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LA TERZA GUERRA MONDIALE SI COMBATTE CON LE TELECAMERE – Marco Rizzo a #Byoblu24

Le disuguaglianze economiche crescenti e incontrollate hanno portato al primo conflitto mondiale e poi al secondo. Oggi siamo nella stessa situazione, ma il proliferare delle armi nucleari hanno dissuaso le grandi potenze dal combattersi apertamente, e hanno spostato il campo di battaglia su un altro fronte: è la guerra dell’informazione, e si combatte con le videocamere. Le sinistre hanno tradito, da Achille Occhetto a Walter Veltroni, da Massimo D’Alema a Matteo Renzi: hanno il monopolio dell’informazione ma sono subalterni e funzionali al capitalismo. Non a caso nelle trasmissioni cosiddette “di sinistra”, da Corrado Formigli a Giovanni Floris passando per Agorà, non invitano mai chi la sinistra la incarna davvero. Per avere voce, su un media libero, oggi bisogna passare da Byoblu.

Sono questi i temi e le considerazioni di Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, che ha una ricetta ben precisa per uscire dalla crisi. Innanzitutto la rottura dei vincoli europei e dei vincoli contratti con la Nato, che ci costano 20 miliardi all’anno. Poi la diminuzione delle tasse per tutti ma l’aumento della pressione fiscale per le grandi multinazionali (Jeff Bezos, padrone di Amazon, ha aumentato la sua ricchezza di 24 miliardi di dollari nell’ultimo periodo). Bisogna inoltre vietare alle grandi aziende di mettere la sede legale nei paradisi fiscali conosciuti: si opera in Italia e si devono pagare le tasse in Italia. Infine, per risolvere il problema delle tante famiglie che non hanno una casa, bisogna espropriare le decine di alloggi sfitti da anni nelle grandi città.

E un’ultima cosa, scherza in chiusura: “con Marco Rizzo Presidente del Consiglio, Claudio Messora sarebbe Presidente della Rai”. Solo su #Byoblu24.


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    Firma il Manifesto del Patto per la Libertà di Espressione e di Manifestazione del Pensiero

    Il patto per la libertà di espressione e manifestazione del pensiero nasce per iniziativa di un gruppo di cittadini italiani, di diversa estrazione culturale e professionale, intenzionati a promuovere i valori non negoziabili sanciti dall’articolo 21 della Costituzione: la norma fondamentale sulla tutela assoluta, inderogabile e imprescindibile della libertà di espressione e di manifestazione del pensiero.

    Il patto viene “stipulato” e sottoscritto per una evidente ragione di necessità, oltre che di principio: dal secondo dopoguerra, mai come in questo periodo storico, il diritto intangibile, e costituzionalmente garantito, della libertà di espressione è stato minacciato.

    La minaccia proviene da una serie di fattori.
    In particolare:
    a) dalla concentrazione dei canali mediatici più diffusi nelle mani di un numero sempre più ristretto di soggetti;
    b) dalla tendenza del Sistema di informazione cosiddetto “mainstream” a veicolare e propagandare in ogni modo una visione unica del mondo, delle cose, della realtà;
    c) dal controllo e dall’utilizzo strumentale dell’apparato mediatico pubblico da parte delle forze governative che, di volta in volta, si alternano alla guida del Paese;
    d) dal palese confitto di interessi tra il sistema economico e politico attuale (ispirato alla logica della mera competizione) da un lato e i media privati e pubblici (che da quel sistema traggono finanziamenti e fondi) dall’altro;
    e) da una sempre più marcata insofferenza del potere costituito e del sistema dell’informazione ufficiale nei confronti della informazione indipendente: quei canali, cioè, in grado di mettere in discussione, o anche solo di sottoporre a un vaglio critico e a un esame ragionato e dialettico, le “verità” di regime;
    f) dalla ossessiva “narrazione” connessa al tema delle fake news e dell’odio online: rispettivamente, un “fatto” e un “sentimento”. Un fatto e un sentimento reali, sempre esistiti da che mondo è mondo, ma oggi impiegati strumentalmente per istituire forme, sottili o dozzinali, di censura. Una censura preventiva o punitiva nei confronti di chi non si uniforma alla “ortodossia” culturale e intellettuale vigente;
    g) dal diffondersi di ideologie dogmatiche, pericolosissime per le sorti della libertà di espressione, che adombrano i principi ispiratori della Scienza, una delle più importanti risorse dell’essere umano.

    Il patto per la libertà di espressione intende agire non tanto (e non solo) “contro” le situazioni sopra denunciate, quanto piuttosto (e soprattutto) “a favore” di una riscoperta della straordinaria portata dell’articolo 21 della Costituzione italiana. Nella convinzione che solo radicandoci nel passato (e nei principii e valori iscritti nella Suprema Carta del 1948) sapremo acquisire e diffondere i giusti anticorpi: quelli indispensabili per impedire che la libertà di parola muoia; e anche per evitare che il seme dell’intolleranza, della censura, dell’ignoranza possa produrre i frutti velenosi sopra denunciati.

    Proprio per queste ragioni, il patto si basa sui primi due enunciati dell’articolo 21 della Costituzione, riletti e approfonditi come le circostanze attuali richiedono e, come di seguito, senza pretesa di esaustività si cercherà di illustrare.

    1) TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE
    a) Tutti significa “tutti”, a prescindere dal titolo accademico e/o professionale, dalla provenienza etnica, dalla nazionalità, dalle condizioni personali e sociali e da ogni altra differenza di cui parla l’articolo 3 della Costituzione;
    b) la qualità di una affermazione, o di una tesi, non si misura dal curriculum di chi la propone, o la espone, ma dalla solidità delle argomentazioni a supporto;
    c) una affermazione, o una tesi, non sono mai vere, e definitive, in assoluto. Questo significa essere sempre aperti alla dialettica del pensiero critico, del contraddittorio, anche della polemica costruttiva. Solo nella messa in discussione di ogni sapere può esservi la progressione della consapevolezza individuale, delle cultura personale e collettiva, della coscienza critica e persino delle acquisizioni scientifiche;
    d) nessuna disciplina ha, né può pretendere di avere, la primazia su tutte le altre. È finito il Medioevo e, con esso, anche la supremazia indiscussa del dogmatismo teologico, rispetto al quale tutte le altre “materie” fungevano da ancelle. Oggi ciò vale in primo luogo per il sapere scientifico che ha una sua indubbia e fondamentale validità, ma non può esprimersi su svariati altri ambiti che, semplicemente, non gli competono: dal diritto alla morale, dalla spiritualità alla filosofia eccetera. Deve essere sempre riaffermata la pari dignità di tutte le discipline dello scibile umano, ciascuna destinata ad arrecare – nel suo settore di competenza – un prezioso contributo alla formazione e alla crescita individuali e collettive;
    e) va promossa e diffusa, a tutti i livelli (scolastici, universitari e sociali in senso lato) la cultura del dibattito, della comunicazione persuasiva, della conoscenza delle tradizioni della retorica classica, greca e romana; anche attraverso l’insegnamento delle tecniche e della strategia del discorso persuasivo: per imparare sia l’arte di argomentare in modo valido sia la capacità di individuare le falle (o fallacie, come dicevano gli antichi) nei ragionamenti altrui;
    f) va promossa e diffusa una nuova “etica del dibattito pubblico e privato” basata sull’imprescindibile rispetto per le opinioni altrui e sul rifiuto di ogni tentazione di censura o di “criminalizzazione” dell’avversario;
    g) è necessaria un’operazione culturale di riaffermazione dell’autentica caratteristica del sapere scientifico: quella di essere, per definizione, dialettico, falsificabile, smentibile. Bisogna recuperare e diffondere l’insegnamento dei grandi epistemologi della fine del Novecento (da Paul Feyerabend a Thomas S. Khun a Imre Lacatos) i quali hanno spiegato in cosa consista davvero la “validità” e in cosa, invece, i “limiti” del sapere scientifico;
    h) va introdotto, nei curricula studiorum delle facoltà scientifiche, l’insegnamento e l’esame – propedeutico alla laurea – della storia della filosofia della scienza e delle correnti epistemologiche della filosofia del Novecento;
    i) vanno promosse e favorite la “sensibilità” e la “cultura” della verifica della attendibilità delle fonti. È sacrosanto il diritto di espressione, ma lo è altrettanto il dovere – per chiunque si esprime attraverso qualsiasi canale mediatico o attraverso la rete – di verificare l’origine delle informazioni su cui si basano le conseguenti asserzioni. Soprattutto in un momento storico in cui le notizie “volano” e si diffondono alla velocità della luce attraverso una miriade di vettori. Il Patto per la libertà di espressione, insomma, è anche un patto per la “serietà” dell’informazione, a qualunque livello.

    2) LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NON PUÒ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
    Questo deve costituire un impegno solenne non solo dei Pubblici poteri nei confronti dei cittadini, ma anche dei cittadini tra loro. Chiunque aderisca al Patto si impegna a non ricorrere mai ad azioni penali (salva ovviamente la ricorrenza dei reati di calunnia o diffamazione previsti dal codice penale) come “contromisura”, preventiva o punitiva, verso un soggetto il quale abbia espresso e manifestato una opinione o posizione divergente.

    3) LA RETE INTERNET DEVE ESSERE VALORIZZATA E TUTELATA RISPETTO AGLI ATTACCHI ESTERNI
    Il Patto per la Libertà di Espressione e Manifestazione del Pensiero riconosce alla rete Internet il ruolo che le è proprio, di insostituibile sorgente di ricchezza per il dibattito pubblico, elemento fondamentale senza il quale qualsiasi forma di governo che si definisca democratica diviene nei fatti un vuoto simulacro, terreno di dominio incontrastato del potere costituito. Una rete Internet libera dalle ingerenze della politica, dalle pressioni dei gruppi di potere in qualunque forma organizzati, dalle ingerenze delle lobby e da ogni forma di censura deve essere riconosciuta come un diritto fondamentale dei cittadini, in quanto strumento insostituibile per esercitare la libertà di espressione e di parola sancita dall’Articolo 21. Deve essere introdotto nella Costituzione italiana, così come già avvenuto in altri paesi quali la Finlandia, il diritto per tutti ad avere un collegamento ad alta velocità alla rete Internet, dalle prestazioni garantite. Non sono necessarie leggi separate o regolamentazioni specifiche per governare il dibattito pubblico sulla rete internet o sui social network, oltre alle leggi già esistenti.

    PRIMI FIRMATARI:
    Claudio Messora
    Francesco Carraro
    Ugo Mattei
    Vittorio Sgarbi
    Diego Fusaro
    Paolo Becchi
    Mauro Scardovelli
    Enzo Pennetta
    Giuseppe Palma
    Alberto Micalizzi
    Fabio Frabetti
    Ivan Catalano
    Red Ronnie
    Alberto Micalizzi
    Comitato Popolare Stefano Rodotà per la difesa dei beni pubblici e comuni

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Grazie a voi stiamo producendo tante trasmissioni ogni giorno. Abbiamo un Tg, un TgTalk, facciamo tante interviste e riusciamo anche a riprendere i convegni che dovreste proprio vedere. Stiamo lavorando a una tv che sia dei cittadini. Avrà un palinsesto, andrà tutta in diretta, si potranno rivedere i programmi, andrà anche sul digitale terrestre. Sarà di tutti e per tutti.

Adesso bisogna raccogliere questa sfida: dimostrare che la Tv dei Cittadini sta in piedi da sola, ogni mese, senza l’aiuto di gruppi di potere organizzato, di interessi di parte o della politica. In televisione, per fare una sola puntata alla settimana ci vogliono decine di giornalisti e decine tra tecnici e registi. Ogni mese, per una sola trasmissione spendono centinaia di migliaia, se non milioni di euro. Noi invece siamo in undici, poi ci sono gli affitti, i servizi, le utenze, i materiali che si consumano, quelli ancora da comprare… ma Byoblu costa solo 40 mila euro al mese. Come ci riusciamo? Lavoriamo con passione, dalla mattina alla sera, e non sprechiamo nulla.

Siamo in centinaia di migliaia di persone a guardare ogni giorno Byoblu. Già così è un’impresa storica: quattrocentomila iscritti su Youtube, quasi centomila in più ogni mese, centinaia di migliaia sugli altri social network, centotrenta milioni di video visti, ma nessuno ne parla: questa è la dimostrazione che siamo veramente liberi. E adesso stiamo costruendo le App: potrai vedere Byoblu (e non solo) sul tuo smartphone, sui computer, sui tablet e sulle smartTv. Manca poco ormai!

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€10,00 12 Agosto 2020
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€10,00 11 Agosto 2020
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Sandra Gualtieri

€10,00 11 Agosto 2020

Grazie per il Vs supporto nell'Informazione LIBERA e aggiungo SERIA e pacifica, sempre pronti a farsi domande e tenere aperto il confronto, grazie grazie grazie.

Vi seguo ormai da un po' e il mio piccolo contributo mi auguro che sia una goccia che forma un vasto Oceano limpido… Leggi tutto

Grazie per il Vs supporto nell'Informazione LIBERA e aggiungo SERIA e pacifica, sempre pronti a farsi domande e tenere aperto il confronto, grazie grazie grazie.

Vi seguo ormai da un po' e il mio piccolo contributo mi auguro che sia una goccia che forma un vasto Oceano limpido e imponente.

CC

Carmela Carbonere

€10,00 11 Agosto 2020
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Anonimo

€10,00 11 Agosto 2020
GC

Giovanni Cavallieri

€10,00 11 Agosto 2020

Ciao byoblu, grazie per la vostra luce.

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Grazie!!!

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Demetrio

€15,00 11 Agosto 2020

La piccola informazione viene soffocata dai Grandi, la Grande informazione non può essere ignorata da nessuno... Contribuisco come posso per farvi diventare Grandi

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Con grande piacere

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osvaldo benvenuti

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In momento in cui l'oscurantismo ostenta senza riserve il suo potere, c'e bisogno di gente che sia capace di portare, con l'informazione, luce nelle nostre menti.
Grazie per il lavoro che fate.

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Fausto

€5,00 10 Agosto 2020

Grazie, non cambiate mi raccomando: non scendete a patti con le "forze dell'oscurità"

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Stefano Restani

€10,00 10 Agosto 2020

Per una Vera Libertà

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Francesco Cervellera

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Barbara Vanno

€50,00 10 Agosto 2020

Grazie per quello che fate! Avanti così, siamo con voi!!

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Anonimo

€15,00 10 Agosto 2020
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Cesare Zoboli

€10,00 10 Agosto 2020
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Paolo Palmisano

€10,00 9 Agosto 2020

Sempre meglio Claudio!

GC

Giulio Capruzzi

€10,00 9 Agosto 2020

Avanti tutta !!

5 commenti

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  • INSTALLAZIONE ACCELERATA DI ANTENNE 5G OVUNQUE, E IN CASO DI OPPOSIZIONE CHIAMANO LA FORZA PUBBLICA (POLIZIA, CARABINIERI)……. MA DAVVERO????? E QUESTA GENTE SIEDE IN PARLAMENTO???
    Il decreto Cura Italia che sarà discusso in questi giorni in Aula, all’art. 82, nasconde una vera e propria manovra di lancio per il 5G. Altro che moratoria e principio di precauzione.
    Mancini del PD aggiunge al decreto un emendamento in cui si autorizza l’aumento di infrastruttura tecnologica per fronteggiare il Covid19, cioé la velocizzazione della costruzione di nuove antenne, dicendo che gli amministratori di condominio e i proprietari delle case saranno tenuti a dare immediato accesso alle aree pertinenti (spesso i tetti dei palazzi) per consentire l’installazione di nuove antenne, pena il ricorso alla forza pubblica (Esercito, Carabinieri, Polizia etc..)
    https://oasisana.com/2020/04/20/cura-italia-relatore-lorenzin-a-tutto-5g-e-polizia-per-chi-ostacola-nuove-antenne-sui-tetti-documenti-esclusivi/
    (VEDERE L’ARTICOLO PER IL TESTO ESATTO DELL’EMENDAMENTO)

  • Buongiorno,
    premesso che, in linea di principio condivido quanto dice Rizzo, mi permetto di evidenziare che questo signore gode delle indennità di fine mandato parlamentare che lo Stato Italiano gli versa.
    Coerenza vorrebbe che rinunciasse a questo privilegio prima di dileggiare i suoi ex colleghi.

  • Buongiorno,
    So di deviare dell’argomento ……
    Sono una semplice dipendente di una gelateria a Venezia a 2 minuti da piazza San Marco
    Condivido pienamente ciò che dice Marco Rizzo ….. il mio compagno è il proprietario della gelateria e la nostra situazione è quella che ha descritto nell’ intervista……
    Ma oltre a parlare e diffondere queste notizie( i video che trovo interessanti li condivido con i mei colleghi e con le persone che conosco che reputo “ intelligenti e critiche”), cosa si può fare nel concreto per cambiare o aiutare a produrre un cambiamento in questa situazione.
    Mi chiedo se è giusto fermarsi e aspettare la manna dal cielo……? Non è nel mio dna…….
    Quando faccio domande o esprimo il mio pensiero alle persone che incontro le risposte più comuni sono ora non si può fare niente , bisogna aspettare, tanto non cambia niente , siamo in Italia …….
    Sarei per le maniere forti ma sicuramente non è il modo giusto ma l ‘unica alternativa è veramente sedersi e aspettare?
    Scusate lo sfogo…….
    Buona giornata
    Melissa
    P.s continuo a seguirvi!👍

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