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REFERENDUM SULLO STATO DI EMERGENZA – #TgByoblu 37

#TgByoblu 37 – Oggi parliamo del referendum sul taglio dei parlamentari ancora in programma nonostante l’emergenza, dell’influenza asiatica che colpì 50 anni fa l’Italia e le analogie con la situazione attuale, del caso dell’Algeria che si prende il mare sardo e delle elezioni negli Usa.

REFERENDUM SULLO STATO DI EMERGENZA

Scuole e locali pubblici chiusi, ma il referendum del prossimo 29 marzo potrebbe essere l’eccezione

L’ultimo pomo della discordia della politica italiana è rappresentato dal referendum fissato al 29 marzo sul taglio dei parlamentari, fortemente voluto e sbandierato come un mantra dal Movimento Cinque Stelle e che a poco più di venti giorni dal voto mette in evidenza la schizofrenia della classe dirigente nazionale.

Scuole sospese, locali chiusi, lavoro da casa, divieto di assembramento e quarantena per le persone contagiate, ma per il referendum sul taglio dei parlamentari forse si può fare un’eccezione. Il premier Giuseppe Conte, durante il vertice con i capigruppo di maggioranza e opposizione, ha dichiarato «Aspetteremo fino all’ultimo giorno per decidere il rinvio e lo faremo sulla base della situazione sanitaria», ma all’interno della classe politica c’è già chi denuncia l’incostituzionalità del voto, falsato dall’impossibilità di svolgere una regolare campagna elettorale nelle zone rosse e chi invece vorrebbe evitare un rinvio ad un possibile election day già previsto per maggio, in concomitanza con le elezioni regionali.

Fra le molte polemiche sembrerebbe che una decisione definitiva verrà stabilita soltanto entro la fine di questa o della prossima settimana.

di Caterina Rappoccio

LA STORIA SI RIPETE

In un video dell’Istituto Luce il racconto dell’influenza asiatica che colpì l’Italia 50 anni fa

13 milioni di italiani a letto e 5 mila morti, sono i numeri dell’influenza asiatica che colpì l’Italia 50 anni fa fra il 1969 e il 1970. Vi proponiamo la visione di questo video – racconto di quel periodo che sembra avere molte analogie con quello che sta accadendo oggi. «Strade, uffici e mercati mezzi vuoti» racconta il giornalista.

IstitutoLuce – E adesso una domanda: che cosa ci ha portato il Natale? Le solite cose: festoni colorati, pioggia e l’influenza. Una vera epidemia: 13 milioni di italiani a letto, un italiano su quattro, e cinquemila sono passati a miglior vita. Le strade, le fabbriche, gli uffici, i mercati si sono mezzi vuotati; a riempirsi sono stati gli ospedali: doppi letti, dunque, anche se le cliniche sono sempre le stesse. Quando Mao starnuta, dice un proverbio inglese coniato da poco, il mondo si ammala; infatti l’epidemia di questo inverno è nata a Hong Kong nel luglio del ’68, un anno e mezzo fa: ha impiegato 18 mesi per arrivare in Italia, ma in compenso ci ha colti del tutto impreparati. Adesso che è quasi passata, è risalita al nord, ha varcato le Alpi, possiamo fare il bilancio, negativo senz’altro: l’influenza non è pericolosa? E chi lo dice: non bastano sciroppi e supposte, gocce e iniezioni, che vengono dopo, occorre fermare il virus prima che arrivi. Ma come, col vaccino, che c’è, in qualche paese fuori d’Italia è stato distribuito, tenuto conto che il ceppo dell’influenza è quasi sempre lo stesso. Prevenire insomma, non soltanto reprimere; senza contare il pericolo di ricadute: staremo a vedere… fra due anni, fra tre il girotondo ricomincia: pensiamoci in tempo.

di Virginia Camerieri

CASO MARE NOSTRUM

Sull’espropriazione algerina delle coste sarde parla il leader di Unidos Mauro Pili: “Farsa tutta italiana”

Il nostro mare sardo non è ancora al sicuro. L’Algeria non ha revocato il decreto che estende, da marzo 2018, la zona economica esclusiva (Zee) algerina, sconfinando in un tratto di mare davanti alla Sardegna.  Il fatto è passato sotto silenzio per molti mesi e la recriminazione dell’Italia davanti all’Onu è avvenuta con grande ritardo. 

La questione è molto complessa, non solo per i rapporti politici tra i due Paesi, ma anche per le risorse marine, energetiche e per eventuali sbarchi di migranti algerini. Il governo italiano sta cercando di risolvere il caso programmando un incontro con il Paese africano. Il sottosegretario agli Esteri del Movimento Cinque Stelle, Manlio Di Stefano ha diffuso su Facebook la notizia di un accordo con il Ministro degli Affari Esteri algerino, secondo il quale verrà istituita una commissione tecnica congiunta per la delimitazione tra i due Paesi delle rispettive aree marittime di interesse esclusivo. Ma arriva una dura risposta da parte del leader di Unidos ed ex presidente della Regione Sardegna, Mauro Pili, che accusa lo Stato italiano di non difendere i propri interessi.

di Mariachiara Stella

ELEZIONI USA

Joe Biden vola nelle primarie democratiche e ferma Bernie Sanders

Voleva la California e la California è arrivata. Il senatore Bernie Sanders conquista lo Stato sul Pacifico, uno dei più progressisti degli Stati Uniti. Per i risultati definitivi bisognerà aspettare alcuni giorni, ma tutto fa pensare ad una affermazione di Sanders piuttosto larga. Se di vittoria si può parlare, non si può dire che sia un trionfo. Lo sfidante Joe Biden vince in nove Stati su quattordici. Totale fallimento per Michael Bloomberg, che ha speso mezzo miliardo di dollari per la campagna elettorale e non ha conquistato nessuno stato. Il successo di Biden sarebbe da imputare al voto degli afroamericani, un blocco cruciale per il Partito Democratico. Dopo il super martedì, stando così i risultati, Bernie Sanders avrebbe 314 delegati, mentre Joe Biden 402. Sono necessari 1.991 delegati per vincere la nomination a candidato Democratico per le elezioni di novembre.

di Edoardo Gagliardi

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