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Dialogo fake, con numeri fake e conclusioni fake …(oppure no?!?)

Vogliono chiuderci dentro!

Di nuovo! E perché?

Perché gli ospedali sono al collasso.

Beh, mi sembra un bel problema, in effetti.

Questo maledetto virus…

Quanto è letale?

Tanto!

Tanto quanto?

E che ne so? È su tutti i giornali, quindi tanto!

Ma il tasso di letalità lo scrivono?

No…

Va bene, calcoliamolo allora!

Ma è proprio necessario? Ti sto dicendo che gli ospedali sono al collasso!

Ma perché sono al collasso?

Per il coronavirus!

Sei sicuro?

Ma allora sei scemo, mentono tutti?

No, voglio dire: sei sicuro che sono al collasso perché c’è il coronavirus?

E per che altro, scusa, se no?

Calcoliamo il tasso di letalità.

Se proprio serve…

Lo sai cos’è?

No.

Il tasso di letalità è il rapporto tra il numero delle persone decedute e il numero delle persone ammalate. Quante persone sono morte oggi?

Secondo il Corriere della Sera: 91.

Sei sicuro che siano morte tutte per il coronavirus?

Lo dicono i giornali.

I giornali dicevano anche che i finanzieri in coma da tre anni con ferite di arma da fuoco alla testa morivano di coronavirus, ma fa niente: prendiamo questo dato per buono. Quanti sono i malati di coronavirus in Italia?

Non lo so. Dimmelo  tu.

Questo non lo scrivono sui giornali?

Aspetta, certo che lo scrivono: ogni giorno fanno i tamponi e scrivono il numero dei contagiati.

E quanti erano oggi?

Oggi… fammi guardare… ecco qui: 19.143 nuovi casi.

Va bene, però questi sono i casi di oggi, dovremmo sapere quanti sono i casi totali.

Eh… questo non lo so io…

Manco io, però possiamo arrivarci.

E come?

Semplice: ogni giorno si fanno un certo numero di tamponi e si trovano un certo numero di positivi. Tralasciando il fatto che la tecnica PCR non sia stata elaborata a fini diagnostici, e tralasciando la questione dei falsi positivi e dei falsi negativi, vediamo che negli ultimi giorni il rapporto tra i test fatti e i risultati positivi riscontrati si è avvicinato al 10%. Siccome i tamponi fatti sono tantissimi e si fanno in varie aree del Paese, possiamo assumere che statisticamente rappresentino un buon campione che fotografa la situazione attuale.

E quindi?

E quindi possiamo dire che ad oggi, tamponi alla mano, il 10% degli italiani siano positivi.

Ma è tantissima gente!

Già, parliamo di almeno sei milioni di persone.

Oddio, ma allora moriremo tutti!

Leggi troppo i giornali, rilassati e respira: adesso siamo in grado di calcolare il tasso di letalità attuale del coronavirus.

E.. qual è?

Beh, il tasso di letalità dice che bisogna rapportare il numero dei deceduti al numero degli ammalati.

Allora bisogna fare 91 diviso 6 milioni?

Non proprio: essere positivi al test non significa mica essere ammalati… Tant’è vero che li chiamano asintomatici positivi!

Ma se sono contagiati!

Senti, il test rileva solo, dopo avere amplificato decine di volte un tuo campione biologico, un eventuale frammento di codice genetico attribuibile a questo virus, ma questo non vuol dire che tu sia ammalato (ammesso che l’esito abbia un significato reale, perché ci sono molti medici che sostengono che un riscontro positivo ottenuto con questa tecnica non abbia alcun valore). Il nostro corpo ospita in qualsiasi momento miliardi di agenti potenzialmente patogeni: con la tecnica giusta si può trovare quello che si vuole.

Quindi i positivi non sarebbero malati, secondo te?

No che non lo sono: un malato sa di essere malato, perché sta male.

Magari si ammaleranno, che ne sai!

Ok, allora consideriamoli tutti malati. Qual è il tasso di letalità?

Non ho la calcolatrice.

Te lo dico io: 0,0000152.

Tutti questi zeri… non capisco...

Significa che il tasso di letalità è lo 0,0015%: una persona ogni centomila “contagiati” (come li chiami tu).

Centomila, addirittura?

Sì. Detta in altri termini: su centomila persone riscontrate “positive”, 99.999 si salvano.

Mi sembra troppo poco, c’è qualcosa che non va!

Certo, perché – appunto – i positivi asintomatici non sono malati.

E allora che facciamo?

Andiamo a prendere i malati veri. Cosa dice il tuo giornale?

Secondo il Corriere della Sera, oggi abbiamo 10.549 ricoverati con sintomi.

Bene, anzi ottimo! Siccome gli ospedali non sono ancora saturi, possiamo assumere con buona approssimazione che il numero degli ammalati di Covid con sintomi sia proprio quello, perché un ammalato di Covid non viene (ancora) abbandonato a casa per mancanza di posti letto.

E quindi adesso dovremmo avere un tasso di letalità più realistico.

Vediamo: 91 diviso 10.549 fa… 0,008626!

Ancora tutti questi zeri!

Significa che ogni mille persone che si ammalano di Covid, 8 muoiono.

Caspita!

Certo, è molto doloroso. Ma lo sai quante persone morivano durante la peste?

Non lo so, ma tu sì, immagino…

Oltre la metà: il 60%! Cioè, ogni mille persone, 600 non ce la facevano!

E sai anche dirmi il tasso di letalità dell’influenza spagnola, a questo punto…

Certo, casualmente ce l’ho proprio qui: ogni mille persone malate, è stato calcolato che ne morivano tra le 20 e le 100.

Ok, va bene: il coronavirus non è la peste e non è neppure la spagnola, ma in ogni caso è più di un influenza stagionale!

Ehm…

“Ehm” cosa?

Insomma… Non vorrei darti troppe notizie nuove, oggi, ma ad esempio negli USA il tasso di mortalità dell’influenza stagionale è stato stimato tra le 8,6 e le 9,9 persone ogni centomila.

Aspetta.. cioè… Calcolate per ogni mille persone, per fare un raffronto, quante sarebbero?

Tra le 0,086 e le 0,099.

Bene, ecco: molto più basso rispetto al coronavirus.

No.

Come no?

No, perché prima parlavamo del tasso di letalità, mentre qui stiamo parlando del tasso di mortalità.

E non è la stessa cosa?

No, il tasso di mortalità è il rapporto tra i decessi per una malattia e il numero totale della popolazione suscettibile di essere contagiata. Per capirci: in Italia oggi il tasso di mortalità del coronavirus sarebbe 91 diviso 60 milioni circa.

E… quanto fa?

Lascia perdere: uno zero seguito da cinque zeri e poi 1517.

Cioè?

Cioè una ogni milione di persone!

E l’influenza normale?

Facendo le debite proporzioni, per l’influenza normale parliamo di 86/99 persone decedute ogni milione.

Ma… Ma.. non è possibile!

Beh, sono i numeri, amico mio. Cosa gli vuoi dire, ai numeri…

Non credo ai tuoi numeri.

I numeri sono solo numeri, non sbagliano. Però si possono fare errori nella maniera in cui si calcolano.

E allora li avrai fatti anche tu, no?

In effetti una imprecisione c’è.

Lo vedi? Quale?

Il tasso di letalità e di mortalità che io sto calcolando è un tasso giornaliero, mentre il tasso che stiamo consultando rispetto alla comune influenza è un tasso annuale.

Ecco. Sì.. Appunto. Lo dicevo io.

Sono sicuro che te n’eri accorto. 

E quindi?

E quindi se volessimo fare un confronto preciso, dovremmo calcolare tutti i deceduti per coronavirus del 2020 e dividere quel numero per tutti i singoli ammalati di coronavirus del 2020.

Ma non lo sappiamo ancora.

Però possiamo provarci, perlomeno fino ad oggi. Basiamoci ancora una volta sui numeri ufficiali.

Ok, prendo il Corriere?

Prendilo.

Stando ai dati ufficiali, fino ad oggi si sono ammalate in italia 484.869 persone, e ne sono morte 37.059.

Ok. Ammalate, o semplicemente positive? Perché il tasso di letalità si calcola sugli ammalati.

La tabella del Corriere non lo specifica. Parla di “casi totali”, ma poi sembra che includa sia i ricoverati con sintomi, i ricoverati in terapia intensiva e quelli in isolamento domiciliare.

la tabella, un po’ sgranata, disponibile sul sito del Corriere della Sera

Così non ci aiutano. Se non dividono gli asintomatici positivi da coloro che contraggono effettivamente la malattia, il tasso di letalità è impossibile da calcolare

Ma che complicazione!

Eh già, amico mio: la vita è molto più complicata di come te la mettono giù sui giornali e in televisione.

Supponiamo che fossero tutti malati

Beh, se consideriamo tutte quelle 484.859 persone come “malate” (del resto è quello che ti vogliono far credere), allora dividendo 37.059 per 484.869 si ottiene un tasso di letalità del 7,6 %.

E’ altissimo!

Già, è altissimo. Sono quasi 80 mila persone ogni milione di persone ammalate. Però…

Però cosa…

Però abbiamo numerose incertezze: ad esempio ricordiamo tutti come la protezione civile dicesse chiaramente che su tutte le persone decedute, la cui morte era attribuita al coronavirus, quelle senza nessuna patologia grave fossero pochine.. Lo diceva anche la Capua: erano solo 3.

Tre su quante?

Tre su 2003

E questo cosa vorrebbe dire?

Beh, vorrebbe dire che se uno sta bene, probabilmente il coronavirus non è così pericoloso, mentre se sta già male…

Sì però non è che se uno sta già male, allora doveva morire per forza!

Vero. Però tutte le influenze aggravano le condizioni di chi ha già due o tre patologie serie. Se uno muore di diabete, di obesità, di ipertensione, e aveva anche il coronavirus, tu come lo classificheresti?

E che ne so…

Ecco, invece loro lo sanno: sono tutti morti per coronavirus. Addirittura ammise anche Zaia in una conferenza stampa che c’era un problema nel conteggio dei malati. Se uno era ad esempio asintomatico positivo, faceva un incidente d’auto e moriva, veniva classificato come morte Covid. E lo stesso erano obbligati a fare tutti i medici che refertavano i decessi negli ospedali.

Un po’ esagerato. Così pare che in Italia nessuno muoia più di nient’altro!

Esattamente. Pensa che a star dietro ai nostri numeri, avremmo dovuto avere un tasso di mortalità del 13%! (dico mortalità, cioè dovremmo avere quasi 8 milioni di morti!

Va beh, quindi?

Quindi quel tasso di letalità del 7,6% è un numero assolutamente sballato, ma senza dati chiari, nessun può sapere realmente come stiano le cose.

Senti, ok.. però il problema resta.

Già, qual era il problema iniziale?

Gli ospedali sono al collasso!

Giusto…

E quindi?

E quindi ti faccio una domanda.

Sentiamo!

Se il coronavirus oggi, numeri alla mano, perlomeno guardando al tasso di letalità giornaliero, non è esattamente la peste nera, allora perché gli ospedali sono al collasso?

Già, perché?

Ci sono due variabili in questa equazione: da una parte c’è il coronavirus, dall’altra il sistema sanitario. Abbiamo detto che il coronavirus non è esattamente la parte dell’equazione fuori controllo, giusto?

Sì…

E allora cosa resta?

Resta… il sistema sanitario.

Che è al collasso…

Ma se è al collasso per una patologia che ad oggi non è la peste né la spagnola, allora vuoi dire che …sarebbe il sistema sanitario nazionale a non essere adeguato?

Shhhh… non urlare, sei matto? Che poi qualcuno ti sente.

Ma perché i giornali non si concentrano su questo, anziché terrorizzare tutti sul numero degli asintomatici positivi? Si potrebbe ragionare su una soluzione diversa, magari si potrebbe puntare sul rifinanziamento massiccio della sanità pubblica!

Già, perché? Forse perché è la politica che ha distrutto il sistema sanitario nazionale? Forse perché è la politica che ha tagliato decine di migliaia di posti letto, licenziato migliaia di medici e infermieri, ridotto i poli ospedalieri eliminandoli fino a lasciare scoperte intere aree, tagliato su ogni tipo di costi e appaltato servizi ai privati? Forse perché è la politica che sta lentamente tagliando la spesa pubblica essenziale, come quella che serve a curare i cittadini, per andare verso un modello di sanità privata in cui i soldi finiscono tutti nelle mani di multinazionali e organizzazioni senza scrupoli, che badano solo al lucro e mettono la salute dei cittadini all’ultimo posto? Forse perché i giornali devono difendere questa politica e gli interessi di quelle stesse multinazionali che la sponsorizzano (per non dire “che la corrompono”)?

Sono senza parole.

Lo capisco…

Gli ospedali sono al collasso perché ci hanno derubati del servizio sanitario nazionale, non per “il coronavirus”.

Sì, poi lo smantellamento della sanità pubblica, e la sua inadeguatezza, si portano dietro a cascata altri problemi.

Tipo?

Tipo che quando arriva un numero di pazienti leggermente superiore a quello minimo che le politiche scellerate di taglio scriteriato ormai consentono di prendere in carico, chiaramente non si riesce più a curare nessuno, e quindi la gente muore sul serio. Ma secondo te i morti di cui hanno paura sono quelli del coronavirus? 

No… hanno paura dell’ecatombe che questa assenza di mezzi, uomini e risorse può causare, se non ce la fanno più a seguire i malati che normalmente si ammalano di tutte le altre patologie!

E che all’improvviso per i media sembrano scomparse…

Certo che la faccenda, vista da questa nuova prospettiva, riacquista un senso. Abbiamo un nemico molto più pericoloso da sconfiggere di un semplice virus: dobbiamo riappropriarci del sistema sanitario nazionale, e della corretta gestione della spesa pubblica.

Benvenuto in Matrix, amico mio: hai scelto la pillola rossa.

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