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AGRICOLTURA: ADESSO MANCA LA MANODOPERA! – Antonio Boschetti – #Byoblu24

Il comparto agricolo è uno dei più essenziali per quanto riguarda la filiera dell’approvvigionamento alimentare. In questo periodo di blocco quasi totale dell’Italia, gli agricoltori continuano a lavorare per garantire la produzione e la distribuzione dei prodotti alimentari per il Paese. Inoltre il Decreto Conte prevede delle misure speciali per i produttori e i lavoratori agricoli. Non mancano però le criticità, si avvicina il periodo della raccolta e – causa pandemia – mancheranno i lavoratori stranieri che stagionalmente operano nelle campagne italiane. Ne abbiamo parlato con Antonio Boschetti, Direttore de L’Informatore agrario, storica rivista del settore. #Byoblu24

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Adesso bisogna raccogliere questa sfida: dimostrare che la Tv dei Cittadini sta in piedi da sola, ogni mese, senza l’aiuto di gruppi di potere organizzato, di interessi di parte o della politica. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Noi invece siamo in undici, poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare… ma Byoblu costa solo 40 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Siamo in centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. Già così è un’impresa storica: trecentomila iscritti su Youtube, centinaia di migliaia sugli altri social network, centodieci milioni di video visti, ma nessuno ne parla: questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi. E adesso stiamo costruendo le App: potrai vedere Byoblu (e non solo) sul tuo smartphone, sui computer, sui tablet e sulle smartTv. Manca poco ormai!

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Finalmente possiamo sapere quello che i soliti non ci direbbero
mai!

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1 commento

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  • S’è pur vero che ci sono disoccupati o lavoratori precari che non accetterebbero determinati lavori e altri che non hanno proprio voglia, è altresì vero che una percentuale sempre più alta di disoccupati non ricuserebbero di lavorare in agricoltura se la remunerazione fosse adeguata ad altri lavori. Continuare a raccontare lo STORITELLUM che gl’italiani non vogliono fare certi lavori, fosse ora di smetterla, cantare sta “Canzuncella” fasulla non corrisponde al fatto che tantissima gente al Sud come al nord fanno lavori e orari massacranti per stipendi da fame e senza garanzie e ammortizzatori conquistati con sacrificio e poi buttate nel cesso per dare retta alle nefande e inconcludenti e deleterie ricette di Austerity. Ne darei facili colpe ai produttori e imprenditori che hanno margini e utili bassisimi e avvolte in perdita. Loro sono da lodare perché di certo non investono in Fnanza Speculativa, quando lo Stato e il mercato gli lascia qualcosa in tasca investono in azienda e in economia circolare. Se sempre più spesso ci sono persone che diventano imprenditori o obbisty agricoli senza sicurezze economiche e con carichi di lavoro non standard, vuol dire che è un lavoro che può interessare. La politica e il Governo centrale deve lavorare sul comparto con azione mirate a proteggere il mercato interno e l’Export del made in Italy, deburocratizzare
    e alleggerire opportunamente la fiscalità di tutto il comparto e regolamentare l’intermediazione della filiera, ripensando la GDO e l’HORECA piú a dimensione di quartieri anche alla luce degli ultimi eventi. Evitare le facili speculazioni ma anche ricostruire una economia diffusa piuttosto che accentrata che concorre ai disastri che sono sotto i nostri occhi in tutti i settori. Sicuramente
    i profuttori e tutta la filiere potrebbero così offrire paghe adeguate alla manodopera italiana.

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