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CARITAS: REGOLARIZZAZIONE MIGRANTI GESTO DI GRANDE CIVILTÀ – Oliviero Forti #Byoblu24

Per la Caritas non ci sono dubbi: serve la regolarizzazione di 600,000 immigrati. La questione è economica e di dignità. Lo spiega Oliviero Forti, responsabile immigrazione della Caritas a #Byoblu24. La regolarizzazione permetterebbe agli immigrati di assimilarsi più facilmente ed evitare di cadere nei tentacoli delle organizzazioni criminali, potendo godere di una vita dignitosa non ai margini della società. Tuttavia la questione è: basta una regolarizzazione di massa per risolvere i problemi dell’immigrazione? Ne parliamo in questa intervista.
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    Vogliamo che la Costituzione sia rispettata

    Al presidente della Repubblica italiana

    Nulla poena sine lege!
    Non abbassiamo la guardia sui diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione

    Caro presidente Sergio Mattarella,
    Le scriviamo per esprimerle la nostra preoccupazione per le libertà sospese in Italia, tante, troppe e da troppo tempo. Per farlo facciamo nostre le parole del premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa: "Che la pandemia non diventi un pretesto per l'autoritarismo".

    Non possiamo fare a meno di notare che mentre "gli operatori della sanità pubblica e privata combattono valorosamente contro il coronavirus, molti governi dispongono misure che restringono indefinitamente le libertà e i diritti fondamentali. Invece di alcune ragionevoli limitazioni alla libertà, prevale un confinamento con minime eccezioni, l'impossibilità di lavorare e produrre e la manipolazione delle informazioni". I parlamenti, con il pretesto del contagio da coronavirus, non si riuniscono o si riuniscono "a ranghi ridotti".
    Sabino Cassese, giurista ed ex giudice della Corte Costituzionale, ha spiegato che "la libertà personale (art. 13) può esser limitata solo dal giudice, salvo casi eccezionali, ma per un tempo determinato. L'articolo 13, che detta una norma residuale, per ogni tipo di libertà della persona (anche le norme sulla 'privacy' trovano il loro fondamento in tale norma) è stato dimenticato, come se riguardasse solo l'alternativa libertà/arresto-imprigionamento. Neppure la più terribile delle dittature ha interdetto la libertà di andare e venire, e di uscire da casa, per di più selettivamente limitata, per categorie di persone o a titolo individuale, indicate in atti amministrativi".

    E ci si chiede chi abbia scelto i componenti della Task force costituita recentemente per affrontare la cosiddetta fase2, alcuni dei quali hanno chiesto, contro ogni principio di uguaglianza giuridica, l'immunità per le conseguenze delle loro azioni.

    Questo è l'elenco di tutte le nostre libertà sospese: limiti alla circolazione (art. 16 Costituzione), divieti di riunione (art. 17), chiusura di scuole (art. 33 Cost.), chiese (art. 19 Cost.) e tribunali (art. 24 Cost.) limitazioni alla proprietà privata, con divieto di raggiungere le seconde case (art. 42 Cost.), chiusura di cinema, teatri, musei, bar, ristoranti, imprese e attività commerciali e professionali (art. 41 Cost.) oltre alle note - ed è il punto tragico di partenza - limitazioni alla libertà personale (art. 13 Cost.).

    "Su entrambe le sponde dell'Atlantico - scrive Vargas Llosa - risorgono lo statalismo, l'interventismo e il populismo con un impeto che fa pensare a un cambio di modello lontano dalla democrazia liberale e dall'economia di mercato. Vogliamo esprimere con energia che questa crisi non deve essere fronteggiata sacrificando diritti e libertà che ci e' costato conseguire. Respingiamo il falso dilemma che queste circostanze obbligano a scegliere tra l'autoritarismo e l'insicurezza, tra l'Orco Filantropico e la morte".

    Anche l'Alto Commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha ammonito i paesi a rispettare lo stato di diritto, limitando nel tempo le misure eccezionali, al fine di evitare una "catastrofe" dei diritti umani: "Danneggiare i diritti come la libertà di espressione può causare danni incalcolabili. Data la natura eccezionale della crisi è chiaro che gli Stati hanno bisogno di ulteriori poteri per rispondervi. Tuttavia, se lo Stato di diritto non è rispettato, l'emergenza sanitaria può diventare una catastrofe per i diritti umani, i cui effetti dannosi supereranno a lungo la pandemia stessa. I Governi non dovrebbero usare i poteri di emergenza come arma per mettere a tacere l'opposizione, controllare la popolazione o rimanere al potere"

    Purtroppo oggi il modello cinese più che un riferimento sanitario sembra essere diventato una scelta politica. Ma noi siamo uomini liberi, italiani, occidentali. E rivendichiamo le nostre libertà ed i nostri diritti.

    Presidente Mattarella, per questo le chiediamo di fare qualcosa. Faccia sentire la sua voce. La libertà, in democrazia, è il bene più prezioso. Sospesa, ristretta, confinata, autocertificata, non è più libertà.

    Vittorio Sgarbi
    Bernard-Henri Levy
    Giulio Giorello
    Petros Markaris
    Tahar Ben Jalloun
    Elena Loewenthal
    Alain Elkann
    Edward Luttwak
    Enrico Ruggeri
    Gaetano Pesce
    Giordano Bruno Guerri
    Pietrangelo Buttafuoco
    Daniel Oren
    Massimiliano Lenzi
    Davide Rondoni
    Sergio Castellitto
    Margaret Mazzantini
    Nicola Porro
    Ornella Muti
    Camillo Langone
    Lella Curiel
    Pietro Carriglio
    Carlo Vulpio
    Roberto Mezzaroma
    Alberto Bagnai
    Claudio Messora
    Monica Ferrando
    Giuliano Cazzola
    Franco Bechis
    Maurizio Donadoni
    Gualberto
    Francesca Dalla Monica
    Gianfranco Vissani
    Giuliana Pogni
    Paolo Becchi
    Paolo Barnard
    Gianni Morelembaum
    Angelo Crespi
    Red Ronnie
    Lillo di Mauro
    Edoardo Sylos Labini
    Vittorio Pezzuto
    Massimo Boldi
    Ubaldo Bonuccelli
    Marco Castoldi (Morgan)
    Gaetano Savatteri
    Gianluigi Paragone
    Paolo Bianchini
    Chiara Giordano
    Dimitri Buffa
    Andrea di Consoli
    Luca Salsi
    Francesca Filauri
    Stefano Morelli
    Anna Maria Repice
    Alessandro Sansoni
    Diego Bernardi
    Lara Rincicotti
    Christian Elettra Iacheri
    Eleonora Ortica
    Domenico Moretti
    Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno
    Franco Torchia
    Nino Ippolito
    Enzo Palumbo
    Gianluca Lorenzale
    Lucilla Gallo
    Bruna Barbato
    Giovanni Corti
    Camilla Corti
    Francesco Bonanni
    Gloria Gallo
    Enea Franza
    Mariapia La Malfa
    Paolo Barbato
    Nazzareno Di Stefano
    Arianna Alessandrini
    Andrea Bonuomo
    Delia Mangiaracina
    Paolo Dias
    Paolo Riparbelli
    Roberto Giuliano
    Benedetta Lorenzale
    Margherita Delle Vedove
    Filippo Arcangeli
    Fabrizio Barberini
    Marco Scotto Lavina
    Adriana Sanetti
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Andiamo sul Digitale Terrestre!

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Non so come siamo arrivati fino a qui. Abbiamo attraversato ogni sorta di difficoltà. Hanno fatto esposti contro Byoblu. Ci hanno oscurato ben sette video. Ci hanno attaccato perfino dagli Stati Uniti (NewsGuard). C’è stato il coronavirus. Eppure siamo ancora qui, siamo ancora in piedi. In questi mesi incredibilmente duri abbiamo sempre continuato a lavorare per informarvi, perché era la cosa giusta da fare. E non è stata l’informazione a senso unico di tv e giornali: vi abbiamo davvero portati sull’altra faccia della luna. Quaranta milioni di video visti e centoquaranticinquemila nuovi iscritti tra febbraio e maggio lo testimoniano come una bandiera piantata nella pietra. Oggi siamo quasi a mezzo milione di iscritti. Più ci attaccano e più ci rendono forti. Ma è solo la forza della verità. La verità non ha bisogno di niente, se non di essere mostrata.

La Tv dei Cittadini è un successo spettacolare, e il fatto che nessuno ne parli se non per tentare di chiuderla è la vostra migliore garanzia. Così come la forma di finanziamento che abbiamo scelto: niente pubblicità, niente fondi pubblici, niente erogazioni da Soros o da Bill Gates. Solo microdonazioni diffuse! Il perché è semplice: se siete in tanti a donare o a fare l’abbonamento, nessuno potrà mai fare una chiamata e dirci cosa possiamo dire e cosa no. Ma perché siate in tanti, serve infondere fiducia: serve essere credibili, onesti, altrimenti non funziona. Spiegatelo agli altri, a quelli che hanno bisogno di milioni di euro provenienti da grandi finanziatori, per partorire un topolino. A quelli che per tentare di rendere credibili le loro balle hanno bisogno di istituire task force di Governo, perché altrimenti non riuscirebbero a convincere nessuno. A quelli che per farsi ascoltare hanno bisogno di mettere a tacere ogni altra voce, perché hanno idee deboli, e allora fanno oscurare i video dei cittadini. Con loro il finanziamento popolare non funzionerà mai, perché non sono credibili.

Ma non è finita, perché questa è una gara che non finisce mai: non si può mai smettere di correre. Adesso, cari Cittadini (con la C maiuscola), dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo, fare un altro grande salto in avanti. Siamo appena diventati una Testata Editoriale, e a giorni avremo le App tanto attese, ma dobbiamo aumentare l’organico, e dobbiamo arrivare sul digitale terrestre. Subito, non si può più attendere: già da settembre. Non esiste una scorciatoia: non c’è una via di uscita. Abbiamo sfidato il mondo e adesso dobbiamo affrontarlo, a testa alta: la Tv dei cittadini deve diventare l’ottava televisione italiana.

Già 90 mila persone hanno firmato il Manifesto del Patto per la libertà di espressione (e presto tutti riceverete istruzioni). Sosteneteci in questo sprint finale. Con un euro a testa a settembre trasmetteremo sulle vostre televisioni.

Aggiungiamo una cosa: forse non è neppure tanto importante vincere in sé e per sé, né come usciremo da questo scontro frontale contro poteri tanto forti. Quello che davvero conta, per tutti, è resistere. Nessuno è mai riuscito a resistere contro il potere. Ma se questa volta tutti noi, insieme, riusciremo a tenergli testa… E se alla fine di ogni trasmissione noi saremo ancora lì, e nessuno sarà riuscito ad impedirci di andare in onda, noi sapremo per la prima volta che i cittadini, insieme, non sono sempre e solo destinati a subire. Noi sapremo che esistiamo, e che non possiamo essere cancellati. E, quel che più conta, lo sapranno anche loro.

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5 commenti

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  • https://www.facebook.com/groups/213390769773477/permalink/246809406431613/

    Buongiorno sig. Messora, la situazione che si è verificata ad Agrigento con il tso ai danni del ragazzo che manifestava col megafono, credo che sia assolutamente inaccettabile e sconvolgente.
    Le chiedo di aiutare gli italiani a fare luce su questa sconcertante vicenda per il bene del ragazzo e di tutti i cittadini.
    La prego di voler sensibilizzare personaggi della politica, ad esempio l’onorevole Sgarbi, e chiunque possa indagare onde evitare che una cosa del genere possa ricapitare.
    La ringrazio per l’attenzione
    Andrea Ratti

  • premiando l’illegalità, si otterranno sempre maggiori flussi migratori illegali a discapito dei veri poveri e di chi rispetta le leggi. Noi ne verremo travolti e l’Africa rimarrà nella sua povertà. La Caritas dovrebbe ascoltare un pò meno l’insensatezza papale e fare programmi di vero aiuto.

  • Sono Veneto, qui tutte le famiglie hanno parenti all’estero emigrati, che hanno contribuito al benessere del paese che li ha accolti e al nostro inviando soldi a casa. Penso sia una situazione comune a molte regioni italiane. Non sono contro l’immigrazione a patto che avvenga come è avvenuta la nostra emigrazione: un documento di identità e possibilmente un contratto di lavoro in mano. Questa gente deve smetterla, stiamo favorendo i trafficanti di uomini, i torturatori e gli sfruttatori, e non diamo la possibilità a chi non ha nulla di provare un immigrazione legale. Chi arriva qui paga un minimo di 3.500 $, non credo siano proprio gli ultimi.

  • Ascoltando l’intervista vorrei chiedere al sig. Forti
    1) i tempi per farlo. Sentivo, ieri in tv il sottosegretario all’agricoltura che diceva appunto che questi immigrati saranno regolari ad ottobre viste tutte le procedure che si devono espletare, quando invece c’è bisogno di mano d’opera subito.
    2) lo stesso sottosegretario diceva poi che prima degli immigrati dovremmo far lavorare gli stagionali che sono anche stranieri e che hanno bisogno del lavoro perché con le regole italiane, solo dopo 51 giorni lavorativi hai diritto all’assegno di disoccupazione, quindi hanno la priorità anche perché conoscono il lavoro agricolo dato che lo svolgono da alcuni anni.
    3) Il fatto che gli immigrati continuino a sbarcare è una cosa folle, perché se c’è una pandemia, questa è la cosa che non bisognerebbe proprio consentire, invece solo per il fatto che il governo ha parlato di regolarizzazione improvvisamente sono aumentati gli sbarchi.
    4) Il Paese già aveva grosse difficoltà prima, figuriamoci oggi con il coronoavirus, lo vediamo tutti i giorni, lo sentiamo dalla mattina alla sera, allora cosa possiamo offrire a queste persone, se non precariato?
    Infine tutto questa accoglienza nei confronti degli immigrati, non parlo ovviamente del sig. Forti né della Caritas, ma di tanti imprenditori agricoli che a voci unificate sperano in questo provvedimento, non sarà che nasconde il fatto che queste persone saranno sottopagate, così i prezzi dei prodotti saranno aumentati comunque perché c’è stata la pandemia, loro avranno salari da fame e chi invece avrà guadagnato saranno proprio chi oggi è così impegnato a farli regolarizzare.

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