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37 MILIARDI: ECCO A QUANTO AMMONTANO I TAGLI ALLA SANITÀ FATTI DAGLI STESSI CHE VOGLIONO IL MES

37 MILIARDI: ECCO A QUANTO AMMONTANO I TAGLI ALLA SANITÀ FATTI DAGLI STESSI CHE VOGLIONO IL MES

Immaginate di avere una bellissima casa, una villa nuova e di vostra proprietà. Immaginate poi che un giorno decidiate di venderla, anzi di svenderla al primo offerente perché, per un’errata valutazione, avete deciso di avere bisogno di immediata liquidità.

Immaginate infine di ritrovarvi di fronte alla stessa casa, in vendita ad un prezzo maggiorato e con condizioni di acquisto decisamente svantaggiose. Bene, nessuno di voi probabilmente si sognerebbe mai di riacquistare quella stessa villa e chiunque si mangerebbe le mani per averla a suo tempo svenduta.

Tagliare per poi chiedere soldi in prestito

Eppure sembra che parte dell’attuale classe politica sia invece attirata da questo tipo di affari decisamente in perdita. Perché si può ragionevolmente paragonare quella casa al sistema sanitario nazionale italiano che negli ultimi anni ne ha condiviso la sorte, ovvero la svendita. E ora parte della maggioranza, in particolare nella sua quota PD, vorrebbe accedere ad un prestito, il MES, per acquistare a debito quella parte di sanità che è stata nel tempo tagliata. Non solo.

Sembrerebbe che proprio quella parte politica afferente al Partito Democratico abbia contribuito in maniera massiccia all’esatto ammontare di tagli che oggi combacia quasi perfettamente con la stessa cifra richiesta attraverso il MES. Un cortocircuito di illogicità che apparentemente non trova spiegazioni. Alcuni esempi?

Pro MES e contro la sanità pubblica: qual è la logica?

La deputata PD Debora Serracchiani intervenuta di recente in un programma TV ha così dichiarato:

Credo che noi oggi dobbiamo andare a prendere i soldi dove ci sono e quindi prendere i soldi del Mes.

L’onorevole Serracchiani chiede quindi 37 miliardi a prestito per aiutare la sanità. Peccato che la stessa Serracchiani, da Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, abbia contribuito ad un netto taglio della sanità territoriale. Non solo 600 posti letto in meno, ma addirittura pronto soccorsi chiusi, tutto parte della riforma Serracchiani. La deputata del PD è però in buona compagnia.

Sul carro dei paladini della sanità è infatti salito anche l’economista Carlo Cottarelli che si è più volte esposto pubblicamente chiedendo che il Governo acceda ai fondi del MES per supportare il servizio sanitario oggi in difficoltà. Lo stesso Cottarelli era però molto meno generoso nei confronti della sanità italiana quando nel 2015 ricopriva la carica di direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale e dichiarava senza lasciare troppo spazio all’interpretazione che:

Il sistema sanitario nazionale funziona, ma ci sono risparmi da fare. Una cifra possibile di risparmi senza stravolgere il sistema è tra i tre ed i cinque miliardi.

Il vincolo esterno in cambio della sanità pubblica

Quest’atteggiamento ambivalente nei confronti della sanità italiana ha quindi portato negli ultimi anni, in particolare dal Governo Monti in poi, al taglio di 37 miliardi di euro. Per uno strano scherzo del destino la stessa cifra che viene oggi offerta con il MES.

Se già non sono comprensibili i miliardi sottratti così a cuor leggero al settore, ancor meno si comprende la volontà di indebitarsi per riprendere proprio quello che è stato svenduto. A meno che tutto questo non venga fatto per un mero calcolo di sopravvivenza politica, che sembra essere legata in maniera indissolubile ad un aumento del vincolo europeo sull’Italia.

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Grazie ragazzi siete i migliori professionisti dell'informazione, è una vera
fortuna avervi conosciuto.

1 commento

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  • La spesa sanitaria fa parte della macrovoce Protezione sociale, assieme alla Previdenza e all’Assistenza. Tale macrovoce è sotto osservazione dell’UE, per quanto riguarda la sua sostenibilità nel lungo periodo, in particolare dopo lo scoppio della Grande Recessione. I tagli alla Sanità sono cominciati col governo Berlusconi.

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