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L’OMBRA DELL’ISIS E DI ERDOGAN SULL’ATTENTATO DI VIENNA – IL COMMENTO DI MAURIZIO BLONDET

Un altro attentato terroristico di matrice jihadista ha colpito questa volta la capitale austriaca Vienna. Almeno tre persone sono state uccise da un gruppo di attentatori che ha sparato sulla folla nel pieno centro città. Poche le notizie che trapelano dalle fonti istituzionali austriache.

Quello che non torna nell’attentato

Si sa che uno degli attentatori è stato ucciso dalla polizia, ma sarebbero ancora in corso le ricerche dei complici. Il Presidente austriaco Kurz ha aperto alla possibilità di un attentato con obiettivi antisemiti, perché il fatto si sarebbe svolto nelle vicinanze di una sinagoga. Eppure dalle dinamiche sembra esserci dell’altro.

La sinagoga era infatti chiusa e l’attentatore sembra aver sparato sulla folla senza un preciso criterio, ma con il tipico intento di gettare nel panico un’intera popolazione. Inoltre secondo quanto riportato da Rita Katz, direttrice del Site Institute, società che si occupa di monitorare le attività dello Stato Islamico, l’attentato sarebbe da ricondurre all’ISIS. Ecco che quindi lentamente il puzzle inizia a prendere forma.

C’è un legame con gli attentati in Francia?

Non si può infatti non legare l’episodio di Vienna a quanto recentemente avvenuto in Francia. La decapitazione dell’insegnante, l’attentato a Nizza e l’attentato a Vienna potrebbero essere quindi collegati da un filo invisibile, riconducibile sotto il nome dell’ISIS. C’è però qualcosa che comunque non torna in questa improvvisa rinascita dello Stato Islamico che oltre ad essere stato sconfitto sul campo, è stato privato del suo leader Al Baghdadi, rimasto ucciso a seguito di un bombardamento nel 2019.

Senza territori, senza una guida e presumibilmente con pochi soldi e uomini sembra difficile credere che l’ISIS sia tornato all’improvviso a mietere vittime con la stessa efficacia del 2015, quando però occupava parte della Siria e dell’Iraq, sfruttandone le ricche risorse energetiche.

Quel legame tra ISIS e Erdogan

È difficile quindi non guardare alla Turchia di Erdogan per cercare di dare una spiegazione più plausibile a questa nuova ondata di terrorismo. Il Presidente turco, in risposta alla copertina provocatoria di Charlie Hebdo, aveva infatti pochi giorni fa avuto un duro scontro contro Emmanuel Macron sostenendo che l’inquilino dell’Eliseo volesse le crociate contro il mondo musulmano. Uno scontro che potrebbe aver trovato la sua concretizzazione, tenendo conto dei legami più volte denunciati tra Ankara e lo Stato Islamico.

Il traffico illegale di carburante siriano gestito nel tempo dall’ISIS aveva infatti trovato nelle autorità turche un complice volenteroso, così come per il traffico di petrolio iracheno. Non solo. La recente onda di attentati trova poi perfetta coincidenza con alcune minacce che lo stesso Erdogan ha rivolto nel tempo all’Europa. “Rimanderemo i membri dell’Isis nei loro paesi, anche se gli è stata revocata la cittadinanza”, aveva dichiarato il Presidente turco nel 2019. Mentre nel 2017 dichiarava che: “Se l’Europa continua così, nessun europeo in nessuna parte del mondo potrà camminare sicuro per le strade”. Minacce che sembrano oggi essersi concretizzate.

Di certo è innegabile che tra le scorribande in Libia, le conquiste territoriali in Siria e la volontà di potenza nel Mediterraneo orientale, la Turchia di Erdogan intende realizzare un progetto di espansione con modalità molto spesso discutibili.

Il commento di Maurizio Blondet

Sulla vicenda Byoblu ha sentito il parere del giornalista Maurizio Blondet che ha sottolineato come l’attentato di Vienna sia stato realizzato con armi quali kalashnikov e che quindi rientra in una più ampia strategia della tensione. Si tratterebbe di un’evoluzione rispetto a quanto successo in Francia, dove invece era stato utilizzato un semplice coltello. Blondet ha poi ribadito che la regia di tutto potrebbe essere riconducibile alla Turchia di Erdogan che ha più volte minacciato nemmeno troppo velatamente l’intera Europa. 

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1 commento

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  • “Un coinvolgimento di Erdogan lo ritengo abbastanza improbabile”, queste le parole di Blondet, pare invece il contrario dall’articolo.
    I legami con l’Isis ce li ha la Turchia come ce li hanno quasi tutte le nazioni occidentali, chissà perchè puntare il dito solo contro la Turchia, che si voglia alimentare uno scontro con i musulmani?
    Il site institute di Rita Katz non monitora le azioni Isis, riceve proprio tutte, ripeto tutte e in esclusiva, le comunicazioni audio e video dei gruppi terroristici da quando questi esistono, non ne monitora le azioni, le divulga a propria discrezione è più corretto dire. La credibilità di questa fonte è inferiore a zero, è più probabile che ciò che divulga sia più uno strumento di manipolazione dell’opinione pubblica che altro.
    Quelle che vengono citate come “minacce di Erdogan all’occidente” possono non essere tali ma solo una constatazione che migliaia di mercenari creati dall’occidente possano rappresentare un problema in futuro per la stessa Europa, non è il solo a dirlo. Blondet in proposito parla di “opportunismo” dell’attentato fatto poche ore dopo una dichiarazione di questo tipo, ossia qualcuno ha deciso di fare un attentato cercando di fare puntare il dito verso Erdogan da parte dell’opinione pubblica. Per quanto la Turchia stia dimostrando mire espansionistiche e pochi scrupoli, alla pari di molte nazioni occidentali in ogni caso, non penso proprio sia il caso di alimentare separazioni e attriti fra il mondo cattolico e quello musulmano, la realtà è che c’è una moltitudine di persone per bene da una parte e un altro schieramento di guerrafondai folli senza scrupoli dall’altro e questi due gruppi attraversano tanto il mondo cattolico quanto quello musulmano, la distinzione è fra persone per bene o meno, non fra musulmani e cattolici.

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