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SPIATI E IN TRAPPOLA: COME IN 1984 – #TgByoblu 38

#TgByoblu 38 – Oggi insieme al filosofo Paolo Becchi ci chiediamo fin dove può spingersi uno Stato nel limitare la libertà dei suoi cittadini e parliamo dell’applicazione per smartphone che in Cina sta già controllando milioni di persone con il commento del giurista Ugo Mattei, del passaggio di un gigantesco asteroide molto vicino alla Terra e del collegamento fra la guerra in Siria e gli scontri al confine fra Grecia e Turchia.  

SPIATI E IN TRAPPOLA: COME IN 1984

Paolo Becchi: “È in atto un grande esperimento sociale, dalla politica si va verso la biopolitica che incide sulla vita delle persone”

Oggi, insieme al filosofo Paolo Becchi, ci chiediamo fin dove può spingersi uno Stato nel limitare la libertà dei suoi cittadini.

Paolo Becchi – Sì, la giusta domanda da porsi è proprio questa: sino a che punto uno Stato può arrivare per limitare, anche in caso di emergenza, le libertà degli individui? Ecco, io credo che dipenda dallo Stato, ovviamente. In Cina questo problema non se lo sono posti: ecco a me pare che invece nelle democrazie cosiddette liberali il problema si sarebbe dovuto porre e invece no… neanche da noi si è posto il problema e io che mi sono permesso di farlo ieri su “Libero” sono passato come un matto da non prendere più sul serio da tanto tempo. Eppure il problema che io ponevo era molto più rilevante di quello che può apparire a prima vista, perché non ci stiamo accorgendo forse che dalla politica stiamo passando alla biopolitica? Da una politica che incideva sulle attività degli uomini, siamo passati ad una politica che incide sulla vita di uomini e donne, sulla nuda vita… Sul fatto di come loro si devono comportare, sul fatto che non si possono più spostare di casa, sul fatto che non possono più avere contatti: un metro e 82 di distanza, baci con la mascherina… É un grande esperimento sociale quello a cui stiamo assistendo, un grande laboratorio politico dove il neoliberalismo vince alla grande. Il neoliberalismo è la negazione del liberalismo: il neoliberalismo è una forma di autoritarismo; alla fine decidono tutto loro, decide tutto un governo senza passare neanche più dal parlamento. Il parlamento che cosa deve fare? Semplicemente approvare con maggioranza bulgara decreti fatti dal governo in stato di emergenza. Questa è la situazione di un paese allo sbando: chi pagherà di tutta questa situazione? Come al solito pagherà il popolo italiano, oggi l’Italia si ferma, vince il virus e nei prossimi mesi perderà l’Italia intera.

di Virginia Camerieri

CONTROLLO DI MASSA

In Cina un’app stabilisce se si deve andare in quarantena. Ugo Mattei: “La sovranità non appartiene più allo Stato, ma a una nuova dimensione globale tecnologica”    

Solo pochi giorni fa vi abbiamo parlato di un sistema elettronico di riconoscimento facciale a cui sta lavorando l’Unione Europea e che desta molte perplessità riguardo alla privacy, ma se in Europa si sta ancora studiando, la Matrix cinese è già una realtà concreta. É un’applicazione per smartphone che si chiama Alipay Health Code e sta già controllando la vita di 180 milioni di persone.

In Cina i pagamenti e le transazioni tramite smartphone sono molto più diffusi che in Europa, anche per spostarsi con i mezzi pubblici, e l’emergenza in corso è diventata subito un pretesto perfetto per testare un sistema di controllo di massa ancora più stringente e capillare del precedente, che pare fosse riservato solo a dissidenti e criminali.

Oggi, in base ai dati forniti dall’utente tramite un questionario iniziale e poi attraverso il tracciamento di ambienti frequentati e spostamenti, l’app assegna a ciascuna persona un codice, da esibire ogni qualvolta le autorità lo chiedano, contrassegnato da un colore: verde, giallo o rosso, a seconda del rischio di infezione, con un conseguente comportamento da adottare esplicitato da avvisi e manifesti, e l’aspetto più inquietante di tutta la faccenda è che nessuno ha spiegato i criteri di questa classificazione, imponendo l’isolamento a milioni di persone senza che ne sappiano le ragioni concrete.

Il giurista Ugo Mattei ci dà un suo parere sulla questione.

Ugo Mattei – A me pare abbastanza chiaro di fronte a questa evoluzione tecnologica che sta iniziando in Cina, ma che sicuramente abbiamo a disposizione anche noi, che ormai la sovranità non appartiene più a nessuno stato nazionale, ma appartiene a una dimensione globale tecnologica, molto difficile da capire con le categorie tradizionali. Se è vero quello che diceva Carl Schmitt che sovrano è chi dichiara lo stato di eccezione, qui lo stato d’eccezione è stato dichiarato il 30 gennaio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Italia seguita il giorno successivo da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha dichiarato, come sapete, l’emergenza sanitaria e da quel momento in avanti l’ordine costituzionale è totalmente sospeso ed è saltato, e quindi qualsiasi tipo di innovazione tecnologica potrebbe essere introdotta anche obbligatoriamente e senza nessun tipo di problema, anche nel nostro paese. Purtroppo quando ogni decisione viene rimessa alle sedi cosiddette scientifiche, si va in balìa di strutture che sono tecnocratiche e non politiche e quindi non si possono più prendere delle decisioni condivise democraticamente che prendono in considerazione le loro conseguenze. Questo è il vero problema di queste situazioni in cui si sospendono le garanzie costituzionali, in cui ci si mette mani e piedi in una sorta di fede cieca nella scienza per risolvere quella che viene dichiarata come un’emergenza globale. Tutto questo è preoccupante: è una sospensione delle scelte politiche e bisogna quindi aspettarsi qualsiasi tipo di conseguenza, anche perché la tecnologia è figlia della scienza, quindi quando si cede alla scienza ogni potere decisionale, ne segue che la tecnologia è vista sempre come soluzione dei problemi.

di Caterina Rappoccio

INCONTRI RAVVICINATI 

Un asteroide grande come l’Everest sfiorerà la Terra: per gli scienziati può innescare terremoti e tsunami

Sembra che le minacce per il nostro pianeta non finiscano mai di questi tempi. Infatti un enorme asteroide è in rotta verso la Terra e il 29 aprile si avvicinerà alla sua superficie. Al momento è tenuto sotto osservazione e gli astronomi lo hanno classificato come un oggetto “potenzialmente pericoloso”.

Secondo la Planetary Society se colpisse la Terra potrebbe segnare la fine dell’umanità. Questi asteroidi di così grandi dimensioni sono capaci di creare onde d’urto molto potenti che non solo manderebbero in frantumi le finestre delle abitazioni provocando feriti, spiega il dottor Bruce Betts, ma potrebbero distruggere intere città, innescando terremoti, tsunami e altri effetti secondari. 

Secondo altri studiosi però non ci sarebbe da preoccuparsi perché l’asteroide non entrerà in collisione con la Terra. Staremo a vedere: speriamo che non succeda come nel film Armageddon, perché chissà se ci sarà un altro Bruce Willis pronto a salvare l’umanità?

di Mariachiara Stella

SCONTRI TURCHIA – GRECIA

Centinaia di migranti radunati al confine fra i due Paesi. Erdogan: “Atene spara sui rifugiati”, ma il governo greco smentisce

Non si placa la tensione tra la Grecia e La Turchia. I due Paesi si rinfacciano la gestione dei migranti sull’isola di Lesbo. La Turchia in particolare accusa la polizia greca di sparare sui migranti. La Grecia invece sottolinea come il comportamento della Turchia sia dettato dall’atteggiamento spregiudicato di Erdogan, che utilizzerebbe i migranti come arma di ricatto e strategia politica.

La popolazione delle isole dell’Egeo sembra non gradire la presenza dei migranti, tanto che si è messa a pattugliare le coste e respingere i gommoni. Intanto la posizione della Turchia è delicata sul fronte siriano, ad Idlib, dove l’esercito di Damasco, appoggiato dalla Russia, sta sferrando un attacco ai ribelli siriani, appoggiati da Ankara.

Nella giornata di ieri altri due soldati turchi sono stati uccisi. Sul fronte internazionale, la Commissione Europea ha proposto 700 milioni di euro per aiutare la Grecia a contenere la situazione migranti.

di Edoardo Gagliardi


Teniamo aperto Byoblu anche a marzo!

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Grazie a voi stiamo producendo tante trasmissioni ogni giorno. Abbiamo un Tg, un TgTalk, facciamo tante interviste e riusciamo anche a riprendere i convegni che dovreste proprio vedere. Stiamo lavorando a una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti.

Adesso bisogna raccogliere questa sfida: dimostrare che la Tv dei Cittadini sta in piedi da sola, ogni mese, senza l’aiuto di gruppi di potere organizzato, di interessi di parte o della politica. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Noi invece siamo in undici, poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare… ma Byoblu costa solo 40 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Siamo in centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. Già così è un’impresa storica: trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network, centodieci milioni di video visti, ma nessuno ne parla: questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi. E adesso stiamo costruendo le App: potrai vedere Byoblu (e non solo) sul tuo smartphone, sui computer, sui tablet e sulle smartTv. Manca poco ormai!

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