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LIBERIAMOCI DAL VIRUS DELLA GUERRA Convegno Internazionale #Byoblu24

Liberiamoci dal virus della guerra

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La Banca mondiale e l’OMS sono le nuove macchine da guerra? In questo convegno, moderato dai giornalisti Manlio Dinucci e Giulietto Chiesa si ripercorrono gli ultimi 75 anni di guerre e gli effetti che hanno prodotto a livello mondiale. Per arrivare ad oggi, quando è in corso una nuova battaglia: quella alla pandemia. Fra i molteplici interventi anche quello in esclusiva al padre del giornalista Julian Assange e al direttore della rivista Global Research, Michael Chossudovsky.

In occasione del 75° anniversario della Liberazione d’Italia #25aprile, Byoblu in collaborazione con Pandora Tv, vi presentano il convegno internazionale “Liberiamoci dal Virus della Guerra” organizzato da Associazione Per un Mondo Senza Guerre, Global Research (Canada), Comitato No Guerra No Nato.


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    Firma il Manifesto del Patto per la Libertà di Espressione e di Manifestazione del Pensiero

    Il patto per la libertà di espressione e manifestazione del pensiero nasce per iniziativa di un gruppo di cittadini italiani, di diversa estrazione culturale e professionale, intenzionati a promuovere i valori non negoziabili sanciti dall’articolo 21 della Costituzione: la norma fondamentale sulla tutela assoluta, inderogabile e imprescindibile della libertà di espressione e di manifestazione del pensiero.

    Il patto viene “stipulato” e sottoscritto per una evidente ragione di necessità, oltre che di principio: dal secondo dopoguerra, mai come in questo periodo storico, il diritto intangibile, e costituzionalmente garantito, della libertà di espressione è stato minacciato.

    La minaccia proviene da una serie di fattori.
    In particolare:
    a) dalla concentrazione dei canali mediatici più diffusi nelle mani di un numero sempre più ristretto di soggetti;
    b) dalla tendenza del Sistema di informazione cosiddetto “mainstream” a veicolare e propagandare in ogni modo una visione unica del mondo, delle cose, della realtà;
    c) dal controllo e dall’utilizzo strumentale dell’apparato mediatico pubblico da parte delle forze governative che, di volta in volta, si alternano alla guida del Paese;
    d) dal palese confitto di interessi tra il sistema economico e politico attuale (ispirato alla logica della mera competizione) da un lato e i media privati e pubblici (che da quel sistema traggono finanziamenti e fondi) dall’altro;
    e) da una sempre più marcata insofferenza del potere costituito e del sistema dell’informazione ufficiale nei confronti della informazione indipendente: quei canali, cioè, in grado di mettere in discussione, o anche solo di sottoporre a un vaglio critico e a un esame ragionato e dialettico, le “verità” di regime;
    f) dalla ossessiva “narrazione” connessa al tema delle fake news e dell’odio online: rispettivamente, un “fatto” e un “sentimento”. Un fatto e un sentimento reali, sempre esistiti da che mondo è mondo, ma oggi impiegati strumentalmente per istituire forme, sottili o dozzinali, di censura. Una censura preventiva o punitiva nei confronti di chi non si uniforma alla “ortodossia” culturale e intellettuale vigente;
    g) dal diffondersi di ideologie dogmatiche, pericolosissime per le sorti della libertà di espressione, che adombrano i principi ispiratori della Scienza, una delle più importanti risorse dell’essere umano.

    Il patto per la libertà di espressione intende agire non tanto (e non solo) “contro” le situazioni sopra denunciate, quanto piuttosto (e soprattutto) “a favore” di una riscoperta della straordinaria portata dell’articolo 21 della Costituzione italiana. Nella convinzione che solo radicandoci nel passato (e nei principii e valori iscritti nella Suprema Carta del 1948) sapremo acquisire e diffondere i giusti anticorpi: quelli indispensabili per impedire che la libertà di parola muoia; e anche per evitare che il seme dell’intolleranza, della censura, dell’ignoranza possa produrre i frutti velenosi sopra denunciati.

    Proprio per queste ragioni, il patto si basa sui primi due enunciati dell’articolo 21 della Costituzione, riletti e approfonditi come le circostanze attuali richiedono e, come di seguito, senza pretesa di esaustività si cercherà di illustrare.

    1) TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE
    a) Tutti significa “tutti”, a prescindere dal titolo accademico e/o professionale, dalla provenienza etnica, dalla nazionalità, dalle condizioni personali e sociali e da ogni altra differenza di cui parla l’articolo 3 della Costituzione;
    b) la qualità di una affermazione, o di una tesi, non si misura dal curriculum di chi la propone, o la espone, ma dalla solidità delle argomentazioni a supporto;
    c) una affermazione, o una tesi, non sono mai vere, e definitive, in assoluto. Questo significa essere sempre aperti alla dialettica del pensiero critico, del contraddittorio, anche della polemica costruttiva. Solo nella messa in discussione di ogni sapere può esservi la progressione della consapevolezza individuale, delle cultura personale e collettiva, della coscienza critica e persino delle acquisizioni scientifiche;
    d) nessuna disciplina ha, né può pretendere di avere, la primazia su tutte le altre. È finito il Medioevo e, con esso, anche la supremazia indiscussa del dogmatismo teologico, rispetto al quale tutte le altre “materie” fungevano da ancelle. Oggi ciò vale in primo luogo per il sapere scientifico che ha una sua indubbia e fondamentale validità, ma non può esprimersi su svariati altri ambiti che, semplicemente, non gli competono: dal diritto alla morale, dalla spiritualità alla filosofia eccetera. Deve essere sempre riaffermata la pari dignità di tutte le discipline dello scibile umano, ciascuna destinata ad arrecare – nel suo settore di competenza – un prezioso contributo alla formazione e alla crescita individuali e collettive;
    e) va promossa e diffusa, a tutti i livelli (scolastici, universitari e sociali in senso lato) la cultura del dibattito, della comunicazione persuasiva, della conoscenza delle tradizioni della retorica classica, greca e romana; anche attraverso l’insegnamento delle tecniche e della strategia del discorso persuasivo: per imparare sia l’arte di argomentare in modo valido sia la capacità di individuare le falle (o fallacie, come dicevano gli antichi) nei ragionamenti altrui;
    f) va promossa e diffusa una nuova “etica del dibattito pubblico e privato” basata sull’imprescindibile rispetto per le opinioni altrui e sul rifiuto di ogni tentazione di censura o di “criminalizzazione” dell’avversario;
    g) è necessaria un’operazione culturale di riaffermazione dell’autentica caratteristica del sapere scientifico: quella di essere, per definizione, dialettico, falsificabile, smentibile. Bisogna recuperare e diffondere l’insegnamento dei grandi epistemologi della fine del Novecento (da Paul Feyerabend a Thomas S. Khun a Imre Lacatos) i quali hanno spiegato in cosa consista davvero la “validità” e in cosa, invece, i “limiti” del sapere scientifico;
    h) va introdotto, nei curricula studiorum delle facoltà scientifiche, l’insegnamento e l’esame – propedeutico alla laurea – della storia della filosofia della scienza e delle correnti epistemologiche della filosofia del Novecento;
    i) vanno promosse e favorite la “sensibilità” e la “cultura” della verifica della attendibilità delle fonti. È sacrosanto il diritto di espressione, ma lo è altrettanto il dovere – per chiunque si esprime attraverso qualsiasi canale mediatico o attraverso la rete – di verificare l’origine delle informazioni su cui si basano le conseguenti asserzioni. Soprattutto in un momento storico in cui le notizie “volano” e si diffondono alla velocità della luce attraverso una miriade di vettori. Il Patto per la libertà di espressione, insomma, è anche un patto per la “serietà” dell’informazione, a qualunque livello.

    2) LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NON PUÒ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
    Questo deve costituire un impegno solenne non solo dei Pubblici poteri nei confronti dei cittadini, ma anche dei cittadini tra loro. Chiunque aderisca al Patto si impegna a non ricorrere mai ad azioni penali (salva ovviamente la ricorrenza dei reati di calunnia o diffamazione previsti dal codice penale) come “contromisura”, preventiva o punitiva, verso un soggetto il quale abbia espresso e manifestato una opinione o posizione divergente.

    3) LA RETE INTERNET DEVE ESSERE VALORIZZATA E TUTELATA RISPETTO AGLI ATTACCHI ESTERNI
    Il Patto per la Libertà di Espressione e Manifestazione del Pensiero riconosce alla rete Internet il ruolo che le è proprio, di insostituibile sorgente di ricchezza per il dibattito pubblico, elemento fondamentale senza il quale qualsiasi forma di governo che si definisca democratica diviene nei fatti un vuoto simulacro, terreno di dominio incontrastato del potere costituito. Una rete Internet libera dalle ingerenze della politica, dalle pressioni dei gruppi di potere in qualunque forma organizzati, dalle ingerenze delle lobby e da ogni forma di censura deve essere riconosciuta come un diritto fondamentale dei cittadini, in quanto strumento insostituibile per esercitare la libertà di espressione e di parola sancita dall’Articolo 21. Deve essere introdotto nella Costituzione italiana, così come già avvenuto in altri paesi quali la Finlandia, il diritto per tutti ad avere un collegamento ad alta velocità alla rete Internet, dalle prestazioni garantite. Non sono necessarie leggi separate o regolamentazioni specifiche per governare il dibattito pubblico sulla rete internet o sui social network, oltre alle leggi già esistenti.

    PRIMI FIRMATARI:
    Claudio Messora
    Francesco Carraro
    Ugo Mattei
    Vittorio Sgarbi
    Diego Fusaro
    Paolo Becchi
    Mauro Scardovelli
    Enzo Pennetta
    Giuseppe Palma
    Alberto Micalizzi
    Fabio Frabetti
    Ivan Catalano
    Red Ronnie
    Alberto Micalizzi
    Comitato Popolare Stefano Rodotà per la difesa dei beni pubblici e comuni

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Andiamo sul Digitale Terrestre!

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Non so come siamo arrivati fino a qui. Abbiamo attraversato ogni sorta di difficoltà. Hanno fatto esposti contro Byoblu. Ci hanno oscurato ben sette video. Ci hanno attaccato perfino dagli Stati Uniti (NewsGuard). C’è stato il coronavirus. Eppure siamo ancora qui, siamo ancora in piedi. In questi mesi incredibilmente duri abbiamo sempre continuato a lavorare per informarvi, perché era la cosa giusta da fare. E non è stata l’informazione a senso unico di tv e giornali: vi abbiamo davvero portati sull’altra faccia della luna. Quaranta milioni di video visti e centoquaranticinquemila nuovi iscritti tra febbraio e maggio lo testimoniano come una bandiera piantata nella pietra. Oggi siamo quasi a mezzo milione di iscritti. Più ci attaccano e più ci rendono forti. Ma è solo la forza della verità. La verità non ha bisogno di niente, se non di essere mostrata.

La Tv dei Cittadini è un successo spettacolare, e il fatto che nessuno ne parli se non per tentare di chiuderla è la vostra migliore garanzia. Così come la forma di finanziamento che abbiamo scelto: niente pubblicità, niente fondi pubblici, niente erogazioni da Soros o da Bill Gates. Solo microdonazioni diffuse! Il perché è semplice: se siete in tanti a donare o a fare l’abbonamento, nessuno potrà mai fare una chiamata e dirci cosa possiamo dire e cosa no. Ma perché siate in tanti, serve infondere fiducia: serve essere credibili, onesti, altrimenti non funziona. Spiegatelo agli altri, a quelli che hanno bisogno di milioni di euro provenienti da grandi finanziatori, per partorire un topolino. A quelli che per tentare di rendere credibili le loro balle hanno bisogno di istituire task force di Governo, perché altrimenti non riuscirebbero a convincere nessuno. A quelli che per farsi ascoltare hanno bisogno di mettere a tacere ogni altra voce, perché hanno idee deboli, e allora fanno oscurare i video dei cittadini. Con loro il finanziamento popolare non funzionerà mai, perché non sono credibili.

Ma non è finita, perché questa è una gara che non finisce mai: non si può mai smettere di correre. Adesso, cari Cittadini (con la C maiuscola), dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo, fare un altro grande salto in avanti. Siamo appena diventati una Testata Editoriale, e a giorni avremo le App tanto attese, ma dobbiamo aumentare l’organico, e dobbiamo arrivare sul digitale terrestre. Subito, non si può più attendere: già da settembre. Non esiste una scorciatoia: non c’è una via di uscita. Abbiamo sfidato il mondo e adesso dobbiamo affrontarlo, a testa alta: la Tv dei cittadini deve diventare l’ottava televisione italiana.

Già 90 mila persone hanno firmato il Manifesto del Patto per la libertà di espressione (e presto tutti riceverete istruzioni). Sosteneteci in questo sprint finale. Con un euro a testa a settembre trasmetteremo sulle vostre televisioni.

Aggiungiamo una cosa: forse non è neppure tanto importante vincere in sé e per sé, né come usciremo da questo scontro frontale contro poteri tanto forti. Quello che davvero conta, per tutti, è resistere. Nessuno è mai riuscito a resistere contro il potere. Ma se questa volta tutti noi, insieme, riusciremo a tenergli testa… E se alla fine di ogni trasmissione noi saremo ancora lì, e nessuno sarà riuscito ad impedirci di andare in onda, noi sapremo per la prima volta che i cittadini, insieme, non sono sempre e solo destinati a subire. Noi sapremo che esistiamo, e che non possiamo essere cancellati. E, quel che più conta, lo sapranno anche loro.

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14 commenti

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  • L’assurdo generico è che questo virus che ammazza tutti ha dato la possibilità alla gente di essere più coesa e dimenticare quella politica del marciume e dello schifo. Ci sono immagini in internet dove si vedono musulmani, ebrei e cristiani intenti a pregare nella stessa piazza anche se con differenti modi. A Gaza si dividevano il pane e le bevande, dopo arrivata la politca si sono trovati nemici…

  • per sapere chi c’è dietro la pandemia c’è da sapere chi ci guadagna, e la relazione tra business e pandemia. la quarantena, e il tutto chiuso hanno obbligato i cittadini a caricare i propri dati on line: chi non ha fatto un acquisto on line alzi la mano???
    Perche i dati sono importanti? Perche sono la base del commercio elettronico: digitale marketing, quindi i dati caricati, raccolti hanno un prezzo e saranno venduti alle società di commercio elettronico..
    Quale sono le società che hanno più dati? Sono google, Microsoft, Apple, amazon, facebook a loro interessano i dati dell’umanità, ovviamente per il guadagno che ne deriva affittandoli al bisogno per pochi minuti agli spot pubblicitari di tutte le altre società e attività commerciali della terra che si cerca di obbligare a caricare la propria attività on line, quindi: negozi, scuole, chi vende, chi compra….devono sopra vivere a questo 2 categorie:
    I produttori del cibo
    I programmatori.
    Quando finisce “corona”?
    Quando verrà caricato tutto, allora verso fine 20/inizio21 si venderanno i dati, realizzando un ottimo affare, e iniziando a percepire la percentuale su spot pubblicitari, per ogni dato, allora arriverà il vaccino e finirà tutto.
    Ovviamente chi ha prodotto il corona , ha anche il vaccino, le persone che non dovevano morire si sono già vaccinate, non fa niente se per realizzare l’affare si sacrificano altri esseri umani, dal sistema immunitario debole, non si ha intenzione ne di curare ne di mantenerli…se sono anziani meglio ancora: sono digitalmente analfabeti e sono allergici alla tecnologia numerica…
    C’è da vedere la situazione nel complessivo, compresa la imposizione della moneta elettronica, nell’insieme per stringere la corda attorno al collo agli umani, un piano per ridurre nella peggiore delle schiavitù gli umani….tutto il progresso non doveva portarci a questo
    E un piano che non avrà successo, viva l’Italia, Dio benedica gli Italiani e li salvi.

  • Siamo giunti ad un filo sottile per essere ridotti come numeri impotenti in un mercato globale.
    Più vicini alla merce

  • Caro Claudio,
    Seguo Byoblu da ormai un bel po di tempo. Stimo e condivido appieno i vostri ideali e l’ottimo lavoro che state svolgendo, malgrado non condivida la scelta di mantenere temporaneamente il video disponibile solo agli abbonanti, anche se di qualunque livello.
    Nonostante tutto siamo liberi di espressione e di scelta.
    Vi ringrazio ancora per gli ideali e la passione che trasmettete, le informazioni che offrite e, perchè non dirlo, anche per la speranza che donate.
    Con questo, colgo l’occasione per augurare a tutto il team di byoblu 24 un buon fine settimana.

  • Seguo questo canale da tre anni grazie a Ugo Mattei, ed ho continuato a seguirvi. Ma oggi dopo due abbonamenyi non riesco a rivedere il video di oggi 25 aprile che ho gia seguito in diretta. Come mai? Visto la vostra trasparenza che andate a dire.

  • Mi sono abbonato, ma non ho ricevuto email di conferma e soprattutto non riesco ad accedere.

    Cosa sbaglio?

    Grazie per la risposta.

  • Perché non posso guardare il video “liberiamoci dal virus….” ? Sono un abbonato al qualsiasi livello… gratis per il momento. Grazie

    Irina

  • Ho sbagliato il compartimento 🙂 visto che sono in stato di moderazione mi basterebbero indicazioni sull’argomento via mail. Grazie ancora.

  • […] 👉 La Banca mondiale e l’OMS sono le nuove macchine da guerra? Qui potete vedere il convegno, moderato dai giornalisti Manlio Dinucci e Giulietto Chiesa, in cui si ripercorrono gli ultimi 75 anni di guerre e gli effetti che hanno prodotto a livello mondiale. Per arrivare ad oggi, quando è in corso una nuova battaglia: quella alla pandemia. Fra i molteplici interventi anche quello in esclusiva al padre del giornalista Julian Assange e al direttore della rivista Global Research, Michael #Chossudovsky. In occasione del 75° anniversario della Liberazione d’Italia #25aprile, Byoblu in collaborazione con Pandora Tv, vi presentano il convegno internazionale “Liberiamoci dal Virus della Guerra” organizzato da Associazione Per un Mondo Senza Guerre, Global Research (Canada), Comitato No Guerra No Nato. https://www.byoblu.com/2020/04/25/liberiamoci-dal-virus-della-guerra-convegno-internazionale-byoblu2… […]

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