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Benvenuti nell’Italia orwelliana del 2020 – La cruda analisi di ZeroHedge

Qui sopra, il video di Byoblu dove mostravamo l’interruzione della Santa Messa ad opera delle Forze dell’Ordine.


Traduzione di “Welcome to Orwellian Italy 2020“, pubblicato il 4 aprile su Zero Hedge, a cura di Byoblu

Da qualche giorno, in Italia, circola un video che mostra un poliziotto armato interrompere bruscamente le celebrazioni della messa in una piccola città del nord della Lombardia, ordinando al sacerdote di sospendere immediatamente e congedare tutti. Il parroco, però, rifiuta e prosegue l’omelia, dicendo al Carabiniere di avere solo 13 fedeli ben distanziati tra loro e che ognuno di loro indossa una mascherina. Al sacerdote, però, è stata fatta una multa di 680 euro, a ogni fedele una di 280 euro: tutti per violazione delle attuali misure del governo contro gli incontri pubblici a causa del Covid-19.

Poco importa se il poliziotto ignorava totalmente il Codice Penale italiano che afferma (art. 405) che chiunque interrompa i riti religiosi all’interno di un’area pubblica o di un edificio pubblico (una chiesa, in questo caso) potrebbe subire una pena detentiva fino a due anni. Poco importa dell’art. 19 della Costituzione italiana che tutela specificamente la libertà di culto e i riti religiosi. L’attuale governo italiano, probabilmente il peggiore della storia italiana recente e remota, ha gettato qualsiasi possibile maschera di decenza e rispetto di leggi fondamentali come la Costituzione italiana che – in teoria – dovrebbe essere al di sopra di qualsiasi altra legge del paese.

Questo episodio è soltanto un’altra scena orwelliana che qualcuno avrebbe considerato impossibile solo poco tempo fa. Gli italiani si stanno rapidamente abituando a scene da incubo che potrebbero benissimo essere la trama di un film horror di bassa lega, come un convoglio dell’esercito che trasporta cadaveri dalle aree più colpite per essere cremati altrove e senza un funerale (e soprattutto senza autopsia) ai droni ed elicotteri in bilico sopra un runner solitario lungo una spiaggia o un parco pubblico, fino ai poliziotti che minacciano multe a chiunque sia stato colto fuori casa “senza motivo”.

Razionalità, logica, decenza e buon senso sono finiti tutti fuori dalla porta in un arco di tempo nessuno avrebbe potuto immaginare solo pochi mesi fa. La principale autorità morale, dalla quale ti aspetteresti almeno la messa in discussione di queste misure folli, ha di fatto abdicato al suo ruolo. In effetti, la chiesa cattolica ha rapidamente adottato misure che nella maggior parte dei casi sono andate oltre quanto richiesto dalle autorità pubbliche, chiudendo chiese, messe e funerali, senza fare domande. E, come nel caso del prete che ha insistito per celebrare la messa, lo ha rapidamente liquidato come un reietto ribelle e inopportuno.

Inoltre, l’attuale governo italiano, alias La Junta, ci ricorda in effetti una giunta militare sudamericana che ha dirottato il potere con un colpo di stato. Chiamatelo come volete questo colpo di stato: pandemia, Covid-19, virus, o qualunque altra cosa. Le libertà civili sono state sospese anche al di là delle semplici necessità mediche e della ragionevolezza, molto peggio di qualsiasi altro paese in Europa. Il governo italiano attuale sembra una replica di un governo fantoccio istituito da potenze straniere, proprio come nel 1943, dopo che l’Italia fu divisa in due governi, uno a sud nella zona occupata dagli Alleati e uno a nord dove gli occupanti erano i tedeschi. Nessuno ha eletto questo governo, i suoi ministri, il premier, i viceministri. Tutti fanno parte di una strana coalizione di ex acerrimi nemici che, dall’oggi al domani, si è trasformata in un gruppo di vecchi amici, solo per condividere il potere.

Il M5S (Movimento 5 stelle) e il PD (Partito Democratico) erano ai già ferri corti prima della formazione di questo nuovo governo, nel 2019, come da trama di una buona commedia all’italiana. Ora, invece, vanno molto d’accordo, non solo politicamente, ma, guarda un po’ che coincidenza, anche geograficamente. Fatta eccezione per alcuni ministri e vice ministri, la maggior parte dei membri di questo governo proviene dall’Italia meridionale, incluso il premier Conte. La stragrande maggioranza di loro non ha precedenti esperienze lavorative di alcun genere se non essere un politico sin dalla tenera età.

Dopo una serie infinita di nuove misure e restrizioni, il più delle volte in contraddizione reciproca, e in aperta violazione delle leggi costituzionali, il governo ha finalmente imposto il lockdown nazionale a metà marzo, quando era davvero troppo tardi, visto che migliaia di persone provenienti da tutta Italia avevano già avuto il tempo di tornare nelle loro città e o nei paesi di provincia partendo dalla zona più colpita del paese: la Lombardia. Il fatto che la pandemia non si sia effettivamente diffusa nell’Italia meridionale – a parte pochi casi isolati – è stata una benedizione, in quanto avremmo potuto assistere a un disastro di proporzioni bibliche dato che il sistema sanitario pubblico nel sud è notoriamente inferiore agli standard della decenza, e comunque incapace ad affrontare un’emergenza di questa portata.

Sfigato, o meglio senza speranza (volendo giocare col suo cognome), l’attuale ministro italiano della salute, Roberto Speranza è un esempio appropriato di come funziona questo governo. Con una laurea in scienze politiche e nessuna esperienza in campo medico, ha nominato un team di (cosiddetti) esperti, a loro volta guidati da un altro esperto che ha affermato di essere un membro dell’OMS, vantando altri traguardi e risultati in ambito medico.

Ma solo pochi giorni fa l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) si è sentita in dovere di rilasciare una dichiarazione ufficiale in cui licenzia formalmente il dott. Walter Ricciardi, l’espertone del ministro senza speranza, di non essere un membro dell’OMS, avvertendo che le sue opinioni “non dovrebbe essere associate” con quelle dell’OMS. In realtà il signore è un ex attore di serie B in film italiani poco conosciuti, ma ha una laurea in Medicina e Chirurgia e le giuste connessioni politiche gli sono valse un posto di alta reputazione come direttore dell’ISS (l’Istituto Nazionale di Salute) fino al 2018, quando si è dimesso dopo un’inchiesta che ha rivelato le sue collaborazioni (mentre ricopriva l’incarico di direttore) con le case farmaceutiche e i suoi sforzi per rendere obbligatorio un vaccino contro il meningococco B che si è rivelato completamente inutile.

Non ci vuole una laurea in scienze politiche per notare che si tratta di un governo fatto di patetici collaborazionisti, le cui uniche preoccupazioni sono di mantenere i loro (redditizi) posti il ​​più a lungo possibile seguendo gli ordini loro imposti su base giornaliera da Bruxelles o Berlino. Quando altri paesi hanno offerto il loro aiuto come ad esempio la Russia, nonostante qualche dichiarazione di calorosa gratitudine da parte della maggior parte delle autorità locali più colpite dal virus, gli aggiornamenti sulle squadre russe che operano nel nord Italia sono praticamente scomparsi da media mainstream. Ciò è accaduto dopo che La Stampa, uno dei principali quotidiani europeisti con base a Torino, ha espresso dubbi aperti sulle “reali motivazioni” della Russia per essere così generosa con l’Italia.

Tutti concordano sul fatto che le restrizioni imposte agli italiani e alle loro libertà civili non sono solo draconiane: sono insensate anche dal punto di vista medico, implementate ufficialmente per far scendere la curva di diffusione del virus, ma in realtà per distruggere il morale e la volontà delle persone. Perché tutto ciò? Il peggio deve ancora venire. La volontà e la risoluzione degli italiani devono essere spezzate al fine di inaugurare tagli e “riforme” in stile greco che porteranno l’Italia in ginocchio, e quindi costretta ad accettare qualsiasi misura imposta dall’UE.

L’acronimo onnipresente in questi giorni in Italia non è Covid. È MES, che sta per Meccanismo europeo di stabilità. Saltando tutti i tecnicismi, vediamo cosa significherà per l’Italia in termini semplici. Questo governo collaborazionista, avendo ostinatamente rifiutato di adottare misure economiche che tutti gli altri paesi europei hanno implementato, sta semplicemente esponendo l’economia a grave rischio di default. Quando ciò diventerà inevitabile, allora il MES interverrà e costringerà l’Italia, al fine di “essere salvata” dal completo collasso, ad accettare una raccapricciante varietà di misure di “recupero” proprio come è accaduto in Grecia negli anni precedenti.

Ancora una volta, un déjà-vu. Proprio come nel 2011 le improvvise – forzate – dimissioni di Berlusconi alla carica di primo ministro italiano hanno visto l’allora presidente della repubblica Giorgio Napolitano formare un nuovo esecutivo non eletto incaricato di eseguire “riforme economiche” guidate dal tecnico europeo Mario Monti. Il calvario però si ripete nel 2020, per gentile concessione di un nemico invisibile (alias Covid-19), e l’inevitabile arresto improvviso dell’economia italiana: ecco che una “task force” di esperti, che sovrintende alle politiche economiche del governo, è stata nominata dal presidente Mattarella.

Prendi Vittorio Colao, il cui CV è praticamente un cliché che non varrebbe la pena menzionare. Ex CEO di Vodafone, MBA presso Harvard, esperienze in Morgan Stanley, McKinsey, Unilever e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Per non parlare del suo rapporto personale con Bill Gates, George Soros e simili.

Ecco, subito dopo essere stato nominato, Colao ha chiesto per sé e per gli altri “esperti” la completa immunità civile e penale. Pensate che una richiesta così particolare – come dire – abbia fatto notizia? A malapena. Dobbiamo a pochi rappresentanti dei partiti di opposizione che hanno storto il naso su una richiesta più unica che rara il fatto che in qualche modo la notizia sia trapelata. Silenzio completo, invece, da parte dei media principali. Cosa dovremmo dedurre? Come minimo, che questo gruppo di esperti stia evidentemente pensando di violare le leggi esistenti. Sarà interessante vedere cosa accadrà nelle prossime settimane. Nel frattempo, gli italiani sono sempre più stanchi di questo blocco brutale e inutile e molto probabilmente non aspetteranno il 4 maggio poter uscire.


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    Firma il Manifesto del Patto per la Libertà di Espressione e di Manifestazione del Pensiero

    Il patto per la libertà di espressione e manifestazione del pensiero nasce per iniziativa di un gruppo di cittadini italiani, di diversa estrazione culturale e professionale, intenzionati a promuovere i valori non negoziabili sanciti dall’articolo 21 della Costituzione: la norma fondamentale sulla tutela assoluta, inderogabile e imprescindibile della libertà di espressione e di manifestazione del pensiero.

    Il patto viene “stipulato” e sottoscritto per una evidente ragione di necessità, oltre che di principio: dal secondo dopoguerra, mai come in questo periodo storico, il diritto intangibile, e costituzionalmente garantito, della libertà di espressione è stato minacciato.

    La minaccia proviene da una serie di fattori.
    In particolare:
    a) dalla concentrazione dei canali mediatici più diffusi nelle mani di un numero sempre più ristretto di soggetti;
    b) dalla tendenza del Sistema di informazione cosiddetto “mainstream” a veicolare e propagandare in ogni modo una visione unica del mondo, delle cose, della realtà;
    c) dal controllo e dall’utilizzo strumentale dell’apparato mediatico pubblico da parte delle forze governative che, di volta in volta, si alternano alla guida del Paese;
    d) dal palese confitto di interessi tra il sistema economico e politico attuale (ispirato alla logica della mera competizione) da un lato e i media privati e pubblici (che da quel sistema traggono finanziamenti e fondi) dall’altro;
    e) da una sempre più marcata insofferenza del potere costituito e del sistema dell’informazione ufficiale nei confronti della informazione indipendente: quei canali, cioè, in grado di mettere in discussione, o anche solo di sottoporre a un vaglio critico e a un esame ragionato e dialettico, le “verità” di regime;
    f) dalla ossessiva “narrazione” connessa al tema delle fake news e dell’odio online: rispettivamente, un “fatto” e un “sentimento”. Un fatto e un sentimento reali, sempre esistiti da che mondo è mondo, ma oggi impiegati strumentalmente per istituire forme, sottili o dozzinali, di censura. Una censura preventiva o punitiva nei confronti di chi non si uniforma alla “ortodossia” culturale e intellettuale vigente;
    g) dal diffondersi di ideologie dogmatiche, pericolosissime per le sorti della libertà di espressione, che adombrano i principi ispiratori della Scienza, una delle più importanti risorse dell’essere umano.

    Il patto per la libertà di espressione intende agire non tanto (e non solo) “contro” le situazioni sopra denunciate, quanto piuttosto (e soprattutto) “a favore” di una riscoperta della straordinaria portata dell’articolo 21 della Costituzione italiana. Nella convinzione che solo radicandoci nel passato (e nei principii e valori iscritti nella Suprema Carta del 1948) sapremo acquisire e diffondere i giusti anticorpi: quelli indispensabili per impedire che la libertà di parola muoia; e anche per evitare che il seme dell’intolleranza, della censura, dell’ignoranza possa produrre i frutti velenosi sopra denunciati.

    Proprio per queste ragioni, il patto si basa sui primi due enunciati dell’articolo 21 della Costituzione, riletti e approfonditi come le circostanze attuali richiedono e, come di seguito, senza pretesa di esaustività si cercherà di illustrare.

    1) TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE
    a) Tutti significa “tutti”, a prescindere dal titolo accademico e/o professionale, dalla provenienza etnica, dalla nazionalità, dalle condizioni personali e sociali e da ogni altra differenza di cui parla l’articolo 3 della Costituzione;
    b) la qualità di una affermazione, o di una tesi, non si misura dal curriculum di chi la propone, o la espone, ma dalla solidità delle argomentazioni a supporto;
    c) una affermazione, o una tesi, non sono mai vere, e definitive, in assoluto. Questo significa essere sempre aperti alla dialettica del pensiero critico, del contraddittorio, anche della polemica costruttiva. Solo nella messa in discussione di ogni sapere può esservi la progressione della consapevolezza individuale, delle cultura personale e collettiva, della coscienza critica e persino delle acquisizioni scientifiche;
    d) nessuna disciplina ha, né può pretendere di avere, la primazia su tutte le altre. È finito il Medioevo e, con esso, anche la supremazia indiscussa del dogmatismo teologico, rispetto al quale tutte le altre “materie” fungevano da ancelle. Oggi ciò vale in primo luogo per il sapere scientifico che ha una sua indubbia e fondamentale validità, ma non può esprimersi su svariati altri ambiti che, semplicemente, non gli competono: dal diritto alla morale, dalla spiritualità alla filosofia eccetera. Deve essere sempre riaffermata la pari dignità di tutte le discipline dello scibile umano, ciascuna destinata ad arrecare – nel suo settore di competenza – un prezioso contributo alla formazione e alla crescita individuali e collettive;
    e) va promossa e diffusa, a tutti i livelli (scolastici, universitari e sociali in senso lato) la cultura del dibattito, della comunicazione persuasiva, della conoscenza delle tradizioni della retorica classica, greca e romana; anche attraverso l’insegnamento delle tecniche e della strategia del discorso persuasivo: per imparare sia l’arte di argomentare in modo valido sia la capacità di individuare le falle (o fallacie, come dicevano gli antichi) nei ragionamenti altrui;
    f) va promossa e diffusa una nuova “etica del dibattito pubblico e privato” basata sull’imprescindibile rispetto per le opinioni altrui e sul rifiuto di ogni tentazione di censura o di “criminalizzazione” dell’avversario;
    g) è necessaria un’operazione culturale di riaffermazione dell’autentica caratteristica del sapere scientifico: quella di essere, per definizione, dialettico, falsificabile, smentibile. Bisogna recuperare e diffondere l’insegnamento dei grandi epistemologi della fine del Novecento (da Paul Feyerabend a Thomas S. Khun a Imre Lacatos) i quali hanno spiegato in cosa consista davvero la “validità” e in cosa, invece, i “limiti” del sapere scientifico;
    h) va introdotto, nei curricula studiorum delle facoltà scientifiche, l’insegnamento e l’esame – propedeutico alla laurea – della storia della filosofia della scienza e delle correnti epistemologiche della filosofia del Novecento;
    i) vanno promosse e favorite la “sensibilità” e la “cultura” della verifica della attendibilità delle fonti. È sacrosanto il diritto di espressione, ma lo è altrettanto il dovere – per chiunque si esprime attraverso qualsiasi canale mediatico o attraverso la rete – di verificare l’origine delle informazioni su cui si basano le conseguenti asserzioni. Soprattutto in un momento storico in cui le notizie “volano” e si diffondono alla velocità della luce attraverso una miriade di vettori. Il Patto per la libertà di espressione, insomma, è anche un patto per la “serietà” dell’informazione, a qualunque livello.

    2) LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NON PUÒ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
    Questo deve costituire un impegno solenne non solo dei Pubblici poteri nei confronti dei cittadini, ma anche dei cittadini tra loro. Chiunque aderisca al Patto si impegna a non ricorrere mai ad azioni penali (salva ovviamente la ricorrenza dei reati di calunnia o diffamazione previsti dal codice penale) come “contromisura”, preventiva o punitiva, verso un soggetto il quale abbia espresso e manifestato una opinione o posizione divergente.

    3) LA RETE INTERNET DEVE ESSERE VALORIZZATA E TUTELATA RISPETTO AGLI ATTACCHI ESTERNI
    Il Patto per la Libertà di Espressione e Manifestazione del Pensiero riconosce alla rete Internet il ruolo che le è proprio, di insostituibile sorgente di ricchezza per il dibattito pubblico, elemento fondamentale senza il quale qualsiasi forma di governo che si definisca democratica diviene nei fatti un vuoto simulacro, terreno di dominio incontrastato del potere costituito. Una rete Internet libera dalle ingerenze della politica, dalle pressioni dei gruppi di potere in qualunque forma organizzati, dalle ingerenze delle lobby e da ogni forma di censura deve essere riconosciuta come un diritto fondamentale dei cittadini, in quanto strumento insostituibile per esercitare la libertà di espressione e di parola sancita dall’Articolo 21. Deve essere introdotto nella Costituzione italiana, così come già avvenuto in altri paesi quali la Finlandia, il diritto per tutti ad avere un collegamento ad alta velocità alla rete Internet, dalle prestazioni garantite. Non sono necessarie leggi separate o regolamentazioni specifiche per governare il dibattito pubblico sulla rete internet o sui social network, oltre alle leggi già esistenti.

    PRIMI FIRMATARI:
    Claudio Messora
    Francesco Carraro
    Ugo Mattei
    Vittorio Sgarbi
    Diego Fusaro
    Paolo Becchi
    Mauro Scardovelli
    Enzo Pennetta
    Giuseppe Palma
    Alberto Micalizzi
    Fabio Frabetti
    Ivan Catalano
    Red Ronnie
    Alberto Micalizzi
    Comitato Popolare Stefano Rodotà per la difesa dei beni pubblici e comuni

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Facciamo il salto… tutti insieme!

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Non so come siamo arrivati fino a qui. Abbiamo attraversato ogni sorta di difficoltà. Hanno fatto esposti contro Byoblu. Ci hanno oscurato ben quattro video. Ci hanno attaccato perfino dagli Stati Uniti (NewsGuard). C’è stato il coronavirus. Eppure siamo ancora qui, siamo ancora in piedi. In questi mesi incredibilmente duri abbiamo sempre continuato a lavorare per informarvi, perché era la cosa giusta da fare. E non è stata l’informazione a senso unico di tv e giornali: vi abbiamo davvero portati sull’altra faccia della luna. Quaranta milioni di video visti e centoquaranticinquemila nuovi iscritti tra febbraio e maggio lo testimoniano come una bandiera piantata nella pietra. Oggi siamo quasi a mezzo milione di iscritti al canale Youtube. Più ci attaccano e più ci rendono forti. Ma è solo la forza della verità. La verità non ha bisogno di niente, se non di essere mostrata.

La Tv dei Cittadini è un successo spettacolare, e il fatto che nessuno ne parli se non per tentare di chiuderla è la vostra migliore garanzia. Così come la forma di finanziamento che abbiamo scelto: niente pubblicità, niente fondi pubblici, niente erogazioni da Soros o da Bill Gates. Solo microdonazioni diffuse! Il perché è semplice: se siete in tanti a donare o a fare l’abbonamento, nessuno potrà mai fare una chiamata e dirci cosa possiamo dire e cosa no. Ma perché siate in tanti, serve infondere fiducia: serve essere credibili, onesti, altrimenti non funziona. Spiegatelo agli altri, a quelli che hanno bisogno di milioni di euro provenienti da grandi finanziatori, per partorire un topolino. A quelli che per tentare di rendere credibili le loro balle hanno bisogno di istituire task force di Governo, perché altrimenti non riuscirebbero a convincere nessuno. A quelli che per farsi ascoltare hanno bisogno di mettere a tacere ogni altra voce, perché hanno idee deboli, e allora fanno oscurare i video dei cittadini. Con loro il finanziamento popolare non funzionerà mai, perché non sono credibili.

Ma non è finita, perché questa è una gara che non finisce mai: non si può mai smettere di correre. Adesso, cari Cittadini (con la C maiuscola), dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo, fare un altro grande salto in avanti. Dobbiamo aumentare l’organico, dobbiamo diventare una testata editoriale (così da essere protetti dalle leggi sulla stampa), dobbiamo lanciare le App su tutti i dispositivi, che permetteranno di vedere in un unico posto tutta l’informazione seria di cui avete bisogno, e dobbiamo arrivare sul digitale terrestre. Non esiste una scorciatoia: non c’è una via di uscita. Abbiamo sfidato il mondo e adesso dobbiamo affrontarlo, a testa alta: la Tv dei cittadini deve diventare l’ottava televisione italiana.

Già oltre 80 mila persone hanno firmato il Manifesto del Patto per la libertà di espressione (e presto tutti riceverete istruzioni). Sosteneteci in questo sprint finale. Con un euro a testa a settembre trasmetteremo sulle vostre televisioni.

E sapete… forse non è neppure tanto importante vincere in sé e per sé, né come usciremo da questo scontro frontale contro poteri tanto forti. Quello che davvero conta, per tutti, è resistere. Nessuno è mai riuscito a resistere contro il potere. Ma se questa volta tutti noi, insieme, riusciremo a tenergli testa… E se alla fine di ogni trasmissione noi saremo ancora lì, e nessuno sarà riuscito ad impedirci di andare in onda, noi sapremo per la prima volta che i cittadini, insieme, non sono sempre e solo destinati a subire. Noi sapremo che esistiamo, e che non possiamo essere cancellati. E, quel che più conta, lo sapranno anche loro.

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19 commenti

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  • Il papa nn ha tutelato nemmeno le celebrazioni di Pasqua 😞 siamo proprio soli. Quanto ai carabinieri, un’arma ke io stimo,prendano coscienza del fatto ke nn saranno esonerati dalla morte e ritornino con il loro popolo. Grazie

  • Non capisco il riferimento alla provenienza geografica della compagine governativa… puoi spiegare chiaramente?

  • È una traduzione di un articolo pubblicato da un sito statunitense. Byoblu lo ha tradotto e ce lo propone.

  • A tutta la redazione di Byoblu: nella versione inglese c’è scritto che Walter Ricciardi é specializzato in medical hygiene, che in Italiano vuol dire che é specializzato in Igiene ed Epidemiologia…per intenderci un medico epidemiologo. Ma voi avete tradotto come “igiene dentale”. Correggete!
    Pezzo interessantissimo, oltre che cassa di risonanza per la nostra voce all’estero…

  • Oramai le forze dell’ordine in un certo caso hanno perso lo spirito di umanita’ nei confronti dell’intera popolazione, e altrettanto nei confronti della fede religiosa (qualunque essa sia). Sarà caso che essi siano stati gonfiati ad un elevato senso di potere, senza guardare bene la realtà attuale politica dittatoriale. Dopotutto c’è anche da dire che solamente i cittadini vengono multati, in quanto al termine della pandemia pagherei a sapere fra: vigili urbani, carabinieri e polizia, quanti di loro avranno ricevuto una sanzione di minimo 280,00€. La mia conclusione è quella di dire “sono esseri umani come noi, non perché abbiano partecipato ad un concorso pubblico debbano mettere in ginocchio la genteche a malapena riesce ad arrivare a fine mese.

  • Buongiorno, mi sa che hai caricato il video sbagliato, eseguendo il link, si rivede una rassegna stampa di qualche giorno fa.

    • Non è sbagliato. C’è scritto sotto: nella rassegna c’è il video sulla chiesa cui Zsro Hedge si riferisce

  • Sono un complottista convinto.Come si potrebbe non esserlo vista la realtà che viviamo?E mi piacciono i film di fantascienza.Il sistema,l’infrastruttura 5G,chiamiamola come più si desideri,non può funzionare senza il singolo contributo dei fruitori stessi.Per intenderci:ognuno di noi o meglio,la maggior parte,possiede un i phone ad esclusione del sottoscritto.Sappiamo delle sue capacità ricettive e diffusive di segnali.Chiaramente il mio è un approccio molto elementare visto che non ho basi tecniche.Mi baso semplicemente su logiche razionali scaturite da una infinità di informazioni apprese da fonti alla portata di tutti.Questo è un chiaro esperimento sociale,piaccia o meno.Svolgo l’attività di apicultore da anni e quando l’essere umano è capace di dotare di telecamera un’ape così da comprendere il comportamento durante i suoi infiniti spostamenti,mi rendo conto che molto altro è possibile.Si parla di polveri intelligenti.E allora?Dovrei meravigliarmi se milioni di individui saranno trattati alla stregua di microripetitori che vagano per le città implementando le capacità di diffusione del segnale altrimenti affidato a milioni di micro apparati costosissimi da disseminare in ogni angolo?Di fatto siamo già dei ripetitori,delle antenne che vagano negli spazi.Quello che più mi preoccupa è che nessuno ce lo ha imposto.L’abbiamo accettato e ci fa comodo.Nessuno,se non con la forza,può imporci la dipendenza dall’eroina,dall’alcol o da qualsiasi altra droga.Possiamo certo cascare nell’inganno per innata debolezza o per alleviare dolori dell’esistenza.Sta di fatto che una buona fetta di popolazione attende con ansia l’avvento di un nuovo servizio che renderà tutto più semplice.

  • Qualcuno ha mai pensato del perché i piccoli imprenditori agricoli sono costretti a utilizzare questa manodopera di immigrati a basso costo? Ma perché il loro prodotto viene venduto a all’ingrosso a un prezzo molto basso e che a volte non riescono neanche a coprire le spese di produzione e la competizione di prodotti esteri? Un esempio se un kg di arance all’ingrosso si vende a 0,30€ al consumatore costerà € 2. Tutto questo divario di prezzo a chi va?

  • Hai ragione. Il sacerdote con la Chiesa,le forze dell’ordine con il governo. Ne il Papa,ne il governo ci proteggono. Pensavo, xké le forze dell’ordine tanto ostili con noi?nn siamo uguali?persino in chiesa a fermare una celebrazione. Scusami

  • Ti prego Claudio, organizziamo una manifestazione pacifica e…distanziata ma diciamo basta a tutto questo. Lanciamo un flash mob gridando tutti “ rivogliamo la libertà” , qualsiasi cosa ma facciamoci sentire. Io dal 4 maggio ricomincio a fare la vita di prima indipendentemente da questi buffoni,

  • il Carabiniere ha fatto bene perchè le norme vietano gli assembramenti dentro le chiese.
    In realtà la violazione alla libertà di pensiero la fa la Chiesa da tanto tempo, che impone un credo assurdo, con dettami morali assurdi, con intromissioni inammissibli nella vita sociale ed economica dei cittadini.

    • Scusa brus , a prescintere da qualsiasi religione essa sia, da come di recente ho citalo, non si tratta se la religione cristiana dica bene o dica male, qui si sta parlando di ingiustizie. Questi non si ritengono assembramenti; hai sentito il prete cosa ha detto? 14 persone in 300 mq. Con 30 panche. Qui si sta parlando di fede da parete dei devoti, non degli errori che possa aver commesso la chiesa.

    • La Sua frase erra poiché La Chiesa (Ecclesia= Assemblea simile all’Assembramento) sono i Cristiani stessi che liberamente credono in Dio e liberamente scelgono una morale cristiana a cui vogliono mantenersi fedeli, esistendo per il momento la libertà di culto, né viene imposto nulla a nessuno ma di certo essi possono sono liberissimi di esprimere giudizi sui vari aspetti della vita di relazione corrispondentemente al loro credo, guidato in primis da ” Ama il Prossimo tuo come te stesso”avendo poi detto Gesù di amare il proprio nemico . Sono dunque le Norme a cui Lei si richiama a violare la libertà di pensiero dei cittadini essendo i Cristiani dei cittadini molto impegnati nel Sociale. Ma forse è giunto il momento di perseguitarli come già predetto da Cristo stesso. Se ciò si sta avverando, allora è lecito anche aspettarsi che l’esito finale non sarà quello da Lei voluto. Comunque per il momento potrà godere nel veder repressa anche la Libertà di Religione. Di qui al sangue di nuovi martiri il passo è breve se prescritto dalle Norme.

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