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SIAMO IL POPOLO IN ETERNO VIAGGIO – Claudio Messora #LiberiSempre

Claudio Messora spiega i motivi che hanno reso necessario e impellente un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quale garante del rispetto dei principi fondamentali alla base della Nostra Costituzione.
CLAUDIO MESSORA: Allora noi, come vedete, facciamo sempre del nostro meglio, cerchiamo di essere quella voce che rappresenta il vostro cuore, rappresenta i vostri pensieri, rappresenta la vostra curiosità, rappresenta possibili risposte alle domande che continuamente vi fate: ce la mettiamo tutta perché non c’è. Oggi siamo soli: l’informazione è diventata un cuneo, una piramide, un cartello che indica una sola direzione. Noi cerchiamo di ripristinare anche tutti gli altri cartelli. Non c’è vita senza diversità: lo insegna la biologia. La diversità è ricchezza: perché mai l’univocità dovrebbe essere invece la soluzione per l’informazione e per la democrazia? L’unica soluzione possibile è la diversità: la diversità è ricchezza. Noi cerchiamo di essere diversi. Chiaramente essere diversi ha un costo. Il costo è quello che Bill Gates non verrà mai qua a dire: “Messora ti dò 50 milioni di euro per sviluppare Byoblu”. Nonostante Byoblu abbia, grazie a voi, realizzato successi inimmaginabili. Soros non verrà mai qui a dire: “Ti dò un miliardo di euro per realizzare il nuovo polo antagonista al pensiero unico dominante” e se lo facesse e io lo accettassi, mi raccomando, smettete subito di seguire Byoblu. Quindi il costo è che la televisione dei cittadini ce la dobbiamo fare noi che siamo i cittadini. È un impegno, è un sacrificio, è qualcosa in più in un momento in cui, chiaramente, abbiamo tanti problemi e sempre ne avremo, perché non abbiamo il potere nelle nostre mani, non siamo dalla parte del potere, e quindi i problemi ce li abbiamo per natura stessa: siamo il popolo, siamo gli schiavi che seguivano Spartaco, siamo il popolo difeso dai vari profeti della Palestina, vessato dal potere, dai Romani e dai farisei… siamo sempre noi. Siamo sempre questi, non cambiamo mai: di generazione in generazione, di epoca storica in epoca storica, ma la Storia ci insegna che il popolo si è sempre organizzato e ogni tanto è riuscito anche a ribaltare l’asse di potere, l’asse delle gerarchie. È riuscito anche a riprendersi quello che era suo. Quindi per sostenere una televisione dei cittadini noi non è che vi chiediamo, per fare questa rivoluzione, di vendervi la casa, o di vendere i pochi averi che qualcuno ancora ha: vi chiediamo 3 caffè al mese. go.byolu.com/abbonati Oppure vi chiediamo di donare quello che avete, contribuire come potete go.byolu.com/dona Guardate che se Byoblu è diventato tutto questo – adesso ci sono nove persone dieci come me, che lavorano a questo progetto, che io ringrazio infinitamente per la loro passione, per il loro entusiasmo, anzi, fatevi vedere regia, fatevi vedere… Ecco, questa è una piccola parte ovviamente: loro due sono Irene e Francesco. Ciao! Ma Byoblu è tanto, molto di più: stiamo cercando di prendere nuove persone, e guardate, se tutto questo siamo riusciti a farlo ed è un piccolo miracolo, una innovazione pazzesca non soltanto in Italia, ma probabilmente anche nel resto d’Europa, perché un progetto del genere io non l’ho ancora sentito, e se siamo riusciti a farlo è grazie a voi: è proprio grazie a questi 3 caffè al mese, è proprio grazie alla generosità, al cuore delle persone he dicono: “Tò vabbè: 10 euro ce li ho, mi avanzano, li metto in questo progetto”. È grazie a questo: sono gocce nel mare che però il mare lo stanno riempiendo, quindi datevi delle grandi pacche sulle spalle. Io spero di poter costruire un grande evento prima o poi, così ci conosceremo, ci stringeremo le mani, ci abbracceremo tutti insieme, usciremo dalla telecamera… e se volete sostenerci, appunto, vi abbiamo dato i link, ma ormai li sanno anche i sassi, quindi li potete anche cercare nella descrizione qua sotto al video, oppure dentro al blog. Mentre vi ricordo che è stato fatto un appello al Presidente della Repubblica. Ma dici: “perché, Messora, un appello al Presidente della Repubblica?” L’ha scritto Vittorio Sgarbi che tanto, tanto si sta spendendo, attenzione, in questo periodo storico, per ristabilire la Verità delle cose, per ridimensionare il terrorismo mediatico a cui siamo stati soggetti, per ridimensionare e per modificare, anche, questa deriva autoritaria politica. Ci sono un sacco di suoi interventi: è stato anche lui stesso querelato, diffidato dai vari patti per la scienza, eccetera. Ha fatto un appello al Presidente della Repubblica perché, insomma, con tanto di citazioni di tutti quelli che anche nell’ONU dicono: “State attenti, state attenti: perché non potete privare la libertà, anche la libertà di informarsi dei cittadini, perché questo è peggio del virus”. Bene lui ha fatto un appello al Presidente della Repubblica con tutte queste argomentazioni per dire: “Insomma, svegliati! Mettici una buona parola tu”. Molti arguiranno che il Presidente della Repubblica attualmente, diciamo si è già schierato col governo Conte, quindi che senso ha? Ha senso: perché il Presidente della Repubblica, se noi rispettiamo la Costituzione, è il garante, il custode terzo, sopra le parti politiche di tutto il Paese, quindi anche richiamarlo politicamente a questa responsabilità, casomai ce ne fosse bisogno, ha un senso politico enorme, anche per uscire, farsi sentire, dire: “Noi siamo qua!”. E siccome, dopo questo appello, che è stato, pensate, pubblicato anche su Repubblica… c’erano dei nomi autorevolissimi nella lista: filosofi, pensatori, economisti… c’è anche il mio: umile, piccolino, da qualche parte in fondo. Siccome questo appello è stato pubblicato anche su Repubblica e immediatamente dopo alcuni altri intellettuali, come io ho chiamato intellettuali “altri”, diciamo, si sono sentiti in dovere, invece, di difendere queste politiche di riduzioni progressive, di difendere queste aggressioni ai cittadini, perseguitati con i droni, sulla spiaggia dai carabinieri, difendere la ridda di autocertificazioni, difendere il modo in cui hanno contato i morti, difendere questo delirio a cui siamo stati sottoposti, bombardati, di non-sense continui finché abbiamo smesso di pensare: ci sono intellettuali che difendono queste cose. Bene, siccome hanno difeso queste cose in reazione all’appello di Sgarbi, e hanno totalizzato 16 mila firme in tre giorni, suonandosela e cantandosela in maniera molto… come se fosse un successo, insomma in maniera trionfale, allora abbiamo detto: si? Ok, allora mettiamo il nostro appello su Byoblu, che sapete che non ha niente a che fare con change.org, con avaaz, con tutte queste piattaforme che sono sovvenzionate sempre dagli stessi, e mettiamola su Byoblu… e siccome abbiamo raggiunto 70 mila firme per il nostro appello per la Libertà di Espressione, cerchiamo di farci sentire: la battaglia mediatica si fa anche mostrandosi. Per mostrarsi non serve solo ed esclusivamente andare in piazza, ma serve anche far vedere un elenco alto come 14 grattacieli di persone che dicono: basta! Per cui io vi dico andate al link go.byoblu.com, è sempre quello, slash, e poi scrivete LiberiSempre: è tutto un programma… LiberiSempre. Leggete quello che ho scritto ieri sera. È facilissimo firmare: nome, cognome, indirizzo email, click. Mi raccomando perché è importante. Vi saluto e vi dò appuntamento ai prossimi aggiornamenti che in giornata non mancheranno di arrivare in questa grande, piccola televisione, che è la televisione dei cittadini: byoblu.com. Ciao!
C’è una sfida a cui adesso nessuno si può sottrarre. E comincia da qui https://go.byoblu.com/LiberiSempre #LiberiSempre Firma e fai firmare L’Appello al Presidente della Repubblica Mattarella!

Vogliamo che la Costituzione sia rispettata

Al presidente della Repubblica italiana

Nulla poena sine lege!
Non abbassiamo la guardia sui diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione

Caro presidente Sergio Mattarella,
Le scriviamo per esprimerle la nostra preoccupazione per le libertà sospese in Italia, tante, troppe e da troppo tempo. Per farlo facciamo nostre le parole del premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa: "Che la pandemia non diventi un pretesto per l'autoritarismo".

Non possiamo fare a meno di notare che mentre "gli operatori della sanità pubblica e privata combattono valorosamente contro il coronavirus, molti governi dispongono misure che restringono indefinitamente le libertà e i diritti fondamentali. Invece di alcune ragionevoli limitazioni alla libertà, prevale un confinamento con minime eccezioni, l'impossibilità di lavorare e produrre e la manipolazione delle informazioni". I parlamenti, con il pretesto del contagio da coronavirus, non si riuniscono o si riuniscono "a ranghi ridotti".
Sabino Cassese, giurista ed ex giudice della Corte Costituzionale, ha spiegato che "la libertà personale (art. 13) può esser limitata solo dal giudice, salvo casi eccezionali, ma per un tempo determinato. L'articolo 13, che detta una norma residuale, per ogni tipo di libertà della persona (anche le norme sulla 'privacy' trovano il loro fondamento in tale norma) è stato dimenticato, come se riguardasse solo l'alternativa libertà/arresto-imprigionamento. Neppure la più terribile delle dittature ha interdetto la libertà di andare e venire, e di uscire da casa, per di più selettivamente limitata, per categorie di persone o a titolo individuale, indicate in atti amministrativi".

E ci si chiede chi abbia scelto i componenti della Task force costituita recentemente per affrontare la cosiddetta fase2, alcuni dei quali hanno chiesto, contro ogni principio di uguaglianza giuridica, l'immunità per le conseguenze delle loro azioni.

Questo è l'elenco di tutte le nostre libertà sospese: limiti alla circolazione (art. 16 Costituzione), divieti di riunione (art. 17), chiusura di scuole (art. 33 Cost.), chiese (art. 19 Cost.) e tribunali (art. 24 Cost.) limitazioni alla proprietà privata, con divieto di raggiungere le seconde case (art. 42 Cost.), chiusura di cinema, teatri, musei, bar, ristoranti, imprese e attività commerciali e professionali (art. 41 Cost.) oltre alle note - ed è il punto tragico di partenza - limitazioni alla libertà personale (art. 13 Cost.).

"Su entrambe le sponde dell'Atlantico - scrive Vargas Llosa - risorgono lo statalismo, l'interventismo e il populismo con un impeto che fa pensare a un cambio di modello lontano dalla democrazia liberale e dall'economia di mercato. Vogliamo esprimere con energia che questa crisi non deve essere fronteggiata sacrificando diritti e libertà che ci e' costato conseguire. Respingiamo il falso dilemma che queste circostanze obbligano a scegliere tra l'autoritarismo e l'insicurezza, tra l'Orco Filantropico e la morte".

Anche l'Alto Commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha ammonito i paesi a rispettare lo stato di diritto, limitando nel tempo le misure eccezionali, al fine di evitare una "catastrofe" dei diritti umani: "Danneggiare i diritti come la libertà di espressione può causare danni incalcolabili. Data la natura eccezionale della crisi è chiaro che gli Stati hanno bisogno di ulteriori poteri per rispondervi. Tuttavia, se lo Stato di diritto non è rispettato, l'emergenza sanitaria può diventare una catastrofe per i diritti umani, i cui effetti dannosi supereranno a lungo la pandemia stessa. I Governi non dovrebbero usare i poteri di emergenza come arma per mettere a tacere l'opposizione, controllare la popolazione o rimanere al potere"

Purtroppo oggi il modello cinese più che un riferimento sanitario sembra essere diventato una scelta politica. Ma noi siamo uomini liberi, italiani, occidentali. E rivendichiamo le nostre libertà ed i nostri diritti.

Presidente Mattarella, per questo le chiediamo di fare qualcosa. Faccia sentire la sua voce. La libertà, in democrazia, è il bene più prezioso. Sospesa, ristretta, confinata, autocertificata, non è più libertà.

Vittorio Sgarbi
Bernard-Henri Levy
Giulio Giorello
Petros Markaris
Tahar Ben Jalloun
Elena Loewenthal
Alain Elkann
Edward Luttwak
Enrico Ruggeri
Gaetano Pesce
Giordano Bruno Guerri
Pietrangelo Buttafuoco
Daniel Oren
Massimiliano Lenzi
Davide Rondoni
Sergio Castellitto
Margaret Mazzantini
Nicola Porro
Ornella Muti
Camillo Langone
Lella Curiel
Pietro Carriglio
Carlo Vulpio
Roberto Mezzaroma
Alberto Bagnai
Claudio Messora
Monica Ferrando
Giuliano Cazzola
Franco Bechis
Maurizio Donadoni
Gualberto
Francesca Dalla Monica
Gianfranco Vissani
Giuliana Pogni
Paolo Becchi
Paolo Barnard
Gianni Morelembaum
Angelo Crespi
Red Ronnie
Lillo di Mauro
Edoardo Sylos Labini
Vittorio Pezzuto
Massimo Boldi
Ubaldo Bonuccelli
Marco Castoldi (Morgan)
Gaetano Savatteri
Gianluigi Paragone
Paolo Bianchini
Chiara Giordano
Dimitri Buffa
Andrea di Consoli
Luca Salsi
Francesca Filauri
Stefano Morelli
Anna Maria Repice
Alessandro Sansoni
Diego Bernardi
Lara Rincicotti
Christian Elettra Iacheri
Eleonora Ortica
Domenico Moretti
Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno
Franco Torchia
Nino Ippolito
Enzo Palumbo
Gianluca Lorenzale
Lucilla Gallo
Bruna Barbato
Giovanni Corti
Camilla Corti
Francesco Bonanni
Gloria Gallo
Enea Franza
Mariapia La Malfa
Paolo Barbato
Nazzareno Di Stefano
Arianna Alessandrini
Andrea Bonuomo
Delia Mangiaracina
Paolo Dias
Paolo Riparbelli
Roberto Giuliano
Benedetta Lorenzale
Margherita Delle Vedove
Filippo Arcangeli
Fabrizio Barberini
Marco Scotto Lavina
Adriana Sanetti
Anna Maria Sanetti
Fabrizio Sequi
Fabio Arcangeli
Emiliano Chierici
Emanuele Ricucci
Roberto Chierici
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    38% raccolto

    Non so come siamo arrivati fino a qui. Abbiamo attraversato ogni sorta di difficoltà. Hanno fatto esposti contro Byoblu. Ci hanno oscurato ben quattro video. Ci hanno attaccato perfino dagli Stati Uniti (NewsGuard). C’è stato il coronavirus. Eppure siamo ancora qui, siamo ancora in piedi. In questi mesi incredibilmente duri abbiamo sempre continuato a lavorare per informarvi, perché era la cosa giusta da fare. E non è stata l’informazione a senso unico di tv e giornali: vi abbiamo davvero portati sull’altra faccia della luna. Quaranta milioni di video visti e centoquaranticinquemila nuovi iscritti tra febbraio e maggio lo testimoniano come una bandiera piantata nella pietra. Oggi siamo quasi a mezzo milione di iscritti al canale Youtube. Più ci attaccano e più ci rendono forti. Ma è solo la forza della verità. La verità non ha bisogno di niente, se non di essere mostrata.

    La Tv dei Cittadini è un successo spettacolare, e il fatto che nessuno ne parli se non per tentare di chiuderla è la vostra migliore garanzia. Così come la forma di finanziamento che abbiamo scelto: niente pubblicità, niente fondi pubblici, niente erogazioni da Soros o da Bill Gates. Solo microdonazioni diffuse! Il perché è semplice: se siete in tanti a donare o a fare l’abbonamento, nessuno potrà mai fare una chiamata e dirci cosa possiamo dire e cosa no. Ma perché siate in tanti, serve infondere fiducia: serve essere credibili, onesti, altrimenti non funziona. Spiegatelo agli altri, a quelli che hanno bisogno di milioni di euro provenienti da grandi finanziatori, per partorire un topolino. A quelli che per tentare di rendere credibili le loro balle hanno bisogno di istituire task force di Governo, perché altrimenti non riuscirebbero a convincere nessuno. A quelli che per farsi ascoltare hanno bisogno di mettere a tacere ogni altra voce, perché hanno idee deboli, e allora fanno oscurare i video dei cittadini. Con loro il finanziamento popolare non funzionerà mai, perché non sono credibili.

    Ma non è finita, perché questa è una gara che non finisce mai: non si può mai smettere di correre. Adesso, cari Cittadini (con la C maiuscola), dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo, fare un altro grande salto in avanti. Dobbiamo aumentare l’organico, dobbiamo diventare una testata editoriale (così da essere protetti dalle leggi sulla stampa), dobbiamo lanciare le App su tutti i dispositivi, che permetteranno di vedere in un unico posto tutta l’informazione seria di cui avete bisogno, e dobbiamo arrivare sul digitale terrestre. Non esiste una scorciatoia: non c’è una via di uscita. Abbiamo sfidato il mondo e adesso dobbiamo affrontarlo, a testa alta: la Tv dei cittadini deve diventare l’ottava televisione italiana.

    Già oltre 80 mila persone hanno firmato il Manifesto del Patto per la libertà di espressione (e presto tutti riceverete istruzioni). Sosteneteci in questo sprint finale. Con un euro a testa a settembre trasmetteremo sulle vostre televisioni.

    E sapete… forse non è neppure tanto importante vincere in sé e per sé, né come usciremo da questo scontro frontale contro poteri tanto forti. Quello che davvero conta, per tutti, è resistere. Nessuno è mai riuscito a resistere contro il potere. Ma se questa volta tutti noi, insieme, riusciremo a tenergli testa… E se alla fine di ogni trasmissione noi saremo ancora lì, e nessuno sarà riuscito ad impedirci di andare in onda, noi sapremo per la prima volta che i cittadini, insieme, non sono sempre e solo destinati a subire. Noi sapremo che esistiamo, e che non possiamo essere cancellati. E, quel che più conta, lo sapranno anche loro.

    Vieni con noi.

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