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Tiziano Fusella, il Fatto Quotidiano e “quelli del no”, i negazionisti di referendum.

Sul Fatto Quotidiano di oggi, a pagina sei, tale Tiziano Fusella stila un elenco di nomi da additare alla pubblica gogna perché – a suo dire – legati da un filo invisibile, una trama inequivocabile (solo ai suoi occhi) che li fa discendere l’uno dall’altro, in una cascata di deduzioni che farebbero impallidire Sherlock Holmes. “Elementare Watson“, direbbe il noto ispettore spesso consultato da Scotland Yard per risolvere i misteri impossibili. “Elementare, Fusella”, sembra fargli eco Francesco Toscano, che nel suo Controcanto di oggi su Vox Italia Tv (vedere video in cima a questo articolo) commenta l’articolessa di Fusella.

Già, perché chiamarlo articolo pareva troppo poco. A cominciare dal titoletto in cima al testo: “Quelli del no […] negazionisti anche al referendum“. Bisognerebbe che Travaglio spiegasse a Fusella ( o a chi scrive i titoli sul Fatto) che in uno stato democratico i referendum si fanno perché così la gente può scegliere tra votare sì e votare no (è legale, Fusella, lo sapevi?). Quelli che votano no, si chiamano cittadini come quegli altri che votano sì, non “negazionisti“, così come quelli che votano sì non si chiamano “affermazionisti“. Non a caso i dibattiti televisivi (casomai qualcuno li facesse ancora) mettono a raffronto le ragioni del sì con quelle del no (come abbiamo fatto noi qui su Byoblu, Fusella, ti sei preso la briga di dare un’occhiata ai fatti che descrivi?). Se fosse come dice il titoletto di Fusella, invece, la politica si ridurrebbe solo alla falsa scelta tra vero e falso, ovvero a un plebiscito (ma forse è quello che piacerebbe a lui).

L’incipit poi è da oscar. “Si vantano di essere anti-sistema. Si offendono se li chiami complottisti o negazionisti“. Anche ammesso che lo sia, un vanto, Fusella dovrebbe spiegare quando mai i protagonisti del suo puntuale reportage hanno fatto mai fiere e organizzato premiazioni per fregiarsi del titolo di “cavalieri anti-sistema”. E dovrebbe anche spiegarci quando mai hanno fatto il broncio o minacciato querele per essere stati etichettati dalla macchina del fango che lui difende come “complottisti” o “negazionisti”. Per essere un articolo ospitato dal “fatto”, a iniziare subito con due “balle” ci va molto impegno. Un plauso.

L’articolessa continua con una pletora di supposizioni e luoghi comuni, come “sono andati in massa a votare NO al referendum” perché “qualcosa del sistema a loro piace“.  Quindi, secondo Fusella, uno se volesse esercitare il suo diritto di votare No, non potrebbe farlo altrimenti “gli piace il sistema”? Cosa sta teorizzando, l’anarchia? O voti sì, o non devi andare a votare, se no “ti piace il sistema”? E poi, come fa a sapere Fusella in quanti di quelli che vota sono andati a votare? Li ha contati uno per uno? E come fa a sapere cosa hanno votato? Il voto non era segreto? Fusella mi inquieta. E se ci fossero dei franchi tiratori, tra i pericolosi “negazionisti” del referendum?

Nessun dubbio, per Fusella. Per lui è “incredibile” che chi critica “la casta, l’Euro, l’Europa e la Germania” possa scegliere di votare NO al referendum contro il taglio dei parlamentari. Come osano? Nel suo fantastico mondo di stereotipi colorati, uno che critica “lEurolEuropaLaCastaLaGermania” deve avercela per forza anche con il Parlamento, no? A parte che – vorrei ricordare allo sbadato Fusella – quelli che criticano “la casta” sono proprio il partito di riferimento del giornale su cui scrive, cioè il Movimento 5 Stelle, il promotore del taglio dei parlamentari. Gli altri hanno abbandonato da parecchio la partita, avendo compreso che il progetto di distruzione del Parlamento è figlio di quello dello svuotamento della Costituzione e della riduzione dei diritti e della rappresentanza dei cittadini a favore proprio dell’Unione Europea. Dunque è perfettamente logico che chi non vuole cedere gli ultimi rimasugli di rappresentanza del popolo a Bruxelles, voti per mantenere un Parlamento forte, dove i cittadini trovino ancora voce. Per lui, invece, è “incredibile”. Probabilmente perché scrive di cose che non conosce, e dunque c’è da chiedersi perché lo faccia. Lui è esperto di Polka chinata, il che può essere estremamente originale, ma allora – ci si domanda – perché anziché scrivere articolesse ispirate non si sa bene da chi o cosa, non conduce programmi sul tema della Polka chinata, con sapiente maestria e innegabile carisma come questo?

L'ultimo complotto - il taglio degli eletti - Tiziano Fusella

Poi, a corto di slogan e frasi fatte, Fusella attacca con i “guru del web“, che non vuol dire un cazzo ma a lui pare tanto figo. E sì che lui di guru se ne intende, essendo ospite frequente del Centro Vaikhunta, dove argomenta con estrema competenza concetti come “Murti, Kala, Desh” in un contesto di persone interessate alla meditazione e allo Bhakti Yoga. Più guru di lui, nessuno mai. Che poi gli andrebbe ricordato che il primo “guru del web”, come li chiama lui certamente non per elogiarli, fu quel compianto Gianroberto Casaleggio che con il direttore del suo giornale, Marco Travaglio, andava tanto d’accordo.

Tiziano Fusella murti kala desh
Fusella mentre impartisce lezioni di spiritualità nel centro di meditazione Vaikuntha

E fin qui andrebbe tutto bene, ricadendo l’articolessa in oggetto nel novero della macchina del fango un tanto al chilo che gli amanuensi dediti alla causa scrivono per darsi un tono e cercare una poltrona vuota su cui sedersi nei salotti buoni (che a me non piacciono, ma contenti loro…).

Dove il Fusella inizia a “pisciare nel carbone” (come diceva mio nonno) è quando subito dopo inizia a tirare in ballo Mauro Scardovelli, noto giurista e psicoterapeuta che da anni combatte in difesa della Costituzione italiana, la quale egli vede depauperarsi giorno dopo giorno a vantaggio dei signori del globalismo, quelli che gongolano all’idea di avere stati poveri e deboli e multinazionali ricche e potenti. A parte la nota sulla qualifica di giurista di Scardovelli (scrive “si legge sul sito”, come a sottintendere che giurista non sia, tentando di delegittimarlo senza beccarsi una querela), per Fusella quella di Scardovelli sarebbe una “teoria per una non meglio precisata applicazione della Costituzione“. L’applicazione della Costituzione che chiedono Mauro Scardovelli e Paolo Maddalena (di cui sarebbe forse capace di scrivere che non era giudice costituzionale), è molto precisa invece. Esistono tonnellate di video, lezioni, articoli, talk show nei quali Maddalena e Scardovelli spiegano benissimo, con dovizia di particolari, perché la Costitizione italiana sia stata svuotata dall’interno. Forse Fusella avrebbe dovuto scrivere “io – non – ci – capisco – un – cazzo – e – non – me – ne – frega – niente – di – approfondire”. Sarebbe stato magari più onesto. Sarebbe stato un “fatto”, e non una “teoria”, che sul giornale dei fatti non avrebbe stonato. Ma il top, Fusella lo tocca quando per schernire Scardovelli scrive che fa “lezioni di filosofia e di psicologia relazionale con frequenti rimandi a Gesù“. È il bue che dà del cornuto all’asino! Ecco infatti il nostro, sempre nell’ormai noto Centro Vaikuntha, impegnato ad argomentare “ricordando Gesù di Nazareth“. Un vero maestro di capriole con triplo avvitamento carpiato, questo Fusella. Che poi vorrei chiedergli: se secondo lui Gesù di Nazareth, Gandhi e Martin Luther King non vanno bene, a chi dovremmo ispirarci oggi… a Di Maio, Toninelli e Bonafede?

E adesso il gran finale. Poteva il nostro eroe non tirare fuori Messora e Byoblu? Certo che non poteva! Ne andava della sua reputazione. E siccome – insisto – scrive su “Il Fatto”, per iniziare bene comincia con un non-fatto: “Byoblu, la web tivù ideata da Claudio Messora“. Non so se Fusella si informi sul Corriere dei Piccoli o sul Manuale delle Giovani Marmotte (nel qual caso avrebbe argomenti di qualità decisamente superiore), ma Byoblu non è una web tivù: è una testata giornalistica regolarmante registrata, una casa editrice che vende sicuramente più libri di quelli che vende lui sulla Polka chinata (…cattiva, ma passatemela), una OTT television e soprattutto ormai una televisione a tutti gli effetti presente sul digitale terrestre, in Piemonte (canale 607), Lazio (canale 632) e Lombardia (canale 606). Fusella, quando vogliamo fare i giornalisti ci dobbiamo innanzitutto informare. Anche perché la prima regola del tuo mestiere sarebbe alzare la cornetta e fare due telefonate per assicurarsi di non scrivere fusellate. Cosa che noi, come testata giornalistica, cerchiamo sempre di fare. I tuoi referenti hanno tutti i contatti di Byoblu: perché non l’hai fatto? Credevi di andare a fare una passeggiata domenicale, magari a funghi? Già, perché il nostro è esperto anche di funghi, e ne scrive con sapienza. Precisamente, di quelli palestinesi. E non si ferma mica qui: con un sapere enciclopedico macina argomenti e temi, saltando di palo in frasca, come se non ci fosse un domani, che manco Pico della Mirandola! Eccolo mentre argomenta, con la stessa minuziosa arguzia che ha esibito sul tema dei “negazionisti” del referendum, di Formula 1 sul Venerdì di Repubblica. Già, perché oltre che uomo di punta di “sabatosera”, egli scrive anche per Repubblica e Panorama, e si intende di esteri, di Giappone, di mercato delle armi in USA, di presidenti, di Medio Oriente… niente sfugge alle sue competenze. Per Sabatosera, curiosamente, cura i servizi sul presidente di Regione Bonaccini, quello che a Piazza Pulita diceva che gli asintomatici positivi andavano stanati casa per casa (ma Bonaccini non era piddino? E il Fatto non era grillino? Ah già, adesso Pd e M5S sono la stessa cosa…).

E poi, senti chi parla di “negazionisti” e “complottisti”… uno che sul suo profilo Twitter il 13 aprile scorso pregava che le persone contate come infetti dalla Protezione Civile non venissero chiamati “contagiati”, ma “conteggiati”, perché quello che la Protezione Civile stava facendo con la sua conta giornaliera di morti e feriti era “fuorviante”.

Tiziano Fusella critica la protezione civile: non chiameteli contagiati, ma conteggiati.

Ma allora, lo vedi che sei di nostri, Fusella? Torna… ‘sta casa aspetta a te! Ti accoglieremo con le braccia aperte e faremo finta di non ricordare quando l’anno scorso ce l’avevi anche tu tanto con Bibbiano, ma poi quando Crimi e Zingaretti si sono uniti in un amplesso che neanche Escher sarebbe riuscito a realizzare contorsioni così paradossali, non ti abbiamo più sentito fare un’articolessa sul Fatto contro le dichiarazioni di Di Maio che prima di rimangiarsi tutto tuonava “mai con il partito di Bibbiano”.

fusella quanco ce l'aveva con bibbiano

Eppure, Fusella, il giornalista dovrebbe scagliarsi contro il potere, non contro i cittadini che il potere lo combattono. Tu perché te la prendi con i cittadini e stai dalla parte del potere? Forse è per questo che i “guru del web” hanno tanto seguito e i tuoi articoli no? Non bisogna fare politica, come fanno tutti i giornali: bisogna stare dalla parte dei cittadini, sempre e comunque. È l’unico modo in cui una democrazia può funzionare. I primi Cinque Stelle (chiedi a Travaglio) lo sapevano bene, quando sottoponevano a continue “graticole” i loro candidati, e quando stavano “con il fiato sul collo” agli eletti (richiedi a Travaglio). Ecco: quello che fanno i “guru della rete”, come li chiami tu in maniera sprezzante, è stare “con il fiato sul collo” al potere. Non molliamo, non retrocediamo: qua fuori infuria la battaglia, mentre tu te ne stai sulle spiagge dorate dei tuoi quotidiani nazionali con un cocktail in mano a disquisire di “negazionisti del referendum“. Perchè lo fai (disperata ragazza mia cit. Masini)? Il solo motivo per cui sul cosiddetto mainstream dove piace scrivere a te si inventano etichette spregevoli ogni giorno, come facevano i giornaloni al tempo del primo Movimento 5 Stelle (ri-richiedi a Travaglio), è per conservare il potere, tentando di delegittimare le istanze dei cittadini che ancora non piegano la testa di fronte a leggi e regole insensate, che non comprendono e che giudicano dannose. Il “sistema”, come lo chiami tu, è quella cosa interessata a tutelare gli interessi dei più ricchi e dei più potenti e a controllare i popoli, tipicamente già poveracci di loro, sottraendo loro diritti e riempiendoli di doveri. Tu da che parte stai? Tu che parli di spiritualità, di Gesù di Nazareth… Da quale parte credi che stesse il Gesù sul quale fai conferenze? Dalla parte dei romani? Dalla parte dei farisei (la casta sacerdotale, quelli delle regole, quelli dell’uomo che è fatto per il sabato)? O dalla parte dei palestinesi che subivano un’invasione in piena regola, costretti a pagare tasse esorbitanti? Beh, ti do una notizia: Gesù era quello che diceva che non era l’uomo ad essere fatto per il sabato, ma il sabato per l’uomo. Ti ricorda qualcosa? Ti ricorda per caso un cumulo di regole insensate, che si contraddicono l’una con l’altra, che trasformano le scuole e i nostri bambini in mostri disumanizzati privi di futuro? Questo “sabato”, ti ricorda per caso il leviatano giuridico dell’Unione Europea? E i farisei non te li ritrovi oggi per caso in tutte le trasmissioni televisive e nelle task force a pontificare, e nelle redazioni dei giornali ad etichettare? È sempre la stessa storia, caro Fusella, da quando è nato il mondo: o stai dalla parte dei potenti (pochi) o stai dalla parte della moltitudine di esseri umani che chiedono di essere liberi di vivere la propria vita in maniera giusta, nel mondo sul quale hanno diritto ad abitare per diritto naturale, senza vessazioni e senza assurde costrizioni. Non chiamarli “negazionisti”, Fusella, chiamali esseri umani. Difendi la loro libertà di essere, dire e pensare.

Non ci sarebbe più nulla da aggiungere, però una chiosa fatemela fare. Fusella lo sa cos’era la loggia massonica deviata propaganda 2? L’ha mai letto il Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli? Ogni volta che c’è la parola “democratico” in un documento, o nel nome di un Partito, arriva il cetriolo. Si trattava di un’organizzazione giudicata eversiva, che raggruppava militari, magistrati, forze dell’ordine, imprenditori, giornalisti, politici e via discorrendo, i quali ritenevano che in questo paese le cose andassero male perché c’era “troppa democrazia” (un po’ quello che sosteneva il report “Crisis of Democracy” delle Commissione Trilaterale (quella presieduta da Mario Monti che infatti è tutto tranne che un sincero democratico. Eccolo ad esempio mentre sosteneva che mica le pecore possono guidare i pastori!). Così avevano elaborato un piano, quello di rinascita appunto, nel quale a rinascere erano solo loro e i loro interessi: non certamente i nostri e nemmeno i tuoi, Fusella. In questo piano architettavano tante cose, molte già realizzate. Ma la più impressionante era la seguente: era necessario dare vita a due schieramenti politici, uno di centrodestra e uno di centrosinistra, che fingendo di combattersi dessero l’illusione della democrazia. Ti sembra che sia successo, in Italia, Fusella? Il taglio del numero dei parlamentari era un obiettivo preciso di quel piano, e credi che lo facessero “perché la casta costa”? Ti do una notizia: a quei tempi della casta non gliene fregava niente, anche perché la vera casta erano loro. La battaglia contro la casta l’hanno scatenata proprio in quanto parte del loro piano, il quale per essere realizzato aveva bisogno di distruggere l’unico luogo dove il popolo rompeva i coglioni: il Parlamento! Nel tuo articolo (pardon: articolessa), a noi che lo abbiamo fatto notare (io di Gelli ne scrivo dal 2007) rispondi che “Berlusconi ha definito il referendum demagogico e ne ha criticato la forma“. Cosa dovrebbe dimostrare questo? Guarda che è nel Parlamento dove lui e Forza Italia sono presenti, che la legge di modifica della Costituzione è stata approvata, o  sbaglio? E quanto al referendum… non mi risulta che Mediaset abbia fatto campagna per il No. A te risulta? Ma anche se fosse, cosa c’entra Berlusconi? Il punto è che il taglio dei parlamentari era funzionale ad un progetto di eradicazione del diritto dei cittadini ad essere rappresentati adeguatamente nelle istituzioni e ad incidere nel tessuto politico. Un fatto certificato da chi di eversione se ne intende.

L’accusa di complottismo, infine? La solita idiozia da spin-doctor, anche un po’ démodé ormai, a dire il vero (ora vanno più di moda “negazionista” e “sovranista”). Sei mai stato nei palazzi dove la politica alberga? Se tu ci fossi stato, anziché scrivere libri sulla Polka chinata (a proposito: devo assolutamente andare a vedere di cosa si tratta, perché ormai sono curioso), sapresti che la politica è l’arte del complotto per definizione. Anzi, per dirla con una espressione dei nostri tempi: “la politica è sangue e merda“. Dai tempi di Bruto, un politico non fa che tramare, fare alleanze di comodo, pugnalarsi alle spalle, farsi corrompere, nel migliore dei casi scegliere se tradire o essere tradito. Accusare qualcuno di complottismo è come accusare uno scacchista di credere che il suo avversario stia studiando un piano per servirgli il matto! Se questo non l’hai ancora capito, forse è meglio che torni ad occuparti di funghi, di balli e di concetti decisamente più interessanti, come “Murti“, “Kala” e “Desh“.

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Stiamo lavorando da mesi alla conversione delle entrate di Byoblu e di DavveroTV a formule che il potere non può controllare, ma abbiamo bisogno di comprare ancora un po’ di tempo. Siamo sul ring e non abbiamo finito di combattere.

Solo tu puoi suonare quel gong e permetterci di fare un altro round, perché il potere, che nulla ammette se non se stesso, non deve averla vinta: la tv dei cittadini deve continuare ad esistere. Devono capire che tutti i loro soldi non sono niente di fronte alla determinazione dei cittadini che si organizzano per fare da soli.

Siamo centinaia di migliaia. Forse milioni… Diamo una risposta secca. In cambio avrete qualcosa che neanche loro possono comprare: la libertà! Vi daremo programmi ancora migliori e ancora più coraggiosi. Noi non abbiamo paura di essere “controversi”.

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Vi ringrazio di cuore per quello che fate e che il Signore vi benedica!
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