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MA CON CHI CE L’HANNO? CONTRO IL VIRUS, O CONTRO DI NOI? #Byoblu24

Non smettono di generare polemiche i controlli delle forze dell’ordine sulle strade italiane in questi giorni. Vi mostriamo un video in cui una mamma e una figlia sono state multate di 1,000 euro mentre andavano ad una visita medica. Fatto analogo accaduto qualche giorno fa in Toscana, dove una famiglia è stata multata di 533 euro mentre portava la figlia di 8 anni ad una visita post-trapianto. Anche il Professor Paolo Becchi è incappato in un controllo non proprio piacevole, potete ascoltare il suo sfogo su #Byoblu24.

Intanto un gruppo di nove magistrati valdostani scrive una lettera aperta per chiedere: che senso ha multare delle persone – già costrette alla quarantena forzata – che fanno delle passeggiate in zone disabitate di montagna? Non sarebbe più opportuno spendere soldi in maniera più utile anziché per controlli indiscriminati? Infine il Copasir vuole indagare sulla app Immuni: la privacy dei cittadini e la sicurezza dei dati i punti da investigare. #Byoblu24


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    Firma il Manifesto del Patto per la Libertà di Espressione e di Manifestazione del Pensiero

    Il patto per la libertà di espressione e manifestazione del pensiero nasce per iniziativa di un gruppo di cittadini italiani, di diversa estrazione culturale e professionale, intenzionati a promuovere i valori non negoziabili sanciti dall’articolo 21 della Costituzione: la norma fondamentale sulla tutela assoluta, inderogabile e imprescindibile della libertà di espressione e di manifestazione del pensiero.

    Il patto viene “stipulato” e sottoscritto per una evidente ragione di necessità, oltre che di principio: dal secondo dopoguerra, mai come in questo periodo storico, il diritto intangibile, e costituzionalmente garantito, della libertà di espressione è stato minacciato.

    La minaccia proviene da una serie di fattori.
    In particolare:
    a) dalla concentrazione dei canali mediatici più diffusi nelle mani di un numero sempre più ristretto di soggetti;
    b) dalla tendenza del Sistema di informazione cosiddetto “mainstream” a veicolare e propagandare in ogni modo una visione unica del mondo, delle cose, della realtà;
    c) dal controllo e dall’utilizzo strumentale dell’apparato mediatico pubblico da parte delle forze governative che, di volta in volta, si alternano alla guida del Paese;
    d) dal palese confitto di interessi tra il sistema economico e politico attuale (ispirato alla logica della mera competizione) da un lato e i media privati e pubblici (che da quel sistema traggono finanziamenti e fondi) dall’altro;
    e) da una sempre più marcata insofferenza del potere costituito e del sistema dell’informazione ufficiale nei confronti della informazione indipendente: quei canali, cioè, in grado di mettere in discussione, o anche solo di sottoporre a un vaglio critico e a un esame ragionato e dialettico, le “verità” di regime;
    f) dalla ossessiva “narrazione” connessa al tema delle fake news e dell’odio online: rispettivamente, un “fatto” e un “sentimento”. Un fatto e un sentimento reali, sempre esistiti da che mondo è mondo, ma oggi impiegati strumentalmente per istituire forme, sottili o dozzinali, di censura. Una censura preventiva o punitiva nei confronti di chi non si uniforma alla “ortodossia” culturale e intellettuale vigente;
    g) dal diffondersi di ideologie dogmatiche, pericolosissime per le sorti della libertà di espressione, che adombrano i principi ispiratori della Scienza, una delle più importanti risorse dell’essere umano.

    Il patto per la libertà di espressione intende agire non tanto (e non solo) “contro” le situazioni sopra denunciate, quanto piuttosto (e soprattutto) “a favore” di una riscoperta della straordinaria portata dell’articolo 21 della Costituzione italiana. Nella convinzione che solo radicandoci nel passato (e nei principii e valori iscritti nella Suprema Carta del 1948) sapremo acquisire e diffondere i giusti anticorpi: quelli indispensabili per impedire che la libertà di parola muoia; e anche per evitare che il seme dell’intolleranza, della censura, dell’ignoranza possa produrre i frutti velenosi sopra denunciati.

    Proprio per queste ragioni, il patto si basa sui primi due enunciati dell’articolo 21 della Costituzione, riletti e approfonditi come le circostanze attuali richiedono e, come di seguito, senza pretesa di esaustività si cercherà di illustrare.

    1) TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE
    a) Tutti significa “tutti”, a prescindere dal titolo accademico e/o professionale, dalla provenienza etnica, dalla nazionalità, dalle condizioni personali e sociali e da ogni altra differenza di cui parla l’articolo 3 della Costituzione;
    b) la qualità di una affermazione, o di una tesi, non si misura dal curriculum di chi la propone, o la espone, ma dalla solidità delle argomentazioni a supporto;
    c) una affermazione, o una tesi, non sono mai vere, e definitive, in assoluto. Questo significa essere sempre aperti alla dialettica del pensiero critico, del contraddittorio, anche della polemica costruttiva. Solo nella messa in discussione di ogni sapere può esservi la progressione della consapevolezza individuale, delle cultura personale e collettiva, della coscienza critica e persino delle acquisizioni scientifiche;
    d) nessuna disciplina ha, né può pretendere di avere, la primazia su tutte le altre. È finito il Medioevo e, con esso, anche la supremazia indiscussa del dogmatismo teologico, rispetto al quale tutte le altre “materie” fungevano da ancelle. Oggi ciò vale in primo luogo per il sapere scientifico che ha una sua indubbia e fondamentale validità, ma non può esprimersi su svariati altri ambiti che, semplicemente, non gli competono: dal diritto alla morale, dalla spiritualità alla filosofia eccetera. Deve essere sempre riaffermata la pari dignità di tutte le discipline dello scibile umano, ciascuna destinata ad arrecare – nel suo settore di competenza – un prezioso contributo alla formazione e alla crescita individuali e collettive;
    e) va promossa e diffusa, a tutti i livelli (scolastici, universitari e sociali in senso lato) la cultura del dibattito, della comunicazione persuasiva, della conoscenza delle tradizioni della retorica classica, greca e romana; anche attraverso l’insegnamento delle tecniche e della strategia del discorso persuasivo: per imparare sia l’arte di argomentare in modo valido sia la capacità di individuare le falle (o fallacie, come dicevano gli antichi) nei ragionamenti altrui;
    f) va promossa e diffusa una nuova “etica del dibattito pubblico e privato” basata sull’imprescindibile rispetto per le opinioni altrui e sul rifiuto di ogni tentazione di censura o di “criminalizzazione” dell’avversario;
    g) è necessaria un’operazione culturale di riaffermazione dell’autentica caratteristica del sapere scientifico: quella di essere, per definizione, dialettico, falsificabile, smentibile. Bisogna recuperare e diffondere l’insegnamento dei grandi epistemologi della fine del Novecento (da Paul Feyerabend a Thomas S. Khun a Imre Lacatos) i quali hanno spiegato in cosa consista davvero la “validità” e in cosa, invece, i “limiti” del sapere scientifico;
    h) va introdotto, nei curricula studiorum delle facoltà scientifiche, l’insegnamento e l’esame – propedeutico alla laurea – della storia della filosofia della scienza e delle correnti epistemologiche della filosofia del Novecento;
    i) vanno promosse e favorite la “sensibilità” e la “cultura” della verifica della attendibilità delle fonti. È sacrosanto il diritto di espressione, ma lo è altrettanto il dovere – per chiunque si esprime attraverso qualsiasi canale mediatico o attraverso la rete – di verificare l’origine delle informazioni su cui si basano le conseguenti asserzioni. Soprattutto in un momento storico in cui le notizie “volano” e si diffondono alla velocità della luce attraverso una miriade di vettori. Il Patto per la libertà di espressione, insomma, è anche un patto per la “serietà” dell’informazione, a qualunque livello.

    2) LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NON PUÒ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
    Questo deve costituire un impegno solenne non solo dei Pubblici poteri nei confronti dei cittadini, ma anche dei cittadini tra loro. Chiunque aderisca al Patto si impegna a non ricorrere mai ad azioni penali (salva ovviamente la ricorrenza dei reati di calunnia o diffamazione previsti dal codice penale) come “contromisura”, preventiva o punitiva, verso un soggetto il quale abbia espresso e manifestato una opinione o posizione divergente.

    3) LA RETE INTERNET DEVE ESSERE VALORIZZATA E TUTELATA RISPETTO AGLI ATTACCHI ESTERNI
    Il Patto per la Libertà di Espressione e Manifestazione del Pensiero riconosce alla rete Internet il ruolo che le è proprio, di insostituibile sorgente di ricchezza per il dibattito pubblico, elemento fondamentale senza il quale qualsiasi forma di governo che si definisca democratica diviene nei fatti un vuoto simulacro, terreno di dominio incontrastato del potere costituito. Una rete Internet libera dalle ingerenze della politica, dalle pressioni dei gruppi di potere in qualunque forma organizzati, dalle ingerenze delle lobby e da ogni forma di censura deve essere riconosciuta come un diritto fondamentale dei cittadini, in quanto strumento insostituibile per esercitare la libertà di espressione e di parola sancita dall’Articolo 21. Deve essere introdotto nella Costituzione italiana, così come già avvenuto in altri paesi quali la Finlandia, il diritto per tutti ad avere un collegamento ad alta velocità alla rete Internet, dalle prestazioni garantite. Non sono necessarie leggi separate o regolamentazioni specifiche per governare il dibattito pubblico sulla rete internet o sui social network, oltre alle leggi già esistenti.

    PRIMI FIRMATARI:
    Claudio Messora
    Francesco Carraro
    Ugo Mattei
    Vittorio Sgarbi
    Diego Fusaro
    Paolo Becchi
    Mauro Scardovelli
    Enzo Pennetta
    Giuseppe Palma
    Alberto Micalizzi
    Fabio Frabetti
    Ivan Catalano
    Red Ronnie
    Alberto Micalizzi
    Comitato Popolare Stefano Rodotà per la difesa dei beni pubblici e comuni

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Andiamo sul Digitale Terrestre!

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Non so come siamo arrivati fino a qui. Abbiamo attraversato ogni sorta di difficoltà. Hanno fatto esposti contro Byoblu. Ci hanno oscurato ben sette video. Ci hanno attaccato perfino dagli Stati Uniti (NewsGuard). C’è stato il coronavirus. Eppure siamo ancora qui, siamo ancora in piedi. In questi mesi incredibilmente duri abbiamo sempre continuato a lavorare per informarvi, perché era la cosa giusta da fare. E non è stata l’informazione a senso unico di tv e giornali: vi abbiamo davvero portati sull’altra faccia della luna. Quaranta milioni di video visti e centoquaranticinquemila nuovi iscritti tra febbraio e maggio lo testimoniano come una bandiera piantata nella pietra. Oggi siamo quasi a mezzo milione di iscritti. Più ci attaccano e più ci rendono forti. Ma è solo la forza della verità. La verità non ha bisogno di niente, se non di essere mostrata.

La Tv dei Cittadini è un successo spettacolare, e il fatto che nessuno ne parli se non per tentare di chiuderla è la vostra migliore garanzia. Così come la forma di finanziamento che abbiamo scelto: niente pubblicità, niente fondi pubblici, niente erogazioni da Soros o da Bill Gates. Solo microdonazioni diffuse! Il perché è semplice: se siete in tanti a donare o a fare l’abbonamento, nessuno potrà mai fare una chiamata e dirci cosa possiamo dire e cosa no. Ma perché siate in tanti, serve infondere fiducia: serve essere credibili, onesti, altrimenti non funziona. Spiegatelo agli altri, a quelli che hanno bisogno di milioni di euro provenienti da grandi finanziatori, per partorire un topolino. A quelli che per tentare di rendere credibili le loro balle hanno bisogno di istituire task force di Governo, perché altrimenti non riuscirebbero a convincere nessuno. A quelli che per farsi ascoltare hanno bisogno di mettere a tacere ogni altra voce, perché hanno idee deboli, e allora fanno oscurare i video dei cittadini. Con loro il finanziamento popolare non funzionerà mai, perché non sono credibili.

Ma non è finita, perché questa è una gara che non finisce mai: non si può mai smettere di correre. Adesso, cari Cittadini (con la C maiuscola), dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo, fare un altro grande salto in avanti. Siamo appena diventati una Testata Editoriale, e a giorni avremo le App tanto attese, ma dobbiamo aumentare l’organico, e dobbiamo arrivare sul digitale terrestre. Subito, non si può più attendere: già da settembre. Non esiste una scorciatoia: non c’è una via di uscita. Abbiamo sfidato il mondo e adesso dobbiamo affrontarlo, a testa alta: la Tv dei cittadini deve diventare l’ottava televisione italiana.

Già 90 mila persone hanno firmato il Manifesto del Patto per la libertà di espressione (e presto tutti riceverete istruzioni). Sosteneteci in questo sprint finale. Con un euro a testa a settembre trasmetteremo sulle vostre televisioni.

Aggiungiamo una cosa: forse non è neppure tanto importante vincere in sé e per sé, né come usciremo da questo scontro frontale contro poteri tanto forti. Quello che davvero conta, per tutti, è resistere. Nessuno è mai riuscito a resistere contro il potere. Ma se questa volta tutti noi, insieme, riusciremo a tenergli testa… E se alla fine di ogni trasmissione noi saremo ancora lì, e nessuno sarà riuscito ad impedirci di andare in onda, noi sapremo per la prima volta che i cittadini, insieme, non sono sempre e solo destinati a subire. Noi sapremo che esistiamo, e che non possiamo essere cancellati. E, quel che più conta, lo sapranno anche loro.

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22 commenti

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  • Vorrei dire non ho parole…ma quelle purtroppo non le ho più già da un paio di mesi.
    Avete centrato perfettamente il problema, oramai è palese che sono contro di noi ci sono moltissimi esempi che si sono già visti in rete e molti altri che, non avendo alcun registratore video, non hanno avuto modo di inserire sui social.
    Dobbiamo però fare un passo indietro per capire il meccanismo, iniziamo dal governo che ha introdotto queste restrizioni (molto probabilmente incostituzionali ma per ora non entro nel merito), in verità, questa autodichiarazione darebbe la possibilità a queste persone di uscire per i motivi dichiarati, infatti non c’è nulla che non va, pertanto non dovrebbero essere multate.
    Passo successivo, questi controlli vengono relegati agli organi di pubblica sicurezza (forze dell’ordine) e qui inizia il problema. Facciamo un esempio, se questi ordini fossero dati a dei Robot di ultima generazione quindi umanoidi, non ci sarebbe alcun dubbio che facciano i loro lavoro come sono stati istruiti (programmati) senza batter ciglio. Ma in questo caso le forze dell’ordine sono delle comuni persone come noi, è qui dove sta l’enorme differenza ed il grave problema. La legge si sa, per come è strutturata deve essere generica, ma è la mente umana che la deve applicare secondo i valori culturali del popolo e la propria intelligenza, deve essere in grado di saper analizzare, valutare e soppesare caso per caso ogni singola azione. E qui sta il mio dolore, vedere che in questo momento importante, ci odiamo a vicenda, puntiamo il dito contro l’altro magari denunciando il nostro prossimo perchè è uscito di casa e noi no, chi ha come in questo caso più autorità, si salvi chi può, trasuda del puro nazzismo che ognuno più o meno, ha nel proprio essere. Sono stati attivati quegli interrutori dentro di noi che si erano assopiti ed ora esplodono in un marasma incontrollabile.
    Loro, chi ci comanda, state pur certi che non ci aiuteranno, è evidente da tempo. Però Vi voglio ricordare che Noi siamo il popolo, Noi siamo il potere, Noi dobbiamo amarci ed aiutarci, perchè se la politica o qualsiasi altra forma, non ci sostiente, prendiamo le redini del nostro futuro! Per questo, ognuno di noi ne sarà responsabile. Per questo motivo e per questo caso specifico facciamo qualcosa, raccogliamo più firme possibili affinchè tutti questi verbali diventino carta straccia e che la nostra libertà possa al più presto tornare a quella di un tempo. Non abbiate paura!

    • In questo periodo il grado di libertà individuale è direttamente proporzionale al numero dei morti.
      Lei quanti morti è disposto a fare per sentirsi più libero?

      • Gentile Matteo,
        Potrei essere d’accordo con Lei, se non fosse che l’esempio di come altri paesi europei abbiano gestito crisi e lockdown dimostri il contrario.
        La Germania non ha mai adottato un lockdown così rigido, non ha mai chiuso i parchi o vietato passeggiate e sport, eppure ad oggi noi abbiamo avuto oltre 25.000 vittime e loro poco più di 5000. Come mai? Intanto la magistratura sta indagando sui gravi errori commessi in alcune regioni nella gestione delle residenze per anziani. Errori che nulla hanno a che fare con il comportamento dei comuni cittadini durante il lockdown.
        Un altro aspetto che va sottolineato è la solita politica di voler far cassa sulle spalle dei cittadini. Ma in questo caso è una politica disgustosa, vista la sofferenza che noi tutti, chi più, chi meno, stiamo affrontando. Per non pensare alla sofferenza ancora a venire se, come è stato previsto, arriveremo a dieci milioni di disoccupati. Ci saranno altre vittime? Con queste previsioni aspettiamoci un aumento delle malattie e dei suicidi.
        A tal proposito di seguito il link del comunicato Ampas, associazione di medici, dei quali molti oggi in prima linea.
        https://www.medicinadisegnale.it/?p=1052

        • Lo Stato e le Regioni italiane hanno commesso errori imperdonabili e mi auguro che, prima o poi, qualcuno gliene chieda conto.
          Si sono fatti trovare del tutto impreparati all’arrivo della COVID-19 e non hanno messo in atto nessuna di tutte le misure preventive già previste in caso di possibile Pandemia.
          Il Servizio Sanitario Nazionale Italiano è stato depredato da decenni di tagli economici che ne hanno ridotto notevolmente i mezzi ed il personale.
          Lei cita la Germania che è un ottimo esempio.
          All’inizio della Pandemia la Germania aveva 28.000 posti letto in Terapia Intensiva mentre l’Italia ne aveva solo 5.000.
          A parte i posti letto la Germania ha dedicato molte più risorse economiche al suo Servizio Sanitario di quanto non abbia fatto l’Italia e, pertanto, ha avuto meno problemi dell’Italia.
          L'”esercito sanitario” tedesco è stato “mandato in guerra” adeguatamente equipaggiato, quello italiano “con le scarpe di cartone”.
          I medici e gli infermieri italiani sono stati mandati “al macello”, senza mascherine di protezione, semplicemente perché non c’erano.
          In tutti questi decenni, però, non mi sembra che qualcuno abbia protestato per l’impoverimento del nostro Servizio Sanitario Nazionale.
          Il lockdown italiano è stato la conseguenza inevitabile di tutte queste mancanze, già ampiamente note prima, ma, ripeto, nessuno ha mai protestato e protestare adesso non ha senso, la colpa è anche nostra.
          “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”.
          Per quanto riguarda il comunicato dell’AMPAS, che già conoscevo, mi permetto solo di far notare che rappresenta solo una sparuta minoranza dei medici.

  • Alla “sbirraglia” non par vero d’esercitare questo temporaneo potere.
    Quando torneremo a tempi “normali” ricordatevene, soprattutto quando si lamenteranno della mancanza di fondi e del come hanno le “mani legati” verso i veri delinquenti.
    Forti con i deboli, deboli con i forti.
    Complimenti!

    • La “sbirraglia” sta cercando di “salvarle la pelle” ma, se io fossi nella “sbirraglia”, non mi impegnerei troppo in tale compito.

  • Considero questo video un tipico esempio di “disinformazione”.
    Le attuali norme prevedono che si possa uscire di casa solo per motivi strettamente necessari, pertanto è vietato uscire di casa se ciò non è strettamente necessario.
    La motivazione è molto semplice, più gente si sposta più si diffonde il contagio.
    Prendiamo il caso della signora che accompagna in macchina la figlia per una visita medica.
    Dal video si vede chiaramente che la figlia è sufficientemente grande per essere in grado di recarsi alla visita autonomamente utilizzando i comuni mezzi di trasporto pubblici o, eventualmente, prendendo un taxi.
    Pertanto la presenza fisica della madre non è strettamente necessaria e comporta un incremento ingiustificato del rischio di contagio per la popolazione.
    La multa è ampiamente giustificata ma, forse, la Polizia Locale avrebbe “chiuso un occhio” se la signora non se la fosse anche “cercata” facendo anche del sarcasmo assolutamente ingiustificato.
    E’ giustificata anche la multa per la figlia in quanto “complice” del comportamento illecito della madre.
    Nel secondo caso, quello della famiglia che accompagnava in automobile la figlia di 8 anni per una vista post trapianto, il discorso è analogo.
    Premesso che la figlia (8 anni) necessitava di essere, comunque, accompagnata, non era assolutamente necessario che fosse accompagnata da entrambi i genitori, ne bastava solo uno, l’altro non era necessario.
    Quanto sopra giustifica la correttezza della multa.
    Per quanto riguarda L’osservazione dei Magistrati di Aosta ritengo che il concetto sia corretto dal punto di vista teorico.
    Nelle condizioni sopra descritte il rischio di contagio è praticamente zero.
    Però siano sicuri che se venisse “sdoganata” la possibilità di fare passeggiate in zone disabitate le persone rispetterebbero la distanza prevista fra di loro?
    Non penso che ci siano molte Forze dell’Ordine che si aggirano per i boschi.
    Penso che tutti questi casi derivino da una percezione non corretta della situazione attuale ancora troppo sottovalutata da molti, come dimostrato dal fatto che i contagi, nonostante tutte le misure intraprese, stanno diminuendo con estrema lentezza.
    Prima di sollevare critiche sarebbe meglio ricordarsi che, in assenza di tali misure di contenimento, era stato previsto che in Italia ci potessero essere fra i 600.000 ed gli 800.000 morti.
    Se è stato dichiarato la “Stato di Emergenza Nazionale” vuol dire che ci sono motivi gravissimi, non è un videogame.

    • Massimiliano, concordo su tutto. Anche perche il tuo riepilogo è la trama perfetta di quello che sta accadendo e di come si concluderà. Purtroppo.

    • con tutta evidenza lei appartiene a quella percentuale di italiani in preda alla paura per ragionare come ha scritto. La paura attanaglia le menti e le budella e rende il sistema immunitario debole come deboli le menti di tante persone che come lei sono pronti a condannare una madre che accompagna un figlio a fare una visita. Mi sorge il pensiero che probabilmente lei sarà disponibile a farsi fare inoculare un vaccino inutile, a farsi tracciare da app, a farsi impiantare infine un bel microchip così si sentirà al sicuro da tutti quei pazzi genitori che ritengono di accompagnare i propri figli. Se al tempo del fascismo abbiamo visto i delatori del regime, non mi stupisco che hai tempi di una presunta epidemia ci siano persone caudatarie del potere che pavidamente si rivoltano contro cittadini privati dei propri diritti e sottoposti a sanzioni del tutto ingiustificate e irragionevoli. Stia attento che se continua a ragionare così il rischio d’infettarsi aumenta in modo esponenziale e potrebbe esporsi al rischio di rientrare nella casistica che cita insieme a tanti come lei…

      • Esiste una notevole differenza fra paura immotivata e coscienza del rischio.
        Da quanto scrive lei non è cosciente del rischio.

  • Chissà se troverete il tempo e la curiosità di leggerlo………
    Dopo quasi 2 mesi di lockdown e tonnellate di informazioni che ho rilevato in questo periodo da tutte le parti, non posso non annotare tutte le contraddizioni del sistema per capire dove vogliono arrivare.
    Sono partiti il 31 gennaio con porre lo stato in situazione d’allarme in Italia, ma senza fare nulla in termini concreti, poi dicevano che in Italia non sarebbe mai arrivato, poi al riscontro dei primi casi a Piacenza hanno istituito le zone rosse tralasciando la zona della valle Seriana a BG perchè confindustria non era d’accordo con la chiusura (anche se non l’hanno mai ammesso)e cosi hanno lasciato propagare i contagi nella provincia di BG per una settimana in più.
    Poi però ci hanno detto che dovevamo stare tranquilli che il corona virus era solo un po più di un influenza, non dovevamo discriminare nessuno sopratutto i cinesi, il sindaco di BG portava la sua giunta a pranzo nei ristoranti cinesi e invitava i cittadini a fare altrettanto.
    Poi ci hanno detto di continuare le ns. attività normalmente e di non bloccare l’economia.
    Poi a BG sono arrivati prima i malati gravi al punto di occupare tutti gli ospedali e di dover arrivare al punto che i medici dovevano scegliere chi far vivere e chi lasciare morire.
    Poi è stato il turno dei morti che non si sapeva più dove metterli e come cremare, visto che era impedito la normale tumulazione nei cimiteri.
    Le immagini dell’esercito che portava le bare in altre province per cremare i corpi hanno fatto il giro del mondo e sono stati un eccezionale strumento di pressione psicologica sulle masse globali.
    Successivamente hanno bloccato tutta l’Italia, ma non in modo chiaro ma in più fasi, sempre in diretta facebook e spesso a mezzanotte.
    Hanno varato 5 o 6 modelli diversi di autocertificazioni obbligatori da dover usare per giustificare i propri spostamenti, emesso le prime sanzioni, inizialmente normali e poi estremamente dure.
    Hanno promesso aiuti a tutto spiano, con fondi inizialmente in ambito nazionale ma pure comunitario, con cifre sempre crescenti, ma poi i veri aiuti sono arrivati solo da Cina e Russia, l’UE invece più che aiutare ha penalizzato, dimostrando tutti i suoi limiti e difetti.
    Nel frattempo sono scoppiati scandali, perché non c’erano i DPI sia per i medici degli ospedali ma soprattutto quelli sul territorio, mancava tutto, medici, infermieri, si sono richiesti volontari, richiamati medici in pensione e si sono mandati in prima linea senza protezioni decretandone la condanna anche a morte, quindi non si è trovato di meglio da fare che chiedere contributi volontari ai cittadini, mettendo in sovraimpressione sui media 24 ore su 24, i codici IBAN della protezione civile o di altri enti provinciali, regionali o statali di salvaguardia nazionale.
    Si è chiesto aiuto volontario a tutte quelle organizzazioni disponibili sopratutto in ambito territoriale con la richiesta di donazioni da parte delle aziende e l’aiuto di manovalanza addirittura per costruire gli ospedali cosiddetti da campo, per sopperire alle colpevoli mancanze di 30 di tagli da parte dello stato, ma meglio dire da anni di richieste d’austerity da parte delle istituzioni europee.
    Lasciatemi dire qualcosa anche alla penosa vicenda MES, quella truffa pensata ai danni degli stati più deboli di cui la Grecia è l’esempio concreto, in un momento così drastico e drammatico l’unico modo di aiuto dell’ UE cosè, il comissariamento delle istituzioni politiche dello stato (come se gia’ non lo fossero) per riavere indietro la miseria di 37 miliardi di euro a fronte di 80 già versati!
    Poi per un mese chiacchere e nulla altro…………
    Adesso si parla di app di controllo, non obbligatoria ma se non la usi può succedere che non puoi uscire o aprire, sempre più convintamente si parla di lockdown lungo oltre maggio, nell’attesa di un vaccino per poter vaccinare la popolazione e cosi dandogli l’immunità ritrovare la libertà di ritornare a vivere, peccato che i pochi o tanti virologi indipendenti dicano che un qualsiasi coronavirus non dà immunità una volta preso, l’influenza la puoi fare 200 volte nella tua vita e quindi l’idea del vaccino e puramente inutile se non dannosa.
    Mi fermo qui e valuto le mie conclusioni, io penso che tutto questo sia frutto di un esperimento dove il ns. paese gioca un ruolo fondamentale a livello mondiale, in quanto il ns. è il paese più ricco e sviluppato tra i paesi occidentali deboli con una classe politica assolutamente non rappresentativa del paese e quindi facilmente condizionabile al fine di manipolare la massa.
    In questo periodo abbiamo anche saputo dal prof. Montagnier, premio nobel medicina, che questo è un virus artificiale creato in laboratorio con strumenti molecolari e che nel tempo verrà auto eliminato dalla natura in quanto appunto non naturale, quindi non serve un vaccino si estinguerà da solo.
    Perciò se metto tutti i puntini in fila vedo che gli unici ad averne avuto vantaggio da questa situazione sono: i gruppi di potere totalitari, i media, le case farmaceutiche, i produttori di vaccini e di analisi mediche, i venditori online o produttori di servizi online.
    Se aggiungo: la mega speculazione sul crollo del petrolio arrivato a -37$ al barile e l’implementazione forzata e velocissima del sistema 5G, penso che il tutto a me sia ormai chiaro.
    Mi sono fatto l’idea che si voglia, ai più alti piani del mondo, cambiare drasticamente il modello economico mondiale, penalizzando tutto quello che è fisico a vantaggio di tutto quello che è virtuale.
    Quindi stop ai luoghi di intrattenimento fisici considerati “pericolosi” OK a quelli virtuali, stop alla moneta cartacea (fisica) Ok a quella virtuale, molto facile da controllare o bloccare in caso si voglia fare, stop agli uffici, negozi, tribunali, comuni, centri di tutti i tipi fisici; Ok a gli stessi ma virtuali, in modo da controllare e dirigere la popolazione spacciando tutto per (finta) sicurezza da casa.
    Naturalmente senza una tecnologia sofisticata come il 5G tutto questo non sarebbe possibile, per questo c’è fretta di farlo e si tiene a casa tutto il mondo!
    Completata la transizione saranno in pochi a comandare e quasi tutti dovranno solo obbedire, senza modo di cambiare le cose.
    Ditemi cosa ne pensate in merito.

    • In realtà gli scienziati da molti anni avevano previsto, prima o poi, una Pandemia, evento del tutto naturale, seppur imprevedibile nei tempi.
      Le prime avvisaglie, oltre che con l’influenza, si erano già avute nel 2002 (SARS) e nel 2012 (MERS), entrambe malattia infettive sostenute da Coronavirus, che, fortunatamente, si è riusciti a delimitare prima che divenissero una Pandemia.
      Alla fine è arrivata la COVID-19 che, di fatto, è l’equivalente della Pandemia “Spagnola” del 1918-1919 e che ripropone un “copione” già visto.

      “Quando ai tempi della pandemia di Spagnola si parlava di “arma biologica” trasportata dai sommergibili tedeschi”
      https://www.open.online/2020/03/27/quando-ai-tempi-della-pandemia-di-spagnola-si-parlava-di-arma-biologica-trasportata-dai-sommergibili-tedeschi/

    • Massimiliano, concordo su tutto. Anche perche il tuo riepilogo è la trama perfetta di quello che sta accadendo e di come si concluderà. Purtroppo.

  • Tema mascherine: prima non servono, poi sì solo un poco, adesso obbligatorie sempre quando esci da casa!!! Ma se cammino da solo e sto lontano il doppio della distanza prescritta, se vado in bicicletta o in macchina, perché devo indossarla e perchè mi sanzionate? Per quale il motivo, ditecelo chiaramente. Le autorità rispondano e dimostrino di non odiare il cittadino che sta dando tanto. Allentino l’elastico che così facilmente hanno tirato ed è ora prossimo alla rottura . Questa piattaforma potrebbe raccogliere piccole istanze come questa e veicolarle alla riconquista di piccole libertà cedute passo dopo passo inconsapevolmente o arbitrariamente tolteci? Grazie Walter ENEO

  • Becchi è stato multato dai vigili urbani e non dalla Polizia, quest’ultima è una sola ed è la Polizia di Stato. I vigili sono operatori comunali e non fanno parte delle Forze di Polizia. Per quanto riguarda le multe della mamma che accompagna la figlia deve fare RICORSO dal giudice di pace e non al prefetto. Allegare dichiarazione del medico che attesti visita urgente per la ragazza. X tutte le multe si può fare RICORSO è un decreto legge non conforme ed è illegittimo non passato al voto della Camera dei deputati e senatori. Poi quelle palesi del tipo “sto cercando un po’ di haschisc per farmi una canna” è meglio che paga la multa!!

    • La mamma della ragazza non ha specificato che si trattasse di visita medica “urgente”.
      Devo quindi dedurre che non fosse “urgente”.

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