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SERVE UN PIANO: VE LO RACCONTO! Mauro Scardovelli #Byoblu24


Cos’è il Comitato di Liberazione Costituzionale (CLC)? Quanto manca alla riscossa dell’animo del popolo italiano? A che punto la costruzione della Nuova Umanità? Mauro Scardovelli, giurista, psicoterapeuta, fondatore di UniAleph, ha un progetto ambizioso ma fattibile, e passa per un gruppo di lavoro (il cosiddetto Think Tank), per una nuova università (UniAleph) e per Byoblu.

Quello di cui stiamo parlando non è un progetto politico qualsiasi, ma una vera e propria scuola di pensiero, che sia un pensiero unitivo, ubuntico, animico, che dia il massimo valore alla dignità umana, e che sia quindi un pensiero costituzionale, dialettico e critico. Questo è ciò che farà la differenza, non certo ragionare solo su moneta, leggi, istituzioni europee e così via. Bisogna cambiare il tipo di uomo che siamo diventati. Vanno prese delle decisioni che si trasformino in un progetto di politica costituzionale. Riteniamo importante trovare finanziamenti piuttosto consistenti, per fare in modo che Byoblu diventi veramente potente, perché noi siamo l’unica alternativa a una propaganda neoliberista che possiede tutti i mezzi di informazione di massa. Quindi Byoblu deve essere rinforzato: immaginate una rete nazionale che tutte le sere, tutti i giorni, trasmetta le informazioni vere, che bisogna comunicare al popolo perché possa veramente diventare un popolo libero, anziché un popolo occupato e oppresso, esternamente ed esternamente, nel proprio modo di pensare, contrario al benessere delle persone“.

Facciamo il salto… tutti insieme!

38% raccolto

Non so come siamo arrivati fino a qui. Abbiamo attraversato ogni sorta di difficoltà. Hanno fatto esposti contro Byoblu. Ci hanno oscurato ben quattro video. Ci hanno attaccato perfino dagli Stati Uniti (NewsGuard). C’è stato il coronavirus. Eppure siamo ancora qui, siamo ancora in piedi. In questi mesi incredibilmente duri abbiamo sempre continuato a lavorare per informarvi, perché era la cosa giusta da fare. E non è stata l’informazione a senso unico di tv e giornali: vi abbiamo davvero portati sull’altra faccia della luna. Quaranta milioni di video visti e centoquaranticinquemila nuovi iscritti tra febbraio e maggio lo testimoniano come una bandiera piantata nella pietra. Oggi siamo quasi a mezzo milione di iscritti al canale Youtube. Più ci attaccano e più ci rendono forti. Ma è solo la forza della verità. La verità non ha bisogno di niente, se non di essere mostrata.

La Tv dei Cittadini è un successo spettacolare, e il fatto che nessuno ne parli se non per tentare di chiuderla è la vostra migliore garanzia. Così come la forma di finanziamento che abbiamo scelto: niente pubblicità, niente fondi pubblici, niente erogazioni da Soros o da Bill Gates. Solo microdonazioni diffuse! Il perché è semplice: se siete in tanti a donare o a fare l’abbonamento, nessuno potrà mai fare una chiamata e dirci cosa possiamo dire e cosa no. Ma perché siate in tanti, serve infondere fiducia: serve essere credibili, onesti, altrimenti non funziona. Spiegatelo agli altri, a quelli che hanno bisogno di milioni di euro provenienti da grandi finanziatori, per partorire un topolino. A quelli che per tentare di rendere credibili le loro balle hanno bisogno di istituire task force di Governo, perché altrimenti non riuscirebbero a convincere nessuno. A quelli che per farsi ascoltare hanno bisogno di mettere a tacere ogni altra voce, perché hanno idee deboli, e allora fanno oscurare i video dei cittadini. Con loro il finanziamento popolare non funzionerà mai, perché non sono credibili.

Ma non è finita, perché questa è una gara che non finisce mai: non si può mai smettere di correre. Adesso, cari Cittadini (con la C maiuscola), dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo, fare un altro grande salto in avanti. Dobbiamo aumentare l’organico, dobbiamo diventare una testata editoriale (così da essere protetti dalle leggi sulla stampa), dobbiamo lanciare le App su tutti i dispositivi, che permetteranno di vedere in un unico posto tutta l’informazione seria di cui avete bisogno, e dobbiamo arrivare sul digitale terrestre. Non esiste una scorciatoia: non c’è una via di uscita. Abbiamo sfidato il mondo e adesso dobbiamo affrontarlo, a testa alta: la Tv dei cittadini deve diventare l’ottava televisione italiana.

Già oltre 80 mila persone hanno firmato il Manifesto del Patto per la libertà di espressione (e presto tutti riceverete istruzioni). Sosteneteci in questo sprint finale. Con un euro a testa a settembre trasmetteremo sulle vostre televisioni.

E sapete… forse non è neppure tanto importante vincere in sé e per sé, né come usciremo da questo scontro frontale contro poteri tanto forti. Quello che davvero conta, per tutti, è resistere. Nessuno è mai riuscito a resistere contro il potere. Ma se questa volta tutti noi, insieme, riusciremo a tenergli testa… E se alla fine di ogni trasmissione noi saremo ancora lì, e nessuno sarà riuscito ad impedirci di andare in onda, noi sapremo per la prima volta che i cittadini, insieme, non sono sempre e solo destinati a subire. Noi sapremo che esistiamo, e che non possiamo essere cancellati. E, quel che più conta, lo sapranno anche loro.

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5 commenti

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  • Siamo passati dall’informazione libera, fuori dal coro alla progettazione di una formazione politica volta alla sostituzione di quella esistente. Non vi sembra eccessivo? Non è sufficiente, in questo momento, sviluppare un pensiero critico dopo anni di mainstream? Perché queste fughe in avanti? Grazie

  • Caro Mauro, la tua proposta è interessante e sicuramente innovativa. Credo che il germogliare di idee e progetti rivolti ad un reale cambiamento del sistema di vita che ci ha condotti alla situazione attuale rappresenti un importante e positivo effetto collaterale del coronavirus: un’opportunità che la Vita ci mette a disposizione e che sarebbe assai grave trascurare. Un aspetto tuttavia mi lascia perplesso, tanto più considerando la tua formazione: il fare prevalentemente appello a valori costituzionali sicuramente sacrosanti, all’idea di riscossa dell’anima di popolo italiana (questa un po’ più ambigua), senza tuttavia nominare e specialmente “denominare” l’elemento fondamentale – l’uomo. Qual è il tuo concetto di uomo?
    Perché non bastano gli ideali più elevati per elaborare un nuovo progetto sociale: gli ideali ispiratori della rivoluzione francese erano sicuramente tali – cosa c’è di meglio di “ libertà, fraternità, uguaglianza”? – ma ciò che ne ha precluso (e ne preclude tutt’oggi) l’attuazione è stato appunto il prescindere da quel fondamento che è “l’uomo”.
    Ne consegue, ad esempio, che anche la condivisione di espliciti valori da parte del “gruppo di esperti” previsto dal tuo progetto potrebbe significare assai poco se in verità non condividessero il medesimo concetto di “uomo”. E lo stesso dicasi per chi volesse aderirvi.
    Tu accenni ad un’anima (più che altro ad un’anima di popolo)… ma espresso così appare nuovamente un concetto astratto.
    Credo invece che, per qualsiasi progetto realmente innovativo sia fondamentale partire dall’uomo nella sua interezza: e questa va definita, proprio per evitare fraintendimenti non di poco conto.
    Con riconoscenza,
    Paolo Indemini

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