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Verso un mondo che non è umano – Paolo Becchi

di Paolo Becchi

Oggi è il primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. Un giorno di solito gioioso, di serenità, che si festeggia con gli amici o con qualche manifestazione in piazza, oppure anche semplicemente facendo un picnic in campagna. Tutto questo ci è stato negato.

D’altra parte, che senso ha oggi festeggiare il primo maggio come festa del lavoro, tenendo presente che stiamo tutti in casa e quando molti usciranno di casa non sapranno neanche più dove andare perché molti un lavoro non ce lo avranno più?

Questo sarà il dramma del prossimo futuro. Dopo aver abolito lo stato di diritto in favore dello stato terapeutico, questo cederà presto il passo allo stato di carestia, la prosecuzione e al contempo la nuova versione dell’austerità. Dall’emergenza sanitaria passeremo all’emergenza economica, e questa creerà forse meno morti, ma sicuramente moltissimi problemi sociali. Ecco cosa ci attende nei mesi a venire in Italia. La questione sociale connessa alla questione del lavoro.

Consentitemi una breve riflessione più generale sul tema del lavoro. È lo stesso lavoro che sarà soggetto a dei mutamenti profondi quando usciremo di casa. E per quelli che non lo avranno più dovranno ripensare il senso della loro occupazione. Alcune occupazioni spariranno altre nasceranno
sull’onda della rivoluzione digitale, a cui il virus ha spalancato la via.

Lo chiamano smart working, “lavoro agile”, da remoto. Le video-conferenze, le video-lezioni e i consigli di dipartimento online nel mio caso di professore universitario sono ormai la regola, e lo resteranno. Ma ciò riguarderà anche le attività produttive. Saremo sempre più legati a questa rivoluzione digitale che trasformerà completamente il lavoro. Allora forse, più che fine della globalizzazione, ciò a cui assisteremo è la sua virtualizzazione.

Bisogna capire cosa si intende con globalizzazione. Se la globalizzazione è l’esistenza di un unico spazio liscio su cui merci, uomini e capitali si spostano indefinitamente, questa struttura nella sostanza non è mutata. Il capitale continuerà a muoversi istantaneamente, con un “click”, da un punto all’altro del pianeta alla ricerca dell’investimento o della speculazione redditizia che lo faccia “figliare”, avrebbe detto Carlo Marx.
Con un click si potrà continuare ad ordinare qualsivoglia prodotto da qualsiasi punto del globo, e questo ci verrà prontamente recapitato da una multinazionale di e-commerce oggi per il tramite del fattorino e domani direttamente col drone, così da annullare anche questo residuo contatto umano.

Ciò che cambierà sarà solo lo spostamento del “fattore lavoro”, cioè dell’uomo. Esso si ridurrà drasticamente nel caso dei lavori non manuali, cioè della stragrande maggioranza degli individui essendo la nostra società postindustriale fondata sui servizi. Ma non cesserà del tutto, si interromperà solo fisicamente per virtualizzarsi. Oggi la virtualizzazione è ancora all’inizio, quei mostruosi marchingegni informatici che a qualche dinosauro affezionato alla Lettera 22 dell’Olivetti paiono prodigi della tecnica sono in realtà molto rudimentali. Presto le video-conferenze/lezioni/riunioni/chiamate/ecc. si svolgeranno in uno spazio tridimensionale grazie alle tecnologie della cosiddetta “realtà aumentata” (quasi che quella tradizionale in cui gli uomini hanno vissuto per millenni fosse diventata d’un tratto obsoleta). La globalizzazione ne risulterà allora
accelerata, impazzita, dacché le distanze tra persone, spogliate dell’ingombrante corpo fisico, si annulleranno. Ciò a cui stiamo andando incontro è una vita sociale digitale. Sarà il melting-pot virtuale.

Il lavoro però ha sempre avuto una funzione fondamentale. Esso costituisce da sempre un elemento di aggregazione sociale. Nella fabbrica sono gli operai che si incontrano, nella scuola e nelle università sono i professori che insegnano avendo contatto diretto con gli allievi. Questo elemento del contatto è essenziale, è uno dei sensi fondamentali degli esseri umani.

La mia domanda è allora questa. Ha un senso una trasformazione sociale, una svolta antropologica di questo tipo dove il lavoro da elemento sociale diventa sostanzialmente lavoro privato di una persona che da casa può fare tutto? Lavorare da casa, fare la spesa da casa, ricevere le prescrizioni del medico a casa, consultare i libri che vuole leggere da casa… tutto “da casa”. Questa è la negazione completa dell’identità umana, che si fonda sull’idea dell’uomo come “animale sociale”. Stiamo andando verso un mondo in cui il contatto sociale dovrà essere ridotto il più possibile. Ma questo non è un mondo umano. La casa è un elemento fondamentale, e il luogo della famiglia, ma la società è qualcosa di diverso . Non possiamo ridurci a restare in casa, snaturando peraltro il ruolo di “rifugio” dalla vita pubblica dove riposare le membra che gli uomini hanno sempre affidato alla casa per trasformarla in un ufficio h24. Non possiamo passare le nostre vite tutti incapsulati nella propria casa.

Gli uomini sono fatti di carne, carne pensante, ma pur sempre carne e la carne ha bisogno del contatto con altra carne. Tutto è carne.

Andiamo sul Digitale Terrestre!

63% raccolto

Non so come siamo arrivati fino a qui. Abbiamo attraversato ogni sorta di difficoltà. Hanno fatto esposti contro Byoblu. Ci hanno oscurato ben sette video. Ci hanno attaccato perfino dagli Stati Uniti (NewsGuard). C’è stato il coronavirus. Eppure siamo ancora qui, siamo ancora in piedi. In questi mesi incredibilmente duri abbiamo sempre continuato a lavorare per informarvi, perché era la cosa giusta da fare. E non è stata l’informazione a senso unico di tv e giornali: vi abbiamo davvero portati sull’altra faccia della luna. Quaranta milioni di video visti e centoquaranticinquemila nuovi iscritti tra febbraio e maggio lo testimoniano come una bandiera piantata nella pietra. Oggi siamo quasi a mezzo milione di iscritti. Più ci attaccano e più ci rendono forti. Ma è solo la forza della verità. La verità non ha bisogno di niente, se non di essere mostrata.

La Tv dei Cittadini è un successo spettacolare, e il fatto che nessuno ne parli se non per tentare di chiuderla è la vostra migliore garanzia. Così come la forma di finanziamento che abbiamo scelto: niente pubblicità, niente fondi pubblici, niente erogazioni da Soros o da Bill Gates. Solo microdonazioni diffuse! Il perché è semplice: se siete in tanti a donare o a fare l’abbonamento, nessuno potrà mai fare una chiamata e dirci cosa possiamo dire e cosa no. Ma perché siate in tanti, serve infondere fiducia: serve essere credibili, onesti, altrimenti non funziona. Spiegatelo agli altri, a quelli che hanno bisogno di milioni di euro provenienti da grandi finanziatori, per partorire un topolino. A quelli che per tentare di rendere credibili le loro balle hanno bisogno di istituire task force di Governo, perché altrimenti non riuscirebbero a convincere nessuno. A quelli che per farsi ascoltare hanno bisogno di mettere a tacere ogni altra voce, perché hanno idee deboli, e allora fanno oscurare i video dei cittadini. Con loro il finanziamento popolare non funzionerà mai, perché non sono credibili.

Ma non è finita, perché questa è una gara che non finisce mai: non si può mai smettere di correre. Adesso, cari Cittadini (con la C maiuscola), dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo, fare un altro grande salto in avanti. Siamo appena diventati una Testata Editoriale, e a giorni avremo le App tanto attese, ma dobbiamo aumentare l’organico, e dobbiamo arrivare sul digitale terrestre. Subito, non si può più attendere: già da settembre. Non esiste una scorciatoia: non c’è una via di uscita. Abbiamo sfidato il mondo e adesso dobbiamo affrontarlo, a testa alta: la Tv dei cittadini deve diventare l’ottava televisione italiana.

Già 90 mila persone hanno firmato il Manifesto del Patto per la libertà di espressione (e presto tutti riceverete istruzioni). Sosteneteci in questo sprint finale. Con un euro a testa a settembre trasmetteremo sulle vostre televisioni.

Aggiungiamo una cosa: forse non è neppure tanto importante vincere in sé e per sé, né come usciremo da questo scontro frontale contro poteri tanto forti. Quello che davvero conta, per tutti, è resistere. Nessuno è mai riuscito a resistere contro il potere. Ma se questa volta tutti noi, insieme, riusciremo a tenergli testa… E se alla fine di ogni trasmissione noi saremo ancora lì, e nessuno sarà riuscito ad impedirci di andare in onda, noi sapremo per la prima volta che i cittadini, insieme, non sono sempre e solo destinati a subire. Noi sapremo che esistiamo, e che non possiamo essere cancellati. E, quel che più conta, lo sapranno anche loro.

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4 commenti

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  • Si, è vero, noi siamo carne, non solo psiche e spirito infinito ed eterno che non si dice.
    Noi siamo carne, però, come sempre è stato detto per definizione: carne da macello;
    e così come siamo stati macellati nella storia dalle macchine della guerra, così adesso
    siamo macellati dalla globalizzazione tecnologica ultraumana e finanziaria.
    L’essere umano sarà polverizzato nel fisico e nella psiche per polverizzare anche l’idea
    di essere umano se vuole restare nella macchina globalizzante come parziale ed inerme addentellato di essa.
    Con tali ipotesi non contrattabili, forse non resterà neppure lo spazio/tempo per chi
    volesse opporsi a tutto questo nella volontà dell’intrinseco valore umano della vita
    e la morte sarebbe l’unica via praticabile per la consapevolezza dello spirito.

  • Certamente non sarà un bel vivere, nè ci auguriamo che vada a finire in questo modo. Se però così fosse, questo “stile di vita” riguarderebbe comunque “solo” uno o due miliardi di persone (?) (coloro i quali dispongono delle risorse economiche e conoscenze tecnologiche). Il resto dell’umanità, cioè la maggioranza, non starebbe di sicuro chiuso in casa, ammesso che una casa ce l’abbia. Non ho idea di cosa potrebbe fare, ma comunque anche loro dovranno trovare il modo di mangiare.

  • Per come vedo la cosa io questo virus è stato generato o dalla natura o dall’uomo. Se è stato generato dalla natura, le elite di potere dominante lo sapevano probabilmente da tempo di queste possibilità e si sono preparate per avvantaggiarsene e per aumentare il loro potere attraverso di esso. E se è la natura che ha iniziato a generare virus allora il sistema complessivo umano si evolve sotto l’influsso di una elite finanziario-economica che vuole sempre piu soggiorgare l’umano con la sua sete di sominio.
    Se invece il virus è stato generato artificialmente abbiamo sempre la mano delle elite dietro che ha creato questa calamita globale per aumentare il suo dominio sui popoli del mondo. E la maggioranza degli esseri umani si adegua per spirito di adattamento e sopravvivenza. E la maggioranza si sta adeguando, anche quelli che magari non si allineano nel pensiero. E questo perche non sappiamo vivere senza il nostro sistema economico-politico, ne siamo dipendenti in mille modi. Non ci siamo evoluti a un idea di SOVRANITA DEL NOSTRO DESTINO INDIPENDENTEMENTE DA TUTTO E TUTTI AMANDO TUTTO E TUTTI E IN ARMONIA CON TUTTO E TUTTI. Per la maggior parte delle persone questo è impossibile. Invece per me questo è QUI E ORA, e parte dell’evoluzione spirituale che sto vivendo; dovrei spiegare questo concetto ma non è quello che voglio dire ora.
    Che sia artificiale o naturale questo virus, è strumentalizzato dalle classe dominanti per aumentare il dominio. Come? Basti pensare al risucchiamento delle fette di mercato tenuto da molte piccole imprese che chiuderanno, e la loro quota di mercato sara presa dagli Amazon, dall e-commerce, dalle grandi multinazionali a cui la maggior parte dei politici si asservono. Basti pensare alla imminente completa digitalizzazione del denaro, questo vuol dire che se non hai una carta di credito in qualunque forme sei fregato; è lo strumento con cui mangi in questo mondo DISTOPICO. E questo favorisce il potere finanziario a dismisura; non mi dilungo nel perchè. E poi tutti a casa sulla rete. Con una rete che probabilmente in futuro diverrà tridimensionale. Con persone che fra dieci anni accetteranno di farsi impiantare chip nel cervello e vivere realta tridimensionali di ogni tipo per vivere le loro emozioni nell’ammmbito di un universo digitale: dal sesso, alla guerra, all’odio, all’amore romantico. E questo universo digitale emotivo ti sara fornito dai grandi blocchi mondiali tecnologici. L’ESSERE UMANO SI E’ PERSO NELL’ADATTAMENTO AL PROPRIO CORPO-MENTE EMOZIONALE, LO VIVE O COME BISOGNO FISICO O COME BISOGNO MENTALE E QUELLI CHE TI FORNISCONO IL BISOGNO HANNO POTERE SU DI TE, OVVIAMENTE. E si passera a essere sempre piu dipendenti mentalmente o emotivamente dal supporto tecnologico. E questo si vede gia con questo aumento dell’utilizzo della rete con il coronavirus. E PROBABILMENTE SARA LA GRANDE CANTILENA CON CUI SI DIRA “E ADESSO METTIAMO PER FORZA IL 5G”. E cosi tutti in questo bel mondo di universi digitali fornito dalla rete. Si diversi moriranno di cancro a causa di questa alterazione elettromagnetica. Ma diranno che non è vero, che non è dimostrato, faranno di tutto per negare; e tutti daccordo, tutto il sistema finanziario-economico-politico-giudiziario; per la maggioranza sono tutti daccordo. E non perche c’è un accordo esplicito, ma perche tutti sopravvivono ai loro bisogni fisici o emotivi, che li porta ad adeguarsi allo status quo; questo è il grande “malus” umano che permette alla sete di potere di imperversare. Tutti si adattano alla propria personalita corpo-mente e ne diventano dipendenti, vivendo per i bisogni fisici o emotivi o mentali; questo lo sanno bene i dominanti che lo usano a loro vantaggio per dominare. E non è che loro non abbiano bisogni, sono i piu bisognosi di tutti nel loro bisogno di dominio, che ormai è dna stabile che non si evolve nei loro corpi-mente, ma semplicemente sono quell’intelligenza manipolatoria secolare con cui utilizzano i limiti umani altrui a loro vantaggio con cui sono al vertice della piramide sociale di questo mondo.
    In futuro i bisogni saranno piu psico-emozionali e meno fisici. Forse alla fine, fra 10 o 20 anni quando molti saranno dipendenti emotivamente sai supporti tecnologici, la mancanza di lavoro sara risolta con un bel reddito universale. Lavoreranno i robot per la razza umana e tutto sara tecnologizzato; nel frattempo moti saranno morti, ma per quelli rimasti vi sara un mondo tecnologico a supporto dei bisogni fisici ed emotivi. E anche con il reddito universale digitalizzato, le persone saranno talmente dipendenti emotivamente e mentalmente dalla tecnologia, dalla rete che “abbasseranno la testa “, e ubbidiranno per avere i loro bisogni emotivi e psichici soddisfatti. E’ un mondo ditopico, privo di gioia autentica, di amore incondizionato, di bellezza di sentimento creativo; SE QUESTO SARA IL MONDO DA QUI FINO ALLA FINE DEL 21 SECOLO, QUESTO NON E’ UN MONDO IN CUI VOGLIO VIVERE.
    Mi auguro che non accada, e che accada un alternativa di BELLEZZA DELLA CONSAPEVOLEZZA, DELL’AMORE E DELLA CREATIVITA, E DELLA LIBERTA DEI CIELI STELLATI , I QUALI ISPIRANO L’ANIMA CHE ACCOGLIE LA LORO ISPIRAZIONE, ma questo accadrà, su questa linea di tempo, nel momento in cui ci sara un adeguata consapevolezza collettiva affinche accada.
    Il mondo distopico suddetto potrebbe non accadere, ma l’essere umano mi sembra molto adeguato e dipendente allo statu quo, a cio che lo circonda e alla sua personalita piena di bisogni; e questo mi fa pensare che siamo nella direzione distopica suddetta. Tuttavia se intervenisse una forza di cambiamento, che portasse sulla Terra nuove possibilita di vivere e sperimentare la vita verso l’evoluzione di consapevolezza e l’armonia, una forza che nasce anche da pochi esseri umani che si stanno evolvendo, una forza che porta liberta all’uomo in forma di nuove conoscenze e nuove realta, forse l’essere umano sempre per lo stesso spirito di adattamento, si adatterebbe anche a questa realta datagli dall’esterno di sè. E adeguandosi, si adatterebbe a vivere una felice liberta e piano paino imparerebbe l’importanza di garantirsi da se stesso, indipendentemente dal mondo, questa felice liberta. Piano piano imparerebbe l’importanza dell’evoluzione di consapevolezza fino alla esperienza che devi tu stesso imparare a generare consapevolmente in piena libertà.
    All’inizio adeguandosi alla realta di gioia ed evoluzione di coscienza donata e poi piano piano imparando a crearla consapevolmente in se stesso e portarla fuori di se consapevolmente. E’ un idea che è totalmente diversa rispetto alla distopia sopra detta. E’ l’andare progressivamente verso l’utopia dei regni celesti, partendo da un condizionamento inizialmente esterno che inizialmente accettato per spirito di adeguamento umano, alla lunga viene introiettato, introiettando in se “evoluzione di consapevolezza e bellezza della liberta creativa”, fino a vivere sepre di piu questo perche lo si diventa, divenendo sempre piu liberi e consapevoli perche si è nell’esperienza la capacita di generare il proprio vivere indipendentemente da tutto e tutti amano in armonia tutto e tutti. E alla lunga saremmo una civilta universale dalla bellezza universale consapevole; un regno celeste manifesto. L’utopia descritta è infinitamente distante dalla distopia sopra descritta.

  • L’uomo da sempre deve fare i conti con le calamità naturali, terremoti, maremoti, inondazioni, uragani, glaciazioni, incendi, siccità, carestie e chi più ne ha più ne metta.
    Tra le calamità naturali ci sono anche le epidemie e le pandemie a cui, da molti anni, abbiamo attribuito scarsa importanza confidando in modo “scontato” nei prodigi della scienza medica senza conoscerne i presupposti.
    Eppure le pandemie rappresentano le più gravi calamità naturali esistenti perché, a differenza di altre, interessano la stragrande maggioranza della popolazione terrestre.
    La pandemia “spagnola” del 1918-1919, su una popolazione terrestre di circa 2 miliardi di persone, ha provocato circa 50 milioni di morti.
    Adesso la popolazione terrestre è di circa 8 miliardi di persone perciò, a parità di condizioni, una pandemia come la “spagnola” dovrebbe provocare circa 200 milioni di morti.
    Le misure restrittive della libertà personale sono state prese per evitare che si arrivi ad un simile numero di morti, privilegiando la vita umana sulla libertà personale.
    La libertà personale serve ai vivi, non ai morti.
    Anche questa pandemia prima o poi passerà e si potrà tornare alla vita “normale” ma, come tutte le calamità naturali, lascerà dietro di sé morti e disagi economici a cui non siamo più abituati ma che dobbiamo obbligatoriamente mettere in conto se non vogliamo andare incontro a cocenti delusioni.

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