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IL RISCHIO NON C’È: CI HANNO INGANNATO – Vittorio Sgarbi a #Byoblu24

Ne è assolutamente convinto Vittorio Sgarbi, che a #Byoblu24 rilascia dichiarazioni radicali: il rischio che ci hanno prospettato non esiste per le persone sane, e dunque siamo stati ingannati. In una lunga intervista fiume, il critico d’arte e politico passa in rassegna tutte le incongruenze di una stagione dell’illogicità elevata a ragion veduta, tale per cui il virus, sospinto dal vento di un consenso emotivo basato su una rappresentazione mediatica falsata, è divenuto più che altro mentale. E invita a firmare l’appello a Mattarella per porre termine alla violazione di tutti i diritti della persone, stigmatizzati da eminenti pensatori e giuristi come il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa, Sabino Cassese, ex giudice della Corte Costituzionale, Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite ed altri, affinché il “modello cinese”, più che un riferimento sanitario, non divenga una scelta politica.

C’è una sfida a cui adesso nessuno si può sottrarre. E comincia da qui https://go.byoblu.com/LiberiSempre #LiberiSempre. Firma e fai firmare L’Appello al Presidente della Repubblica Mattarella!

Vogliamo che la Costituzione sia rispettata

Al presidente della Repubblica italiana

Nulla poena sine lege!
Non abbassiamo la guardia sui diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione

Caro presidente Sergio Mattarella,
Le scriviamo per esprimerle la nostra preoccupazione per le libertà sospese in Italia, tante, troppe e da troppo tempo. Per farlo facciamo nostre le parole del premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa: "Che la pandemia non diventi un pretesto per l'autoritarismo".

Non possiamo fare a meno di notare che mentre "gli operatori della sanità pubblica e privata combattono valorosamente contro il coronavirus, molti governi dispongono misure che restringono indefinitamente le libertà e i diritti fondamentali. Invece di alcune ragionevoli limitazioni alla libertà, prevale un confinamento con minime eccezioni, l'impossibilità di lavorare e produrre e la manipolazione delle informazioni". I parlamenti, con il pretesto del contagio da coronavirus, non si riuniscono o si riuniscono "a ranghi ridotti".
Sabino Cassese, giurista ed ex giudice della Corte Costituzionale, ha spiegato che "la libertà personale (art. 13) può esser limitata solo dal giudice, salvo casi eccezionali, ma per un tempo determinato. L'articolo 13, che detta una norma residuale, per ogni tipo di libertà della persona (anche le norme sulla 'privacy' trovano il loro fondamento in tale norma) è stato dimenticato, come se riguardasse solo l'alternativa libertà/arresto-imprigionamento. Neppure la più terribile delle dittature ha interdetto la libertà di andare e venire, e di uscire da casa, per di più selettivamente limitata, per categorie di persone o a titolo individuale, indicate in atti amministrativi".

E ci si chiede chi abbia scelto i componenti della Task force costituita recentemente per affrontare la cosiddetta fase2, alcuni dei quali hanno chiesto, contro ogni principio di uguaglianza giuridica, l'immunità per le conseguenze delle loro azioni.

Questo è l'elenco di tutte le nostre libertà sospese: limiti alla circolazione (art. 16 Costituzione), divieti di riunione (art. 17), chiusura di scuole (art. 33 Cost.), chiese (art. 19 Cost.) e tribunali (art. 24 Cost.) limitazioni alla proprietà privata, con divieto di raggiungere le seconde case (art. 42 Cost.), chiusura di cinema, teatri, musei, bar, ristoranti, imprese e attività commerciali e professionali (art. 41 Cost.) oltre alle note - ed è il punto tragico di partenza - limitazioni alla libertà personale (art. 13 Cost.).

"Su entrambe le sponde dell'Atlantico - scrive Vargas Llosa - risorgono lo statalismo, l'interventismo e il populismo con un impeto che fa pensare a un cambio di modello lontano dalla democrazia liberale e dall'economia di mercato. Vogliamo esprimere con energia che questa crisi non deve essere fronteggiata sacrificando diritti e libertà che ci e' costato conseguire. Respingiamo il falso dilemma che queste circostanze obbligano a scegliere tra l'autoritarismo e l'insicurezza, tra l'Orco Filantropico e la morte".

Anche l'Alto Commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha ammonito i paesi a rispettare lo stato di diritto, limitando nel tempo le misure eccezionali, al fine di evitare una "catastrofe" dei diritti umani: "Danneggiare i diritti come la libertà di espressione può causare danni incalcolabili. Data la natura eccezionale della crisi è chiaro che gli Stati hanno bisogno di ulteriori poteri per rispondervi. Tuttavia, se lo Stato di diritto non è rispettato, l'emergenza sanitaria può diventare una catastrofe per i diritti umani, i cui effetti dannosi supereranno a lungo la pandemia stessa. I Governi non dovrebbero usare i poteri di emergenza come arma per mettere a tacere l'opposizione, controllare la popolazione o rimanere al potere"

Purtroppo oggi il modello cinese più che un riferimento sanitario sembra essere diventato una scelta politica. Ma noi siamo uomini liberi, italiani, occidentali. E rivendichiamo le nostre libertà ed i nostri diritti.

Presidente Mattarella, per questo le chiediamo di fare qualcosa. Faccia sentire la sua voce. La libertà, in democrazia, è il bene più prezioso. Sospesa, ristretta, confinata, autocertificata, non è più libertà.

Vittorio Sgarbi
Bernard-Henri Levy
Giulio Giorello
Petros Markaris
Tahar Ben Jalloun
Elena Loewenthal
Alain Elkann
Edward Luttwak
Enrico Ruggeri
Gaetano Pesce
Giordano Bruno Guerri
Pietrangelo Buttafuoco
Daniel Oren
Massimiliano Lenzi
Davide Rondoni
Sergio Castellitto
Margaret Mazzantini
Nicola Porro
Ornella Muti
Camillo Langone
Lella Curiel
Pietro Carriglio
Carlo Vulpio
Roberto Mezzaroma
Alberto Bagnai
Claudio Messora
Monica Ferrando
Giuliano Cazzola
Franco Bechis
Maurizio Donadoni
Gualberto
Francesca Dalla Monica
Gianfranco Vissani
Giuliana Pogni
Paolo Becchi
Paolo Barnard
Gianni Morelembaum
Angelo Crespi
Red Ronnie
Lillo di Mauro
Edoardo Sylos Labini
Vittorio Pezzuto
Massimo Boldi
Ubaldo Bonuccelli
Marco Castoldi (Morgan)
Gaetano Savatteri
Gianluigi Paragone
Paolo Bianchini
Chiara Giordano
Dimitri Buffa
Andrea di Consoli
Luca Salsi
Francesca Filauri
Stefano Morelli
Anna Maria Repice
Alessandro Sansoni
Diego Bernardi
Lara Rincicotti
Christian Elettra Iacheri
Eleonora Ortica
Domenico Moretti
Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno
Franco Torchia
Nino Ippolito
Enzo Palumbo
Gianluca Lorenzale
Lucilla Gallo
Bruna Barbato
Giovanni Corti
Camilla Corti
Francesco Bonanni
Gloria Gallo
Enea Franza
Mariapia La Malfa
Paolo Barbato
Nazzareno Di Stefano
Arianna Alessandrini
Andrea Bonuomo
Delia Mangiaracina
Paolo Dias
Paolo Riparbelli
Roberto Giuliano
Benedetta Lorenzale
Margherita Delle Vedove
Filippo Arcangeli
Fabrizio Barberini
Marco Scotto Lavina
Adriana Sanetti
Anna Maria Sanetti
Fabrizio Sequi
Fabio Arcangeli
Emiliano Chierici
Emanuele Ricucci
Roberto Chierici
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16 commenti

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  • Il diverso tasso con cui ha colpito in Lombardia con particolare forza questa malattia, potrebbe essere correlabile statisticamente alla pervasiva campagna di vaccinazioni attuata in Lombardia?

  • Egregio Vittorio Sgarbi, la stimo, concordo in toto e sono con lei.
    Grazie.
    E sempre grazie a Claudio Messora Per il suo impegno!
    A.M.

  • Mi trovo personalmente e assolutamente d’accordo con Sgarbi perché mi guardo attormo e trovo idiozie che si continui con queste restrizioni per la popolazione e che si obblighino le aziende a sostenere costi esagerati per “igienizzare” le aziende. È assurdo microbi e virus sono parte della vita è non di possono combattere né si possono vietare abbracci e contatti umani. È crudele oltre che un’idiozia senza senso.
    I rappresentanti devono “igienizzare” la loro auto ogni 48 ore pagando 60 euro con tanto di certificazione! Ma dove siamo arrivati? Braccialetti per bimbi e insegnanti! Senza contare tutti gli altri danni che hanno provocato scientemente.
    Follia pura! Fate qualcosa per favore
    Grazie
    Cristina Diana

    • Mi trovo personalmente e assolutamente d’accordo con Sgarbi perché mi guardo attormo e trovo assurdo che si continui con queste restrizioni per la popolazione e che si obblighino le aziende a sostenere costi esagerati per “igienizzare” le aziende. È assurdo microbi e virus sono parte della vita e non si possono combattere né si possono vietare abbracci e contatti umani. È oltremodo crudele oltre che senza senso.
      I rappresentanti devono “igienizzare” la loro auto ogni 48 ore pagando 60 euro con tanto di certificazione! Ma dove siamo arrivati? Braccialetti per bimbi e insegnanti! Senza contare tutti gli altri danni che hanno provocato scientemente.
      Fate qualcosa per favore
      Grazie
      Cristina Diana

  • Chiariamo quale sia il senso di limitare il più possibile la circolazione distante da casa, visto che sembra che non l’abbia capito nessuno.
    Se giro intorno a casa mia e contagio qualcuno, la zona del contagio resta limitato ai pressi di casa mia. Se, invece, percorro 50 Km e contagio qualcuno, le zone di contagio, che prima erano solo una (intorno a casa mia) poi diventano 2 (anche a 50 Km).
    La distanza di 1 metro e le mascherine non garantiscono la assoluta impossibilità del contagio.
    Nei film che trattano dell’argomento solitamente che sulla prima zona di contagio viene sganciata una bomba atomica per evitare il diffondersi del contagio, da noi, per fortuna, non è accaduto.

    Premesso che è un virus “nuovo” che nessuno ancora conosce sufficientemente bene, solo adesso si può dire con ragionevole certezza (prima non c’erano dati certi) che i decessi riguardano principalmente gli anziani e le persone affette da patologie croniche.
    Tali persone, però, non sono persone che sarebbero state destinate a morire in breve tempo, indipendentemente dal virus, ma sarebbero sopravvissute, mediamente, altri 10 anni.

    “Coronavirus, la pandemia ha cancellato 10 anni di vita alle vittime italiane del Covid – Lo studio”
    https://www.open.online/2020/04/24/coronavirus-pandemia-cancellato-10-anni-vita-vittime-italiane-covid/

    Le persone più giovani corrono meno rischi, non “nessun rischio”, di morire, ma corrono forti rischi di contagiare le persone più fragili che, però, muoiono (es. nonni o genitori), soprattutto in considerazione del fatto che, spesso, le persone più giovani sono asintomatiche e, quindi, non sanno di essere contagiose.

    Però è necessario considerare anche un altro aspetto.
    I virus tendono a “mutare” e la probabilità di una mutazione è tanto più probabile quante più persone contagia e, quindi, quanto più si replica.
    Si può prendere ad esempio la pandemia “Spagnola” del 1918-1919.
    La prima ondata del virus si è manifestata con i sintomi di una semplice influenza, poi il virus è “mutato” e c’è stata la seconda ondata che ha provocato 50 milioni di morti su una popolazione mondiale di circa 2 miliardi di persone.
    A parità di condizioni, se accadesse una cosa simile adesso, con una popolazione mondiale di circa 8 miliardi di persone, ci sarebbero 200 milioni di morti.

    Ma la particolarità di tale seconda ondata è stata anche quella di provocare il decesso principalmente dei giovani adulti, risparmiando gli anziani.

    Pertanto quando si ha a che fare con i virus è necessario essere “molto prudenti” e non dare mai nulla per scontato.

    Per quanto riguarda la metodologia della cura bisogna precisare che solo adesso si sta cominciando a capire quali possano essere le cure, perciò accusare i medici di avere sbagliato la cura non ha senso, perché la cura, a tutt’oggi, ufficialmente “non esiste”.

    Il “metodo” del Veneto si è basato sulla pura “intuizione” o se si preferisce sulla “fortuna”.
    Il Dott. Crisanti ha “sospettato”, contro qualunque evidenza scientifica di allora, che ci potessero essere anche “portatori asintomatici” ed ha fatto fare tamponi a tappeto riuscendo ad isolare immediatamente tutti coloro che potevano essere fonte di contagio.
    Solo con l’isolamento anche degli asintomatici è riuscito a limitare il contagio.

    Anche la scoperta del paziente 1 di Codogno è stata fatta per pura “intuizione”.
    Le linee guida prevedevano di eseguire il tampone solo a soggetti che avessero avuto contatti con cinesi, ma il paziente 1 non aveva avuto alcun contatto con cinesi, nonostante ciò una dottoressa si è “insospettita” e gli ha fatto fare il tampone ugualmente (allora i tamponi erano pochi, quindi “preziosi”) che è risultato positivo.

    Per quanto riguarda la Carta Costituzionale è necessario precisare che tale Carta non prevede lo “Stato di Emergenza” e ciò è stata una grave mancanza da parte dei Padri Costituenti se si considera che uno “Stato di Emergenza”, richiedendo, per definizione, decisioni rapide e certe, non può essere certamente gestito con procedure ordinarie, troppo lente e farraginose.

    Una persona che va in una seconda casa dovrà pure andare a fare la spesa, quindi rischia di spostare il contagio in una seconda zona.

    Ovviamente sarà necessario tornare, prima o poi, alla vita “normale” ma deve essere chiaro che riaprire le varie attività commerciali, culturali e turistiche provocherà inevitabilmente un incremento del numero dei morti, tutto sta nel definire quale sia il numero di morti “accettabile”.

    Per quanto riguarda lo spostamento dalla propria abitazione degli asintomatici positivi è necessario valutare, sulla base dei dati disponibili, chi sono i conviventi che rischiano il contagio.
    Tale procedura sarebbe auspicabile se le persone che rischiano il contagio sono anziani o persone con patologie croniche, cioè coloro che rischiano di morire.
    Ovviamente tali persone non devono già risultare come asintomatici positivi o come persone che hanno superato la malattia.

    • Matteo Murano, Lei ragiona con l’idea che ogni virus sia letale fino a che non si dimostra il contrario… Non prenda più la macchina, ma neanche vada a passeggiare per strada, sia mai che le cada una tegola in testa…

      • Io applico semplicemente il “principio di precauzione” fino a quando la scienza non sarà in grado di definire meglio la situazione.

        Mi permetto di rammentarle che questo è un virus “nuovo” di fronte al quale siamo “senza difese”.

  • Sig. Sgarbi, la invidio quando penso alla goduria immensa che Lei prova nel poter dire di fronte a milioni di persone: ma chi c..o è conte…ma chi c..o è burioni… Bellissimo!!!

  • Buongiorno chiedo cortesement la redazione di Byoblu di contattarmi privatamente per comunicazioni urgentissimi che non desidero esporre pubblicamente grazie [email protected], cordiali saluti e, CHAPEAU al professor Sgarbi.

  • Veramente Sgarbi era quella che diceva a fine febbraio che entro 14 giorni non ci sarebbe stato più un caso, che era tutta una pagliacciata. Il capra virus. E ancora parla? E ancora c’è qualcuno che lo ascolta….

  • L’EPIDEMIA in Italia non è CONCLUSA, ci sono ancora FOCOLAI attivi su tutto il territorio nazionale. Questa in sintesi la SENTENZA nell’ultimo Report di Monitoraggio del Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (ISS) appena pubblicato.
    Ed è proprio notizia di oggi che mentre 18 regioni sono già prossime alla soglia di zero contagi, altre non lo sono affatto; in taluni casi infatti i contagi stanno ricominciando con dei focolai e in Lombardia sebbene contenuta, l’Epidemia c’è ancora. In Piemonte ed Emilia Romagna i contagi risalgono. E Mentre lo scontro tra alcune regioni sulle Riaperture sta determinando divisioni tra la politica periferica (appunto quella regionale) e il Governo centrale con tensioni sempre più crescenti, nel Governo prevale la prudenza dopo che di recente il Comitato scientifico avrebbe inviato un documento Segreto al Premier Conte che recita: «Analizzando i dati sull’andamento del contagio appare evidente che lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto». Così il comitato tecnico scientifico ha letteralmente gelato il governo.
    ATTENZIONE: Ma di cosa parlava questo Documento Segreto? Che accadrebbe se si decidesse di aprire tutto immediatamente? La risposta degli esperti del governo è terrificante: entro la fine dell’anno ricoveri pari a 430 mila di cui 151mila in TERAPIA INTENSIVA! In sostanza collasso totale del sistema ospedaliero, migliaia e migliaia di morti. E se restassero chiuse solo le scuole? Per il comitato scientifico il picco di terapie intensive sarebbe di 109 mila pazienti e il totale a fine anno di 397 mila ricoveri.
    Dati terribili, spaventosi che hanno fatto fare a Conte un passo indietro!!! Talmente preoccupanti che hanno spinto il premier e l’esecutivo a varare un decreto sulla fase 2 assai più prudente da quello precedentemente ‘ventilato‘.
    Tuttavia, sull’onda di numerose proteste, Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il NUOVO decreto ministeriale con cui vengono definiti i criteri relativi alle attività di monitoraggio del rischio sanitario per l’evoluzione della situazione epidemiologica. Nel Decreto si legge in sostanza che Indice di contagio, posti nelle terapie intensive, capacità di monitorare l’andamento del coronavirus saranno I criteri che le Regioni potranno «vantare» con il governo per ottenere riaperture diversificate e più ampie. Ma sempre secondo il decreto, si dice anche che il governo potrà usare i medesimi parametri per imporre chiusure e «zone rosse». E a seguito delle ultime notti di follia con la movida che impazzava in tante piazze italiane, il ministro per gli Affari Regionali Boccia dichiara: “…se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani”.
    Orbene, nonostante tutto, da Palazzo Chigi è arrivato il Verdetto: liberi tutti.
    Ma ora ci sono evidenze chiare che qualcosa non quadra
    Il CASO LOMBARDIA
    In Lombardia stiamo assistendo, in controtendenza rispetto ad altre regioni, a un peggioramento con un indice di contagio che aumenta dallo 0,53 del 12 Maggio allo 0,75 del 26 Maggio fino allo 0,91 del 3 Giugno che, inferiore alla soglia critica di 1, desta preoccupazioni.
    Il CASO di ROMA
    A Roma sono stati registrati ben 31 nuovi casi di coronavirus collegabili al focolaio dell’Irccs San Raffaele Pisana: tra questi 9 dipendenti, 2 esterni e 20 pazienti di cui 18 già trasferiti e 2 in trasferimento. Nel pomeriggio del 5 giugno è stata disposta la chiusura della struttura con cordone sanitario. La struttura, sta dando tutta la collaborazione necessaria alla Asl che ha disposto un affiancamento della direzione sanitaria per consentire un miglior supporto per il contenimento del focolaio, la gestione dei casi e il loro tracciamento. E’ in corso l’indagine epidemiologica per identificare una possibile criticità che possa aver agevolato la diffusione del virus.
    Non dimentichiamoci allora che Piemonte, Lombardia, Liguria, un pezzo di Emilia-Romagna e ora anche il Lazio con Roma per via dei nuovi improvvisi focolai, hanno ancora decine di contagi e la Lombardia ne copre i due terzi: proprio queste regioni potrebbero di fatto ritrovarsi in una NUOVA ZONA ROSSA da un momento all’altro.

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