito il primo studio, a Milano. Ci vorrà un po’ di rodaggio, ma già da subito siamo operativi e iniziamo a trasmettere. Vogliamo costruire la nuova informazione: l’alternativa al mainstream, ma soprattutto una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti. E cambierà definitivamente le regole del gioco.

Adesso bisogna raccogliere la prossima sfida: dimostrare che siamo in grado di sostenere le spese vive, ogni mese. Ci sono 5 persone a Milano, 4 a Roma e alcune altre in telelavoro. Poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare e tanti conduttori liberi e intelligenti da coinvolgere nel progetto. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Byoblu costa solo 30 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Per continuare ad essere liberi e crescere, la nuova televisione dei cittadini essere sostenuta da te, e solo da te. Sei pronto a fare la tua parte? Sappiamo che non è facile, ma siamo centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. È venuto il tempo di dimostrare che il desiderio di cambiamento non è soltanto una parola, ma una volontà di ferro.

Abbiamo già fatto tanto. È un’impresa storica. Trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network. Nessuno ne parla. Questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi.

Che altro ti serve? Aiuta la nuova televisione dei cittadini a trasmettere anche questo novembre. Questa volta, la tua generosità sarà ricompensata.

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forza ragazzi!!!!

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Forza Byoblu siete una bella squadra non mollate
Saluti dalla Svizzera 🇨🇭🤗

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Continuate così ragazzi, e mi ricordatevi di prendervi cura di voi sia nel corpo che nell'anima. Per "vincere" ci vogliono due rivoluzioni, quella esteriore ma anche quella interiore.
Grazie!!!!

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