ABBONATI SOSTIENI

L’ART. 13 DELLA COSTITUZIONE CHE CONTRADDICE LE TASK FORCE DI CONTE – Giuseppe Palma #Byoblu24

L’Articolo 13 della Costituzione italiana parla chiaro: “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria”. Già i Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) degli ultimi mesi avevano sollevato obiezioni da parte di numerosi giuristi, ma ora, con il Decreto del 26 aprile di Giuseppe Conte – secondo il noto avvocato esperto di diritto costituzionale Giuseppe Palma – si è superato ogni limite. Addirittura Conte, per illustrarne il significato, si avventura nel tentativo di definire i termini “affetto stabile”, quando cerca di spiegare chi si può andare a trovare e chi no. Le forze dell’ordine dovrebbero dunque trovarsi a decidere sulla natura dei nostri affetti più intimi, quando si trovassero a valutare le giustificazioni che diamo, sorpresi sulla strada per raggiungere un nostro caro. Una follia, secondo Palma! Nessuno dei 450 illustri signori che compongono le Task Force del Governo ha il diritto di privare neppure un singolo cittadino della Repubblica italiana della sua libertà. Ecco le ragioni dell’avvocato, nelle dichiarazioni rilasciate a #Byoblu24


  1. Iscriviti al nuovo social network di Byoblu: libero, open source e decentrato http://social.byoblu.com
  2. Restiamo in contatto qualsiasi cosa succeda, iscriviti alla mailing list di Byoblu: https://go.byoblu.com/Newsletter
  3. Segui tutti gli aggiornamenti di Byoblu24: https://go.byoblu.com/24
  4. Firma e fai firmare il Manifesto del Patto per la Libertà di Espressione Oltre 50 mila firme in soli 4 giorni!

    Firma il Manifesto del Patto per la Libertà di Espressione e di Manifestazione del Pensiero

    Il patto per la libertà di espressione e manifestazione del pensiero nasce per iniziativa di un gruppo di cittadini italiani, di diversa estrazione culturale e professionale, intenzionati a promuovere i valori non negoziabili sanciti dall’articolo 21 della Costituzione: la norma fondamentale sulla tutela assoluta, inderogabile e imprescindibile della libertà di espressione e di manifestazione del pensiero.

    Il patto viene “stipulato” e sottoscritto per una evidente ragione di necessità, oltre che di principio: dal secondo dopoguerra, mai come in questo periodo storico, il diritto intangibile, e costituzionalmente garantito, della libertà di espressione è stato minacciato.

    La minaccia proviene da una serie di fattori.
    In particolare:
    a) dalla concentrazione dei canali mediatici più diffusi nelle mani di un numero sempre più ristretto di soggetti;
    b) dalla tendenza del Sistema di informazione cosiddetto “mainstream” a veicolare e propagandare in ogni modo una visione unica del mondo, delle cose, della realtà;
    c) dal controllo e dall’utilizzo strumentale dell’apparato mediatico pubblico da parte delle forze governative che, di volta in volta, si alternano alla guida del Paese;
    d) dal palese confitto di interessi tra il sistema economico e politico attuale (ispirato alla logica della mera competizione) da un lato e i media privati e pubblici (che da quel sistema traggono finanziamenti e fondi) dall’altro;
    e) da una sempre più marcata insofferenza del potere costituito e del sistema dell’informazione ufficiale nei confronti della informazione indipendente: quei canali, cioè, in grado di mettere in discussione, o anche solo di sottoporre a un vaglio critico e a un esame ragionato e dialettico, le “verità” di regime;
    f) dalla ossessiva “narrazione” connessa al tema delle fake news e dell’odio online: rispettivamente, un “fatto” e un “sentimento”. Un fatto e un sentimento reali, sempre esistiti da che mondo è mondo, ma oggi impiegati strumentalmente per istituire forme, sottili o dozzinali, di censura. Una censura preventiva o punitiva nei confronti di chi non si uniforma alla “ortodossia” culturale e intellettuale vigente;
    g) dal diffondersi di ideologie dogmatiche, pericolosissime per le sorti della libertà di espressione, che adombrano i principi ispiratori della Scienza, una delle più importanti risorse dell’essere umano.

    Il patto per la libertà di espressione intende agire non tanto (e non solo) “contro” le situazioni sopra denunciate, quanto piuttosto (e soprattutto) “a favore” di una riscoperta della straordinaria portata dell’articolo 21 della Costituzione italiana. Nella convinzione che solo radicandoci nel passato (e nei principii e valori iscritti nella Suprema Carta del 1948) sapremo acquisire e diffondere i giusti anticorpi: quelli indispensabili per impedire che la libertà di parola muoia; e anche per evitare che il seme dell’intolleranza, della censura, dell’ignoranza possa produrre i frutti velenosi sopra denunciati.

    Proprio per queste ragioni, il patto si basa sui primi due enunciati dell’articolo 21 della Costituzione, riletti e approfonditi come le circostanze attuali richiedono e, come di seguito, senza pretesa di esaustività si cercherà di illustrare.

    1) TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE
    a) Tutti significa “tutti”, a prescindere dal titolo accademico e/o professionale, dalla provenienza etnica, dalla nazionalità, dalle condizioni personali e sociali e da ogni altra differenza di cui parla l’articolo 3 della Costituzione;
    b) la qualità di una affermazione, o di una tesi, non si misura dal curriculum di chi la propone, o la espone, ma dalla solidità delle argomentazioni a supporto;
    c) una affermazione, o una tesi, non sono mai vere, e definitive, in assoluto. Questo significa essere sempre aperti alla dialettica del pensiero critico, del contraddittorio, anche della polemica costruttiva. Solo nella messa in discussione di ogni sapere può esservi la progressione della consapevolezza individuale, delle cultura personale e collettiva, della coscienza critica e persino delle acquisizioni scientifiche;
    d) nessuna disciplina ha, né può pretendere di avere, la primazia su tutte le altre. È finito il Medioevo e, con esso, anche la supremazia indiscussa del dogmatismo teologico, rispetto al quale tutte le altre “materie” fungevano da ancelle. Oggi ciò vale in primo luogo per il sapere scientifico che ha una sua indubbia e fondamentale validità, ma non può esprimersi su svariati altri ambiti che, semplicemente, non gli competono: dal diritto alla morale, dalla spiritualità alla filosofia eccetera. Deve essere sempre riaffermata la pari dignità di tutte le discipline dello scibile umano, ciascuna destinata ad arrecare – nel suo settore di competenza – un prezioso contributo alla formazione e alla crescita individuali e collettive;
    e) va promossa e diffusa, a tutti i livelli (scolastici, universitari e sociali in senso lato) la cultura del dibattito, della comunicazione persuasiva, della conoscenza delle tradizioni della retorica classica, greca e romana; anche attraverso l’insegnamento delle tecniche e della strategia del discorso persuasivo: per imparare sia l’arte di argomentare in modo valido sia la capacità di individuare le falle (o fallacie, come dicevano gli antichi) nei ragionamenti altrui;
    f) va promossa e diffusa una nuova “etica del dibattito pubblico e privato” basata sull’imprescindibile rispetto per le opinioni altrui e sul rifiuto di ogni tentazione di censura o di “criminalizzazione” dell’avversario;
    g) è necessaria un’operazione culturale di riaffermazione dell’autentica caratteristica del sapere scientifico: quella di essere, per definizione, dialettico, falsificabile, smentibile. Bisogna recuperare e diffondere l’insegnamento dei grandi epistemologi della fine del Novecento (da Paul Feyerabend a Thomas S. Khun a Imre Lacatos) i quali hanno spiegato in cosa consista davvero la “validità” e in cosa, invece, i “limiti” del sapere scientifico;
    h) va introdotto, nei curricula studiorum delle facoltà scientifiche, l’insegnamento e l’esame – propedeutico alla laurea – della storia della filosofia della scienza e delle correnti epistemologiche della filosofia del Novecento;
    i) vanno promosse e favorite la “sensibilità” e la “cultura” della verifica della attendibilità delle fonti. È sacrosanto il diritto di espressione, ma lo è altrettanto il dovere – per chiunque si esprime attraverso qualsiasi canale mediatico o attraverso la rete – di verificare l’origine delle informazioni su cui si basano le conseguenti asserzioni. Soprattutto in un momento storico in cui le notizie “volano” e si diffondono alla velocità della luce attraverso una miriade di vettori. Il Patto per la libertà di espressione, insomma, è anche un patto per la “serietà” dell’informazione, a qualunque livello.

    2) LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NON PUÒ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
    Questo deve costituire un impegno solenne non solo dei Pubblici poteri nei confronti dei cittadini, ma anche dei cittadini tra loro. Chiunque aderisca al Patto si impegna a non ricorrere mai ad azioni penali (salva ovviamente la ricorrenza dei reati di calunnia o diffamazione previsti dal codice penale) come “contromisura”, preventiva o punitiva, verso un soggetto il quale abbia espresso e manifestato una opinione o posizione divergente.

    3) LA RETE INTERNET DEVE ESSERE VALORIZZATA E TUTELATA RISPETTO AGLI ATTACCHI ESTERNI
    Il Patto per la Libertà di Espressione e Manifestazione del Pensiero riconosce alla rete Internet il ruolo che le è proprio, di insostituibile sorgente di ricchezza per il dibattito pubblico, elemento fondamentale senza il quale qualsiasi forma di governo che si definisca democratica diviene nei fatti un vuoto simulacro, terreno di dominio incontrastato del potere costituito. Una rete Internet libera dalle ingerenze della politica, dalle pressioni dei gruppi di potere in qualunque forma organizzati, dalle ingerenze delle lobby e da ogni forma di censura deve essere riconosciuta come un diritto fondamentale dei cittadini, in quanto strumento insostituibile per esercitare la libertà di espressione e di parola sancita dall’Articolo 21. Deve essere introdotto nella Costituzione italiana, così come già avvenuto in altri paesi quali la Finlandia, il diritto per tutti ad avere un collegamento ad alta velocità alla rete Internet, dalle prestazioni garantite. Non sono necessarie leggi separate o regolamentazioni specifiche per governare il dibattito pubblico sulla rete internet o sui social network, oltre alle leggi già esistenti.

    PRIMI FIRMATARI:
    Claudio Messora
    Francesco Carraro
    Ugo Mattei
    Vittorio Sgarbi
    Diego Fusaro
    Paolo Becchi
    Mauro Scardovelli
    Enzo Pennetta
    Giuseppe Palma
    Alberto Micalizzi
    Fabio Frabetti
    Ivan Catalano
    Red Ronnie
    Alberto Micalizzi
    Comitato Popolare Stefano Rodotà per la difesa dei beni pubblici e comuni

    **la tua firma**

    89,663 firme

    Condividi con i tuoi amici:

       

LA TUA GRANDE SCOMMESSA PER CAMBIARE LA STORIA

€21.449 of €100.000 raised

Fermati e rifletti: che tu sia giovane o che abbia alle spalle ormai diverse primavere, quante volte ti è capitato di vedere una televisione che nascesse per l’esclusiva volontà dei cittadini? Sta avvenendo oggi, e sta accadendo in Italia. Per la prima volta abbiamo la possibilità di finanziare non un giornale, non un semplice canale youtube, ma un’informazione diversa, al vertice della piramide dell’informazione, che possa raggiungere milioni di italiani e che sia davvero libera.

In questo video Claudio Messora e Virginia Camerieri vi raccontano la magia che sta avvenendo sotto ai vostri occhi, e vi chiedono di crederci. Non è mai bastato così poco per ottenere così tanto, perché Democrazia è Confronto, e già solo offrire un punto di vista diverso a milioni di cittadini, nell’era della censura social e del pensiero unico dominante, è un atto rivoluzionario.

Non è più il momento di essere nichilisti né quello di dividersi: sarà una televisione di tutti, e per averla ti chiediamo solo di partecipare con il tuo piccolo atto di fiducia mensile. Riusciresti a sopportare, quando un giorno ogni spazio dovesse chiudersi – come già avvenuto in passato – il rimorso o il rimpianto di non averci provato quando sarebbe bastato così poco per far accadere il miracolo?

Diventa un editore della nuova televisione. Fai una donazione mensile ricorrente, o sottoscrivi un piccolo abbonamento. Potrebbe essere l’ultimo spiraglio aperto, nel quale infilarsi prima che la pesante paratia stagna del controllo sociale si chiuda del tutto.

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Termini

Totale Donazione: €10,00 One Time

7 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Conte l’avvocato che ha messo dentro gli Italiani. Beato lui e tutti gli idioti che gli vanno dietro. Un DPCM è niente più che un atto amministrativo che un illuso vuol anteporre alla Costituzione.

  • Ciao, come facciamo a fare valere il principio di libertà? Se alleghiamo una copia della Costituzione, art. 13, come motivazione nell’autocertificazione é sufficiente?
    Grazie

  • Molti dicono che quanto Conte fa con I DCPM è anticostituzionali ecc, ma lui continua imperterrito. Non c’è nessuno che può fermarlo? E perchè non lo si fa nulla? Sono impossibilitati o collusi?

  • Buongiorno!
    Vorrei far notare a tutti ed allo stimato avvocato Palma che nell’ultimo DPCM del 26 aprile, se nessuno se ne fosse accorto, hanno sostituito il divieto di assembramento nei luoghi pubblici con : “e’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e PRIVATI” e sottolineo “privati”!! Chiedo, allora, a coloro che conoscono la legge, ovvero avvocati e magistrati, ma è possibile fare ciò?? Ovvero impedire gli assembramenti in luoghi privati? E poi come si controlla, entrando nelle case?? Ringrazio chi farà luce su questo punto “oscuro”.
    Cordiali saluti a tutti!
    E “Su la testa” !!

  • Caro Avvocato Palma, no sarebbe il caso di portare la questione davanti alla Corte Costituzionale? Soprattutto dopo le incredibili affermazione di Paolo Mieli, secondo il quale l’amore Costituzione sarebbe “di fatto sospesa”. Grazie

  • Sia chiaro, sento parlare di governo della repubblica democratica italiana e mi dispiace perchè questo non è e non si può dire un tale governo; questo è un’estensione di potere di una giunta governativa prezzolata capitanata da un certo conte che se ne frega delle leggi costituite in quanto le leggi se le scrive lui (sotto dettature di terzi) e le fa applicare da una macchina acefala militare a danno di tutti i cittadini italiani.
    Nei fatti, la repubblica democratica parlamentare italiana è stata in questi mesi abolita, in quanto quei deputati e senatori dimostratesi incapaci di azione, sono solo dei quaquaraquà senza arte ne parte, inabili e invalidi di qualsiasi loro azione.
    Siamo sotto il torchio di una giunta golpista in una specie di regno italiano del conte, prigionieri senza appello e senza nessuno che si alzi davvero nei fatti a reclamare la comune libertà.
    Si sentono solo sempre le stesse voci megafonate, ripetute e continue che escono da tutte le televisioni, radio, giornali, con sempre lo stesso e unico messaggio terrorizzante verso tutti i cittadini italiani in una specie di catatonico lavaggio al cervello.
    A contrasto e cercando accuratamente in rete, solo dichiarazioni e chiacchiere sull’ingiustizia in atto, anticostituzionale, illegale, inumana, di tanti piccoli calimeri che nulla osano davvero e che comunque a tratti risvegliano il mostro golpista che repentinamente tappa loro la bocca.
    La famosa opposizione del parlamento fa molte dichiarazioni frammentate ed anche contradditorie, ma nei fatti è colma di paura e se la sta facendo sotto.
    Perdiana, dove sono gli uomini ? Quelli che hanno fatti il Risorgimento ! Quelli dell’Unità d’Italia ! Quelli che hanno Resistito ai nemici interni ed esterni nella Guerra e coloro che hanno resistito dopo ! E’ dunque bastato un poco di benessere in questa nei fatti colonia americana, per sciogliere le ossa dei più coraggiosi ? Dunque dove sono gli uomini ? Sono Tutti Morti ??
    Facile cantare l’inno:
    Fratelli d’Italia, L’Italia s’è desta, Dell’elmo di Scipio S’è cinta la testa. Dov’è la Vittoria?
    ma si devono vivere queste parole e capire il senso del sangue versato per questa Libertà che un inopinato conte c’ha levato e continua a levarci con poche frasi scritte male !
    Non è più il tempo di cantare la marcetta, si avvicina un tempo o di rinascita o di morte nel muoversi del coraggio che sembra assente: noi siamo nati Liberi e quando sarà il giusto momento, vogliamo anche morire Liberi !!

Marcia Della Liberazione

UNISCITI AI 10.600 ABBONATI CHE GIA’ ACCEDONO AI CONTENUTI RISERVATI DI BYOBLU

Sostieni l’Informazione Libera

Share via
Top