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L’EURO STA CROLLANDO, PAROLA DI BLOOMBERG – #TgByoblu 26

#TgByoblu 26 – Oggi parliamo della crisi dell’euro, degli sviluppi sulla vicenda dei due Marò, del decreto Milleproroghe e del caso Soleimani.

EURO IN CADUTA LIBERA

La moneta unica europea in piena crisi

L’Euro non funziona. A dirlo non sono i sovranisti, ma Bloomberg, azienda multinazionale nel settore della finanza.

Il 2020 sarebbe dovuto essere l’anno dell’Euro, con una forte riprese dell’economia europea. Invece non sembra essere così: nei giorni scorsi l’Euro ha toccato il minimo in 4 mesi, andando vicino anche al minimo in 30 mesi. Le ragioni di questo crollo sono molteplici. Innanzitutto politiche: i partiti critici contro l’Euro e l’Unione Europea ottengono larghi consensi in Germania, Irlanda ed Europa dell’Est. Poi la produzione industriale in caduta libera, complice anche la recente vicenda del coronavirus dalla Cina. La dipendenza dalla Cina si fa sentire in questo periodo, nel momento in cui il Paese asiatico rallenta, tutta l’Europa e la zona euro ne risente.

Infine la competizione con il dollaro. La valuta statunitense sembra essere più attraente per i traders di valuta estera.

di Edoardo Gagliardi

CASO MARÒ

Dopo 8 anni ancora braccio di ferro fra Italia e India

“8 anni di ingiustizie e di privazioni di libertà sempre in attesa”. Così scrive in un post su Facebook Paola Moschetti, la moglie di Massimiliano Latorre, il marò accusato insieme al collega Salvatore Girone di aver ucciso per sbaglio due pescatori indiani scambiati per pirati.

Da quel 19 febbraio 2012 continua senza soluzione il braccio di ferro tra Italia e India per decidere la sorte dei due militari italiani, diventati ormai un caso anche nei libri di diritto internazionale. I due fucilieri della Marina Militare erano impegnati in una missione di protezione del mercantile italiano Enrica Lexie, nelle acque indiane. In seguito all’accusa di omicidio vennero consegnati alla giustizia indiana.

Dopo un lungo periodo di difficili rapporti politici e diplomatici tra Italia ed India, nel giugno 2015 il governo italiano attivò la procedura di arbitrato internazionale, chiedendo la permanenza dei due marò nel loro paese. La richiesta venne accettata circa un anno dopo dal governo indiano.

La vicenda ad oggi non si è ancora conclusa. Lo scorso luglio infatti, si è tenuta l’udienza finale dell’arbitrato presso la Corte dell’Aja e ora si attende la decisione finale.
La sentenza dei giudici deciderà se i due militari italiani saranno processati in India o in Italia. La verità dovrà ancora aspettare.

di Mariachiara Stella

DECRETO MILLEPROROGHE

Oggi in discussione al senato 434 emendamenti

Oggi in Senato ci sono diversi banchi di prova, primo fra tutti il decreto Milleproroghe. Giunto all’esame dell’aula della Camera ieri è diventato già un caso da statistica nella storia parlamentare italiana. Durante il suo esame in commissione Bilancio e Affari costituzionali è infatti lievitato dagli iniziali 166 commi ai 434 finali.

E sempre ieri sera è stato rinviato in commissione per tre ore su richiesta del Presidente della Commissione Affari costituzionali, Giuseppe Brescia, per consentire l’esame in quella sede di alcuni emendamenti. Il Milleproroghe deve essere convertito entro la fine del mese e non è stato ancora discusso dal Senato: sempre più concreto, dunque, sarà il ricorso del Governo alla questione di fiducia. A Montecitorio, sul tavolo della commissione Giustizia ci sarà anche la proposta di legge del forzista Enrico Costa che punta a ripristinare la prescrizione allo stato pre-riforma dei Cinque Stelle. Altro passaggio chiave non poco rischioso.

di Virginia Camerieri

SOLEIMANI MARTIRE

La sua gigantografia acclamata dalla folla musulmana

Soleimani non era solo un generale, ma a quanto pare anche un eccellente diplomatico che stava raggiungendo un accordo fra l’Iran ed alcuni importanti paesi del Golfo Persico, quali l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi.

La sua azione diplomatica avrebbe di sicuro depotenziato il fronte anti-iraniano, il che rappresenta un ottimo movente per la sua eliminazione da parte dell’asse israeliano/statunitense che ha subito approfittato dell’occasione nonostante le evidenti violazioni del diritto internazionale, sottolineate più volte anche da Mosca.

L’uccisione di Soleimani ha inoltre toccato molto l’opinione pubblica inasprendo i dissapori fra Iran e Israele: in quattro mesi sono stati decine gli attacchi di razzi vicino alle basi militari americane in Iraq, invitate formalmente a lasciare la regione, e ieri, al confine fra Stato ebraico e Libano, è stata solennemente inaugurata una gigantesca sagoma del generale acclamata sia dagli hezbollah che dai pasdaran, che ritengono quello di Soleimani un sacro martirio che porterà alla liberazione di Gerusalemme da parte dei musulmani.

di Caterina Rappoccio


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