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I CANI DA GUARDIA DEL POTERE CHE PROTEGGONO IL SISTEMA Massimo Mazzucco, Antonio Masoni #Byoblu24

Vi ricordate il mito della caverna di Platone? Il filosofo immaginava degli uomini chiusi in una caverna, incatenati e impossibilitati a volgere lo sguardo indietro dove ardeva un fuoco. Un fuoco che con la sua luce proiettava altri uomini liberi, al di fuori della caverna. Ombre che, danzando sulla parete, venivano scambiate per cose reali. Vi ricorda qualcosa? Forse Platone non aveva mai visto una televisione, ma oggi il nostro salotto è proprio come quella caverna, le immagini sullo schermo sono la parete, e gli uomini incatenati come schiavi… siamo noi. Il rischio che l’informazione, la politica, la società, tutto venga “visto” e vissuto come un riflesso della parete di quella caverna è molto più che una possibilità teorica: è quasi una certezza. Ma per il blogger e documentarista Massimo Mazzucco può accadere di peggio: “I siti di debunking e l’informazione unica sono come un Velo fra la realtà e la sua stessa proiezione”. E prosegue: “almeno nella caverna di Platone si potevano vedere le ombre precise, con il velo non è possibile!”. Ad intervenire su #Byoblu24 è anche il blogger Antonio Masoni, autore dell’articolo “I siti a caccia di bufale? Chiedetevi chi ci sta dietro”.  

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LA TUA GRANDE SCOMMESSA PER CAMBIARE LA STORIA

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Fermati e rifletti: che tu sia giovane o che abbia alle spalle ormai diverse primavere, quante volte ti è capitato di vedere una televisione che nascesse per l’esclusiva volontà dei cittadini? Sta avvenendo oggi, e sta accadendo in Italia. Per la prima volta abbiamo la possibilità di finanziare non un giornale, non un semplice canale youtube, ma un’informazione diversa, al vertice della piramide dell’informazione, che possa raggiungere milioni di italiani e che sia davvero libera.

In questo video Claudio Messora e Virginia Camerieri vi raccontano la magia che sta avvenendo sotto ai vostri occhi, e vi chiedono di crederci. Non è mai bastato così poco per ottenere così tanto, perché Democrazia è Confronto, e già solo offrire un punto di vista diverso a milioni di cittadini, nell’era della censura social e del pensiero unico dominante, è un atto rivoluzionario.

Non è più il momento di essere nichilisti né quello di dividersi: sarà una televisione di tutti, e per averla ti chiediamo solo di partecipare con il tuo piccolo atto di fiducia mensile. Riusciresti a sopportare, quando un giorno ogni spazio dovesse chiudersi – come già avvenuto in passato – il rimorso o il rimpianto di non averci provato quando sarebbe bastato così poco per far accadere il miracolo?

Diventa un editore della nuova televisione. Fai una donazione mensile ricorrente, o sottoscrivi un piccolo abbonamento. Potrebbe essere l’ultimo spiraglio aperto, nel quale infilarsi prima che la pesante paratia stagna del controllo sociale si chiuda del tutto.

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Giancarlo Nonis

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Buon lavoro per una libera informazione

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Bravi ragazzi! Meno male che ci siete voi. Siete gli unici a cui credo tutto incondizionatamente. Non deludeteci anche voi, per favore… Leggi tutto

Bravi ragazzi! Meno male che ci siete voi. Siete gli unici a cui credo tutto incondizionatamente. Non deludeteci anche voi, per favore! Siete l'unica speranza alla quale mi aggrappo con tutta la mia forza!

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Grazie a tutti voi come sempre.
PS Fatemi vedere il faccione di Messora più spesso...

Saluti
Dario Matano

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Grazie continuate così!

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Spero che riuscirai a trasmettere su tutto il territorio nazionale

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Sposto l'abbonamento da YouTube
Ottimo lavoro ragazzi

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Avanti tutta !

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Grazie di tutto

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12 commenti

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  • Sono disponibili i dati al 28/05/2020 – su 3200 cartelle la percentuale è del 4.1. Comunque una miseria per chiudere in casa 60 milioni di persone.

  • Una precisazione, non era in diretta la trasmissione se faceva riferimento al video degli abbonati del 29 maggio. Giusto?

    • No infatti. Era una Premiere (prima visione). Un formato youtube che usa la stessa tecnica del live.

  • Newsguard?! Scusate, dobbiamo essere noi a giudicare i debunker a cominciare da newsguard, puente attivissimo e minchioni vari di tale risma. Noi giudichiamo loro, non il contrario.

  • Definire quel 3,9% come pazienti che “non avevano nessuna patologia precedente” è un errore. E’ impossibile stabilirlo senza un’autopsia. Più correttamente si deve parlare di “anamnesi negativa per patologia pregresse” quindi, semplicemente che il paziente non riferiva alcuna patologia o non risultava traccia clinica evidente. Ora, è evidente che nell’emergenza caotica in cui si trovavamo gli ospedali, molte patologie “borderline” o con scarsa sintomatologia clinica potevano sfuggire, sia per lo stato del paziente (in condizioni gravi e quasi sempre anziano) o per la difficoltà di reperire una storia clinica affidabile o per mancanza di tempo per eseguire indagini diagnostiche approfondite.
    In ogni caso ogni anno in Italia muoiono 50.000 persone di “morte cardiaca improvvisa”.
    Per evitare che qualche debunker pensi di smentirmi, cito la definizione medico-legale di morte improvvisa:
    “Viene definita improvvisa una morte che avviene per causa naturale o spontanea, cioè per un processo morboso capace di provocare l’arresto immediato delle attività vitali, in assenza di un’azione violenta esteriore meccanica o tossica, che avviene in modo istantaneo e che rappresenti un evento imprevedibile cioè che colpisca soggetti in apparente buona salute, portatori di un processo morboso non clinicamente manifesto o comunque di una gravità tale da non far prevedere un esito infausto così repentino”.
    Quindi ci sono alcune persone tra di noi che, senza che ne abbiano alcuna avvisaglia, sono portatori di anomalie anatomiche, alterazioni strutturali, instabilità elettriche del cuore, aneurismi…. e via dicendo, che possono precipitare in un’aritmia mortale in occasione di eventi più o meno stressanti (e un infezione virale lo può essere). Solo un esame autoptico può verificare la presenza di tali patologie nascoste. Ma non sono state fatte autopsie…. Nel soggetto vivente ci sono alcuni “indizi” che possono indurre al sospetto, e ciò giustifica le obbligatorie visite di idoneità sportiva sia agonistica che non agonistica.
    Senza autopsie non possiamo dire quanti, di quel 3,9% erano realmente “perfettamente sani”. Le morti in presenza di patologia misconosciuta può rendere tranquillamente conto di parte dei morti più giovani, insieme alle possibili, tragiche, conseguenze di alcuni trattamenti (es: torsione di punta con uso di associazioni di farmaci che allungano il QT in soggetti predisposti, che risulterebbero dalle statistiche denunciate dal Lancet).
    Queste considerazioni devono far riflettere sulla reale letalità dell’ epi(pan?)demia e quindi sulla gravità degli accorgimenti destinati ad affrontarla. In parole povere: puntare sull’estinzione forzata (non naturale) del virus, vaccinazione (incerta) o cercare di proteggere i soggetti a rischio e cercare di evitare che il resto della popolazione finisca nel gruppo dei soggetti a rischio ? Quest’ultima evenienza è favorita dalla riduzione delle difese immunitarie che si verificherà in conseguenza del prolungamento delle misure restrittive dell’emergenza: mascherine, disinfezione massiva e spesso inappropriata dell’ambiente in cui viviamo, terrorismo mediatico, distanziamento sociale (inteso letteralmente), povertà, depressione…
    La via deve essere il monitoraggio sanitario VOLONTARIO della popolazione. Dare alla gente la possibilità di sapere come sta, a che rischi può andare incontro, come modificare il proprio stile di vita per affrontare un’ eventuale altra emergenza sanitaria. Dare fiducia, lavoro, stabilità e sicurezze.
    p.s.
    La prima indicazione che ho dato a parenti e amici alle prime notizie dell’epidemia è stata: smettete di fumare !. Eppure non ho mai sentito nessuna chiara indicazione in tal senso da parte dell’OMS, ISS, virologostars. Fumare compromette il microcircolo e quindi rende, nel migliore dei casi, un po’ più grave qualsiasi patologia ci colpisca, in particolare al polmone. Capite anche voi cosa significa, no? Inoltre recentemente si è dimostrato che il fumo aumenta l’espressione sulle cellule del recettore ACE2, a cui il virus SARS Cov-2 si lega per entrare. ..
    Mah!

  • Definizione di pandemia :Epidemia con tendenza a diffondersi rapidamente attraverso vastissimi territori o continenti.

    Quindi la definizione non considera minimamente l’esito mortale: dire quindi che il covid 19 non giustifica l’utilizzo del termine Pandemia è sbagliato!

    Siate piu’ rigorosi se volete essere credibili.

    Detto da uno che vi segue con interesse!

  • A volere essere rigorosi, vi sono diverse definizioni di pandemia, che classicamente tengono conto del grado di letalità dell’infezione. Quella riferita dal sig. Marino è la più recente, modificata “ad hoc” dall’OMS (per definire tale il Covid19), organizzazione, che, negli ultimi tempi, non si sta dimostrando infallibile.

  • Quello che non avete riportato dei dati ISS è che l’età media dei decessi è di 80 anni e l’età mediana è di 82. La speranza di vita in Italia è di 80 anni. Quindi quello che andrebbe detto è che l’informazione di regime ha mediatizzato in maniera esasperata la morte. La morte come evento tragico ma naturale e ineluttabile di ogni essere vivente oltre agli uomini. L’informazione di regime ci ha fatto la morbosa cronaca quotidiana dei normali decessi di persone anziane e malate che soccombono ad una forma virale forse un po’ più invasiva di quelle che abbiamo sempre conosciuto trasformando la quasi quotidianità in una falsa tragedia di proporzioni apocalittiche, purtroppo con ottimi risultati sulla mente delle masse di bestiame

  • Nel video si commette un errore concettuale.

    Si parte dal presupposto che il numero dei morti non sia stato così elevato da giustificare le misure restrittive intraprese.
    Ciò che non si considera è quanti morti “in più” ci sarebbero stati senza tali misure.

    Altro errore concettuale è ritenere che coloro che sono morti avrebbero, comunque, avuto pochi mesi di “aspettativa di vita residua” (tempo che resta da vivere dopo aver raggiunto una certa età anagrafica).

    Nell’articolo sotto riportato risulta che una persona di 80 anni di età avrebbe avuto una “aspettativa “media” di vita residua” di 8,5 anni, se maschio, e di 10,2 anni, se femmina.

    “L’Istat regala un altro anno di vita ai maschi, sette mesi alle donne”
    https://numerus.corriere.it/2018/07/27/listat-regala-un-altro-anno-di-vita-ai-maschi-sette-mesi-alle-donne/

    Ciò è confermato anche dallo studio sottostante

    “COVID-19 – exploring the implications of long-term condition type and extent of multimorbidity on years of life lost: a modelling study [version 1; peer review: awaiting peer review]”
    https://wellcomeopenresearch.org/articles/5-75

    Concludendo: la maggior parte delle persone che sono decedute avrebbe potuto campare tranquillamente ancora per parecchi anni se non avesse contratto la COVID-19, perché le patologie croniche di cui soffrivano non erano tali da provocarne il decesso a breve termine.

  • In riferimento agli articoli segnalati nei commenti precedenti:
    L’articolo “COVID-19 – exploring ………
    che, peraltro, come indicato nel titolo , è in attesa di revisione di attendibilità, termina le conclusioni con questa frase (non traduco per correttezza):

    “More comprehensive and standardised collection of data on LTCs is needed to better understand and quantify the global burden of COVID-19 and to guide policy-making and interventions”.

    L’altro articolo, “l’istat-regala-un-altro-anno-di-vita-………..”
    a prescindere che possa convincermi o meno che “la maggior parte delle persone decedute da Covid19 avrebbe potuto campare tranquillamente ancora per parecchi anni “, può, in realtà, essere di spunto per alcune riflessioni sul futuro e di come possiamo aspettarcelo per come si stanno mettendo le cose.
    Cito letteralmente alcune considerazioni:
    “Chi nasce oggi ha buone probabilità di arrivare a cent’anni. La vera scommessa però non è quella di prolungare l’invecchiamento, ma di aumentare gli anni in buone condizioni fisiche e mentali. Se si riuscirà a debellare l’invecchiamento delle cellule, il limite della vita potrebbe allungarsi ben oltre gli attuali 120 anni. La scommessa scientifica si accompagna con un’altra sfida: quella della sostenibilità”.
    “Ovviamente l’impegno di chi vuole allungare la vita non è quello di avere una vecchiaia più lunga, ma di prolungare gli anni di piena efficienza del corpo e della mente”.

    e, aggiungo io, godendo della libertà che con grande sofferenza ci è stata donata dalle generazioni precedenti. Ricordiamoci che milioni di persone sono morte per la libertà (siamo intorno ai 60 milioni solo nella 2° guerra mondiale) ed ancora oggi ci sono individui (militari) che sono pronti (e, in effetti, obbligati) a morire se qualcuno la minaccia. Quanto si è svalutato, in questo momento il prezzo della libertà e del diritto (peraltro costituzionale ) alla felicità, o, almeno, alla serenità. La “NUOVA NORMALITA'” è senza dubbio (non occorrono studi scientifici per dimostrarlo), in questo senso, una grave minaccia e va combattuta. Ed anche qualora si scoprisse che il virus fa più vittime dell’influenza, quanti anziani malati sarebbero disposti a correre il rischio di rinunciare a qualche anno di vita di “nuova normalità” per difendere la libertà e la buona salute mentale dei figli e dei nipoti ?

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