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SARKOZY ACCUSATO DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE: NUOVI SCENARI INQUIETANTI SULLA DESTABILIZZAZIONE DELLA LIBIA

SARKOZY ACCUSATO DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE: NUOVI SCENARI INQUIETANTI SULLA DESTABILIZZAZIONE DELLA LIBIA

Nove anni fa, il 20 ottobre 2011, il colonnello Muammar Gheddafi veniva assassinato a Sirte dopo un bombardamento mirato della coalizione occidentale e la seguente esecuzione da parte di un gruppo di ribelli islamisti. “Senza di me gli africani si muoveranno in massa verso l’Europa“, aveva detto in maniera profetica il colonnello libico.

Associazione a delinquere: la nuova accusa contro Sarkozy

E in effetti a distanza di nove anni dalla sua morte, la Libia, lungi dall’essere il sogno democratico paventato dai progressisti europei, è entrata in una cronica guerra civile. Lo scenario ideale per bande criminali che intendono arricchirsi con traffici illeciti di armi, droga e soprattutto di migranti. Movimenti di persone che dal 2011 mettono sotto pressione le coste italiane. A distanza di nove anni alcuni tasselli iniziano però a comporsi aiutando a comprendere chi fu artefice di quell’insensato attacco contro un Paese sovrano.

L’ex Presidente francese Nicolas Sarkozy risulta adesso essere ufficialmente indagato per associazione a delinquere. Il motivo? L’accusa sostiene che Sarkozy avrebbe ricevuto finanziamenti illeciti durante la campagna presidenziale del 2007. 50 milioni di euro che, guarda caso, arrivavano proprio dalla Libia del colonnello Gheddafi.

Un ammontare di soldi che si sarebbe quindi rivelato decisivo per la vittoria di Sarkozy nella corsa all’Eliseo. La situazione dell’ex Presidente francese si aggrava, perché l’accusa si è tramutata da “corruzione passiva” ad una più grave “associazione a delinquere”.

Finanziamenti illeciti e petrolio: oscuri retroscena sulla morte di Gheddafi

Se l’impianto accusatorio venisse confermato, emergerebbe un quadro nitido sull’intreccio di relazioni che ha coinvolto nel tempo Francia, Libia e Italia. Nicolas Sarkozy potrebbe infatti aver recitato il ruolo del sedotto e abbandonato. Prima corteggiato con i milioni libici per arrivare all’Eliseo, e poi accantonato dallo stesso Gheddafi che solo l’anno successivo, nel 2008, scelse l’Italia come partner principale per siglare il Trattato di amicizia, che concesse a Roma un accesso privilegiato sul petrolio libico.

Come accade per i delitti passionali, l’amante tradito Sarkozy avrebbe deciso di vendicarsi con una reazione del tutto spropositata contro il vecchio partner. L’ex inquilino dell’Eliseo sarebbe stato così capace di dar vita ad una coalizione internazionale per entrare a gamba tesa in quello che era un conflitto civile interno ad un Paese, parteggiando per una delle parti in causa a suon di bombardamenti a tappeto. Se da parte francese l’omicidio di Gheddafi è perlomeno inquadrabile nei canoni di un delitto d’onore, ancora oggi non si riesce a descrivere il ruolo italiano, se non come quello di un ladro che decide inspiegabilmente di rubare in casa propria.

L’Italia infatti dopo aver siglato contratti milionari con la Libia e aver accolto in casa con tutti gli onori Gheddafi, decise di partecipare attivamente alla distruzione di quel Paese che era garante della stabilità del Nord Africa. Una decisione tipica di un carattere bipolare, che però forse nasconde una realtà peggiore: anche in politica estera l’Italia è soggetta ad un vincolo esterno il più delle volte contrario agli stessi interessi nazionali.

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