COS’È LA CAMBIALE SOCIALE? – NINO GALLONI

Ci dobbiamo inventare una società diversa da quella capitalistica” afferma l’economista Nino Galloniin cui l’obiettivo non sia il profitto ma il pieno soddisfacimento dei bisogni della gente”.

Durante il Convegno “Il cammino del cambiamento” organizzato da AlbaMediterranea e The Walk of Change, tenutosi a Roma lo scorso 26 gennaio, il professor Galloni ci spiega, tra le altre cose, quali sono le quattro tipologie di moneta, cos’è la cambiale sociale e cosa sono i titoli di Stato.
Sostiene inoltre che “oggi abbiamo un avanzo nella differenza fra la spesa pubblica al netto degli interessi e le tasse, che vuol dire che ci stanno impoverendo, sono vent’anni che ci stanno impoverendo. Non è l’euro in quanto tale il responsabile di questo impoverimento ma l’avanzo del bilancio”.
È necessario dunque inventare un modello sociale diverso.

Ce l’ho molto di meno con l’euro e con l’Europa di tanti altri miei colleghi perché penso ci siano delle grandissime responsabilità nella classe dirigente italiana…la Francia e la Germania tutte queste privatizzazioni non le hanno fatte, noi che eravamo più forti della Francia e della Germania in un certo frangente, abbiamo fatto queste privatizzazioni che sono state svendite magari a favore della Francia e della Germania, di nostri servizi essenziali. Ma ci metto dentro anche la gente non solo perché ha votato ma perché in fondo quando sono state abbattute le partecipazioni statali, per esempio, la gente era contenta. Diceva è un luogo della corruzione dei democristiani e dei socialisti. Quindi se la sono presa con Craxi, se la sono presa con la DC…che meritavano tanta critica perché la corruzione e il clientelismo c’erano purtroppo, ma erano la parte di male di quell’esperienza. La parte di bene, cioè il funzionamento di queste aziende, l’abbiamo buttata via. Come diceva il mio maestro Federico Caffè, avete buttato via il bambino con l’acqua sporca”.

 


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Grazie a voi abbiamo costruito il primo studio, a Milano. Ci vorrà un po’ di rodaggio, ma già da subito siamo operativi e iniziamo a trasmettere. Vogliamo costruire la nuova informazione: l’alternativa al mainstream, ma soprattutto una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti. E cambierà definitivamente le regole del gioco.

Adesso bisogna raccogliere la prossima sfida: dimostrare che siamo in grado di sostenere le spese vive, ogni mese. Ci sono 5 persone a Milano, 4 a Roma e alcune altre in telelavoro. Poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare e tanti conduttori liberi e intelligenti da coinvolgere nel progetto. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Byoblu costa solo 30 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Per continuare ad essere liberi e crescere, la nuova televisione dei cittadini essere sostenuta da te, e solo da te. Sei pronto a fare la tua parte? Sappiamo che non è facile, ma siamo centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. È venuto il tempo di dimostrare che il desiderio di cambiamento non è soltanto una parola, ma una volontà di ferro.

Abbiamo già fatto tanto. È un’impresa storica. Trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network. Nessuno ne parla. Questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi.

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Grazie per mantenere vivo il senso critico e per l'impegno a contrastare il pensiero unico. Attenzione che il mainstream vuole insinuarsi nell'informazione ragionata con canali apparentemente antisistema come Mappamundi (Limes-Repubblica)

mr

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Forza che cè la fate!!

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Grazie per il vostro lavoro

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Un piccolo contributo per un grande progetto. Spero in futuro in una puntata sul dialogo interreligioso...

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In bocca al lupo. Vi ascolto sempre

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1 commento

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  • La questione è geolinguistica. Se continui a vendere alla lingua inglese la tua mente, renderai sempre più forte non il capitalismo ma il capitalismo multinazionalistico statunitense. «Il potere di dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente».
    «The power to control language offers far better prizes than taking away people’s provinces or lands or grinding them down in exploitation. The empires of the future are the empires of the mind».
    Winston Churchill, Harvard University, 6 September 1943
    http://youtu.be/ohe-6E2L3ks

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